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OSSERVAZIONI AL PROGETTO E ALLA RELATIVA RELAZIONE AGRONOMICA: Relazione di Romano Widmar

Agosto 2004

MANUTENZIONE STRAORDINARIA PIAZZA GIOVANNI XXIII°

Il comune di Cagliari - Assessorato ai Lavori Pubblici - ha elaborato il II° progetto intitolato "Manutenzione straordinaria piazza Giovanni XXI".

Il progetto è corredato della relazione agronomica redatta dall'Ufficio 3° verde pubblico - Divisione Ecologia - intitolata "Nuova sistemazione della piazza Giovanni XXIII°"

Quando, insieme ai due documenti, sono venuti a conoscenza dei cittadini anche i particolari degli interventi, sono stati manifestati malumori e sono state sollevate proteste. In particolare alcune soluzioni previste nella relazione di accompagnamento sembrano non rispettose degli interessi e delle aspettative dei cittadini: sono considerate perfino penalizzanti.

Sono analizzate in questa sede le soluzioni di progetto che più preoccupano i cittadini, alla luce delle esperienze quotidiane e degli interessi degli utenti.

Nella foto, Piazza Dante (ora Piazza Giovanni XXIII) nel 1964

La storia

La relazione agronomica si apre con l'esame delle condizioni attuali della piazza mediante elencazione degli elementi di squilibrio esistenti e degli elementi di errata e infelice scelta progettuale riferiti all'impianto.

Da più di quaranta anni la piazza - prima Dante, poi Giovanni XXIII° - è aperta al pubblico. Gli interventi sulla piazza si sono succeduti almeno per una quindicina di anni. Prima è stata delimitata la piazza con le cordonate e i marciapiedi, poi è seguita la sistemazione della parte antistante la chiesa, in seguito è stato spostato il campo di calcio sul retro, è seguita la sistemazione delle zone laterali e - dopo aver recintato l'area di pertinenza dei salesiani - anche la zona posteriore alla chiesa. Nel frattempo è stata eliminata la strada che era stata aperta davanti alle scuole e che, in prosecuzione della via Medaglie d'oro, collegava via dei Giudicati a via Cao di San Marco.

Il comune dunque ha proceduto a sistemare la vasta area operando con il sistema dei lotti, in base alle disponibiltà di bilancio. Per le essenze arboree è presumibile che avesse un piano, ma alla fine ha collocato le piante disponibili: se il vivaio comunale disponeva di pini, si piantavano i pini, se la forestale forniva carrubi, si mettevano carrubi.

Nella foto, prima fase dell'alberatura di Piazza Dante (ora Piazza Giovanni XXIII)

È utile ricordare il perché di tanta fretta. Nei primi anni sessanta sono già stati tagliati tutti gli ulivi che si trovavano sul terreno dell'Istituto Tecnico Agrario (dalla vecchia sede di via S. Alenixedda a via Giudicessa Benedetta) - perché, tanto, si dovevano fare i giardini - e nel 1967 sono stati tagliati tutti i mandorli quando hanno avuto via libera le lottizzazioni tra via Castiglione e il CEP. Dunque un quartiere che si sta sviluppando in una campagna ricca di vegetazione viene a trovarsi all'improvviso senza una zona d'ombra, senza un albero su aree pubbliche.

L'altro motivo è una questione di opportunità. Piazza Dante poco alla volta, viene circondata da una serie di costruzioni private e pubbliche che si sviluppano in altezza. In mezzo allo spiazzo invece si trova una chiesa piccola di struttura e modesta di architettura, circondata da corpi di fabbrica di tipo rurale, che la stessa amministrazione comunale ritiene utile avvolgere con una folta vegetazione. Dunque bisogna piantare alberi, subito. Idea peraltro ampiamente condivisa dalla popolazione.

È persino scontato che nel procedere ora stentato ora tumultuoso dei lavori si siano create situazioni strane che oggi possono essere valutate come incongruenze o errori.

Vanno comunque puntualizzate alcune critiche che sono mosse dalla Relazione agronomica in riferimento alla situazione attuale.

Nella foto, completamento dell'alberatura sul lato nord di Piazza Dante (ora Piazza Giovanni XXIII)

La piazza alberata

Si dice che lo spostamento verso l'alto della massa a verde genera l'insufficiente presenza di elementi vegetali decorativi. Uno tra i pochi criteri di partenza che risulta chiaro è proprio la precisa scelta dell'amministrazione, confermata nel tempo, di volere una piazza esclusivamente alberata. Lo stanno ad indicare la forma e le dimensioni delle aiuole entro le quali la terra ha il solo scopo di assorbire l'acqua per gli alberi. L'unico elemento decorativo è costituito dagli oleandri, alcuni dei quali sono stati posti ben distanti dagli alberi, in appositi cassoni e che, nonostante l'infelice sistemazione, fioriscono bene. Non dunque un giardino, ma zona alberata: questo è stato sempre l'intento dell'amministrazione comunale. Il perché è già stato spiegato.

Fruibilità

Si sostiene che l'insufficiente diffusione della luce solare genera pesanti inconvenienti alla piena e serena fruizione della piazza soprattutto nelle ore serali dei periodi invernali. Questa può essere una comprensibile preoccupazione per una città dell'Europa settentrionale. A Cagliari, dove gli inverni sono miti e pure luminosi, la grande preoccupazione deve riguardare le estati calde e umide, quando il termometro sopra i 30 gradi mette a disagio tutta la popolazione. Anziché accompagnare le persone anziane alla caserma dei vigili del fuoco o ai centri commerciali - solo perché provvisti di aria condizionata - li si possono invitare a raggiungere un luogo dove la massa del fogliame delle varie specie arboree consente in una vasta area all'aperto un naturale abbattimento della temperatura di dieci, e più, gradi. Forse dietro l'angolo. Magari in piazza Giovanni.

Parassiti

È invece allarmante la notizia che i lecci ospitano un parassita, un lepidottero, che, nel tempo, può creare problemi di stabilità a tronchi e rami. Non è chiaro se questo è un problema di tutta la città (devono essere abbattuti 1400 esemplari di lecci?) oppure se la disgrazia riguarda solo la piazza Giovanni XXIII°. È necessario conoscere con maggiore precisione quanti esemplari ne sono colpiti.

Nell'attesa di acquisire notizie più complete si constata la solidità di tutti gli esemplari presenti in questa piazza.

Condizioni climatiche

La relazione agronomica accenna ad alcune condizioni climatiche che interessano la piazza (soleggiamento, ombra, umidità) ma non prende in considerazione l'elemento che più di ogni altro è in grado di condizionarne la fruibilità: il vento. E' previsto il riposizionamento di una jacaranda particolarmente inclinata, ma stranamente non si accenna alla causa che ha originato l'inconveniente e nemmeno al fatto che, in diversi punti della piazza, numerosi altri alberi risultano piegati.

Il vento che soffia da nord-ovest, dominante in inverno, si infrange, dopo aver percorso la via dei Donoratico, sui fabbricati lungo la via del Nastro Azzurro, si incanala nelle vie Medaglie d'oro, XXVIII Febbraio e nei vuoti esistenti tra gli edifici che circondano la piazza Baezza. Si formano così quattro direttrici di vento impetuoso che sboccano tutte sulla piazza Giovanni XXIII° investendo i campi, sportivi, il retro della chiesa e del complesso dell'oratorio dei salesiani, spazzando allo stesso tempo i corridoi laterali al predetto complesso. L'accrescimento delle varie essenze arboree e lo sviluppo delle relative chiome hanno gradualmente attenuato la violenza del vento. Dunque la barriera che è costituita sul lato nord da tre file di alberi di essenze diverse protegge dal maestrale sia le attività sportive che si svolgono sui campi del complesso, sia la sosta nella piazza.

Come sarebbe impossibile l'attracco delle navi ai moli di via Roma se si abbattesse la diga foranea davanti al porto, così l'abbattimento degli alberi sul lato nord renderebbe la piazza inaccessibile ai pedoni ogni qualvolta soffiasse il maestrale. Una osservazione più approfondita delle inclinazioni subite dai fusti nelle diverse zone dimostra come il vento, dopo essersi incanalato nella via XXVIII Febbraio, percorra la via don Macchioni per infrangersi sui fabbricati tra via Dante e via Boiardo provocando vortici di una certa violenza.

Altre destinazioni

Il progetto prevede la realizzazione di una galleria coperta nello spazio esistente tra la chiesa e la scuola media. Si tratta solo di un percorso coperto per un più comodo transito oppure deve essere destinato a sede espositiva?

In quest'ultimo caso la galleria costituirebbe ostacolo al flusso e deflusso , degli alunni della scuola media "Cima", con relativo transito di biciclette alla sosta dei parenti, all'approvvigionamento di materiali. Dovrebbe essere prevista, dunque, una ampia interruzione della galleria in prossimità del cancello d'ingresso della scuola, oppure la struttura potrebbe trovare collocazione sul lato opposto della piazza. La galleria potrebbe costituire ostacolo anche all'accesso ai campi sportivi dell'oratorio.

Comunque, secondo l'attuale progetto dell'amministrazione comunale risulterebbe inutilizzabile nelle giornate ventose perché, non protetta dagli alberi, sarebbe preso d'infilata dal maestrale.

La sistemazione progettata non tiene conto dei posteggi per i venditori ambulanti. Problema di non poco conto visto l'attuale caotica situazione. Si tratta di un problema di ordine e di decoro la cui soluzione deve essere chiaramente indicata in progetto.

Il progetto

Il primo progetto di sistemazione della piazza Giovanni XXIII° è stato elaborato nel 1987 e portato a conoscenza della Circoscrizione dallo stesso professionista che lo aveva già proposto al Comune. In linea di massima l'impostazione era simile al progetto attuale, ma molto meno drastico l'intervento sulle essenze arboree. Comunque non ci furono esiti.

A seguito dell'interessamento della Circoscrizione giunsero ripetute assicurazioni di prossime progettazioni. Nel corso dei seguenti diciassette anni si è registrato solo un grosso intervento per la creazione, tra gli alberi della piazza, di un cavidotto ad uso della SIP e la conseguente riasfaltatura della pavimentazione.

Eppure per procedere allo sfoltimento degli alberi che ostacolavano visibilmente lo sviluppo di quelli vicini non era necessario elaborare un progetto complessivo: l'amministrazione comunale avrebbe potuto procedere con gradualità affidando l'operazione al servizio giardini. Anche il progetto elaborato nell'anno 2000 tende a conservare il verde esistente e in questa versione è stato approvato dalla Giunta comunale. Senonché nel gennaio 2001 è intervenuta la commissione edilizia per suggerire la verifica dello stato di salute delle piante e la loro vetustà, al fine di valutare la possibilità di riduzione della massa a verde. E' sorprendente che la commissione edilizia, alla quale il progetto è stato trasmesso solo per opportuna conoscenza, sia intervenuta con osservazioni che non le competono, con il risultato di bloccare l'iter per la realizzazione dell'opera. Risulta quindi che la Relazione agronomica è il prodotto di un suggerimento della commissione edilizia formulato dopo un sopralluogo eseguito nei primi giorni del mese di gennaio.

Dopo aver elencato le situazioni che - adottate molti anni prima - oggi vengono definite come errate o infelici scelte progettuali, la relazione propone ora altre drastiche soluzioni che successivamente potrebbero essere giudicate con la stessa severità.

Nel corso delle varie assemblee spontanee i cittadini intervenuti hanno concordato sulla necessità di procedere alla sistemazione della piazza, convenendo sulla necessità di alcuni interventi previsti nel progetto dichiarandosi invece nettamente contrari ad altri.

Conclusione

Il patrimonio di verde che si è formato in piazza Giovanni XXIII° nel corso di quaranta anni merita rispetto, attenzione, sensibilità.

Per gli abitanti dei quartieri limitrofi la piazza rappresenta un'oasi di ombra e di frescura, ma è anche un riferimento storico allo sviluppo della città in una zona di campagne una volta ricche di vegetazione.

Anche di questo deve tenere conto l'amministrazione comunale nel redigere il progetto per la sistemazione della piazza.

Non sottovalutando la calda, appassionata partecipazione dei cittadini al dibattito in corso.

Agosto 2004

Romano Widmar