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Lettera al Giornale di Sardegna

(24 Novembre 2004)

Ci risiamo.

Anche piazza Garibaldi è entrata nel mirino di quest’amministrazione. Ma non per la manutenzione delle piante né per il rifacimento della pavimentazione: Si butta tutto per aria e si riparte da zero. Piazza pulita, insomma, e quegli alberi devono sparire.

Certo, farsi vedere con l’accetta abbattere trentatré alberi così imponenti non darebbe una bella immagine degli amministratori di beni pubblici. E’ meglio suggerire l’idea che gli alberi non verranno eliminati ma “cavati e riposizionati in luogo più idoneo”. Chi volesse capire meglio il concetto può andare dietro piazza Giovanni XXIII a vedere che fine hanno fatto i magnifici alberi “riposizionati” da Via Amat qualche anno fa. Sempre che li riconosca.

Se poi gli alberi non ce la faranno, l’opinione pubblica avrà ormai già dimenticato questa brutta storia.

E però, l’assessore Lorrai ha bloccato il progetto.

Non per salvare gli alberi, naturalmente. Vuole solo aggiungere un bel po’ di parcheggi sottoterra e gli alberi sarebbero proprio una seccatura con quelle radici invadenti. Ci fa notare che le radici hanno addirittura bloccato la porta del gabinetto che c’è in piazza e chiunque può ben capire cosa significhi trovarsi con la porta del gabinetto chiusa dall’interno.

Ci si potrebbe chiedere se sono le radici che non devono stare sotto terra o è il gabinetto che è nel posto sbagliato, ma il discorso diventerebbe complesso.

Dice che i cittadini devono decidere se vogliono i parcheggi o gli alberi: Ossido di carbonio oppure ossigeno. E’ un bel dilemma. Sento che i cagliaritani si tormenteranno a lungo nell’incertezza della scelta. Cosa preferisce l’assessore è invece chiaro.

Staremo a vedere.

Ma non staremo a guardare.

Raffaello Ugo