La piazza alberata
Si dice che lo spostamento verso l'alto
della massa a verde genera l'insufficiente presenza di elementi
vegetali decorativi. Uno tra i pochi criteri di partenza
che risulta chiaro è proprio la precisa
scelta dell'amministrazione, confermata nel tempo, di volere una piazza
esclusivamente alberata. Lo stanno ad indicare la forma
e le dimensioni delle aiuole entro le quali la terra ha il solo scopo
di assorbire l'acqua per gli alberi. L'unico elemento decorativo
è costituito dagli oleandri, alcuni dei quali sono stati
posti ben distanti dagli alberi, in appositi cassoni e che, nonostante
l'infelice sistemazione, fioriscono bene. Non dunque un
giardino, ma zona alberata: questo è stato sempre l'intento
dell'amministrazione comunale. Il perché
è già stato spiegato.
Fruibilità
Si sostiene che l'insufficiente diffusione
della luce solare genera pesanti inconvenienti alla
piena e serena fruizione della piazza soprattutto nelle
ore serali dei periodi invernali. Questa
può essere una comprensibile preoccupazione per una
città dell'Europa settentrionale. A Cagliari,
dove gli inverni sono miti e pure luminosi, la grande
preoccupazione deve riguardare le estati calde e umide, quando il
termometro sopra i 30 gradi mette a disagio tutta la popolazione.
Anziché accompagnare le persone anziane alla caserma dei
vigili del fuoco o ai centri commerciali - solo perché
provvisti di aria condizionata - li si possono invitare a raggiungere
un luogo dove la massa del fogliame delle varie specie arboree consente
in una vasta area all'aperto un naturale abbattimento della temperatura
di dieci, e più, gradi. Forse dietro l'angolo. Magari in
piazza Giovanni.
Parassiti
È invece allarmante la notizia
che i lecci ospitano un parassita, un lepidottero, che,
nel tempo, può creare problemi di stabilità a
tronchi e rami. Non è chiaro se questo è un
problema di tutta la città (devono essere abbattuti 1400
esemplari di lecci?) oppure se la disgrazia riguarda solo la piazza
Giovanni XXIII°. È necessario
conoscere con maggiore precisione quanti esemplari ne
sono colpiti.
Nell'attesa di acquisire notizie più complete
si constata la solidità di tutti gli
esemplari presenti in questa piazza.
Condizioni climatiche
La relazione agronomica accenna ad alcune
condizioni climatiche che interessano la piazza (soleggiamento, ombra,
umidità) ma non prende in considerazione l'elemento che
più di ogni altro è in grado di condizionarne la
fruibilità: il vento. E' previsto il
riposizionamento di una jacaranda particolarmente inclinata, ma
stranamente non si accenna alla causa che ha originato l'inconveniente
e nemmeno al fatto che, in diversi punti della piazza, numerosi altri
alberi risultano piegati.
Il vento che soffia da nord-ovest, dominante in inverno,
si infrange, dopo aver percorso la via dei Donoratico, sui fabbricati
lungo la via del Nastro Azzurro, si incanala nelle vie Medaglie d'oro,
XXVIII Febbraio e nei vuoti esistenti tra gli edifici che circondano la
piazza Baezza. Si formano così quattro direttrici di vento
impetuoso che sboccano tutte sulla piazza Giovanni XXIII°
investendo i campi, sportivi, il retro della chiesa e del complesso
dell'oratorio dei salesiani, spazzando allo stesso tempo i corridoi
laterali al predetto complesso. L'accrescimento delle varie essenze
arboree e lo sviluppo delle relative chiome hanno gradualmente
attenuato la violenza del vento. Dunque la barriera che è
costituita sul lato nord da tre file di alberi di essenze diverse
protegge dal maestrale sia le attività sportive che si
svolgono sui campi del complesso, sia la sosta nella piazza.
Come sarebbe impossibile l'attracco delle navi ai moli
di via Roma se si abbattesse la diga foranea davanti al porto,
così l'abbattimento degli alberi sul lato
nord renderebbe la piazza inaccessibile ai pedoni ogni qualvolta
soffiasse il maestrale. Una osservazione più
approfondita delle inclinazioni subite dai fusti nelle diverse zone
dimostra come il vento, dopo essersi incanalato nella via XXVIII
Febbraio, percorra la via don Macchioni per infrangersi sui fabbricati
tra via Dante e via Boiardo provocando vortici di una certa violenza.
Altre destinazioni
Il progetto prevede la realizzazione di una galleria
coperta nello spazio esistente tra la chiesa e la scuola media. Si
tratta solo di un percorso coperto per un più comodo
transito oppure deve essere destinato a sede espositiva?
In quest'ultimo caso la galleria costituirebbe ostacolo
al flusso e deflusso , degli alunni della scuola media "Cima", con
relativo transito di biciclette alla sosta dei parenti,
all'approvvigionamento di materiali. Dovrebbe essere prevista, dunque,
una ampia interruzione della galleria in prossimità del
cancello d'ingresso della scuola, oppure la struttura potrebbe trovare
collocazione sul lato opposto della piazza. La galleria potrebbe
costituire ostacolo anche all'accesso ai campi sportivi dell'oratorio.
Comunque, secondo l'attuale progetto
dell'amministrazione comunale risulterebbe inutilizzabile nelle
giornate ventose perché, non protetta dagli alberi, sarebbe
preso d'infilata dal maestrale.
La sistemazione progettata non tiene conto dei posteggi
per i venditori ambulanti. Problema di non poco conto visto l'attuale
caotica situazione. Si tratta di un problema di ordine e di decoro la
cui soluzione deve essere chiaramente indicata in progetto.
Il progetto
Il primo progetto di sistemazione della piazza Giovanni
XXIII° è stato elaborato nel 1987 e portato a
conoscenza della Circoscrizione dallo stesso professionista che lo
aveva già proposto al Comune. In linea di massima
l'impostazione era simile al progetto attuale, ma molto meno drastico
l'intervento sulle essenze arboree. Comunque non ci furono esiti.
A seguito dell'interessamento della Circoscrizione
giunsero ripetute assicurazioni di prossime progettazioni. Nel corso
dei seguenti diciassette anni si è registrato solo un grosso
intervento per la creazione, tra gli alberi della piazza, di un
cavidotto ad uso della SIP e la conseguente riasfaltatura della
pavimentazione.
Eppure per procedere allo sfoltimento degli alberi che
ostacolavano visibilmente lo sviluppo di quelli vicini non era
necessario elaborare un progetto complessivo: l'amministrazione
comunale avrebbe potuto procedere con gradualità affidando
l'operazione al servizio giardini. Anche il progetto elaborato
nell'anno 2000 tende a conservare il verde esistente e in questa
versione è stato approvato dalla Giunta comunale.
Senonché nel gennaio 2001 è intervenuta la
commissione edilizia per suggerire la verifica dello stato di salute
delle piante e la loro vetustà, al fine di valutare la
possibilità di riduzione della massa a verde. E'
sorprendente che la commissione edilizia, alla quale il progetto
è stato trasmesso solo per opportuna conoscenza, sia
intervenuta con osservazioni che non le competono, con il risultato di
bloccare l'iter per la realizzazione dell'opera. Risulta quindi che la
Relazione agronomica è il prodotto di un suggerimento della
commissione edilizia formulato dopo un sopralluogo eseguito nei primi
giorni del mese di gennaio.
Dopo aver elencato le situazioni che - adottate molti
anni prima - oggi vengono definite come errate o infelici scelte
progettuali, la relazione propone ora altre drastiche soluzioni che
successivamente potrebbero essere giudicate con la stessa
severità.
Nel corso delle varie assemblee spontanee i cittadini
intervenuti hanno concordato sulla necessità di procedere
alla sistemazione della piazza, convenendo sulla necessità
di alcuni interventi previsti nel progetto dichiarandosi invece
nettamente contrari ad altri.
Conclusione
Il patrimonio di verde che si è
formato in piazza Giovanni XXIII° nel corso di quaranta anni
merita rispetto, attenzione, sensibilità.
Per gli abitanti dei quartieri limitrofi la piazza
rappresenta un'oasi di ombra e di frescura, ma è anche un
riferimento storico allo sviluppo della città in una zona di
campagne una volta ricche di vegetazione.
Anche di questo deve tenere conto l'amministrazione
comunale nel redigere il progetto per la sistemazione della piazza.
Non sottovalutando la calda, appassionata partecipazione
dei cittadini al dibattito in corso.
Agosto 2004
Romano Widmar
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