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Comunicati Legambiente (13 agosto 2004)

Gli alberi di Piazza Giovanni

In riferimento ai lavori di sistemazione di Piazza Giovanni XXIII° che il Comune di Cagliari intende intraprendere Legambiente sostiene che:

Sarebbe una grave perdita, non solo per il quartiere ma per l’intera città, espiantare 80 alberi in una zona di Cagliari che presenta una densità abitativa fra le più alte, ed è quasi del tutto priva di verde urbano.

I pini e i ficus della piazza sono entrati a far parte del paesaggio cittadino, sono cari a tutti i cagliaritani, e sarebbe una malaugurata scelta “agronomica” eliminarli. Infatti, tali alberature costituiscono per gli abitanti della zona la sola isola di verde con un clima equilibrato, dove possono rifugiarsi quando in città le temperature sono molto alte.

Legambiente è convinta che sia possibile un intervento di miglioramento dell’assetto della piazza con una nuova pavimentazione, dando una sistemazione migliore alle bancarelle, senza ridurre le alberature, che contribuiscono anche ad una migliore qualità dell’aria, con un progetto d’intervento più leggero e meno drastico.

Silvano Piras

Che fine faranno gli alberi di Piazza Giovanni XXIII° sui quali incombe un progetto di rifacimento della pavimentazione?

È legittimo chiederselo, poiché tale progetto prevede l’asportazione di più di cento piante tra ficus, pini e lecci.

Tutti gli alberi sono perfettamente sani e formano un’oasi di verde preziosa  in una zona di Cagliari fra le più densamente abitate. Per gli abitanti del quartiere, unico rifugio dal caldo estivo, che mantiene una temperatura gradevole anche ad agosto, in una zona quasi del tutto priva di parchi alberati.

Legambiente ribadisce la richiesta di variante al progetto già avanzata in diverse occasioni, anche durante l’assemblea pubblica nei locali della parrocchia.

Una variante che preveda il mantenimento di tutte gli alberi  e la realizzazione di aiuole più grandi in sostituzione del manto bituminoso che causa l’asfissia  delle radici, costringendole a venire più in superficie danneggiando la pavimentazione.

Il verde urbano deve essere accresciuto, migliora il paesaggio cittadino, rende il clima più gradevole  e mantiene luoghi dove trovare  refrigerio quando le temperature sono molto alte.

In passato si era parlato di un vero e proprio Piano del Verde e l’Amministrazione aveva anche un autorevole consulente l’architetto Andreas Kippar, perché non si riprende a lavorare in quella direzione?

 

L’annuncio dell’imminente inizio dei lavori di sistemazione della Piazza Giovanni XXIII° ha richiamato l’attenzione dei cittadini sull’eventualità che l’equilibrio di questa preziosa oasi di verde possa in qualche modo essere alterato.

Sarebbe una grave perdita non solo per il quartiere ma per l’intera città intervenire pesantemente  sui 50 pini, 40 ficus, 93 lecci, 34 oleandri e 3 carrubi, così come prevede il progetto.

 

Tutti gli alberi, compreso i lecci e pini sono  sani, semmai soffrono a causa della mancanza di cure,  che non vengono fatte da tantissimi anni. Qualcuno dei lecci appare coperto dai ficus, ma è pur sempre un albero che si adatta a questa condizione e resiste bene alla siccità.

Le piante piccole come  i carrubi sono costrette in  aiuole microscopiche e gli oleandri in  vasche di dimensioni altrettanto ridotte, tendono a “sfilare” verso l’alto per mancanza di luce. Interventi minimi di sfoltimento  o asportazione in questo caso sono opportuni.

I ficus  di Cagliari e Palermo, secondo Siro Vannelli, si sono così bene acclimatati nell’ambiente cittadino da essere quasi assimilati alle specie locali. Insieme ai pini della piazza sono entrati a far parte del paesaggio urbano, sono amati da tutti i cagliaritani, e sarebbe una scriteriata decisione rimuoverli. Infatti, tali alberature costituiscono per i quartieri circostanti la sola area di verde con un clima gradevole, dove trovare refrigerio quando in città le temperature sono molto alte. Non è proprio il caso, come viene proposto dal progetto, di espiantarli e sostituirli con poligala, philadelphus e altre specie esotiche, provenienti dal Sud America o da zone tropicali.

Una potatura dei ficus ben fatta, con l’asportazione di alcune branche renderebbe visibile la facciata della chiesa, senza il danno della perdita totale di questi preziosi ripari. Basta un po’ di buon senso per capire che l’ombra è preziosa. Gli alberi fanno schermo agli edifici quando il sole d’estate picchia con forza maggiore.

Basta pensare ad un’altra oasi di verde urbano, quella di Via Amat. Fu demolita per realizzare quel parcheggio sotterraneo, senza dubbio utile ma che non è in cima al gradimento dei cagliaritani, a giudicare dal numero delle auto che ospita ogni giorno.

Ricordiamo ancora i rendering del progetto, le simulazioni prospettiche, dove apparivano aiuole profonde e alberi con chiome rigogliose, ma siamo costretti ad accontentarci del profumo delle piante odorose, che crescono in 10 centimetri di terra.

Ma soprattutto constatiamo che la temperatura estiva quello spazio  è enormemente più alta a causa  della mancanza di quei meravigliosi ficus, che  rendevano più mite il clima della zona. Ne hanno risentito anche gli edifici circostanti: negli uffici del tribunale le temperature raggiungono facilmente i 40 gradi, nonostante gli impianti di condizionamento. E’ chiaro ormai a tutti che conservare ed accrescere la copertura vegetale in città ci aiuta ad ottenere un microclima più equilibrato, oltre che una migliore qualità dell’aria.

Inoltre gli alberi sono preziosi anche per il valore economico non trascurabile: quei i ficus, per fare un esempio, costano 7.500€, a cui vanno sommati altrettanti euro per estrarli e trasportarli, provate a fare un po’ i conti.

 L’idea di migliorare questo spazio di fruizione del tempo libero, luogo d’incontro dei cittadini è positiva. Siamo convinti che  sia possibile un intervento sull’assetto della piazza, realizzando una nuova pavimentazione, dando una sistemazione migliore alle bancarelle, senza ridurre le alberature, con un progetto d’intervento più leggero e meno drastico.

Infondo, il piccolo bosco cittadino di Piazza Giovanni, che annovera anche esemplari di Ginco biloba, essenza pregiata da cui si estraggono preziose sostanze terapeutiche, ha bisogno di costante manutenzione, che è mancata in questi anni. Gli alberi necessitano di aiuole più grandi con griglie di protezione da 2-3 metri, in sostituzione del manto bituminoso che causa l’asfissia delle radici e le costringe  a venire in superficie e danneggiando la pavimentazione.

Anche la passeggiata coperta, che dovrebbe accogliere le bancarelle che stanno di fronte alla chiesa, funziona meglio se il tetto è riparato dalle chiome degli alberi. La sua struttura può essere realizzata rispettando i pini, con risultati estetici e climatici sicuramente migliori.