Diario del Subcaporalmaggiore Gigis
dalla selva di Papajuan XXIII
-estate 2004-

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C'era una volta un re, che era figlio del figlio del figlio del famoso Re Sole e veniva perciò chiamato Lorrai (i raggi).

Nel suo paese la gente era molto triste perché amava gli alberi e il re invece li voleva sradicare tutti.

La gente piangeva e si lamentava e non sapeva che fare.

Nessuno aveva il coraggio di opporsi alla volontà del re, tranne un bambino che un giorno si presentò a corte.

Il re rimase così colpito dal coraggio del bambino che disse che avrebbe concesso venti alberi e anche trenta agosto, che fa cinquanta.

Adesso invece c'è la repubblica.

(favola zlotl)

Giovedì 19 agosto 2004

Anche questa notte abbiamo sentito il rumore dei cingoli dei carriarmati che si stanno posizionando intorno alla Piazza Giovanni XXIII. Abbiamo riserve di cibo per un altra settimana. Manca l'acqua e non si prende nemmeno Raitre. Non abbiamo armi ma siamo determinati a resistere comunque. Siamo presenti in piazza dall'alba al tramonto sotto la tenda del "Comitato spontaneo per la salvaguardia degli alberi di Piazza Giovanni XXIII".

Stasera alle ore 18, 30 incontro col parroco. Abbiamo bisogno di aiuto.

Resistenza passiva! Resistenza Passiva! Resistenza passiva!

Spassiba.

Venerdì 20 Agosto 2004

Dal nordest della Selva di Papajuan.

Siamo spiati. Stamani prima dell'alba il comandante Anedda ha visto due che sostavano nei pressi della piazza. Ha cercato di rivolgersi a loro con parole di pace ma è uno zlotl e non si sono capiti. Stavano per picchiarsi. Aspettano che facciamo una mossa sbagliata.

Stiamo in campana. Il governatore di Tuxtla Gutierrez, Anselmo Piras, ha detto che tutte è in regola e i lavori andranno avanti. Siete la nostra ciambella di salvataggio. Rimanete in contatto.

I nervi stanno cedendo. Nel pomeriggio il comandante Anedda ha avuto un violento alterco con uno scarafaggio di nome "Mollito". Cominciamo a guardarci in cagnesco.

È sparito l'ultimo pacchetto di fazzolettini. Il parroco ha detto che non ci da nessuna benedizione di andare via che chiama la polizia. La lotta dura non fa paura ma il parroco è proprio un maleducato.

Quando tornate dal mare ricordatevi di noi.

Questo cazzo di passamontagna mi sta facendo sclerare. Sono arrivate le brioches che avevamo richiesto ma il caffè era freddo. La comandante Margarita ci sta tenendo di corveé da mercoledì per via di alcune battute sul suo nome. Anselmo Meloni dei Ds - Pam ha detto che tutti gli alberi vanno salvati.

Lo aspettiamo qua.

Due elicotteri sono passati in serata per i rilievi. Si preparano. Gli abbiamo fatto il gesto dell'ombrello.

Il cappio si stringe e noi siamo pronti a tutto. Abbiamo acquistato due casse di gazzosa e se è il caso le berremo fino a scoppiare. Non ci prenderanno vivi.

Alle 16,30 è passato Mr. Jones e ha detto bravi io una volta ero in un bosco e c'era uno che voleva appiccare il fuoco e io c'avevo il fucile e gli avrei sparato beh buon lavoro buona giornata a lei Mr Jones.

Stamani una signora ci ha detto ma non è che facendo così rallentate i lavori per la piazza. Abbiamo cambiato PR.

Alle 18,25 siamo stati sorvolati dal CESSNA dell'assessore Lorrai che ha lanciato volantini che invitavano alla diserzione. Promette il perdono a chi si arrende nelle ventiquattr'ore. E' sempre più difficile guardare negli occhi i compagni. Serpeggia il malcontento. In cartoleria non fanno più fotocopie a prezzo politico.

Sabato 21 Agosto 2004

06,30 Selva di Papajuan.

Abbiamo dovuto sedare il comandante Anedda. Anche stanotte è stato scoperto mentre cercava di convincere un Ficus Retusa a trattare la resa con i Lorrai di Tapachula.

Non è più quello dei primi giorni. Ed è uno zlotl.

Adesso dorme, col pollice in bocca. È imbarazzante. Forse abbiamo sbagliato a fidarci degli indigeni.

In mattinata è stato mandato un dispaccio urgente all'Assessore all'Ambiente e alla Forestale che dovrebbe avere competenza sulla questione degli alberi, se tanto mi da tanto.

È aumentata l'umidità e le piante impediscono un'adeguata insolazione.

Abbiamo tutte le sfortune.

12,48

Il comandante Anedda si è svegliato. Ha chiesto scusa per gli episodi delle ultime notti e sembra di buon umore. Ha mangiato abbondantemente. Racconta a tutti la barzelletta del cammello e del marinaio.

Poi ride forte. Lo teniamo d'occhio. Abbiamo visto tutti lo scherzo che ha fatto Alien nel primo episodio.

Abbiamo spedito una raffica di lettere a Floris di Monteflores che ci fa sapere che non è in casa. Balle.

16,30 dal nord est della Selva di Papajuan.

Il parroco non ci ha benedetto ma non ha nemmeno chiamato la polizia. Dice anche lui che gli alberi devono essere salvati e non vuole il tunnel. Il risultato è che la comandante Estrela do Mar ha dato la cera su tutto il sagrato della chiesa e adesso la ronda deve passare con le pattine.

Comunque non siamo più di corvée.

Domenica 22 Agosto 2004

Ore 9,30. Dal sud est (c'è più ombra) della Selva di Papajuan.

Attimi di tensione la scorsa notte. E' stata scoperta una scritta sul muro della cattedrale di San Cristobal:

"Floris lassa stai is matas".

Si è acceso un furioso dibattito sul significato e la forma del messaggio. Una corrente di pensiero (Estrela do Mar e Anedda) sostiene che Floris di Monteflores avrebbe deciso di lasciar stare gli alberi.

L'altra (Margarita e Juan sin Tierra) con valide argomentazioni sostiene che la mancanza di punto esclamativo al termine della frase non sia - nella letteratura più recente - condizione imprescindibile della frase imperativa.

Una corrente minoritaria (Tamales) fa notare che "matas" andrebbe corretto in "matasa".

Il parroco in mattinata ha troncato il dibattito cancellando la scritta.

Ore 11,30

Voci senza controllo: Sembra che Floris di Monteflores e i Lorrai di Tapachula stiano per sferrare un attacco notturno. Grande confusione nell'accampamento. La comandante Estrela do Mar è molto irritata: non abbiamo sufficienti sottobicchieri.

Il comandante Anedda alterna momenti di torpore a momenti di forte eccitazione in cui ripete la barzelletta del cammello. Abbiamo terminato i sedativi e gli stiamo facendo masticare bacche di leccio.

Ha le pupille come palle di cannone.

12,50

Hanno rubato la bicicletta al comandante Canelles. La cosa sembrerebbe inspiegabile.

Nessuno crede alla favola di un consigliere di "Fuerza Y Taglia" che sarebbe stato visto in mattinata aggirarsi nei pressi del campo. Ma sono momenti difficili e non ci si sorprende più di nulla.

Ore 13,18

Ci è arrivata la notizia della faida scoppiata tra i Floris di Monteflores e i Floris di Miraflores per il controllo del commercio di legname. Questi spagnoli sono sempre gli stessi, da cinquecento anni.

Stiamo cercando di capire come convenga muoversi. La comandante Estrela do Mar ha distribuito alcune salviette sostenendo che in ogni modo è meglio non sporcarsi con queste cose.

Siamo ad un punto morto.

Lunedì 23 Agosto 2004

Ore 18.

La comandante Margarita ha incontrato Floris di Monteflores mentre, nella selva, era intenta a raccogliere carrube per il caffè. Ha raccontato di una grande luce e Floris di Monteflores le è apparso in doppiopetto azzurro e lunghi capelli biondi che gli scendevano sulle spalle.

"Lui è meglio di Lui" ha gridato la comandante prima di cadere in ginocchio.

Floris di Monteflores le avrebbe sfiorato la mano con la mano mormorando la frase: Beati gli umili perché non sanno quello che fanno"

Inspiegabili macchie di unto sui polsini della comandante.

Ore 18,25

Floris di Monteflores è apparso anche al comandante Anedda che ne ha approfittato per confessarsi. Adesso attende di essere assunto. In qualsiasi posto. L'isolamento rende sempre più precari i valori laici cui dovremmo ispirarci ed è ormai palpabile il rischio di una deriva teocratica.

Abbiamo sospeso l'uso del caffè di carrube.

Tramonto

Mentre la truppa cominciava a prepararsi per la notte, un nuovo episodio ha riportato la tensione alle stelle.

Dalla guglia della cattedrale di San Cristobal, una figura che a stento avremmo potuto definire umana, si è lanciata con alte grida tra le fronde degli alberi sulle nostre teste.

Nel fuggi-fuggi generale i più hanno temuto una nuova apparizione di Floris di Monteflores e solo dopo alcune ore è ritornata la calma. Sembra che un consigliere comunale di circa quindici anni sia fuggito dall'allevamento del governatore Anselmo Piras di Tuxtla Gutierrez.

L'animale, piuttosto aggressivo, viene liberato negli incontri tra scommettitori clandestini in case da gioco e saloon. Intorno alle due il comandante Anedda lo ha catturato offrendogli bacche di leccio.

Abbiamo accorciato la catena ad entrambi per evitare problemi.

Martedi 24 Agosto 2004

Ore 7,50. Nord-est della selva.

Abbiamo catturato Floris di Monteflores. Questa mattina alle 4 la comandante Margarita si trovava nella selva per avviare le faccende di casa quando ha incontrato una contadinella tirolese in cerca di funghi. All'obiezione che non ci sono funghi in piazza Giovanni la contadinella

ribatteva in modo petulante che i funghi ci dovevano essere a causa dell'eccessiva umidità derivante dalla poca insolazione causata dagli alberi. Floris di Monteflores e Margarita si sono quindi azzuffati, la comandante si è trovata in mano la parrucca bionda di Floris e ha questo punto ha chiamato aiuto.

Abbiamo velocemente vergato una dichiarazione per la stampa un cui si dava l'ordine per l'immediata sospensione dei lavori nella piazza e per la salvezza di tutti gli alberi. Abbiamo costretto Floris di Monteflores a firmarla e l'abbiamo recapitata rapidamente tramite staffetta a La Jornada, L'Unione Sarda e La Nuova Sardegna. Non avendo il tempo di verificare la notizia e per paura di perdere lo scoop L'Unione Sarda l'ha pubblicata mentre, purtroppo, La Jornada e La Nuova Sardegna hanno preferito attendere per verificarla. Sarà comunque una tempesta politica.

Ore 9

Anedda truccato da Floris di Monteflores fa proprio schifo ma è meglio dell'originale.

Gli abbiamo insegnato alcune parole di spagnolo e lo abbiamo slegato.

Potrebbe essere la nostra carta vincente in Consiglio comunale. La comandante Estrela do Mar gli ha riempito le tasche di bacche di leccio. È partito voltandosi più volte per salutarci finché ha sbattuto su un grosso carrubo. È scomparso barcollando. Nessun accenno di commozione.

La rivoluzione non è un pranzo di gala.

Mercoledì 25 Agosto 2004

Ore 9

È iniziata la rieducazione dell'esemplare di consigliere catturato la scorsa notte dal comandante Anedda.

Ha già imparato a ripetere la frase: Buonaserascusatesemipermettoilmionomèfranciscofrancomasiagradireiesternarvilamiaopinionese

questononviarrecaalcundisturbograaaaazie.

Ancora, comunque, non è in grado di argomentare nulla. Andiamo avanti con la politica dei piccoli passi. Gli abbiamo modificato la dieta di bacche di leccio integrandola con alcune carrube. Il prigioniero reagisce bene. Teniamo comunque la catena corta.

16,30. Nord est della selva.

Floris di Monteflores ha cominciato a parlare un quarto d'ora dopo la cattura e ha terminato alle 15,20 di questo pomeriggio quando si è

rovesciato all'indietro con gli occhi all'insù rimanendo immobile. La paura che lo torturassimo per ottenere informazioni e stata più forte di lui

e ha parlato per ore senza che potessimo interromperlo.

Si è fermato solo quando la bocca era così asciutta che uscivano solo le vocali.

La comandante Margarita gli ha portato una scodella d'acqua e i famosi involtini di bacche di leccio fatti da Estrela do Mar.

Adesso sta meglio.

Ha chiesto anche un po' di carrube.

In realtà, Floris di Monteflores non sa nulla e non è spendibile politicamente.

È solo un burattino nelle mani del Partido.

Adesso lo scambieremmo volentieri per due cartoni di latte.

Potremmo scendere anche a uno. Nessuna notizia di Anedda.

Forse abbiamo sbagliato a mandare uno zlotl in Via Roma.

Ormai è tardi.

18,40 Selva di Papajuan XXIII

Le dichiarazioni esplosive del finto Floris di Monteflores non hanno suscitato alcuna reazione. No prese di posizione, no polemiche, no nulla.

Un disastro. Il motivo lo abbiamo scoperto solo alcuni minuti fa:

Floris di Monteflores è in realtà uno zlotl ed è il figlio perduto della comandante Margarita.

La scoperta ci ha sconvolto. Mentre Margarita lo stava rifocillando ha visto il medaglione che gli pendeva dal collo e l'ha riconosciuto. Pare

che il bimbo le fosse stato sottratto durante una razzia dei Monteflores nel campo indigeno in cui Margarita viveva.

Lei si salvò perché gli spagnoli la credettero morta ma sua figlio fu portato via.

Quest'uomo che ci ha fatto arrabbiare, che in alcuni momenti avremmo voluto avere tra le mani per torcergli il collo è in realtà uno zlotl.

Il risultato di secoli di sfruttamento e degrado che ha portato questo popolo fiero quasi alla soglia dell'estinzione nel tentativo di cancellarne

le radici culturali, è ora qui davanti a noi ed è uno di noi.

La famiglia dei Floris di Monteflores lo utilizzava nelle occasioni pubbliche per evitare di rischiare il sangue della famiglia.

Quest'uomo che adesso singhiozza tra le braccia della comandante Margarita è il nostro fratello zlotl. Il resto della sera è passato nel

silenzio. Siamo tutti turbati e confusi.

Giovedì 26 Agosto 2004

Ore 9,50. Selva di Papajuan XXIII

Flo (ex Floris di Monteflores) ha una cimice (intesa come microspia) incastonata nella fronte. Gli hanno fatto credere che fosse il terzo

occhio.

A guardarlo da vicino si vede chiaramente la minitelecamera che si muove. Temiamo che l'operatore sia annidato nella scatola cranica di

Flo. Questo spiegherebbe molte cose.

Per il momento Flo tiene un dito sull'obbiettivo ma cerchiamo una gomma da masticare molle sull'asfalto per fare un lavoro definitivo. Non

sarà facile trovarla perché il manto arboreo non consente una sufficiente insolazione e le cicche trovate finora sono tutte dure.

Ore 13. nord est della selva

Si avvicina il giorno della battaglia finale. Cerchiamo di trarre indicazioni dalle battaglie del passato. L'esempio storico cui attualmente

facciamo riferimento è la battaglia di Culloden del 1746. Gli scozzesi in kilt, schierati di fronte all'esercito di sua maestà britannica si

voltarono compatti e sollevarono le sottane. Gli inglesi rimasero molto impressionati.

Gli scozzesi furono poi scannati casa per casa. Non ha funzionato allora e non dovrebbe funzionare nemmeno lunedì. Comunque ci occorrono 240 metri lineari di stoffa a colori scuri e quadrettoni. Nessuna notizia di Anedda. Cominciamo a temere il peggio.

Venerdì 27 Agosto 2004

Ore 13. Selva di Papajuan

Non c'è limite alla menzogna.

Flo ci ha rivelato di non essere l'unico a interpretare il ruolo di primo cittadino. Un altro (probabilmente un Floris di Miraflores) si alternava a

lui come sindaco o vice sindaco. Questo spiegherebbe sia il silenzio in seguito al documento bomba di martedì sia l'inflazione di parrucche

bionde. Ma chi c'è dunque in cima alla catena di comando? E Anedda che diavolo sta facendo? Il gioco sta diventando più grande di noi.

E arrivato il momento di mettere in gioco i grossi calibri:

Maria Gracia Ximenes y Fernadez y Gortari de Puertorico, immigrata, plurivedova e ultracentenaria, fece fortuna durante la grande

depressione col commercio di the deteinato tra Tihuana e San Diego e poi, con una serie di matrimoni sbagliati (ma lucrosi) ha accumulato

un'enorme fortuna.

E abbiamo anche l'uomo giusto per contattarla: Juan sin Tierra, un ex addetto ai servizi igienici nella fazenda della famiglia Ximenes, uno

zlotl arguto e rispettato nelle latrine perché conosce alcune parole di spagnolo.

Un intervento di Maria Gracia in Junta può riaprire i giochi e ridare un po' d'ordine a questo verminaio. Lo zlotl fa resistenza, dice che lui non

si ricorda, che forse non era lui che son cose delicate. Il tempo stringe, lo carichiamo sulla prima bicicletta e lo spingiamo giù per via Dante.

Contromano. Speriamo bene.

Sabato 28 Agosto 2004

Ore 12. Notizie dalla ciudad.

L’accordo tra Gracia Maria e il nostro emissario è raggiunto. Dopo una prima fase difficile in cui Juan sin Tierra è stato appeso a testa in giù

su una turca (intesa come toilette), lo zlotl è riuscito a comunicare a gesti il senso della proposta degli insorti.

Accordo raggiunto per quanto riguarda la contropartita. Gracia Maria avrebbe voluto il controllo sul traffico del legname ma siamo giunti a

una mediazione ragionevole che le consentirà il commercio di the deteinato in tutta la selva di Papajuan e sulle vie limitrofe.

Gracia Maria incontrerà gli uomini della junta intorno alle 17 di questo pomeriggio.

Previsti un the con i pasticcini ma esclusi gli involtini di bacche di leccio proposti da Juan sin Tierra. Resta da pagare la multa di 180 euro

per transito in senso vietato dello stesso Juan.

Ore 19. Nuove voci dalla ciudad.

Il the con pasticcini delle 5 ha rischiato di trasformarsi in una rissa furiosa tra assessori che si accusavano l’un l’altro di calpestare il patto

d’onore stipulato coi cittadini in cambio di un piatto di lenticchie ed è terminata solo quando sono entrati i camerieri col the.

Riportata la calma, Gracia Maria ha esposto le linee essenziali del programma:

- Blocco del disboscamento

- Cattura e punizione dei responsabili dello scellerato progetto

- Ai Lorrai di Tapachula rimarrebbe il controllo della città escluso il rettangolo che parte da Via dei Giudicati (Angolo via Giudice Torbeno) a

nord e arriva fino a via Cao di San Marco (angolo di via Boiardo) a sud, e che prenderà il nome di municipio autonomo di Papajuan.

- Per quanto riguarda i Floris di Monteflores e quelli di Miraflores, la trattativa verrebbe scorporata per permettere un approfondimento su

alcuni punti oscuri (chi è Floris? E’ il sindaco o il vicesindaco? Anedda ha preso il posto di Flo o sta facendo un gioco sporco per conto suo?

I Miraflores, che parte hanno in tutto questo?

Verso le 18,30, terminati i pasticcini, la riunione è stata aggiornata.

Juan sin Tierra è stato riappeso sulla turca.

Ore 21. Dalla selva.

La situazione è improvvisamente esplosa.

Anedda è barricato nel gabinetto del Sindaco e ogni volta che gli uscieri tentano di entrare grida “occupato”. Nessuno è in grado di

prevedere quanto possa resistere.

I carabineros stanno tentando di forzare la finestrella sul retro del gabinetto ma ogni volta che gli agenti si affacciano vengono bersagliati

da una gragniuola di bacche di leccio.

Una piccola folla si è radunata e scandisce “La lucha sigue!” e “Simon Bolivar Simon!”

Pare che anche in Viale Merello siano scoppiati tumulti: Un gruppo di avvocati barricati in una palazzina lancia grossi faldoni sulle forze

dell’ordine.

Questa saldatura tra la rabbia popolare e le istanze della borghesia illuminata potrebbe portare a sviluppi interessanti.

Tentiamo nuove alleanze telefonando a numeri a caso.

Corre voce di gruppi di cittadini autorganizzati che muovono verso la selva per sostenerci.

E' giunta voce che la brigata “S. Pertini” abbia abbandonato le ormai indifendibili posizioni di Via Amat e si stia riposizionando all’entrata di

Via dei Giudicati. Rimanete in contatto!

Domenica 29 agosto 2004

Ore 10,20. Municipio autonomo di Papajuan. Non c’è nessuna brigata “S. Pertini”.

Siamo stati ingannati e adesso ci troviamo scoperti sul lato nord della piazza.

Si è trattato dell’ennesimo infame sgambetto dei Lorrai di Tapachula. Hanno fatto passare la notizia dei rinforzi per indebolire il lato della

piazza da cui era partito anche il primo attacco di inizio agosto.

Pare che la brigata “S. Pertini” sia stata dispersa nel 2002 quando venne rasa al suolo Via Amat. Non potremo far conto sulle loro eroiche

cerbottane.

Ore 16

Gli zlotl hanno inventato un ingegnoso sistema di comunicazione: tendendo dei fili tra gli alberi, hanno creato una rete per tutta la selva. A

capo di ogni filo un barattolo vuoto che serve alternativamente da ricevitore e da trasmettitore. Un sistema geniale e pulito che loro

chiamano, difatti “internetto”.

Col tempo si può pensare di svilupparlo.

Più tardi è venuta a trovarci Joan Baez e insieme abbiamo cantato “We shall overcome” tenendoci per mano. Estrela do Mar aveva i

lucciconi agli occhi e ha chiamato la Baez “collega”.

Il Presidente Chavez ha comunicato la fornitura illimitata di petrolio per le lampade, mentre da Cuba fanno spere che non hanno più medici

da mandare all’estero.

Da giorni proviamo a comunicare col compagno Andropov al Cremlino ma ci devono essere problemi grossi con la linea.

Il parroco di San Cristobal ha serrato il pesante portone della chiesa. L’idea di prenderlo in ostaggio per costringere il Vaticano ad uscire allo

scoperto è svanita. Pare che l’arcivescovo abbia, in settimana, benedetto le forze armate agli ordini della junta.

Ore 21

In serata abbiamo portato i bambini e gli anziani all’interno dell’edificio diroccato della scuola “Cima”. Li abbiamo sistemati alla meglio in

alcune aule che ancora avevano la copertura.

Ormai possiamo solo sperare nei gruppi autorganizzati di cittadini per coprire il lato di Via dei Giudicati. Non ci arrivano più notizie

dall’esterno.

Al tramonto abbiamo nuovamente sentito il rumore dei cingoli dei carri armati che si muovono nelle vie che circondano la piazza.

Ci aspettiamo l’attacco intorno alle 7 di domani mattina.

Flo ha staccato la gomma americana dall’obiettivo della telecamera. Non abbiamo nulla da nascondere.

C’è silenzio stanotte.

Guardo il cielo.

Le stelle sopra di noi illuminano le chiome degli Jacaranda.

Non abbiamo bisogno nemmeno del petrolio del compagno Chavez. Sugli alberi gli zlotl riposano. Si sente il russare della comandante

Margarita. Lancio una bacca nella sua direzione. Smette. C’è un po’ d’umidità dovuta alla scarsa insolazione notturna causata dagli alberi.

Mi copro il capo e cerco di dormire. Domani sarà una giornata difficile. Gli alberi ci guardano.

Lunedì 30 agosto 2004

All'alba di stamane eravamo già schierati sulle nostre posizioni.

C'era Malcom da Aberdeen e i Mc Duff di Glenmore, tutti i Mc Bride e i cugini di Lennox dei Mc Aveen (i figli di Maria Assunta).

Ho scoperto di portare il kilt con disinvoltura.

Si battevano i piedi per terra per il freddo (causa insufficiente insolazione ecc. ecc).

Per tenerci svegli Arthur Mc Bride si è adattato a suonare la zampogna e verso le 7,30 ha intonato un medley con l'inno degli Stuart che

sfumava in "E' nato un bambinello".

Il risultato è stato raggiunto solo grazie alle numerose stecche.

Alle otto non c'era ancora traccia degli inglesi.

Alle 8 e qualcosa alcuni si sono allontanati per fare colazione e verso le 9 abbiamo cominciato ad infilare una serie di gighe e quadriglie

sotto il doppio filare di pini.

Alle 10,40 Mac Beth ha ricordato come la vita sia un ombra che cammina e ci ha invitato a ricomporci. Poco dopo pare che lo stesso Mac

Beth sia rotolato lungo disteso sull'asfalto (forse una radice, ma lui sostiene sia stato uno spintone).

Purtroppo nessun testimone dell'episodio.

Stasera riunione allargata del clan nella sede della Circoscrizione. Si discuterà del piano alternativo per la piazza e i Mc Duff faranno girare

un assaggio della loro nuova birra.

Ore 13

Si è sparsa la voce che Anedda sia uscito dal gabinetto in mattinata e, chiedendo permesso alla piccola folla in attesa, si sia allontanato. A

chi chiedeva chiarimenti pare abbia affermato con sicurezza: Nel gabinetto del sindaco non manca certo la carta.

Una staffetta spedita dagli avvocati insurgenti di Viale Merello ci ha informato che i legali tengono saldamente la posizione grazie ad alcuni

cavilli procedurali impilati dietro il portone d'ingresso.

Ore 18

Consiglio di clan allargato alla Circoscrizione.

Problemi a introdurre la botte dei Mc Duff nella porta della Circoscrizione. Inutile anche l'intervento dei consiglieri.

Juan sin Tierra, che ormai ha maturato una certa esperienza metropolitana e cerca di farla pesare, assicura che l'unico sistema ragionevole

sia abbattere il muro esterno sostenendo che in città si fa così.

Si vota invece all'unanimità una mozione che sospende ogni tre minuti la seduta per correre tutti fuori ad assaggiare la birra. Alcuni

consiglieri (del centro sinistra) chiedono però il rispetto dei valori democratici sottolineando come la loro posizione, più distante dalla porta,

sia penalizzata. Si vota, quindi, per ruotare ogni sei minuti la posizione dei consiglieri ma intanto sono già passati tre minuti e tutti corriamo

fuori per il primo assaggio. Accuse reciproche tra il centro destra e il centro sinistra anche riguardo al tempo di sosta attaccati al beccuccio

della botte. Ci si accorda sul minuto circa a persona anche se il "circa" trova diverse interpretazioni, tutte inversamente proporzionali alla

distanza dal beccuccio e nel frattempo però c'è la rotazione dei consiglieri essendo passati tre minuti. Nonostante le difficoltà procedurali,

intorno alle 21, Juan sin Tierra viene eletto per acclamazione presidente a vita della Circoscrizione e, come primo atto formale, nazionalizza

tutti i campi di luppolo nel territorio comunale.

La discussione sui lavori in Piazza Giovanni slitta purtroppo a data da destinarsi.

Martedì 31 Agosto

Ore 19 Selva di Papajuan

I costumi si sono corrotti.

Non sono più i primi tempi eroici in cui ci si accontentava di una scodella di bacche da condividere con i compagni in cambio di un posto

nella storia.La riunione di ieri alla circoscrizione ha purtroppo aperto una falla nella moralità finora indiscussa (a parte i trascorsi di Estrela do Mar) del gruppo guerrigliero e soprattutto nella comunità zlotl.Sono gli indigeni che sembrano aver ricevuto il contraccolpo più violento dall'esperienza nella ciudad.Juan sin Tierra, solo per aver passato alcune ore appeso su una latrina in città adesso pretende di pontificare su ogni cosa e quando parla tiene sempre l'indice sollevato (e caliamo un velo sulle battute che questo gesto suscita nella truppa). La comandante Margarita ha raccolto tutti i kilt e ha espresso l'intenzione di realizzare con la stoffa una serie di tovagliette americane, 14 plaid e alcune tovaglie da pic nic - lei dice - per il corredo.

Flo ha rubato, nel bagno della circoscrizione, uno specchietto con cui da stamattina si diverte a fare boccacce alla telecamera.L'unico che sembra mantenere una visione ancora lucida della nostra missione è, il comandante Anedda che ha riempito la serratura del gabinetto del Sindaco di bacche e altre cose, impedendo quindi l'accesso del Primo Cittadino al proprio gabinetto. Non sappiamo quali possono essere gli sviluppi del gesto ma attualmente sembra che questa azione abbia bloccato tutta l'attività dell'amministrazione comunale ed è stata sicuramente più efficace della visita in Circoscrizione, bagordi compresi.

Tamales oggi non è nemmeno sceso dall'albero e le tracce organiche a terra mostrano in modo evidente come anche lui abbia esagerato con gli alcolici.

Mercoledì 1 settembre

Gracia Maria ci ha regalato una capretta.
Un delizioso animaletto che ci darà anche il latte integrando così l'alimentazione rigidamente vegetale delle ultime settimane.
La capretta ha nome Lorrelai, in ricordo di quando a Manaus, nella foresta amazzonica, Gracia Maria vide per la prima volta l'opera rimanendone affascinata.
Dopo la brutta storia della bicicletta del comandante Canelles, non è però possibile lasciare la capretta a terra quando la notte ci
arrampichiamo per riposare sugli alberi.
Tamales ha già fato sapere che non ha nessuna intenzione di dormire con una capra: Ognuno deve stare al suo posto, ha affermato.
Gli altri zlotl gli hanno ricordato la storia che da generazioni raccontano ai loro bambini, quella della capretta che le scimmie non volevano
lasciar salire sugli alberi perché non scoprisse che le foglie più verdi e tenere sono quelle più in alto.
Anedda non ha capito la metafora ma ha riso lo stesso.

Giovedì 2 settembre

Alba sulla selva

Stamattina, tanto per fare, ci siamo svegliati tutti presto e abbiamo fatto un po' di esercitazioni.

Abbiamo iniziato con alcuni esercizi di ginnastica dolce ma dopo poco ci siamo accorti che alcuni guerriglieri - pur eseguendo correttamente

i movimenti indicati - tenevano gli occhi socchiusi.

Richiamati, hanno affermato di utilizzare questa tecnica per non perdere neanche una parola delle indicazioni che venivano date.

La comandante Estrela do Mar ha proposto allora di inserire negli esercizi alcuni elementi che potessero arricchire e rendere più vivace la

ginnastica, come il paso doble, la spaccata e la giravolta sulle punte.

L'idea è stata accolta con entusiasmo e si sono immediatamente formate le coppie. Anedda ha preso sorprendentemente a volteggiare con

la comandante Margarita mentre Canelles con Tamales cercavano di non pestarsi i piedi in un'appassionata milonga.

Juan sin Tierra dava il tempo col dito mentre Lorrelai osservava disincantata le nuvole di polvere sollevate dai ballerini.

Il morale è nuovamente alto.

Flo continua a fare boccacce alla telecamera.

Alle 15 e 41 è passato Jean Baptiste che ha detto ciao allora come va bravi bravi continuate così ciao ciao au revoir Monsieur- Jean

Baptiste

Alle 16 e 42 è passata Madame Unautrefois che ha detto che bravi anch'io c'ho un cugino nella forestale e ha una bambina così bellina ora

vado buonasera bon voyage Madame

Alle 17 e 43 è passata Jeannette che ha detto beh che novità ci sono mi fa tanto piacere ripasserò comme vous voudrez, Madamoiselle.

Alle 18 e 44 è passato Blackjack Davy con la siringa appesa al braccio che ha detto traaanquillo che no li toooccano…. ci pois cooontai….

Ore 19 Selva

Ridendo e scherzando ci eravamo completamente dimenticati del consigliere catturato lunedì dell'altra settimana.

Siamo corsi a vedere se era ancora vivo e, per fortuna, non sembra abbia sofferto particolarmente (evidentemente l'allevamento di Piras li

sottopone a stress ben peggiori).

Per sopravvivere ha scortecciato tutta la base del carrubo a cui era legato. Appena ci ha visto si è messo a scodinzolare e quando lo

abbiamo liberato ha fatto il giro di tutti gli alberi per segnare il territorio.

Tamales, che già segue Lorrelai, dice che dove mangiano due possono mangiare anche in tre.

Estrela do Mar, che avrebbe dovuto prendersi cura del consigliere, ha detto che si vabbé se n'era dimenticata ma che se ognuno si

impegnasse a pulire dopo che ha sporcato ci sarebbe anche meno lavoro da fare e di riabbassare la tavoletta del water e che mica può

pensare a tutto lei.

Purtroppo, proprio in quel momento, Anedda ha visto una cosa molto importante sulla corteccia di un albero, Tamales si è messo a

camminare sulle foglie secche, Juan sin Tierra si è messo a cercare dei documenti nelle tasche dei calzoni e Flo ha ripreso a fare

pernacchiette nello specchietto. Abbiamo comunque fiducia che gli equilibri trovati reggeranno anche oggi.

Venerdì 3 settembre

Ore 9. Selva di Papajuan

Abbiamo temuto il peggio. Albeggiava appena.

Lo zlotl di guardia ha segnalato che qualcuno confabulava col comandante Anedda dietro gli oleandri.

La vedetta non ha saputo essere più precisa ma è bastato perché tutti ci precipitassimo giù dagli alberi nel timore di una ricaduta del

comandante.

Ci siamo avvicinati silenziosamente alla zona segnalata seguendo la tattica del serpente di fiume. La tecnica consiste nel lasciar scivolare il

corpo guidato dall'impercettibile ma incessante spinta delle dita delle mani e da quelle dei piedi, tecnica molto faticosa ma estremamente

efficace.

Nel silenzio abbiamo circondato Anedda e poi con un balzo gli siamo piombati addosso immobilizzandolo.

Con sorpresa abbiamo constatato che con lui non c'era nessuno.

La comandante Margarita ha dichiarato infastidita che uscire dalle dosi consigliate di bacche di leccio può essere pericoloso ma il

comandante ci ha zittiti indicando il suo interlocutore:

sotto il cespuglio di oleandro c'era una cosina nera che non era l'assessore Lorrai, poiché tutti potevamo vedere che aveva più zampe di lui.

Ci siamo avvicinati al cespuglio e abbiamo fatto la conoscenza di Mollito, dodicesimo imperatore di Papajuan.

La comandante Estrela do Mar ha preso un grosso pezzo di asfalto per schiacciarlo ma Mollito, impassibile, ha cominciato a parlare così:

Non esiste il mondo numero uno né il mondo numero due né il mondo numero tre.

Ci sono solo tutti i mondi possibili e il vostro è solo un po' più grande del mio, come una cacca di vacca è più grande della cacca del colibrì.

Non sono venuto qui per discutere, per cui mi sederò e vi ascolterò.

Sabato 4 settembre

Ore 6, 35. Selva

Basta così ha detto Mollito dopo diversi minuti di un silenzio sorpreso (Estrela, Margarita, Tamales e Juan) o ottuso (Flo), argomentare non

è la cosa che vi riesce meglio. D'altra parte tra tutti voi non fate il cervello di uno scarabeo:

Il potente non ha alcun bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare ma il cane ringhia se tentate di sottrargli l'osso e ora me ne vado

perché ho altro da fare.

Caspita che metafora! Ha sottolineato subito Tamales.

Il finale mi è apparso un po' debole… della metafora mi sembra che mancasse la grande forza allusiva, ha fatto rilevare Anedda dondolando il

capo.

Pur non completamente d'accordo con lui, anche Margarita sosteneva come, d'altra parte, la parabola sia caratterizzata dal raffronto tra

due elementi che qui non le sembravano posti con sufficiente forza.

Non sono sicura che si possa nemmeno parlare di un'iperbole vista la poca rilevanza data a "l'esagerazione delle qualità di una persona o di

una cosa" (Zingarelli) ha concluso con una leggera alzata di spalle la comandante Estrela.

Hai preso appunti? Ha chiesto Juan sin Tierra a Flo.

Caspita che metafora! Ha ribadito Tamales.

Ore 11. Nord est della selva

Dopo il dibattito sulle parole di Mollito, dodicesimo imperatore di Papajuan, siamo ritornati sugli alberi per favorire ulteriori riflessioni e

cercare di recuperare qualche ora di sonno.

Gli orari del campo non sono particolarmente rigidi ma è consuetudine che il primo che si alza metta sul fuoco la moka per tutti.

Questa simpatica usanza ha però fatto sì che, col passare dei giorni, l'ora del risveglio si sia man mano spostata più avanti arrivando fino

all'esagerazione di vedere incominciare l'attività nel campo intorno a mezzogiorno-l'una.

In generale si può parlare di un certo, anche comprensibile, rilassamento dovuto al diminuire della pressione dall'esterno ma, in alcuni casi -

come ad esempio Tamales - è evidente una precisa volontà di lasciare che sia qualcun altro a fare il caffé per scendere dall'albero non

appena il gorgoglìo della macchinetta ne indica l'uscita.

Questo comportamento ha suscitato più di un malumore e battutine trasversali così stamani, quando Flo dal suo albero ha imitato con la

bocca il rumore della caffettiera, tutti quanti ci siamo sistemati comodi per assistere al gustoso spettacolo di Tamales che, arrivato giù, si è

trovato con la caffettiera vuota del giorno prima e diverse paia di occhi addosso, costretto a fare buon viso a cattivo gioco e preparare la

colazione per tutto l'accampamento.

Ore 17

Non è la prima volta che il comandante Anedda incontra Mollito.

Abbiamo così scoperto che nelle discutibili scelte passate del comandante è stata forte l’influenza delle interpretazioni troppo libere delle

parole dello scarabeo.

In fondo le ardite metafore che Mollito ci ha proposto tra ieri e oggi hanno affascinato tutti e sono state oggetto di complesse discussioni

nel corso della giornata mettendo in difficoltà le menti più vivaci del gruppo.

La sentenza “Le parole degli alberi arrivano al cuore ma la lingua dell’uomo è come la freccia che ferisce” (precedente alla trattativa

fortunatamente fallita con quelli di Tapachula sulla quantità di alberi che si poteva accettare di sacrificare) è una frase di grande contenuto

emozionale ma la cui oscurità è pressoché completa.

E’ facile immaginare come, sulla fragile psiche del comandante Anedda, abbia potuto avere un effetto devastante.

Mi torna in mente l’ammonimento del mio maestro spirituale, Serafino da Castelvì, che ad ogni pié sospinto mi sottolineava come la forma e

la sostanza del messaggio debbano sempre coincidere se non vuoi fare la figura del fesso.

Ci si gira i pollici, in attesa di eventi.

Domenica 5 settembre

Ore 12,50. Nord est della selva

Pare che si tratti di un cacchiovirus, il Cacchiovirus arborensis (Cva).

La voce è partita in mattinata dagli zlotl di Via 28 febbraio e attraverso l’internetto si è diffusa in un baleno per tutta la selva.

In sostanza la notizia è questa: c’è questo cacchiovirus che aggredisce gli amministratori pubblici, capi condominio, dirigenti scolastici,

consiglieri comunali e su fino alle più alte cariche.

Il Cva richiede molto spazio per l’installazione per cui una grossa insufficienza di tessuto neuronale crea le premesse per il contagio.

Il risultato dell’epidemia sono larghi viali deserti e spianate di marmo di Orosei.

I soggetti colpiti roteano gli occhi in presenza di verde pubblico: alberi, cespugli, tutto li fa smaniare. Solo l’erba – è il caso di dirlo – non gli

fa ombra.

Ore 17 Selva di Papajuan

Coi terroristi non si tratta.

La linea di quelli di Tapachula è chiara.

La delegazione che avevamo mandato lunedì scorso in comune è tornata questo pomeriggio per riferire un nulla di fatto.

L’ingegnoso stratagemma adottato, pur funzionando (i nostri delegati sono stati ricevuti solo perché travestiti da addetti alle pulizie) non ha

modificato la situazione.

Quando l’assessore si è accorto del trucco è diventato tutto rosso e si è temuto uno sbocco di sangue. Poi si è ripreso e ha dichiarato che

il progetto andrà comunque avanti anzi nessun albero verrà abbattuto anzi il tunnel si farà anzi solo fuori della piazza anzi i sottoservizi

verranno messi sopra e il granito solo sul lato nord anzi la fontana sulla sinistra e le docce a ovest anzi il chiosco dei dolciumi sarà chiuso

per motivi igienici anzi i servizi igienici verranno spostati nel chiosco anzi.

Verso le 15 la delegazione era già ripartita per la selva.

Martedì 7 settembre

Stanotte non abbiamo chiuso occhio.

La ragione è che ieri la comandante Estrela do Mar è andata a trovare una zia che abita vicino alla selva e siamo rimasti scoperti per le

cucine.

Juan sin Tierra ha insistito a lungo per occuparsi personalmente della cena e nonostante le perplessità espresse con estrema cautela

(l'esperienza in città gli ha purtroppo irrigidito il già difficile carattere) alla fine ci è sembrato brutto negargli la possibilità.

Ha preparato due cose che ha chiamato filetti di carrube e pasticcio di foglie di leccio e che emanavano, però, un odore acuto e tutt'altro

che accattivante.

Per tutto il tempo della cena Juan è passato tra i tavoli ripetendo: Dovete almeno assaggiarli.

La notte è trascorsa tra lamenti e espressioni rudi che chiamavano in causa un po' tutta la famiglia del cuoco.

Verso l'alba, quando la sofferenza nel campo sembrava un po' sopita, Flo, che non ha mangiato nulla (la sua porzione è stata poi ritrovata

per terra sotto il suo tavolo) ha avuto l'idea di imitare - tanto per scherzare - la voce dell'assessore Lorrai che ripeteva: Il tunnel si

faràaaa… il tunnel si faràaaaa…

È stato immediatamente zittito da una violenta scarpata. Non sono scherzi da fare.

In mattinata, quando Estrela è rientrata, è stata accolta da grida di giubilo e con un calore e un affetto da cui è rimasta piacevolmente

sorpresa.

Juan sin Tierra per tutta la giornata ha fatto l'offeso.

Mercoledì 8 settembre

Municipio autonomo di Papajuan

Beh, sembra incredibile ma questa mattina Flo ha dimostrato, col suo coraggio e la sua astuzia, che anche coloro che tra gli zlotl hanno

subito in modo più duro l'opera di annichilimento culturale ad opera dei conquistadores spagnoli riescono ancora ad avere dei sussulti

d'orgoglio e dignità che danno speranza a tutti.

Insomma, gli toccava la ronda delle 6 e lui si trovava su lato di Via Boiardo. Sembrava la solita tranquilla, sonnolenta ronda e invece

all'improvviso una macchina della policia è sbucata a fari spenti da Via Tommaseo e ha imboccato Via 28 febbraio dirigendosi a nord.

Flo non ci ha pensato su. È salito, veloce come una scimmia, sul primo ficus retusa e da su, agitando magistralmente le fronde, battendosi il

petto con i pugni chiusi, sputando a più non posso sulla strada e lanciando strilli laceranti ha creato una situazione di tale tensione che

l'autista della macchina ha prima rallentato pensando ad un attacco della guerriglia e poi, visto che la pioggia di bacche aumentava di

intensità è sceso dalla macchina e si è messo a correre scomparendo verso Via Salvemini.

A questo punto tutto il campo era già a terra, chi con i calzoni del pigiama a bracaloni, chi ancora con i bigodini della notte ma pronti a

vender cara la pelle in quello che sembrava l'assalto finale dei Lorrai di Tapachula. Quando siamo arrivati sul posto Flo, stremato ma ancora

lucido ci indicava, gridando e battendosi la testa con le mani aperte la macchina ferma sulla strada. Ci siamo avvicinati guardinghi temendo

qualche trucco ma, spalancata la portiera, abbiamo riconosciuto sul sedile posteriore Simona Torretta e Simona Pari che, sorprese e un po'

spaventate, ci sorridevano.

L'autista aveva lasciato la giacca sul sedile. C'era un documento firmato da una Coalition Provisory Administration che dava mandato a un

tale Allawi per operazioni coperte.

Che significa? Ha chiesto il comandante Anedda.

Roba sporca…

Giovedì 9 settembre

Nella serata di ieri siamo stati contattati dal giornalista ciccio bomba cannoniere de "La Sfoglia".

Abbiamo tutti pensato che avesse in mente un'intervista all'eroico Flo.

Ci ha invece comunicato che voleva fare un servizio sul disagio e la marginalità.

Ritenendo che mantenere buoni rapporti con i mezzi di informazione possa consentire una maggiore comprensione delle motivazioni che ci

hanno spinto alla guerriglia nella selva, abbiamo preso comunque un appuntamento per le 18.

Ciccio bomba cannoniere è arrivato da Via Dante abbattendo al passaggio quattro ficus retusa e tre lecci in ottime condizioni di salute.

Juan sin Tierra gli ha fatto notare che non lo prendeva a calci nel culo solo per rispetto delle suole degli scarponi e nel concreto timore di

smarrirli nel suo didietro.

Detto questo ci siamo sistemati su alcune comode radici che uscivano dal terreno e il giornalista ci ha posto la prima domanda:

Da quant'è che siete comunisti?

Abbiamo capito subito che l'intervista poteva trasformarsi per noi in un boomerang e abbiamo quindi tentato di salvaguardare la possibilità di

comunicare le nostre ragioni all'esterno tutelando comunque la professionalità del giornalista.

La comandante Margarita ha rassicurato ciccio bomba cannoniere sul fatto che non lo avremmo impiccato al più alto ramo perché il suo

peso avrebbe potuto danneggiare le piante e Anedda gli ha suggerito l'opportunità di voltarsi spesso, andandosene, per evitare sorprese.

Abbiamo stabilito che sarebbe stato meglio per tutti se ciccio non avesse più fatto alcuna domanda e gli abbiamo promesso di fornirgli per

posta una serie di risposte scritte per cui lui avrebbe potuto, con tutto comodo, immaginare delle domande sufficientemente sensate.

Ciccio bomba cannoniere ci ha ringraziato e sollevando l'immensa massa di lardo si è allontanato indietreggiando lentamente fino a

scomparire nel fondo di Via Dante.

Per il resto della serata ci siamo interrogati sulle modalità future nei rapporti con i giornalisti e sulle ragioni di alcune punte di aggressività

nei confronti del direttore de "La Sfoglia", unico giornale al mondo con cui puoi involgere il pesce già dalle 6 del mattino.

Se il pesce non si offende.

Domenica 12 settembre 2004

Se avessimo potuto immaginare una simile serpe!

Ciccio bomba cannoniere ci ha lasciato un ricordino sotto forma di migliaia di cimici. Impestati. Pare sia il suo solo modo di entrare in contatto con gli esseri umani. Un informatore dei Lorrai di Tapachula. Che ingenui siamo stati.

Da quel giorno il campo è in subbuglio.

Tutti abbiamo cominciato a comunicare a gesti per non farci intercettare col risultato che sembravamo un ala riattivata di manicomio:

Sguardi che roteavano, sopracciglia che si inarcavano, frenetiche indicazioni nel tentativo di farsi capire, volti che diventavano paonazzi

nello sforzo di sostituire parole, finché la comandante Margarita con un gesto secco ha fermato il meccanismo dicendo semplicemente la

parola che tutti pensavano ma per cui nessuno riusciva a trovare il gesto corrispondente:

Bonificare!

È stata una liberazione. Ci siamo gettati come un sol uomo su pagliericci, coperte e cuscini e abbiamo cominciato a buttare all'aria tutto il campo.

La comandante Estrela do Mar ha preso a riempire lavatrici a ripetizione mentre Margarita, aiutandosi con le liane, passava velocemente da

una parte del campo all'altra con ordini secchi e precisi. Anedda e Juan sin Tierra hanno cominciato a stendere i panni utilizzando i fili

dell'internetto (le comunicazioni si sono così interrotte per diverse ore su alcuni nodi del territorio) mentre Flo, Lorrelai e il consigliere

davano il loro contributo correndo a casaccio tra gli alberi.

Abbiamo rivoltato come un guanto l'intero l'accampamento utilizzando tutte le riserve di prodotti per la casa in nostro possesso (compreso

un interessante capsula da inserire nell'aspirapolvere che rilascia un piacevole odore di bosco) e ieri mattina, stanchi ma soddisfatti, ci

siamo fermati per ammirare il risultato.

Tra pacche sulle spalle per il buon lavoro svolto e risate di soddisfazione spiccava però il silenzio di Estrela do Mar che, in disparte, pareva

assorta in pensieri profondi.

Tamales le si è avvicinato per capirne i motivi e la comandante ci ha rivelato di aver ricevuto un'offerta. Maria Gracia Ximenes y Fernadez y

Gortari de Puertorico le avrebbe proposto il ruolo di soubrette nella nuova rivista in preparazione per la stagione 2004/05 tra le macerie del

Nuovo Teatro Lirico di Cagliari.

Estrela ci ha confessato che si rendeva conto come questa, forse, era la sua ultima occasione per rientrare in quel mondo da cui era stata

cacciata anni prima perché scoperta a sfogliare un saggio su Guy Debord.

Un silenzio profondo ha seguito questa inaspettata rivelazione. Il primo a parlare è stato il comandante Anedda che, con voce rotta, ci ha

ricordato che ormai lo scopo per cui un manipolo di coraggiosi si era rifugiato nella selva sembrava raggiunto: gli alberi erano ancora lì, non

erano stati abbattuti e ci guardavano fiduciosi e grati. I Lorrai di Tapachula sembravano aver accusato il colpo. Adesso era ormai tempo di

ritornare alle occupazioni di sempre.

Tamales ci ha detto di avere un minuscolo negozietto di alimentari giù in piazza Pascoli e che gli sarebbe piaciuto arricchirlo con qualche

prodotto di quelli che aveva conosciuto vivendo a contatto con gli zlotl, un po' di caffè Rebelde, del Guaranì e, insomma, pensava che

bisognasse rientrare nella società civile per far conoscere l'esperienza che avevamo vissuto e far nascere nuovi focolai di resistenza.

La comandante Margarita aveva ormai terminato le ferie e la aspettavano per riaprile una delle poche portinerie rimaste, giù in Via Dante.

Margarita avrebbe ricominciato a smistare la posta per i condomini e a tenere in ordine l'androne e i corridoi dei garages. Flo l'avrebbe

aiutata per il giardino.

Juan sin Tierra avrebbe continuato a spostarsi per la piazza, senza una dimora fissa, ma stavolta con la capretta e il consigliere che gli

avrebbero fatto compagnia.

Ha anche promesso che avrebbe telefonato a tutti per avvisare di qualsiasi movimento sospetto. Juan sin Tierra, che tipo…

Io penso che tornerò agli studi interrotti con l'inizio di questa vicenda.

Il mio maestro, Serafino da Castelvì mi attende per riprendere il lavoro.

Questa volta sono davvero determinato a prendermi la licenza elementare.

Poi mi sposterò a sud verso piazza Gramsci.

Gira voce che uomini cattivi stiano pianificando le loro trame laggiù.

Rimarremo in contatto, lo prometto.

Estrela, visibilmente commossa, è salita su una grossa radice uscita dal terreno e, come aveva fatto mille volte su chissà quanti

palcoscenici della provincia, si è raccolta con le mani sul viso e nel silenzio sospeso del campo ha intonato una canzone.

Di un certo Strauss.

Bella…

Il giardino è in lutto

La pioggia cade freddamente tra i fiori.

L'estate rabbrividisce

Incontrando la sua fine.

Foglia su foglia lascia cadere piume

dorate dall'orgogliosa acacia.

L'estate sorride, stupita e fragile

Nel sogno del giardino morente.

Per un attimo, immobile vicino alle rose

Rimane in piedi, bramando pace.

Lentamente chiude i suoi larghi

Occhi ormai stanchi.

FINE

(per ora)