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C'era una volta un re, che
era figlio del figlio del figlio del famoso Re Sole e veniva perciò
chiamato Lorrai (i raggi).
Nel suo paese la gente
era molto triste perché amava gli alberi e il re invece li
voleva sradicare tutti.
La gente piangeva e si
lamentava e non sapeva che fare.
Nessuno aveva il coraggio
di opporsi alla volontà del re, tranne un bambino che un
giorno si presentò a corte.
Il re rimase così
colpito dal coraggio del bambino che disse che avrebbe concesso venti
alberi e anche trenta agosto, che fa cinquanta.
Adesso invece c'è
la repubblica.
(favola zlotl)
Giovedì 19 agosto
2004
Anche questa notte
abbiamo sentito il rumore dei cingoli dei carriarmati che si stanno
posizionando intorno alla Piazza Giovanni XXIII. Abbiamo riserve di
cibo per un altra settimana. Manca l'acqua e non si prende nemmeno
Raitre. Non abbiamo armi ma siamo determinati a resistere comunque.
Siamo presenti in piazza dall'alba al tramonto sotto la tenda del
"Comitato spontaneo per la salvaguardia degli alberi di Piazza
Giovanni XXIII".
Stasera alle ore 18, 30
incontro col parroco. Abbiamo bisogno di aiuto.
Resistenza passiva!
Resistenza Passiva! Resistenza passiva!
Spassiba.
Venerdì 20 Agosto
2004
Dal nordest della Selva
di Papajuan.
Siamo spiati. Stamani
prima dell'alba il comandante Anedda ha visto due che sostavano nei
pressi della piazza. Ha cercato di rivolgersi a loro con parole di
pace ma è uno zlotl e non si sono capiti. Stavano per
picchiarsi. Aspettano che facciamo una mossa sbagliata.
Stiamo in campana. Il
governatore di Tuxtla Gutierrez, Anselmo Piras, ha detto che tutte è
in regola e i lavori andranno avanti. Siete la nostra ciambella di
salvataggio. Rimanete in contatto.
I nervi stanno cedendo.
Nel pomeriggio il comandante Anedda ha avuto un violento alterco con
uno scarafaggio di nome "Mollito". Cominciamo a guardarci
in cagnesco.
È sparito l'ultimo
pacchetto di fazzolettini. Il parroco ha detto che non ci da nessuna
benedizione di andare via che chiama la polizia. La lotta dura non fa
paura ma il parroco è proprio un maleducato.
Quando tornate dal mare
ricordatevi di noi.
Questo cazzo di
passamontagna mi sta facendo sclerare. Sono arrivate le brioches che
avevamo richiesto ma il caffè era freddo. La comandante
Margarita ci sta tenendo di corveé da mercoledì per via
di alcune battute sul suo nome. Anselmo Meloni dei Ds - Pam ha detto
che tutti gli alberi vanno salvati.
Lo aspettiamo qua.
Due elicotteri sono
passati in serata per i rilievi. Si preparano. Gli abbiamo fatto il
gesto dell'ombrello.
Il cappio si stringe e
noi siamo pronti a tutto. Abbiamo acquistato due casse di gazzosa e
se è il caso le berremo fino a scoppiare. Non ci prenderanno
vivi.
Alle 16,30 è
passato Mr. Jones e ha detto bravi io una volta ero in un bosco e
c'era uno che voleva appiccare il fuoco e io c'avevo il fucile e gli
avrei sparato beh buon lavoro buona giornata a lei Mr Jones.
Stamani una signora ci ha
detto ma non è che facendo così rallentate i lavori per
la piazza. Abbiamo cambiato PR.
Alle 18,25 siamo stati
sorvolati dal CESSNA dell'assessore Lorrai che ha lanciato volantini
che invitavano alla diserzione. Promette il perdono a chi si arrende
nelle ventiquattr'ore. E' sempre più difficile guardare negli
occhi i compagni. Serpeggia il malcontento. In cartoleria non fanno
più fotocopie a prezzo politico.
Sabato 21 Agosto 2004
06,30 Selva di Papajuan.
Abbiamo dovuto sedare il
comandante Anedda. Anche stanotte è stato scoperto mentre
cercava di convincere un Ficus Retusa a trattare la resa con i Lorrai
di Tapachula.
Non è più
quello dei primi giorni. Ed è uno zlotl.
Adesso dorme, col pollice
in bocca. È imbarazzante. Forse abbiamo sbagliato a fidarci
degli indigeni.
In mattinata è
stato mandato un dispaccio urgente all'Assessore all'Ambiente e alla
Forestale che dovrebbe avere competenza sulla questione degli alberi,
se tanto mi da tanto.
È aumentata
l'umidità e le piante impediscono un'adeguata insolazione.
Abbiamo tutte le
sfortune.
12,48
Il comandante Anedda si è
svegliato. Ha chiesto scusa per gli episodi delle ultime notti e
sembra di buon umore. Ha mangiato abbondantemente. Racconta a tutti
la barzelletta del cammello e del marinaio.
Poi ride forte. Lo
teniamo d'occhio. Abbiamo visto tutti lo scherzo che ha fatto Alien
nel primo episodio.
Abbiamo spedito una
raffica di lettere a Floris di Monteflores che ci fa sapere che non è
in casa. Balle.
16,30 dal nord est della
Selva di Papajuan.
Il parroco non ci ha
benedetto ma non ha nemmeno chiamato la polizia. Dice anche lui che
gli alberi devono essere salvati e non vuole il tunnel. Il risultato
è che la comandante Estrela do Mar ha dato la cera su tutto il
sagrato della chiesa e adesso la ronda deve passare con le pattine.
Comunque non siamo più
di corvée.
Domenica 22 Agosto 2004
Ore 9,30. Dal sud est
(c'è più ombra) della Selva di Papajuan.
Attimi di tensione la
scorsa notte. E' stata scoperta una scritta sul muro della cattedrale
di San Cristobal:
"Floris lassa stai
is matas".
Si è acceso un
furioso dibattito sul significato e la forma del messaggio. Una
corrente di pensiero (Estrela do Mar e Anedda) sostiene che Floris di
Monteflores avrebbe deciso di lasciar stare gli alberi.
L'altra (Margarita e Juan
sin Tierra) con valide argomentazioni sostiene che la mancanza di
punto esclamativo al termine della frase non sia - nella letteratura
più recente - condizione imprescindibile della frase
imperativa.
Una corrente minoritaria
(Tamales) fa notare che "matas" andrebbe corretto in
"matasa".
Il parroco in mattinata
ha troncato il dibattito cancellando la scritta.
Ore 11,30
Voci senza controllo:
Sembra che Floris di Monteflores e i Lorrai di Tapachula stiano per
sferrare un attacco notturno. Grande confusione nell'accampamento. La
comandante Estrela do Mar è molto irritata: non abbiamo
sufficienti sottobicchieri.
Il comandante Anedda
alterna momenti di torpore a momenti di forte eccitazione in cui
ripete la barzelletta del cammello. Abbiamo terminato i sedativi e
gli stiamo facendo masticare bacche di leccio.
Ha le pupille come palle
di cannone.
12,50
Hanno rubato la
bicicletta al comandante Canelles. La cosa sembrerebbe inspiegabile.
Nessuno crede alla favola
di un consigliere di "Fuerza Y Taglia" che sarebbe stato
visto in mattinata aggirarsi nei pressi del campo. Ma sono momenti
difficili e non ci si sorprende più di nulla.
Ore 13,18
Ci è arrivata la
notizia della faida scoppiata tra i Floris di Monteflores e i Floris
di Miraflores per il controllo del commercio di legname. Questi
spagnoli sono sempre gli stessi, da cinquecento anni.
Stiamo cercando di capire
come convenga muoversi. La comandante Estrela do Mar ha distribuito
alcune salviette sostenendo che in ogni modo è meglio non
sporcarsi con queste cose.
Siamo ad un punto morto.
Lunedì 23 Agosto
2004
Ore 18.
La comandante Margarita
ha incontrato Floris di Monteflores mentre, nella selva, era intenta
a raccogliere carrube per il caffè. Ha raccontato di una
grande luce e Floris di Monteflores le è apparso in
doppiopetto azzurro e lunghi capelli biondi che gli scendevano sulle
spalle.
"Lui è meglio
di Lui" ha gridato la comandante prima di cadere in ginocchio.
Floris di Monteflores le
avrebbe sfiorato la mano con la mano mormorando la frase: Beati gli
umili perché non sanno quello che fanno"
Inspiegabili macchie di
unto sui polsini della comandante.
Ore 18,25
Floris di Monteflores è
apparso anche al comandante Anedda che ne ha approfittato per
confessarsi. Adesso attende di essere assunto. In qualsiasi posto.
L'isolamento rende sempre più precari i valori laici cui
dovremmo ispirarci ed è ormai palpabile il rischio di una
deriva teocratica.
Abbiamo sospeso l'uso del
caffè di carrube.
Tramonto
Mentre la truppa
cominciava a prepararsi per la notte, un nuovo episodio ha riportato
la tensione alle stelle.
Dalla guglia della
cattedrale di San Cristobal, una figura che a stento avremmo potuto
definire umana, si è lanciata con alte grida tra le fronde
degli alberi sulle nostre teste.
Nel fuggi-fuggi generale
i più hanno temuto una nuova apparizione di Floris di
Monteflores e solo dopo alcune ore è ritornata la calma.
Sembra che un consigliere comunale di circa quindici anni sia fuggito
dall'allevamento del governatore Anselmo Piras di Tuxtla Gutierrez.
L'animale, piuttosto
aggressivo, viene liberato negli incontri tra scommettitori
clandestini in case da gioco e saloon. Intorno alle due il comandante
Anedda lo ha catturato offrendogli bacche di leccio.
Abbiamo accorciato la
catena ad entrambi per evitare problemi.
Martedi 24 Agosto 2004
Ore 7,50. Nord-est della
selva.
Abbiamo catturato Floris
di Monteflores. Questa mattina alle 4 la comandante Margarita si
trovava nella selva per avviare le faccende di casa quando ha
incontrato una contadinella tirolese in cerca di funghi.
All'obiezione che non ci sono funghi in piazza Giovanni la
contadinella
ribatteva in modo
petulante che i funghi ci dovevano essere a causa dell'eccessiva
umidità derivante dalla poca insolazione causata dagli alberi.
Floris di Monteflores e Margarita si sono quindi azzuffati, la
comandante si è trovata in mano la parrucca bionda di Floris e
ha questo punto ha chiamato aiuto.
Abbiamo velocemente
vergato una dichiarazione per la stampa un cui si dava l'ordine per
l'immediata sospensione dei lavori nella piazza e per la salvezza di
tutti gli alberi. Abbiamo costretto Floris di Monteflores a firmarla
e l'abbiamo recapitata rapidamente tramite staffetta a La Jornada,
L'Unione Sarda e La Nuova Sardegna. Non avendo il tempo di verificare
la notizia e per paura di perdere lo scoop L'Unione Sarda l'ha
pubblicata mentre, purtroppo, La Jornada e La Nuova Sardegna hanno
preferito attendere per verificarla. Sarà comunque una
tempesta politica.
Ore 9
Anedda truccato da Floris
di Monteflores fa proprio schifo ma è meglio dell'originale.
Gli abbiamo insegnato
alcune parole di spagnolo e lo abbiamo slegato.
Potrebbe essere la nostra
carta vincente in Consiglio comunale. La comandante Estrela do Mar
gli ha riempito le tasche di bacche di leccio. È partito
voltandosi più volte per salutarci finché ha sbattuto
su un grosso carrubo. È scomparso barcollando. Nessun accenno
di commozione.
La rivoluzione non è
un pranzo di gala.
Mercoledì 25
Agosto 2004
Ore 9
È iniziata la
rieducazione dell'esemplare di consigliere catturato la scorsa notte
dal comandante Anedda.
Ha già imparato a
ripetere la frase:
Buonaserascusatesemipermettoilmionomèfranciscofrancomasiagradireiesternarvilamiaopinionese
questononviarrecaalcundisturbograaaaazie.
Ancora, comunque, non è
in grado di argomentare nulla. Andiamo avanti con la politica dei
piccoli passi. Gli abbiamo modificato la dieta di bacche di leccio
integrandola con alcune carrube. Il prigioniero reagisce bene.
Teniamo comunque la catena corta.
16,30. Nord est della
selva.
Floris di Monteflores ha
cominciato a parlare un quarto d'ora dopo la cattura e ha terminato
alle 15,20 di questo pomeriggio quando si è
rovesciato all'indietro
con gli occhi all'insù rimanendo immobile. La paura che lo
torturassimo per ottenere informazioni e stata più forte di
lui
e ha parlato per ore
senza che potessimo interromperlo.
Si è fermato solo
quando la bocca era così asciutta che uscivano solo le
vocali.
La comandante Margarita
gli ha portato una scodella d'acqua e i famosi involtini di bacche di
leccio fatti da Estrela do Mar.
Adesso sta meglio.
Ha chiesto anche un po'
di carrube.
In realtà, Floris
di Monteflores non sa nulla e non è spendibile politicamente.
È solo un
burattino nelle mani del Partido.
Adesso lo scambieremmo
volentieri per due cartoni di latte.
Potremmo scendere anche a
uno. Nessuna notizia di Anedda.
Forse abbiamo sbagliato a
mandare uno zlotl in Via Roma.
Ormai è tardi.
18,40 Selva di Papajuan
XXIII
Le dichiarazioni
esplosive del finto Floris di Monteflores non hanno suscitato alcuna
reazione. No prese di posizione, no polemiche, no nulla.
Un disastro. Il motivo lo
abbiamo scoperto solo alcuni minuti fa:
Floris di Monteflores è
in realtà uno zlotl ed è il figlio perduto della
comandante Margarita.
La scoperta ci ha
sconvolto. Mentre Margarita lo stava rifocillando ha visto il
medaglione che gli pendeva dal collo e l'ha riconosciuto. Pare
che il bimbo le fosse
stato sottratto durante una razzia dei Monteflores nel campo indigeno
in cui Margarita viveva.
Lei si salvò
perché gli spagnoli la credettero morta ma sua figlio fu
portato via.
Quest'uomo che ci ha
fatto arrabbiare, che in alcuni momenti avremmo voluto avere tra le
mani per torcergli il collo è in realtà uno zlotl.
Il risultato di secoli di
sfruttamento e degrado che ha portato questo popolo fiero quasi alla
soglia dell'estinzione nel tentativo di cancellarne
le radici culturali, è
ora qui davanti a noi ed è uno di noi.
La famiglia dei Floris di
Monteflores lo utilizzava nelle occasioni pubbliche per evitare di
rischiare il sangue della famiglia.
Quest'uomo che adesso
singhiozza tra le braccia della comandante Margarita è il
nostro fratello zlotl. Il resto della sera è passato nel
silenzio. Siamo tutti
turbati e confusi.
Giovedì 26 Agosto
2004
Ore 9,50. Selva di
Papajuan XXIII
Flo (ex Floris di
Monteflores) ha una cimice (intesa come microspia) incastonata nella
fronte. Gli hanno fatto credere che fosse il terzo
occhio.
A guardarlo da vicino si
vede chiaramente la minitelecamera che si muove. Temiamo che
l'operatore sia annidato nella scatola cranica di
Flo. Questo spiegherebbe
molte cose.
Per il momento Flo tiene
un dito sull'obbiettivo ma cerchiamo una gomma da masticare molle
sull'asfalto per fare un lavoro definitivo. Non
sarà facile
trovarla perché il manto arboreo non consente una sufficiente
insolazione e le cicche trovate finora sono tutte dure.
Ore 13. nord est della
selva
Si avvicina il giorno
della battaglia finale. Cerchiamo di trarre indicazioni dalle
battaglie del passato. L'esempio storico cui attualmente
facciamo riferimento è
la battaglia di Culloden del 1746. Gli scozzesi in kilt, schierati di
fronte all'esercito di sua maestà britannica si
voltarono compatti e
sollevarono le sottane. Gli inglesi rimasero molto impressionati.
Gli scozzesi furono poi
scannati casa per casa. Non ha funzionato allora e non dovrebbe
funzionare nemmeno lunedì. Comunque ci occorrono 240 metri
lineari di stoffa a colori scuri e quadrettoni. Nessuna notizia di
Anedda. Cominciamo a temere il peggio.
Venerdì 27 Agosto
2004
Ore 13. Selva di
Papajuan
Non c'è limite
alla menzogna.
Flo ci ha rivelato di non
essere l'unico a interpretare il ruolo di primo cittadino. Un altro
(probabilmente un Floris di Miraflores) si alternava a
lui come sindaco o vice
sindaco. Questo spiegherebbe sia il silenzio in seguito al documento
bomba di martedì sia l'inflazione di parrucche
bionde. Ma chi c'è
dunque in cima alla catena di comando? E Anedda che diavolo sta
facendo? Il gioco sta diventando più grande di noi.
E arrivato il momento di
mettere in gioco i grossi calibri:
Maria Gracia Ximenes y
Fernadez y Gortari de Puertorico, immigrata, plurivedova e
ultracentenaria, fece fortuna durante la grande
depressione col commercio
di the deteinato tra Tihuana e San Diego e poi, con una serie di
matrimoni sbagliati (ma lucrosi) ha accumulato
un'enorme fortuna.
E abbiamo anche l'uomo
giusto per contattarla: Juan sin Tierra, un ex addetto ai servizi
igienici nella fazenda della famiglia Ximenes, uno
zlotl arguto e rispettato
nelle latrine perché conosce alcune parole di spagnolo.
Un intervento di Maria
Gracia in Junta può riaprire i giochi e ridare un po' d'ordine
a questo verminaio. Lo zlotl fa resistenza, dice che lui non
si ricorda, che forse non
era lui che son cose delicate. Il tempo stringe, lo carichiamo sulla
prima bicicletta e lo spingiamo giù per via Dante.
Contromano. Speriamo
bene.
Sabato 28 Agosto 2004
Ore 12. Notizie dalla
ciudad.
L’accordo tra Gracia
Maria e il nostro emissario è raggiunto. Dopo una prima fase
difficile in cui Juan sin Tierra è stato appeso a testa in
giù
su una turca (intesa come
toilette), lo zlotl è riuscito a comunicare a gesti il senso
della proposta degli insorti.
Accordo raggiunto per
quanto riguarda la contropartita. Gracia Maria avrebbe voluto il
controllo sul traffico del legname ma siamo giunti a
una mediazione
ragionevole che le consentirà il commercio di the deteinato in
tutta la selva di Papajuan e sulle vie limitrofe.
Gracia Maria incontrerà
gli uomini della junta intorno alle 17 di questo pomeriggio.
Previsti un the con i
pasticcini ma esclusi gli involtini di bacche di leccio proposti da
Juan sin Tierra. Resta da pagare la multa di 180 euro
per transito in senso
vietato dello stesso Juan.
Ore 19. Nuove voci dalla
ciudad.
Il the con pasticcini
delle 5 ha rischiato di trasformarsi in una rissa furiosa tra
assessori che si accusavano l’un l’altro di calpestare il patto
d’onore stipulato coi
cittadini in cambio di un piatto di lenticchie ed è terminata
solo quando sono entrati i camerieri col the.
Riportata la calma,
Gracia Maria ha esposto le linee essenziali del programma:
- Blocco del
disboscamento
- Cattura e punizione dei
responsabili dello scellerato progetto
- Ai Lorrai di Tapachula
rimarrebbe il controllo della città escluso il rettangolo che
parte da Via dei Giudicati (Angolo via Giudice Torbeno) a
nord e arriva fino a via
Cao di San Marco (angolo di via Boiardo) a sud, e che prenderà
il nome di municipio autonomo di Papajuan.
- Per quanto riguarda i
Floris di Monteflores e quelli di Miraflores, la trattativa verrebbe
scorporata per permettere un approfondimento su
alcuni punti oscuri (chi
è Floris? E’ il sindaco o il vicesindaco? Anedda ha preso il
posto di Flo o sta facendo un gioco sporco per conto suo?
I Miraflores, che parte
hanno in tutto questo?
Verso le 18,30, terminati
i pasticcini, la riunione è stata aggiornata.
Juan sin Tierra è
stato riappeso sulla turca.
Ore 21. Dalla selva.
La situazione è
improvvisamente esplosa.
Anedda è barricato
nel gabinetto del Sindaco e ogni volta che gli uscieri tentano di
entrare grida “occupato”. Nessuno è in grado di
prevedere quanto possa
resistere.
I carabineros stanno
tentando di forzare la finestrella sul retro del gabinetto ma ogni
volta che gli agenti si affacciano vengono bersagliati
da una gragniuola di
bacche di leccio.
Una piccola folla si è
radunata e scandisce “La lucha sigue!” e “Simon Bolivar
Simon!”
Pare che anche in Viale
Merello siano scoppiati tumulti: Un gruppo di avvocati barricati in
una palazzina lancia grossi faldoni sulle forze
dell’ordine.
Questa saldatura tra la
rabbia popolare e le istanze della borghesia illuminata potrebbe
portare a sviluppi interessanti.
Tentiamo nuove alleanze
telefonando a numeri a caso.
Corre voce di gruppi di
cittadini autorganizzati che muovono verso la selva per sostenerci.
E' giunta voce che la
brigata “S. Pertini” abbia abbandonato le ormai indifendibili
posizioni di Via Amat e si stia riposizionando all’entrata di
Via dei Giudicati.
Rimanete in contatto!
Domenica 29 agosto 2004
Ore 10,20. Municipio
autonomo di Papajuan. Non c’è nessuna brigata “S.
Pertini”.
Siamo stati ingannati e
adesso ci troviamo scoperti sul lato nord della piazza.
Si è trattato
dell’ennesimo infame sgambetto dei Lorrai di Tapachula. Hanno fatto
passare la notizia dei rinforzi per indebolire il lato della
piazza da cui era partito
anche il primo attacco di inizio agosto.
Pare che la brigata “S.
Pertini” sia stata dispersa nel 2002 quando venne rasa al suolo Via
Amat. Non potremo far conto sulle loro eroiche
cerbottane.
Ore 16
Gli zlotl hanno inventato
un ingegnoso sistema di comunicazione: tendendo dei fili tra gli
alberi, hanno creato una rete per tutta la selva. A
capo di ogni filo un
barattolo vuoto che serve alternativamente da ricevitore e da
trasmettitore. Un sistema geniale e pulito che loro
chiamano, difatti
“internetto”.
Col tempo si può
pensare di svilupparlo.
Più tardi è
venuta a trovarci Joan Baez e insieme abbiamo cantato “We shall
overcome” tenendoci per mano. Estrela do Mar aveva i
lucciconi agli occhi e ha
chiamato la Baez “collega”.
Il Presidente Chavez ha
comunicato la fornitura illimitata di petrolio per le lampade, mentre
da Cuba fanno spere che non hanno più medici
da mandare all’estero.
Da giorni proviamo a
comunicare col compagno Andropov al Cremlino ma ci devono essere
problemi grossi con la linea.
Il parroco di San
Cristobal ha serrato il pesante portone della chiesa. L’idea di
prenderlo in ostaggio per costringere il Vaticano ad uscire allo
scoperto è
svanita. Pare che l’arcivescovo abbia, in settimana, benedetto le
forze armate agli ordini della junta.
Ore 21
In serata abbiamo portato
i bambini e gli anziani all’interno dell’edificio diroccato della
scuola “Cima”. Li abbiamo sistemati alla meglio in
alcune aule che ancora
avevano la copertura.
Ormai possiamo solo
sperare nei gruppi autorganizzati di cittadini per coprire il lato di
Via dei Giudicati. Non ci arrivano più notizie
dall’esterno.
Al tramonto abbiamo
nuovamente sentito il rumore dei cingoli dei carri armati che si
muovono nelle vie che circondano la piazza.
Ci aspettiamo l’attacco
intorno alle 7 di domani mattina.
Flo ha staccato la gomma
americana dall’obiettivo della telecamera. Non abbiamo nulla da
nascondere.
C’è silenzio
stanotte.
Guardo il cielo.
Le stelle sopra di noi
illuminano le chiome degli Jacaranda.
Non abbiamo bisogno
nemmeno del petrolio del compagno Chavez. Sugli alberi gli zlotl
riposano. Si sente il russare della comandante
Margarita. Lancio una
bacca nella sua direzione. Smette. C’è un po’ d’umidità
dovuta alla scarsa insolazione notturna causata dagli alberi.
Mi copro il capo e cerco
di dormire. Domani sarà una giornata difficile. Gli alberi ci
guardano.
Lunedì 30 agosto
2004
All'alba di stamane
eravamo già schierati sulle nostre posizioni.
C'era Malcom da Aberdeen
e i Mc Duff di Glenmore, tutti i Mc Bride e i cugini di Lennox dei Mc
Aveen (i figli di Maria Assunta).
Ho scoperto di portare il
kilt con disinvoltura.
Si battevano i piedi per
terra per il freddo (causa insufficiente insolazione ecc. ecc).
Per tenerci svegli Arthur
Mc Bride si è adattato a suonare la zampogna e verso le 7,30
ha intonato un medley con l'inno degli Stuart che
sfumava in "E' nato
un bambinello".
Il risultato è
stato raggiunto solo grazie alle numerose stecche.
Alle otto non c'era
ancora traccia degli inglesi.
Alle 8 e qualcosa alcuni
si sono allontanati per fare colazione e verso le 9 abbiamo
cominciato ad infilare una serie di gighe e quadriglie
sotto il doppio filare di
pini.
Alle 10,40 Mac Beth ha
ricordato come la vita sia un ombra che cammina e ci ha invitato a
ricomporci. Poco dopo pare che lo stesso Mac
Beth sia rotolato lungo
disteso sull'asfalto (forse una radice, ma lui sostiene sia stato uno
spintone).
Purtroppo nessun
testimone dell'episodio.
Stasera riunione
allargata del clan nella sede della Circoscrizione. Si discuterà
del piano alternativo per la piazza e i Mc Duff faranno girare
un assaggio della loro
nuova birra.
Ore 13
Si è sparsa la
voce che Anedda sia uscito dal gabinetto in mattinata e, chiedendo
permesso alla piccola folla in attesa, si sia allontanato. A
chi chiedeva chiarimenti
pare abbia affermato con sicurezza: Nel gabinetto del sindaco non
manca certo la carta.
Una staffetta spedita
dagli avvocati insurgenti di Viale Merello ci ha informato che i
legali tengono saldamente la posizione grazie ad alcuni
cavilli procedurali
impilati dietro il portone d'ingresso.
Ore 18
Consiglio di clan
allargato alla Circoscrizione.
Problemi a introdurre la
botte dei Mc Duff nella porta della Circoscrizione. Inutile anche
l'intervento dei consiglieri.
Juan sin Tierra, che
ormai ha maturato una certa esperienza metropolitana e cerca di farla
pesare, assicura che l'unico sistema ragionevole
sia abbattere il muro
esterno sostenendo che in città si fa così.
Si vota invece
all'unanimità una mozione che sospende ogni tre minuti la
seduta per correre tutti fuori ad assaggiare la birra. Alcuni
consiglieri (del centro
sinistra) chiedono però il rispetto dei valori democratici
sottolineando come la loro posizione, più distante dalla
porta,
sia penalizzata. Si vota,
quindi, per ruotare ogni sei minuti la posizione dei consiglieri ma
intanto sono già passati tre minuti e tutti corriamo
fuori per il primo
assaggio. Accuse reciproche tra il centro destra e il centro sinistra
anche riguardo al tempo di sosta attaccati al beccuccio
della botte. Ci si
accorda sul minuto circa a persona anche se il "circa"
trova diverse interpretazioni, tutte inversamente proporzionali alla
distanza dal beccuccio e
nel frattempo però c'è la rotazione dei consiglieri
essendo passati tre minuti. Nonostante le difficoltà
procedurali,
intorno alle 21, Juan sin
Tierra viene eletto per acclamazione presidente a vita della
Circoscrizione e, come primo atto formale, nazionalizza
tutti i campi di luppolo
nel territorio comunale.
La discussione sui lavori
in Piazza Giovanni slitta purtroppo a data da destinarsi.
Martedì 31 Agosto
Ore 19 Selva di Papajuan
I costumi si sono
corrotti.
Non sono più i
primi tempi eroici in cui ci si accontentava di una scodella di
bacche da condividere con i compagni in cambio di un posto
nella storia.La riunione
di ieri alla circoscrizione ha purtroppo aperto una falla nella
moralità finora indiscussa (a parte i trascorsi di Estrela do
Mar) del gruppo guerrigliero e soprattutto nella comunità
zlotl.Sono gli indigeni che sembrano aver ricevuto il contraccolpo
più violento dall'esperienza nella ciudad.Juan sin Tierra,
solo per aver passato alcune ore appeso su una latrina in città
adesso pretende di pontificare su ogni cosa e quando parla tiene
sempre l'indice sollevato (e caliamo un velo sulle battute che questo
gesto suscita nella truppa). La comandante Margarita ha raccolto
tutti i kilt e ha espresso l'intenzione di realizzare con la stoffa
una serie di tovagliette americane, 14 plaid e alcune tovaglie da pic
nic - lei dice - per il corredo.
Flo ha rubato, nel bagno
della circoscrizione, uno specchietto con cui da stamattina si
diverte a fare boccacce alla telecamera.L'unico che sembra mantenere
una visione ancora lucida della nostra missione è, il
comandante Anedda che ha riempito la serratura del gabinetto del
Sindaco di bacche e altre cose, impedendo quindi l'accesso del Primo
Cittadino al proprio gabinetto. Non sappiamo quali possono essere gli
sviluppi del gesto ma attualmente sembra che questa azione abbia
bloccato tutta l'attività dell'amministrazione comunale ed è
stata sicuramente più efficace della visita in Circoscrizione,
bagordi compresi.
Tamales oggi non è
nemmeno sceso dall'albero e le tracce organiche a terra mostrano in
modo evidente come anche lui abbia esagerato con gli alcolici.
Mercoledì 1
settembre
Gracia Maria ci ha
regalato una capretta. Un delizioso animaletto
che ci darà anche il latte integrando così
l'alimentazione rigidamente vegetale delle ultime settimane. La capretta ha nome
Lorrelai, in ricordo di quando a Manaus, nella foresta amazzonica,
Gracia Maria vide per la prima volta l'opera rimanendone
affascinata. Dopo la brutta storia
della bicicletta del comandante Canelles, non è però
possibile lasciare la capretta a terra quando la notte ci arrampichiamo per
riposare sugli alberi. Tamales ha già
fato sapere che non ha nessuna intenzione di dormire con una capra:
Ognuno deve stare al suo posto, ha affermato. Gli altri zlotl gli hanno
ricordato la storia che da generazioni raccontano ai loro bambini,
quella della capretta che le scimmie non volevano lasciar salire sugli
alberi perché non scoprisse che le foglie più verdi e
tenere sono quelle più in alto. Anedda non ha capito la
metafora ma ha riso lo stesso.
Giovedì 2
settembre
Alba sulla selva
Stamattina, tanto per
fare, ci siamo svegliati tutti presto e abbiamo fatto un po' di
esercitazioni.
Abbiamo iniziato con
alcuni esercizi di ginnastica dolce ma dopo poco ci siamo accorti che
alcuni guerriglieri - pur eseguendo correttamente
i movimenti indicati -
tenevano gli occhi socchiusi.
Richiamati, hanno
affermato di utilizzare questa tecnica per non perdere neanche una
parola delle indicazioni che venivano date.
La comandante Estrela do
Mar ha proposto allora di inserire negli esercizi alcuni elementi che
potessero arricchire e rendere più vivace la
ginnastica, come il paso
doble, la spaccata e la giravolta sulle punte.
L'idea è stata
accolta con entusiasmo e si sono immediatamente formate le coppie.
Anedda ha preso sorprendentemente a volteggiare con
la comandante Margarita
mentre Canelles con Tamales cercavano di non pestarsi i piedi in
un'appassionata milonga.
Juan sin Tierra dava il
tempo col dito mentre Lorrelai osservava disincantata le nuvole di
polvere sollevate dai ballerini.
Il morale è
nuovamente alto.
Flo continua a fare
boccacce alla telecamera.
Alle 15 e 41 è
passato Jean Baptiste che ha detto ciao allora come va bravi bravi
continuate così ciao ciao au revoir Monsieur- Jean
Baptiste
Alle 16 e 42 è
passata Madame Unautrefois che ha detto che bravi anch'io c'ho un
cugino nella forestale e ha una bambina così bellina ora
vado buonasera bon voyage
Madame
Alle 17 e 43 è
passata Jeannette che ha detto beh che novità ci sono mi fa
tanto piacere ripasserò comme vous voudrez, Madamoiselle.
Alle 18 e 44 è
passato Blackjack Davy con la siringa appesa al braccio che ha detto
traaanquillo che no li toooccano…. ci pois cooontai….
Ore 19 Selva
Ridendo e scherzando ci
eravamo completamente dimenticati del consigliere catturato lunedì
dell'altra settimana.
Siamo corsi a vedere se
era ancora vivo e, per fortuna, non sembra abbia sofferto
particolarmente (evidentemente l'allevamento di Piras li
sottopone a stress ben
peggiori).
Per sopravvivere ha
scortecciato tutta la base del carrubo a cui era legato. Appena ci ha
visto si è messo a scodinzolare e quando lo
abbiamo liberato ha fatto
il giro di tutti gli alberi per segnare il territorio.
Tamales, che già
segue Lorrelai, dice che dove mangiano due possono mangiare anche in
tre.
Estrela do Mar, che
avrebbe dovuto prendersi cura del consigliere, ha detto che si vabbé
se n'era dimenticata ma che se ognuno si
impegnasse a pulire dopo
che ha sporcato ci sarebbe anche meno lavoro da fare e di riabbassare
la tavoletta del water e che mica può
pensare a tutto lei.
Purtroppo, proprio in
quel momento, Anedda ha visto una cosa molto importante sulla
corteccia di un albero, Tamales si è messo a
camminare sulle foglie
secche, Juan sin Tierra si è messo a cercare dei documenti
nelle tasche dei calzoni e Flo ha ripreso a fare
pernacchiette nello
specchietto. Abbiamo comunque fiducia che gli equilibri trovati
reggeranno anche oggi.
Venerdì 3
settembre
Ore 9. Selva di Papajuan
Abbiamo temuto il peggio.
Albeggiava appena.
Lo zlotl di guardia ha
segnalato che qualcuno confabulava col comandante Anedda dietro gli
oleandri.
La vedetta non ha saputo
essere più precisa ma è bastato perché tutti ci
precipitassimo giù dagli alberi nel timore di una ricaduta
del
comandante.
Ci siamo avvicinati
silenziosamente alla zona segnalata seguendo la tattica del serpente
di fiume. La tecnica consiste nel lasciar scivolare il
corpo guidato
dall'impercettibile ma incessante spinta delle dita delle mani e da
quelle dei piedi, tecnica molto faticosa ma estremamente
efficace.
Nel silenzio abbiamo
circondato Anedda e poi con un balzo gli siamo piombati addosso
immobilizzandolo.
Con sorpresa abbiamo
constatato che con lui non c'era nessuno.
La comandante Margarita
ha dichiarato infastidita che uscire dalle dosi consigliate di bacche
di leccio può essere pericoloso ma il
comandante ci ha zittiti
indicando il suo interlocutore:
sotto il cespuglio di
oleandro c'era una cosina nera che non era l'assessore Lorrai, poiché
tutti potevamo vedere che aveva più zampe di lui.
Ci siamo avvicinati al
cespuglio e abbiamo fatto la conoscenza di Mollito, dodicesimo
imperatore di Papajuan.
La comandante Estrela do
Mar ha preso un grosso pezzo di asfalto per schiacciarlo ma Mollito,
impassibile, ha cominciato a parlare così:
Non esiste il mondo
numero uno né il mondo numero due né il mondo numero
tre.
Ci sono solo tutti i
mondi possibili e il vostro è solo un po' più grande
del mio, come una cacca di vacca è più grande della
cacca del colibrì.
Non sono venuto qui per
discutere, per cui mi sederò e vi ascolterò.
Sabato 4 settembre
Ore 6, 35. Selva
Basta così ha
detto Mollito dopo diversi minuti di un silenzio sorpreso (Estrela,
Margarita, Tamales e Juan) o ottuso (Flo), argomentare non
è la cosa che vi
riesce meglio. D'altra parte tra tutti voi non fate il cervello di
uno scarabeo:
Il potente non ha alcun
bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare ma il cane ringhia se
tentate di sottrargli l'osso e ora me ne vado
perché ho altro da
fare.
Caspita che metafora! Ha
sottolineato subito Tamales.
Il finale mi è
apparso un po' debole… della metafora mi sembra che mancasse la
grande forza allusiva, ha fatto rilevare Anedda dondolando il
capo.
Pur non completamente
d'accordo con lui, anche Margarita sosteneva come, d'altra parte, la
parabola sia caratterizzata dal raffronto tra
due elementi che qui non
le sembravano posti con sufficiente forza.
Non sono sicura che si
possa nemmeno parlare di un'iperbole vista la poca rilevanza data a
"l'esagerazione delle qualità di una persona o di
una cosa"
(Zingarelli) ha concluso con una leggera alzata di spalle la
comandante Estrela.
Hai preso appunti? Ha
chiesto Juan sin Tierra a Flo.
Caspita che metafora! Ha
ribadito Tamales.
Ore 11. Nord est della
selva
Dopo il dibattito sulle
parole di Mollito, dodicesimo imperatore di Papajuan, siamo ritornati
sugli alberi per favorire ulteriori riflessioni e
cercare di recuperare
qualche ora di sonno.
Gli orari del campo non
sono particolarmente rigidi ma è consuetudine che il primo che
si alza metta sul fuoco la moka per tutti.
Questa simpatica usanza
ha però fatto sì che, col passare dei giorni, l'ora del
risveglio si sia man mano spostata più avanti arrivando fino
all'esagerazione di
vedere incominciare l'attività nel campo intorno a
mezzogiorno-l'una.
In generale si può
parlare di un certo, anche comprensibile, rilassamento dovuto al
diminuire della pressione dall'esterno ma, in alcuni casi -
come ad esempio Tamales -
è evidente una precisa volontà di lasciare che sia
qualcun altro a fare il caffé per scendere dall'albero non
appena il gorgoglìo
della macchinetta ne indica l'uscita.
Questo comportamento ha
suscitato più di un malumore e battutine trasversali così
stamani, quando Flo dal suo albero ha imitato con la
bocca il rumore della
caffettiera, tutti quanti ci siamo sistemati comodi per assistere al
gustoso spettacolo di Tamales che, arrivato giù, si è
trovato con la
caffettiera vuota del giorno prima e diverse paia di occhi addosso,
costretto a fare buon viso a cattivo gioco e preparare la
colazione per tutto
l'accampamento.
Ore 17
Non è la prima
volta che il comandante Anedda incontra Mollito.
Abbiamo così
scoperto che nelle discutibili scelte passate del comandante è
stata forte l’influenza delle interpretazioni troppo libere delle
parole dello scarabeo.
In fondo le ardite
metafore che Mollito ci ha proposto tra ieri e oggi hanno affascinato
tutti e sono state oggetto di complesse discussioni
nel corso della giornata
mettendo in difficoltà le menti più vivaci del gruppo.
La sentenza “Le parole
degli alberi arrivano al cuore ma la lingua dell’uomo è come
la freccia che ferisce” (precedente alla trattativa
fortunatamente fallita
con quelli di Tapachula sulla quantità di alberi che si poteva
accettare di sacrificare) è una frase di grande contenuto
emozionale ma la cui
oscurità è pressoché completa.
E’ facile immaginare
come, sulla fragile psiche del comandante Anedda, abbia potuto avere
un effetto devastante.
Mi torna in mente
l’ammonimento del mio maestro spirituale, Serafino da Castelvì,
che ad ogni pié sospinto mi sottolineava come la forma e
la sostanza del messaggio
debbano sempre coincidere se non vuoi fare la figura del fesso.
Ci si gira i pollici, in
attesa di eventi.
Domenica 5 settembre
Ore 12,50. Nord est della
selva
Pare che si tratti di un
cacchiovirus, il Cacchiovirus arborensis (Cva).
La voce è partita
in mattinata dagli zlotl di Via 28 febbraio e attraverso l’internetto
si è diffusa in un baleno per tutta la selva.
In sostanza la notizia è
questa: c’è questo cacchiovirus che aggredisce gli
amministratori pubblici, capi condominio, dirigenti scolastici,
consiglieri comunali e su
fino alle più alte cariche.
Il Cva richiede molto
spazio per l’installazione per cui una grossa insufficienza di
tessuto neuronale crea le premesse per il contagio.
Il risultato
dell’epidemia sono larghi viali deserti e spianate di marmo di
Orosei.
I soggetti colpiti
roteano gli occhi in presenza di verde pubblico: alberi, cespugli,
tutto li fa smaniare. Solo l’erba – è il caso di dirlo –
non gli
fa ombra.
Ore 17 Selva di Papajuan
Coi terroristi non si
tratta.
La linea di quelli di
Tapachula è chiara.
La delegazione che
avevamo mandato lunedì scorso in comune è tornata
questo pomeriggio per riferire un nulla di fatto.
L’ingegnoso stratagemma
adottato, pur funzionando (i nostri delegati sono stati ricevuti solo
perché travestiti da addetti alle pulizie) non ha
modificato la
situazione.
Quando l’assessore si è
accorto del trucco è diventato tutto rosso e si è
temuto uno sbocco di sangue. Poi si è ripreso e ha dichiarato
che
il progetto andrà
comunque avanti anzi nessun albero verrà abbattuto anzi il
tunnel si farà anzi solo fuori della piazza anzi i
sottoservizi
verranno messi sopra e il
granito solo sul lato nord anzi la fontana sulla sinistra e le docce
a ovest anzi il chiosco dei dolciumi sarà chiuso
per motivi igienici anzi
i servizi igienici verranno spostati nel chiosco anzi.
Verso le 15 la
delegazione era già ripartita per la selva.
Martedì 7
settembre
Stanotte non abbiamo
chiuso occhio.
La ragione è che
ieri la comandante Estrela do Mar è andata a trovare una zia
che abita vicino alla selva e siamo rimasti scoperti per le
cucine.
Juan sin Tierra ha
insistito a lungo per occuparsi personalmente della cena e nonostante
le perplessità espresse con estrema cautela
(l'esperienza in città
gli ha purtroppo irrigidito il già difficile carattere) alla
fine ci è sembrato brutto negargli la possibilità.
Ha preparato due cose che
ha chiamato filetti di carrube e pasticcio di foglie di leccio e che
emanavano, però, un odore acuto e tutt'altro
che accattivante.
Per tutto il tempo della
cena Juan è passato tra i tavoli ripetendo: Dovete almeno
assaggiarli.
La notte è
trascorsa tra lamenti e espressioni rudi che chiamavano in causa un
po' tutta la famiglia del cuoco.
Verso l'alba, quando la
sofferenza nel campo sembrava un po' sopita, Flo, che non ha mangiato
nulla (la sua porzione è stata poi ritrovata
per terra sotto il suo
tavolo) ha avuto l'idea di imitare - tanto per scherzare - la voce
dell'assessore Lorrai che ripeteva: Il tunnel si
faràaaa… il
tunnel si faràaaaa…
È stato
immediatamente zittito da una violenta scarpata. Non sono scherzi da
fare.
In mattinata, quando
Estrela è rientrata, è stata accolta da grida di
giubilo e con un calore e un affetto da cui è rimasta
piacevolmente
sorpresa.
Juan sin Tierra per tutta
la giornata ha fatto l'offeso.
Mercoledì 8
settembre
Municipio autonomo di
Papajuan
Beh, sembra incredibile
ma questa mattina Flo ha dimostrato, col suo coraggio e la sua
astuzia, che anche coloro che tra gli zlotl hanno
subito in modo più
duro l'opera di annichilimento culturale ad opera dei conquistadores
spagnoli riescono ancora ad avere dei sussulti
d'orgoglio e dignità
che danno speranza a tutti.
Insomma, gli toccava la
ronda delle 6 e lui si trovava su lato di Via Boiardo. Sembrava la
solita tranquilla, sonnolenta ronda e invece
all'improvviso una
macchina della policia è sbucata a fari spenti da Via Tommaseo
e ha imboccato Via 28 febbraio dirigendosi a nord.
Flo non ci ha pensato su.
È salito, veloce come una scimmia, sul primo ficus retusa e da
su, agitando magistralmente le fronde, battendosi il
petto con i pugni chiusi,
sputando a più non posso sulla strada e lanciando strilli
laceranti ha creato una situazione di tale tensione che
l'autista della macchina
ha prima rallentato pensando ad un attacco della guerriglia e poi,
visto che la pioggia di bacche aumentava di
intensità è
sceso dalla macchina e si è messo a correre scomparendo verso
Via Salvemini.
A questo punto tutto il
campo era già a terra, chi con i calzoni del pigiama a
bracaloni, chi ancora con i bigodini della notte ma pronti a
vender cara la pelle in
quello che sembrava l'assalto finale dei Lorrai di Tapachula. Quando
siamo arrivati sul posto Flo, stremato ma ancora
lucido ci indicava,
gridando e battendosi la testa con le mani aperte la macchina ferma
sulla strada. Ci siamo avvicinati guardinghi temendo
qualche trucco ma,
spalancata la portiera, abbiamo riconosciuto sul sedile posteriore
Simona Torretta e Simona Pari che, sorprese e un po'
spaventate, ci
sorridevano.
L'autista aveva lasciato
la giacca sul sedile. C'era un documento firmato da una Coalition
Provisory Administration che dava mandato a un
tale Allawi per
operazioni coperte.
Che significa? Ha chiesto
il comandante Anedda.
Roba sporca…
Giovedì 9
settembre
Nella serata di ieri
siamo stati contattati dal giornalista ciccio bomba cannoniere de "La
Sfoglia".
Abbiamo tutti pensato che
avesse in mente un'intervista all'eroico Flo.
Ci ha invece comunicato
che voleva fare un servizio sul disagio e la marginalità.
Ritenendo che mantenere
buoni rapporti con i mezzi di informazione possa consentire una
maggiore comprensione delle motivazioni che ci
hanno spinto alla
guerriglia nella selva, abbiamo preso comunque un appuntamento per le
18.
Ciccio bomba cannoniere è
arrivato da Via Dante abbattendo al passaggio quattro ficus retusa e
tre lecci in ottime condizioni di salute.
Juan sin Tierra gli ha
fatto notare che non lo prendeva a calci nel culo solo per rispetto
delle suole degli scarponi e nel concreto timore di
smarrirli nel suo
didietro.
Detto questo ci siamo
sistemati su alcune comode radici che uscivano dal terreno e il
giornalista ci ha posto la prima domanda:
Da quant'è che
siete comunisti?
Abbiamo capito subito che
l'intervista poteva trasformarsi per noi in un boomerang e abbiamo
quindi tentato di salvaguardare la possibilità di
comunicare le nostre
ragioni all'esterno tutelando comunque la professionalità del
giornalista.
La comandante Margarita
ha rassicurato ciccio bomba cannoniere sul fatto che non lo avremmo
impiccato al più alto ramo perché il suo
peso avrebbe potuto
danneggiare le piante e Anedda gli ha suggerito l'opportunità
di voltarsi spesso, andandosene, per evitare sorprese.
Abbiamo stabilito che
sarebbe stato meglio per tutti se ciccio non avesse più fatto
alcuna domanda e gli abbiamo promesso di fornirgli per
posta una serie di
risposte scritte per cui lui avrebbe potuto, con tutto comodo,
immaginare delle domande sufficientemente sensate.
Ciccio bomba cannoniere
ci ha ringraziato e sollevando l'immensa massa di lardo si è
allontanato indietreggiando lentamente fino a
scomparire nel fondo di
Via Dante.
Per il resto della serata
ci siamo interrogati sulle modalità future nei rapporti con i
giornalisti e sulle ragioni di alcune punte di aggressività
nei confronti del
direttore de "La Sfoglia", unico giornale al mondo con cui
puoi involgere il pesce già dalle 6 del mattino.
Se il pesce non si
offende.
Domenica 12 settembre
2004
Se avessimo potuto
immaginare una simile serpe!
Ciccio bomba cannoniere
ci ha lasciato un ricordino sotto forma di migliaia di cimici.
Impestati. Pare sia il suo solo modo di entrare in contatto con gli
esseri umani. Un informatore dei Lorrai di Tapachula. Che ingenui
siamo stati.
Da quel giorno il campo è
in subbuglio.
Tutti abbiamo cominciato
a comunicare a gesti per non farci intercettare col risultato che
sembravamo un ala riattivata di manicomio:
Sguardi che roteavano,
sopracciglia che si inarcavano, frenetiche indicazioni nel tentativo
di farsi capire, volti che diventavano paonazzi
nello sforzo di
sostituire parole, finché la comandante Margarita con un gesto
secco ha fermato il meccanismo dicendo semplicemente la
parola che tutti
pensavano ma per cui nessuno riusciva a trovare il gesto
corrispondente:
Bonificare!
È stata una
liberazione. Ci siamo gettati come un sol uomo su pagliericci,
coperte e cuscini e abbiamo cominciato a buttare all'aria tutto il
campo.
La comandante Estrela do
Mar ha preso a riempire lavatrici a ripetizione mentre Margarita,
aiutandosi con le liane, passava velocemente da
una parte del campo
all'altra con ordini secchi e precisi. Anedda e Juan sin Tierra hanno
cominciato a stendere i panni utilizzando i fili
dell'internetto (le
comunicazioni si sono così interrotte per diverse ore su
alcuni nodi del territorio) mentre Flo, Lorrelai e il consigliere
davano il loro contributo
correndo a casaccio tra gli alberi.
Abbiamo rivoltato come un
guanto l'intero l'accampamento utilizzando tutte le riserve di
prodotti per la casa in nostro possesso (compreso
un interessante capsula
da inserire nell'aspirapolvere che rilascia un piacevole odore di
bosco) e ieri mattina, stanchi ma soddisfatti, ci
siamo fermati per
ammirare il risultato.
Tra pacche sulle spalle
per il buon lavoro svolto e risate di soddisfazione spiccava però
il silenzio di Estrela do Mar che, in disparte, pareva
assorta in pensieri
profondi.
Tamales le si è
avvicinato per capirne i motivi e la comandante ci ha rivelato di
aver ricevuto un'offerta. Maria Gracia Ximenes y Fernadez y
Gortari de Puertorico le
avrebbe proposto il ruolo di soubrette nella nuova rivista in
preparazione per la stagione 2004/05 tra le macerie del
Nuovo Teatro Lirico di
Cagliari.
Estrela ci ha confessato
che si rendeva conto come questa, forse, era la sua ultima occasione
per rientrare in quel mondo da cui era stata
cacciata anni prima
perché scoperta a sfogliare un saggio su Guy Debord.
Un silenzio profondo ha
seguito questa inaspettata rivelazione. Il primo a parlare è
stato il comandante Anedda che, con voce rotta, ci ha
ricordato che ormai lo
scopo per cui un manipolo di coraggiosi si era rifugiato nella selva
sembrava raggiunto: gli alberi erano ancora lì, non
erano stati abbattuti e
ci guardavano fiduciosi e grati. I Lorrai di Tapachula sembravano
aver accusato il colpo. Adesso era ormai tempo di
ritornare alle
occupazioni di sempre.
Tamales ci ha detto di
avere un minuscolo negozietto di alimentari giù in piazza
Pascoli e che gli sarebbe piaciuto arricchirlo con qualche
prodotto di quelli che
aveva conosciuto vivendo a contatto con gli zlotl, un po' di caffè
Rebelde, del Guaranì e, insomma, pensava che
bisognasse rientrare
nella società civile per far conoscere l'esperienza che
avevamo vissuto e far nascere nuovi focolai di resistenza.
La comandante Margarita
aveva ormai terminato le ferie e la aspettavano per riaprile una
delle poche portinerie rimaste, giù in Via Dante.
Margarita avrebbe
ricominciato a smistare la posta per i condomini e a tenere in ordine
l'androne e i corridoi dei garages. Flo l'avrebbe
aiutata per il giardino.
Juan sin Tierra avrebbe
continuato a spostarsi per la piazza, senza una dimora fissa, ma
stavolta con la capretta e il consigliere che gli
avrebbero fatto
compagnia.
Ha anche promesso che
avrebbe telefonato a tutti per avvisare di qualsiasi movimento
sospetto. Juan sin Tierra, che tipo…
Io penso che tornerò
agli studi interrotti con l'inizio di questa vicenda.
Il mio maestro, Serafino
da Castelvì mi attende per riprendere il lavoro.
Questa volta sono davvero
determinato a prendermi la licenza elementare.
Poi mi sposterò a
sud verso piazza Gramsci.
Gira voce che uomini
cattivi stiano pianificando le loro trame laggiù.
Rimarremo in contatto, lo
prometto.
Estrela, visibilmente
commossa, è salita su una grossa radice uscita dal terreno e,
come aveva fatto mille volte su chissà quanti
palcoscenici della
provincia, si è raccolta con le mani sul viso e nel silenzio
sospeso del campo ha intonato una canzone.
Di un certo Strauss.
Bella…
Il giardino è in
lutto
La pioggia cade
freddamente tra i fiori.
L'estate rabbrividisce
Incontrando la sua fine.
Foglia su foglia lascia
cadere piume
dorate dall'orgogliosa
acacia.
L'estate sorride, stupita
e fragile
Nel sogno del giardino
morente.
Per un attimo, immobile
vicino alle rose
Rimane in piedi, bramando
pace.
Lentamente chiude i suoi
larghi
Occhi ormai stanchi.
FINE
(per ora)
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