Osservazioni e proposte sul progetto di risistemazione
della Piazza Giovanni XXIII
II progetto di sistemazione dell'assetto
della Piazza Giovanni XXIII è basato su una relazione
tecnica agronomica redatta dall'ufficio III° -
Verde pubblico - del Comune di Cagliari.
È sufficiente un esame,
anche sommario ed affrettato di detta relazione, per
evidenziare immediatamente la
superficialità e la poca consistenza della medesima,
nonché l'errata valutazione dei dati obiettivi di fatto su
cui si fonda.
Si afferma anzitutto che l'attuale assetto arboreo
genera insufficiente diffusione della luce solare, con eccessivo
ombreggiamento della piazza ed eccessiva umidità, impedendo
quindi il godimento della piazza durante i mesi invernali, specie
durante le ore serotine.
Non v'è chi non veda l'assurdità
di simile impostazione del problema e le distorte conseguenze che ne
sono derivate: è notorio che nella piazza si
va nei mesi caldi - durante la calura e nella tarda
serata -, non d'inverno alla sera per godere delle
raffiche del maestrale e della tramontana.
Cagliari - è noto a tutto il mondo -
è una città mediterranea, quasi africana, piena
di luce e di sole (anche troppo!...), per almeno dieci mesi all'anno:
ci si deve difendere dall'eccessiva luce e dall'eccessiva calura; e che
di meglio di una bella piazza larga ed ombrosa sotto le cui alte e
frondose piante si possa avere un po' di refrigerio?
O forse gli agronomi del Comune credono che Cagliari sia
situata tra Oslo, Stoccolma e Leningrado e quindi abbia
necessità di avere praticelli fioriti - senza alberi - che
favoriscano l'insolazione della piazza e con i colori sgargianti
rompano e ravvivino la monotonia del cielo grigio e plumbeo?
Fortunatamente il bel cielo azzurro di Cagliari illumina
e colora e per avere stupende visioni d'insieme non sono indispensabili
né l'erbetta sui prati e neppure i fiorellini sgargianti!...
Basta questa semplice osservazione (a prescindere da
tutte le altre che si potrebbero fare sul merito e sulla impostazione
della relazione) per smontare la "corposissima relazione di due
agronomi che spiega perché è necessario il taglio
di alcune piante" (sic!...), come afferma al giornale l'Assessore ai
LL.PP. di Cagliari (L'Unione Sarda del 11 Agosto 2004 alla pagina 18).
Si potrebbero conoscere i nomi di questi
due valenti agronomi autori di sì corposissima relazione?...
Lo studio e la relazione di cui si parla ha per oggetto
la Piazza Giovanni XXIII di Cagliari, o per caso c'è stato
un errore e per sbaglio si è preso in considerazione uno
studio ed una relazione relativi ad una piazza di Rejkiavik in
Islanda?...
E le spese necessarie per sradicare e trapiantare
altrove gli alberi di Piazza Giovanni XXIII (così come
suggerito nella relazione), in tempi di magra come gli attuali, non
costituiscono uno sciupio inutile di pubblico danaro?...
Sul resto concordiamo perfettamente, sia
sull'espianto degli alberi malati - in particolare le querce - sia
sull'eradicamento degli alberi in soprannumero troppo ravvicinati tra
loro: basta un semplice esame visivo in loco per riconoscere
immediatamente quelli da eliminare.
Per i restanti alberi però -
per la cui crescita occorrono almeno cinquant'anni - bisogna
necessariamente provvedere a che gli stessi vengano lasciati nella loro
attuale sede, anche se trattasi di essenze diverse,
adattando i lavori di rifacimento della piazza a queste esigenze ed a
questi principi.
È necessario richiedere al Sindaco - reso
edotto di tutta la questione - che provveda immediatamente a sospendere
- in via temporanea e precauzionale - l'inizio dei lavori, in modo da
poter dare il tempo necessario a chi di competenza per modificare il
progetto, con la collaborazione di validi esperti, salvando e
conservando il maggior numero degli alberi esistenti e restituendo alla
cittadinanza una piazza moderna, ombrosa e fruibile durante le giornate
del solleone (e non nei mesi invernali - come suggerito dalla relazione
comunale quando nessuno alla sera va a sedersi sulle panchine per
bearsi dei venti di tramontana!...).
|