Comune di Cagliari
Divisione Ecologia e verde pubblico
Ufficio 3°
verde pubblico
Nuova sistemazione
della piazza giovanni XXIII
Relazione agronomica
Vengono confermate anche nella presente fase esecutiva di progettazione
gli squilibri esistenti sull'attuale impianto del verde della Piazza
Giovanni XXIII, squilibri che furono già rilevati in sede
definitiva. Essi vengono di seguito elencati.
Il primo elemento di squilibrio del verde (di natura strutturale)
è rappresentato dalla sola presenza nella piazza di essenze
arboree e arbustive, visto che sono del tutto assenti gli elementi di
contorno di tipo prativo e quelli di tipo erbaceo floreale
(sbilanciamento completo a solo favore dello sviluppo vegetazionale sui
piani verticali paralleli al suolo, con crescita di chiome folte e
dense a circa 5/18 metri di quota; il conseguente risultato
è dato dallo spostamento verso l'alto della massa a verde).
Ciò ha generato sul piano di campagna della piazza sia
l'insufficiente presenza di elementi vegetali decorativi che
l'insufficiente diffusione della lice solare. L'insufficiente
diffusione della luce solare genera pesanti inconvenienti alla piena e
serena fruizione della piazza, sopratutto delle ore serali dei periodi
invernali.
Il secondo elemento di squilibrio è dato dall'insieme stesso
delle essenze arboree della piazza: esse risultano troppo ravvicinate e
distribuite in modo caotico, pochè furono poste a dimora, a
suo tempo, senza alcun criterio progettuale o strategico.
Le condizioni attualiL'attuale risultato è in
sintesi: uno stato di fatto particolarmente disomogeneo, pure
appesantito dall'eccessiva densità d'impianto delle grandi
alberature costrette allo sviluppo in spazi eccessivamente ristretti,
rispetto alle loro tendenze di sviluppo.
La disomogeneità tra gli elementi arborei è
evidenziata dall'accostamento di lecci (Quercus ilex L.), carrubi
(Ceratonia Siliqua L.), Ficus (Ficus retusa L.) e Jacaranda (Jacaranda
mimosifolia) nell'intero lato sud, prospiciente l'ingresso principale
della chiesa di San Paolo, lato adiacente al prolungamento della cia
Cao di San Marco. Nel lato ovest ed in quelli a Nord ed ad Est la
disposizione delle essenze viene ancor più confusa da un
impianto di pini (Pinus pinea e Pinus canariensis), confusi nella loro
posizione di dimora ed anch'essi eccessivamente ravvicinati fra di loro
e con Ficus e Jacaranda.
L'accostamento del tutto irrazionale fra questi elementi arborei ha
determinato l'eccessiva predominanza del colore verde scuro/cupo,
sopratutto nel lato sud ed in quello ovest della piazza, dovuto, questo
colore, alla massa del fogliame di tutte queste specie. In tali
condizioni la piazza non ha la possibilità di godere, ad
esempio, dell'esplosivo blu-porpora brillante delle (sole) fioriture di
Jacaranda. Le piante di quest'ultima specie sono strette in sesti
eccessivamente ravvicinati e costrette alla sola fuga di crescita in
senso verticale. La carenza di luce va pertanto anche a scapito della
caratterizzante crescita armoniosa e della copiosa produzione di
grappoli florali.
L'eccessiva densità d'impianto delle grandi alberature
è dimostrata dal ristretto sesto d'impianto utilizzato,
spesso inferiore ai 3 metri (quando tutte le piante di questa
grandezza, dovrebbero dimorare con sesti non inferiori a metri 10/12)
Ricapitolando questi eccessivi ravvicinamenti provocano: a) il
soffocamento dei lecci e dei carrubi da parte dei Ficus, piante queste
ultime dal comportamento più aggressivo, che permettono alle
prime due specie un accrescimento anomale e mediocre; b) le Jacarande
vegetano in condizioni tali da non garantire la crescita isodiametrica
delle chiome e la produzione ottimale di fioriture, nel lato ovest,
lungo la scuola esse sono ormai eccessivamente ristrette fra esemplari
della stessa specie e piante di pino, si sviluppano con habitus
morfologico eccessivamente esile; c) i pini sono anch'essi in parte
soffocati dalla crescita più imponente dei Ficus, e nel lato
verso la via dei Donoratico/via dei Giudicati e nel lato rivolto verso
la via Castiglione ed il palazzo Telecom, furono a loro tempo inseriti
e mescolati nelle due specie (Pinus pinea e Pinus canariensis)
mescolati senza alcun criterio progettuale; d) gli stessi Ficus, in
alcuni casi, troppo ravvicinati fra di loro sono stimolati alla
crescita longitudinale, sacrificando l'accrescimento trasversale
così caratteristico di questo genere (questo aspetto
verrà meglio approfondito come quarto elemento errato).
Il terzo elemento di errata scelta progettuale è dato dalla
scelta e dallo stato dei lecci che nell'ambiente urbano di Cagliari ed
anche in questa piazza, sembrano difficilmente recuperabili, per la
presenza nelle loro parti lignee di un parassita: un lepidottero
(Synanthedon vespiformis L.), una Sesia, che allo stadio larvale
aggredisce i tessuti cambiali e lignei di questi alberi, provocando
pericoli di stabilità del tronco e delle branche, con
fenomeni destinati ad acuirsi nel tempo.
Oltretutto la condizione di alcuni di questi lecci viene aggravata
dalla loro eccessiva vicinanza ai Ficus Retusa che hanno oramai
indissolubilmente avvinto alcune querce nei loro apparati radicali.
Come quarto elemento di infelice scelta progettuale si pone l'accento
sull'eccessivo ravvicinamento fra le piante di Ficus della zona del
corridoio che guarda l'ingresso principale della chiesa. I sesti, in
questo caso, sono di appena 3 metri, con conseguente crescita
sbilanciata a favore della sola altezza. E' notorio, viceversa, come il
maggior effetto ornamentale di questa specie arborea dia piuttosto
rappresentato dallo sciluppo trasversale della chioma. Un pesante ed
ulteriore inconveniente generatosi da questa scelta, abbinata a quella
di avere a suo tempo realizzato delle aiuole di contenimento dei Ficus
troppo ristrette, è registrabile dal forte innalzamento
della pavimentazione in numerosi punti della piazza. Le radici dei
Ficus, molto aggressive, sono riuscite negli anni a spaccare le bugne
diveltendo, pure, tutti i cordoli delle aiuole.
Il quinto elemento di infelice scelta progettuale è
rilevabile sullo stato degli oleandri, gli unici elementi arbustivi
della piazza, posti a dimora in numerose fioriere/aiuole: essi sono
chiusi dagli alberi che li sovrastano, fioriscono oramai solo
stentatamente, così come le fioriere d'accoglimento
risultano essere in gran parte inservibili o inutilizzabili.
A conclusione di questa descrizione dello stato attuale del verde della
piazza si rigerisce come lo spazio sia da considerarsi eccessivamente
ombreggiato, con maggiore riferimento alle ore serali ed ai periodi
invernali, risultando umido, freddo, poco illuminato e scomodo da
frequentare. La pavimentazione, vista la costrizione allo sviluppo
radicale delle grandi alberature di Ficus e dei pini, presenta nelle
vicinanze di molti alberi di queste due specie, una conseguente
traslocazione sia degli elementi costitutivi la suddetta che delle
cordolature di contorno alle vecchie aiuole.
Gli interventi progettuali
Si sottolinea come gli interventi di progetto della presente relazione
agronomica, allegata alla fase esecutiva, vengano in questa sede
dettagliati piuttosto per gli aspetti qualitativi, delle iniziative
inerenti le opere a verde. I particolari numerici sono infatti
ampiamente riportati sia nelle tavole grafiche che negli altri
elaborati di contabilità.
L'intervento di risistemazione delle opere a verde della piazza
persegue il raggiungimento di due obiettivi generali di natura
agronomica-ecologica (a agroecologica) e di natura paesaggistica. Nei
successivi paragradi dedicati agli interventi progettuali, si
proseguirà nella descrizione degli interventi previsti al
fine del raggiungimento dei due suddetti obbiettivi. Questi vengono poi
dettagliati nel capitolo delle conclusioni, il quale sarà
meglio interpretabile con l'analisi della tabella delle biomasse sotto
descritta.
In allegato alla presente relazione viene infatti descritto il bilancio
di massa riferito alle essenze vegetali più significative,
con una comparazione di raffronto tra lo stato attuale e quello di
progetto. Tale comparazione serve per definire in termini di
quantità (kg di massa a verde vegetante), lo stato ecologico
della piazza Giovanni XXIII. Si precisa che si intende per lo stato di
progetto del verde quel valore di biomassa che la vegetazione
assumerà a regime, posteriormente alla sua nuova
sistemazione, dopo circa 5/10 anni di ottima gestione agronomica della
piazza Giovanni XXIII.
Essenze arboree
L'intervento di resistemazione delle essenze arboree persegue il
raggiungimento di due obiettivi generali di natura agronomica e di
natura paesaggistica:
il primo è favorire l'accrescimento bilanciato degli alberi
a dimora, con particolare riferimento ai Ficus ed alle Jacaranda.
Esaltando lo sviluppo trasversale delle chiome e degli apparati
radicali degli alberi persistenti e di quelli di nuova dimora,
piuttosto che l'accrescimento esclusivo in altezza della sola chioma e
quello eccessivamente superficiale degli apparati radicali (come
avviene adesso), si assicura la buona stabilità delle
essenze, la contrazione degli inconvenienti (rappresentati dal
sollevamento della pavimentazione e degli arredi come afesso dovuti al
citato accrescimento superficiale delle radici);
il secondo obiettivo prevede il raggiungimento dell'effetto armonico di
sviluppo trasversale delle chiome ed il successo della fioritura delle
piante di Jacaranda, nonchè la messa a dimora di una nuova
specie, di origine esotica, (la Grevillea robusta) ben adattata al
clima asciutto di Cagliari, in grado di abbellire con nuovi e diversi
elementi cromatici di fioritura la piazza Giovanni XXIII.
Primo obiettivo
Per quanto riguarda il primo obiettivo si precisa che esso
verrà fondamentalmente favorito dall'adozione delle seguenti
scelte progettuali:
1) Realizzazione per i Ficus persistenti, per quelli riposizionati e
per quelli soprannumerari, d'aiuole più ampie e
più profonde di quelle attualmente presenti;
2) Realizzazione per le piante di Jacaranda, persistenti,
riposizionate, raddrizzata e di nuova fornitura, di aiuole adatte;
3) Abbattimento per motivi di sicurezza dei lecci e dei pini e
riposizionamento in altre zone verdi cittadine di tutti i carrubi
allontanati dalla piazza.
Punto 1) Per i Ficus persistenti, la maggiore ampiezza delle nuove
aiuole, nella superficie e nello spessore (mediamente nuovi cm 40 di
terra di coltivo a sostituzione dell'attuale asfalto, del cappellaccio
sterile e roccioso), metterà a disposizione dei loro
apparati radicali (sopratutto di quei capillizi destinati
all'assorbimento dell'acqua e degli elementi nutrizionali), un volume
di ottima terra di coltivo complessivamente superiore a quello che
attualmente le stesse piante hanno a disposizione. Una realizzazione
così combinata (uso di volumi di terra più ampi
per unità di pianta, assieme a quello di terra di coltivo
dalle pregevoli caratteristiche pedologiche ed agronomiche),
renderà oltretutto molto meno probabili, nel futuro, gli
inconvenienti a carico della nuova pavimentazione, limitando al minimo,
se non addirittura eliminando l'inconveniente del sollevamento delle
radici su detti elementi d'arredo. Le radici di questa specie anche
perseguendo nel più che probabile loro sviluppo
superficiale, difficilmente disturberanno con i loro elementi di
maggior diametro l'originale posizionamento della nuova pavimentazione
e dei nuovi arredi. I ficus persistenti, dimoranti nei singoli filari
perimetrali dei due lati sud ed est della piazza, eventualmente
sottoposti ad interventi di potatura, si accresceranno molto
più agevolmente secondo le loro caratteristiche originarie
(crescita isodiametrica della chioma e dell'apparato radicale), senza
per questo dover compromettere la nuova pavimentazione della piazza.
Le piante di Ficus da movimentare, attualmente dimoranti nel corridoio
centrale che porta all'ingresso principale della chiesa, verranno
adeguatamente cavate durante l'intervallo di tempo compreso tra la fine
di marzo e la prima metà di settembre. Esse, saranno
riutilizzate in parte nella stessa piazza, nell nuove aiuole
più sopra descritte opportunamente risistemati, in parte in
spazi verdi della città decisamente più adatti al
loro sviluppo (quali il Parco di Monte Urpinu ed il Parco del Colle di
San Michele). Per tutti i Ficus da riposizionare, in piazza o nei
parchi, la ditta realizzerà anche delle nuove buche di messa
a dimora di conveniente dimensione, comunque non inferiore a mc 13,5.
Le stesse piante saranno cavate con le dovute e le più
attente precauzioni (basti pensare che il pane di terra da estrarre
sarà non inferiore a mc 2,00). I Ficus riposizionati saranno
resi stabili con un adeguato sistema di sostegno a gabbia, in pali di
castagno, con appoggi sulle branche protetti con materiale gommoso
resistente ed anti trauma.
I Ficus della piazza usufruiranno delle somministrazioni irrigue delle
grandi aiuole, distribute con impianto a pioggia (irrigatori a
scomparsa del tipo dinamico e del tipo statico), Essi usufruiranno
delle cure previste dal capitolato e da voci d'elenco e computo, onde
favorire il loro pieno affrancamento, per tutto il epriodo di gestione
contrattuale della piazza.
I Ficus riposizionati nei parchi saranno seguiti dalla ditta
appaltatrice fino al termine del periodo della gestione prevista,
durante il quale la stessa provvederà ad eseguire:
periodiche, quanto puntuali, somministrazioni irrigue con autobotte;
zappettature della conca, rifacimenti della stessa e della controconca;
trattamenti antitraspiranti sulla chioma; controllo e ripristino del
sistema di tutoraggio
Punto 2) Per migliorare l'aspetto visivo del gruppo di Jacaranda
compreso nell'area limitrofa alla scuola elementare, alcuni alberi di
questa specie verranno cavati, per essere comunque riposizionati nella
stessa piazza Giovanni XXIII.
Si prevede di correggere l'eccessiva inclinazione del fusto di uno
degli alberi di questa specie, curandone il riposizionamento in situ
(operazione di raddrizzamento).
La presenza della Jacaranda in piazza sarà inoltre
incrementata dall'acquisto ex novo di altri individui, sempre della
stessa specie, per il potenziamento di questa particolare alberatura.
Per tutte le Jacaranda si realizzeranno delle aiuole singole,
proteggendo la terra nei pressi del fusto con un'adeguata griglia
salvaalbero, munendo inoltre ciascuna singola aiuola di impianto
d'irrigazione a goccia sotterrabile.
Per le Jacaranda sottoposte a riposizionamento è prevista la
realizzazione di una nuova buca di messa a dimora del volume non
inferiore a mc 10, mentre per quelle oggetto di nuova fornitura e messa
a dimora (di taglia decisamente più contenuta), la buca
sarà non inferiore a mc 4,5 di volume. Il pane di terra
delle piante cavate e da riposizionare sarà non inferiore a
mc 1,5.
Sia le Jacaranda riposizionate che quelle di nuova fornitura saranno
rese stabili con un sistema di tutoraggio di tipo sotterraneo,
biodegradabile negli anni.
Anche per le Jacaranda, come già per i Ficus, è
prevista la cura agronomica ad intero onere e carico della ditta, per
tutto il periodo di gestione contrattuale della piazza.
Punto 3) I lecci, visto l'accertamento di questa seria patologia, di
cui si è riferito in premessa, accertamento che è
stato diagnosticato in modo definitivo solo nel corso dell'estate 2000,
verranno abbattuti e convenientemente inceneriti. Purtroppo risulta
impossibile avviare in tale ambiente, fortemente antropizzato e vicino
a molte abitazioni, un'efficace strategia di lotta, che imporrebbe
l'uso di prodotti a forte impatto ambientale, senza peraltro assicurare
un soddisfacente abbattimento della stessa infestazione.
I pini attualmente dimoranti nella piazza saranno resi anch'essi
espiantati in maniera definitiva. Infatti le piante di pino di queste
dimensioni, se sottoposte a cavatura, non assicurerebbero buoni
risultati di ripresa originaria, oltretutto non risulta la strafa
più efficace visti il loro numero, le caratteristiche
estetiche, nonchè il loro scarso pregio ornamentale nel
nuovo contesto architettonico. Le piante di pino attualmente vegentanti
non sono certamente rare, nè particolari o in via
d'estinzione; l'espianto risulta la strada economicamente e
botanicamente più congrua. Nonostante tali espianti
irreversibili (pini e lecci) ed il trasferimento di altre essenze in
altre aree verdi della città (alcuni ficus e tutti i
carrubi), lo stato del verde di progetto della piazza resta certamente
confrontabile con quello attuale, come interpretabile dalla lettura
della tabella in appendice alla presente relazione.
I carrubi saranno convenientemente cavati e riutilizzati in altri spazi
verdi della città (nei parchi già menzionati). La
cura della loro estrazione viene anche in questo caso sinteticamente
dimostrata dalle dimensioni della nuova buca d'accoglimento della zolla
contenente l'apparato radicale (rispettivamente pari a mc 3,4 e mc
0,8). Vale anche per questi le cure agronomiche ed il periodo di
gestione a carico della ditta già indicato per i Ficus di
cui al precedente punto 1, da posizionare al di fuori della piazza
Giovanni XXIII.