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Esposto di una cittadina di via Castelli al Procuratore della Repubblica del Tribunale di Cagliari

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ILL.MO SIGNOR PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI CAGLIARI

Esposto

La sottoscritta xxxxxxxxxxxxxx residente in Cagliari Via Castelli n. x, espone alla S.V. Ill.ma quanto segue:
La sottoscritta dimora in uno degli edifici di edilizia residenziale pubblica ubicati nella via Castelli di Cagliari, in prossimità del cantiere ove si eseguono ì lavori per la costruzione del tunnel in località Tuvumannu.
Detti lavori sono iniziati nel mese di dicembre 2005 ed hanno interessato 1'area. antistante i giardini posti sul retro degli edifici.
Attualmente, i lavori di scavo hanno comportato la realizzazione di una parete perpendicolare che scende in profondità, per circa sei - sette metri, a partire dal bordo esterno del muro di recinzione dei giardini, come risulta dalle riproduzioni fotografiche che si allegano al presente esposto, eseguite in data 21 gennaio u.s..
Le modalità di realizzazione dell'opera hanno creato vivo allarme nella sottoscritta e fra i residenti degli edifici di via Castelli che affacciano sul tunnel, a causa della prossimità degli scavi rispetto alle abitazioni e delle violente vibrazioni provocate sulle strutture degli edifici dai mezzi meccanici impiegati ed in considerazione della natura del terreno sul quale i lavori vengono eseguiti.
Ad accrescere tali preoccupazioni è accaduto che nei giorni scorsi si sono verificati alcuni smottamenti lungo la parete del tunnel, uno visibile nelle foto allegate, ed un altro, di più vaste dimensioni, avvenuto il giorno 25 gennaio u.s. e che, in conseguenza di tali eventi, il Comune ha disposto la recinzione, inizialmente di un piccolo tratto di giardino, in Corrispondenza del punto all'altezza del quale si era verificata la prima frana, e successivamente dell'intero giardino fino all'altezza delle abitazioni.
D'altro canto, le notizie e dichiarazioni riportate dagli organi di stampa non inducono a tranquillizzare i residenti.
Sul quotidiano il "Giornale di Sardegna" del 26 gennaio u.s., nell'articolo di Cinzia Isola dal titolo «Gli abitanti bloccano i lavori del tunnel: "Ridateci i giardini" Non capiamo i motivi di questa occupazione, le nostre case, tremano e la sicurezza non c'è". E' scritto: Nessun pericolo per gli abitanti ma intanto si chiudono i giardini per motivi di sicurezza. Non si placano le proteste in via Castelli e prosegue la mobilitazione contro i1 tunnel. 1'autorizzazione per recintare 1'area è stata rilasciata da1 Comune. Ma gli abitanti insorgono e in mattinata bloccano le operazioni di recinzione. Dagli uffici dell'assessorato al Patrimonio fanno sapere che 1'alto è dovuto perché il Comune è proprietario degli immobili e la richiesta è stata inoltrata per motivi di sicurezza. “Ma quali sono questi motivi?” si ribellano g1i abitanti. Potrebbe essere pericoloso avvicinarsi al muro di recinzione: qualcuno potrebbe cadere. Questa ipotesi per giustificare la chiusura dei giardinetti. “C'è un muro e una ringhiera a delimitare l'area degli scavi e poi perché recintare soto ora?” si domandano in tanti. Dopo g1i smottamenti dei giorni scorsi le paure si rafforzano a, seguito di questa nuova iniziativa di prevenzione. Nei giorni scorsi sono intervenuti anche i vigili de1 fuoco. “Li, ho chiamato io i pompieri - racconta Irene Masala - da qualche tempo sentiamo delle vibrazioni sul pavimento, la casa trema. ci hanno detto che allo stato attuale il palazzo non corre rischi, e che faranno delle pareti di contenimento in cemento armato. Alle proteste si uniscono le preoccupazioni degli ambientalisti. Un cantiere inutile e pericoloso: Lo stato del cantiere dimostra una eccessiva fretta, che potrebbe diventare pericolosa per le maestranze, ma anche per gli abitanti del vicino quartiere, denuncia Antonello Gregorini di Legambiente. Sono un geometra e ho visto parecchi cantieri- spiega l'ambientalista- mi chiedo quale tecnico a1 mondo può firmare un piano di sicurezza dove si scava 4 metri senza prevedere opere di sicurezza. E poi, perché effettuare 1o scavo radente i1 muro di cinta alle civili abitazioni? Una domanda che in questi giorni ha tormentato anche i residenti. Intanto nuova interrogazione al sindaco Floris, affinché vengano immediatamente sospesi i lavori. Interpreti delle angosce dei residenti i consiglieri Radhouan Ben Amara e Giani Loy: Dobbiamo tranquillizzare i cittadini attualmente in ansia e riflettere su un'opera la cui utilità, è oggetto di non poche perplessità.
Il quotidiano "La Nuova Sardegna" del 24 gennaio 2006 riporta, in un articolo a firma di Carla Píras, un'interrogazione del Consigliere regionale Uras del seguente tenore: La Regione intervenga a garanzia della sicurezza dei cittadini per sospendere 1a costruzione de1 tunnel a Tuvumannu ha chiesto Luciano Uras, consigliere regionale di Rifondazione comunista in una interrogazione presentata a1 presidente e agli assessori competenti. Uras denuncia anche i pericoli di smottamento del terreno con segni evidenti di lesione nello stabile di via Castelli e chiede di interrompere i lavori per verificare le cause effettive del predetto "smottamento ".
Nell'interrogazione i1 consigliere di Rifondazione chiede dì sapere se corrisponde al vero che 1'amministrazione ha stipulato un accordo tra il Comune e la Coimpresa che prevede la modifica dei precedente progetto di viabilità con la conferma del primo lotto dei lavori (che comprende una galleria di attraversamento del colle di Tuvumannu ". Uras chiede di sapere se la Regione ha valutato l'utilità della galleria in questo nuovo progetto". In precedenza, sul Giornale di Sardegna del 22 gennaio era apparso un articolo del seguente tenore: “Rifondazione attacca l'ecomostro: Fermatelo. Ancora un semaforo rosso sulla strada dell'ecomostro. Nel mirino, stavolta, anche il primo lotto del mega progetto di viabilità che prevede i1 collegamento tra via Cadello e via San Paolo. E a dire no, ancora una volta, potrebbe essere la Regione. Gli smottamenti che ieri e hanno interessato i palazzoni di via Castelli, danno un punto di drammatica attualità all'interrogazione che i consiglieri di Rifondazione Luciano Uras, Ciriaco Davoli e Paolo Pisu, hanno rivolto a Soru e agli assessore a11'Urbanistica É stato realmente stipulato - si chiede - l'accordo tra Regione, Comune e Coimpresa per modificare i1 vecchio progetto e confermare la sola realizzazione de1 tunnel di Tuvumanrru? E - ancora - ha senso investire risorse finanziarie per un progetto che perde parte della sua utilità? Intanto in via Castelli si fa largo l'eco della protesta. Dopo il cedimento di terreno venerdì, ieri è stata la volta dei vigili de1 fuoco. Da qualche tempo sentiamo delle vibrazioni su1 pavimento, dice Irene Masala, la casa trema». Paura, che si aggiunge alla ribellione degli ultimi mesi». Ed ancora, in un articolo di Roberto Paracchini su "la Nuova Sardegna" del 24 gennaio dal titolo: « Legambiente all'attacco: bloccare í lavori dell'arteria che da via Cadello arriverà sino a via Is Maglias. . "Il tunnel? Inutile e anche pericoloso "Poca sicurezza nei lavori, apprensione tra gli abitanti. » si è scritto: «Noi come Legambiente siamo sempre stati contrari a quella strada in quanto dannosa per il sito archeologico della necropoli fenicio-punica. Ma oggi con l’inizio dei lavori del tunnel, si aggiungono anche problemi di sicurezza afferma Vincenzo Tiana, presidente di Legambiente. Il dito accusatore è rivolta contro il primo lotto dell'arteria che viaggia in parallelo al piano di lottizzazione integrata per i colli di Tuvixeddu-Tuvumann. Secondo il progetto iniziale in e bloccato), la strada avrebbe dovuto snellire il traffico di via Is Mirrionis incanalando it traffico, tramite un tunnel sino a Tuvixeddu prima e una sopraelevata poi, da via Cadello sino a via San Paolo. Spostare il traffico da via Cadello sino a via Is Maglías significa - continua Tiana - creare un forte impatto su una zona delicata per 1'importanza archeologica. Inoltre abbiamo notato che 1'impresa, per voler fare i lavori in tempi rapidi, ci sembra stia creando situazioni carenti nella sicurezza. Tant'è che gli abitanti di via Castelli hanno segnalato delle lesioni sulle case che si trovano a ridosso del luogo dove sono iniziati i lavori.
I lavori del tunnel sono iniziati a fianco di via Castelli, la strada che porta in via Is Maglias. La previsione è di far uscire la strada sotterranea all'inizio del canyon di Tuvixeddu, realizzato a suo tempo dall'Italcementì (quando esistevano ancora le cave) per il passaggio del materiale da Tuvumannu verso la cementeria.
Come accennato, però, il tunnel è una parte di un`opera molto più vasta che non sarà più realizzata “E quest'arteria, se parzialmente realizzata, non potrà più assolvere alle funzioni previste si smistamento del traffico. Per questo - afferma Cinza Frau de1 circolo "II grillo" di Legambiente siamo davanti a un chiaro esempio di spreco di denaro pubblico. Inoltre lo stato del cantiere in corso dimostra una eccessiva fretta che potrebbe diventare pericolosa non solo per 1e maestranze ma anche per gli abitanti del vicino quartiere. Chiunque, vedendo l'immagine dei lavori può valutare la pericolosità dello scavo, profondo sette-otto metri, posto di fianco a un edificio di civile abitazione. Le normative vigenti in materia dì sicurezza dei cantieri stabiliscono che le scarpate degli scavi debbano essere adeguatamente puntellate. Mentre nessun puntello e nessuna sbadacchiatura è stata posta”.

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Tanto segnala la sottoscritta alla S.V. Ill.ma, allo scopo di verificare se nel comportamento dell'impresa e delle autorità preposte al controllo ed alla vigilanza vi sia stato 1'integrale rispetto delle norme e delle regole di esperienza adeguate alla natura delle attività esercitate e se nelle circostanze
riferite vi siano o  possano verificarsi situazioni di pericolo per 1'incolumità delle persone residenti negli edifici e dei beni pubblici e privati interessati.
Allega in copia: documentazione fotografica citata.
Letto, confermato e sottoscritto Cagliari, 27 gennaio 2006
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