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Pensieri e poesie per salvare gli alberi
Fonte: La Nuova Sardegna
6 Dicembre 2010
Manifestazione di protesta in piazzetta Sorcinelli

BETTINA CAMEDDA
CAGLIARI. Prosegue la battaglia per la salvaguardia di piazzetta Sorcinelli in attesa della perizia da parte della Soprintendenza. Ieri, una delegazione di cittadini guidata da Andrea Olla si è data appuntamento in piazza per sistemare nuovi cartelli e poesie sui tre alberi che dovrebbero essere sradicati per fare spazio alla rotatoria.
Il comitato spontaneo di cittadini si è costituito per contrastare un progetto che altererebbe, secondo i promotori, un’area di pregio, una piccola oasi di verde, per far posto a una rotatoria stradale.
Un intervento che prevede l’abbattimento degli alberi della piazzetta e lo spostamento di un monumento.
Il comitato cittadino ha di recento raccolto oltre 1.500 firme contro il progetto urbanistico.
Una protesta alla quale si sono uniti i commercianti della zona, che nella rotatoria intravedono un totale isolamento dell’area, e gli abitanti del quartiere che si vedono privati di uno spazio a misura d’uomo.
La mobilitazione dei cittadini è orientata, spiegano i promotori del comitato, alla difesa del poco verde pubblico che ancora resiste in città. Per questo motivo in mattinata, alle 11.30, in piazza Sorcinelli si terrà una breve performance di due artisti Marta Fontana e il violinista Mario Brai.
Una protesta che ha scelto la musica e la poesia perché gli alberi non vengano inghiottiti dall’asfalto e dal cemento e i monumenti non siano sacrificati alle ragioni, non sempre condivise, del traffico.

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Il Manifesto Sardo
30 novembre 2010
Una rotonda stradale vale parecchio

Non è facile vedere centinaia di studenti manifestare per difendere uno spazio di verde pubblico e dei beni culturali.    E’ ancora più difficile vederlo a Cagliari, città tradizionalmente piuttosto “pigra”. Eppure è accaduto, lo scorso mercoledi 24 novembre. Una bella manifestazione popolare tenutasi nel giardino della Croce daziaria di S. Avendrace (all’incrocio fra Viale Trento, Viale Trieste e Viale S. Avendrace, davanti al Liceo-Ginnasio “Siotto”).  Oltre 300 fra studenti e docenti della prospiciente scuola superiore, residenti e operatori economici del quartiere, ecologisti, semplici cittadini cagliaritani hanno raccolto la proposta del Comitato popolare Sa Cruxi Santa di S. Avendrace alla quale avevano subito aderito le associazioni ecologiste Amici della Terra, Cagliari Social Forum, Gruppo d’Intervento Giuridico, Italia Nostra. Tanto per cambiare, dai mezzi di informazione tradizionali se n’è saputo poco o nulla.   E quando sono state riportate alcune righe in cronaca, l’avvenimento è stato riportato in modo fuorviante.    Ovvio attenderselo da L’Unione Sarda, il quotidiano cagliaritano di proprietà di Sergio Zuncheddu, il titolare dell’Immobiliareuropea s.p.a., società che sta costruendo il complesso immobiliare “I Fenicotteri”, beneficiario dell’opera stradale.  Anche La Nuova Sardegna ne ha scritto solo domenica 28 novembre. Contrastanti, tanto per cambiare, le reazioni nel P.D., la forza politica che dovrebbe rappresentare l’alternativa di governo della città: il circolo “Rinascita” (S. Avendrace – Mulinu Becciu) ha sostenuto le richieste popolari, il consigliere comunale Claudio Cugusi le ragioni della rotatoria in ossequio alle fantomatiche ragioni dei residenti del nuovo complesso immobiliare. “Residenti” eventuali e futuribili e tuttora non identificati. Una manifestazione spontanea e colorata (numerosi i cartelli con messaggi e poesie degli studenti appesi agli alberi) aperta da Alberto Lostia, rappresentante degli studenti del Liceo-Ginnasio “Siotto” e proseguita con brevi interventi introdotti da Claudia Sitzia, coordinatrice del Comitato organizzatore: ragazzi, commercianti, residenti, ecologisti hanno illustrato i motivi della protesta e affermato a chiare lettere che vogliono la salvaguardia integrale di quel pezzo di verde pubblico e di storia cittadina nel giardinetto con nove alberi ad alto fusto all’incrocio fra il Viale Trento e il Viale Trieste, di fronte al Liceo-Ginnasio “Siotto”. Il messaggio è stato semplice e lineare. Poco importa delle pressioni e dei suggerimenti di qualche politicante da strapazzo: alberi, verde pubblico, Croce di S. Avendrace e antica cisterna non si toccano! Secondo il progetto, più volte sostenuto dall’Assessore comunale alla viabilità Maurizio Onorato (Riformatori Sardi), infatti, sarebbero sottratti circa 200 metri quadrati di verde pubblico, due alberi (oggi radicalmente potati) verrebbero spostati di qualche metro, mentre, a fronte di tale sacrificio, verrebbe realizzata una grande aiuola all’inizio del Viale S. Avendrace di circa 800 metri quadrati di verde.    Vi sarebbero, quindi, in linea teorica, 600 metri quadrati di verde pubblico in più.  Tuttavia l’aumento del verde pubblico sarebbe soltanto virtuale, perché l’aiuola che verrebbe realizzata nel mezzo del Viale S. Avendrace difficilmente sarebbe fruibile da bambini e anziani in quanto nel bel mezzo del traffico. Non è necessario essere particolarmente geniali per scoprire che il progetto di rotonda stradale è in stretto rapporto con quel progetto di asse stradale tanto caro all’on Mauro Pili (P.d.L.) che si vuol far passare nel canyon di cava di Tuvixeddu, sfiorare la Scuola Media di Via Falzarego e tirar giù un’intera ala del Liceo-Ginnasio “Siotto”, per i benefici in favore della ben nota iniziativa immobiliare del gruppo Coimpresa. Infatti, il giardinetto con nove alberi ad alto fusto è una piccola oasi di quel verde pubblico del quale il Comune di Cagliari mèna continuamente vanto, ma è anche il contesto di un pezzo di storia cittadina, la Croce di S. Avendrace, bene storico-culturale, che dal medioevo segna il limite della cinta daziaria, e un’antica cisterna, probabilmente di epoca romana.
Il cartello “inizio lavori” posizionato lo scorso 28 ottobre era molto chiaro: il Comune di Cagliari, con autorizzazione n. 223424 del 19 ottobre 2010, permette all’Immobiliareuropea s.p.a. (general contractor la Cantieri Commerciali s.r.l.) la realizzazione della “sistemazione della circolazione fra le Vie S. Gilla, Viale Trieste e Viale S. Avendrace” (importo dei lavori: 141.000,00 euro).  I lavori, in base all’ordinanza comunale n. 1050/VIAB del 19 ottobre 2010, sarebbero dovuti iniziare lo scorso 2 novembre (data adeguata all’evento), ma sono stati sospesi dietro intervento della Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio di Cagliari (ordinanza n. 15988 del 29 ottobre 2010). In proposito, le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (29 ottobre 2010) un esposto alle Soprintendenze per i beni architettonici e paesaggistici e per i beni archeologici per verificare il rispetto del bene storico-culturale, informandone nel contempo la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. Inoltre, il Comitato popolare Sa Cruxi Santa di S. Avendrace ha promosso e inviato una petizione alle Soprintendenze competenti e al Comune di Cagliari per tutelare l’area di verde pubblico e i beni culturali presenti, raccogliendo oltre 1.400 adesioni di cittadini. Una rotonda stradale il cui significato è molto più ampio di quello che può apparire a prima vista.  Forse una speranza che i cagliaritani imparino a non lasciare la loro città in ostaggio ai poteri forti.

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La Nuova Sardegna
28 novembre 2010
Pià di mille firme contro la rotatoria
Cresce la mobilitazione in difesa del giardino di Sant'Avendrace
 
CAGLIARI. Sono 1400 le firme raccolte dal comitato popolare Sa Cruxi Santa di SantAvendrace contro l'espianto degli alberi deciso dal Comune nella piazza di fronte al liceo Siotto per garantire all'Immobiliare Europea dell'editore Sergio Zuncheddu un agevole accesso al nuovo quartiere 'Fenicotteri'. Il 24 novembre quasi 400 persone hanno manifestato il proprio dissenso e gi si annunciano nuove iniziative a difesa del verde pubblico.
La mobilitazione di protesta  imponente: il comitato organizzatore, coordinato da Claudia Sitzia, è formato per la gran parte di studenti e può contare sull'adesione degli Amici della Terra, del Gruppo di intervento giuridico, di Italia Nostra e del Cagliari social forum. La richiesta rivolta all'amministrazione comunale è chiara: gli alberi del giardinetto e la croce medievale di Sant'Avendrace non devono essere toccati. Sarà poi la Sovrintendenza ai beni culturali - che ha già ordinato la sospensione dei lavori di costruzione della rotatoria - a stabilire se la presenza di un'antica cisterna sia compatibile con l'apertura del cantiere.
La rotatoria servirebbe ad assicurare l'accesso alle torri dei Fenicotteri e a collegare il quartiere dell'Immobiliare Europea al nuovo sistema viario che comprende anche la strada per Tuvixeddu, quella che si vorrebbe realizzare nel canyon scavato in tempi remoti e oggi protetto da un vincolo imposto dalla Sovrintendenza. E' stato nei giorni scorsi il parlamentare del Pdl Mauro Pili a parlare di "sviluppo della città" riferendosi alla costruzione della rotatoria collegata al prossimo ingresso di Tuvixeddu. Pili ha trovato appoggio nel centrosinistra: il consigliere comunale Claudio Cugusi si è dichiarato favorevole all'intervento, che secondo il vicesindaco Maurizio Onorato dovrebbe salvare gli alberi e offrire alla città una maggiore superficie verde. Ma a giudicare da quanto sta avvenendo a Sant'Avendrace - alberi potati drasticamente e piante ritagliate a forma di parallelepipedi - e da quanto avvenuto in piazza Maxia non sembra che la politica comunale sia rivolta a difendere le aree verdi della città. Soprattutto - è stato detto nel corso della manifestazione - se gli interessi in gioco sono alti e gli interventi sono utili agli imprenditori vicini all'amministrazione comunale di centrodestra. (m.l)
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Cugusi (Pd): «La nuova rotatoria necessaria per la sicurezza»
Fonte: L'Unione Sarda
26 Novembre 2010

Sant'Avendrace
I lavori per una rotatoria all'ingresso di viale Sant'Avendrace sono al centro dei lavori della commissione Lavori pubblici del Consiglio comunale. Il suo vicepresidente, Claudio Cugusi, del Partito democratico, ha infatti chiesto formalmente al presidente della commissione Lavori pubblici Alessio Mereu, di convocare una riunione collegiale dell'organo consiliare in viale Sant'Avendrace, «per valutare il progetto insieme all'assessore alla Mobilità e ai tecnici del Comune, oltre che per ascoltare gli eventuali suggerimenti e correttivi proposti dalla circoscrizione, delle associazioni del quartiere e dei cittadini». Sono proprio i cittadini che risiedono nella zona che nei giorni scorsi hanno fatto alcune proposte in una lettera indirizzata a Cugusi e Mereu informandoli delle loro idee. Ma il consigliere democratico lancia anche un'accusa contro la giunta Floris: «La sistemazione ordinata del traffico all'ingresso di Sant'Avendrace è un'ovvia necessità per la sicurezza dei trasporti e meglio avrebbe fatto il Comune ad agire molto prima» per sistemare la zona, tra le più trafficate della città. Poi ricorda anche che le opere saranno realizzate da un privato e come «spetti ai tecnici del Comune proporre soluzioni».



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Cugusi (Pd): «La nuova rotatoria necessaria per la sicurezza»
Fonte: L'Unione Sarda
26 Novembre 2010

Sant'Avendrace
I lavori per una rotatoria all'ingresso di viale Sant'Avendrace sono al centro dei lavori della commissione Lavori pubblici del Consiglio comunale. Il suo vicepresidente, Claudio Cugusi, del Partito democratico, ha infatti chiesto formalmente al presidente della commissione Lavori pubblici Alessio Mereu, di convocare una riunione collegiale dell'organo consiliare in viale Sant'Avendrace, «per valutare il progetto insieme all'assessore alla Mobilità e ai tecnici del Comune, oltre che per ascoltare gli eventuali suggerimenti e correttivi proposti dalla circoscrizione, delle associazioni del quartiere e dei cittadini». Sono proprio i cittadini che risiedono nella zona che nei giorni scorsi hanno fatto alcune proposte in una lettera indirizzata a Cugusi e Mereu informandoli delle loro idee. Ma il consigliere democratico lancia anche un'accusa contro la giunta Floris: «La sistemazione ordinata del traffico all'ingresso di Sant'Avendrace è un'ovvia necessità per la sicurezza dei trasporti e meglio avrebbe fatto il Comune ad agire molto prima» per sistemare la zona, tra le più trafficate della città. Poi ricorda anche che le opere saranno realizzate da un privato e come «spetti ai tecnici del Comune proporre soluzioni».



La Nuova Sardegna
25 novembre 2010

Il paesaggio devastato nell'isola rinnegata dove vince il cemento
A partire da un fatto, un paese, una condizione di volta in volta ritenuti emblematici di una purtroppo diffusa insensibilità per il rispetto dell’ambiente, Giorgio Todde ha scritto dal 2004 a oggi una serie di pungenti articoli per «La Nuova Sardegna». Ora Il Maestrale li pubblica in un volume - «Il noce. Scritti sull’isola rinnegata» - che arriva domani nelle librerie e che rende rende testimonianza di delitti commessi a danno del paesaggio. La prefazione, di cui pubblichiamo in questa pagina un ampio brano, è di Edoardo Salzano, uno dei più autorevoli urbanisti italiani.  L’azione degli amministratori, «padroni del territorio» e delle comunità che essi rappresentano. I centri storici devastati o snaturati. La confusione drammatica tra «chi amministra» e «chi fa impresa» che talvolta sono la stessa persona. La «debolezza culturale» della società isolana davanti al nuovo e al moderno che spinge un intero popolo a ripudiare il proprio paesaggio e dunque se stesso. Gli interventi di Todde disegnano anni critici durante i quali il paesaggio, non solo quello della Sardegna, peggiora con una velocità mai prima registrata. Descrivono la vittoria della ferocia edificatoria sulla bellezza dei luoghi.  Giorgio Todde vive e lavora a Cagliari. Il romanzo d’esordio, «Lo stato delle anime» (Il Maestrale), inaugura la serie dell’imbalsamatore detective Efisio Marini, proseguita con «Paura e carne», «L’occhiata letale, «E quale amor non cambia», «L’estremo delle cose» (Il Maestrale/Frassinelli). A questa serie, Todde ha accompagnato e accompagna la fabbricazione di singolari romanzi improntati a un noir metafisico ed esistenziale, pubblicati da Il Maestrale: «La matta bestialità», «Al caffè del silenzio», «Ero quel che sei». I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania, Olanda, Brasile e Russia.

EDOARDO SALZANO
Ci sono parole ricorrenti nelle pagine di questo libro di Giorgio Todde. Sassolini in un percorso nel bosco.  La prima è «bellezza». É la bellezza del creato, la natura intatta, il segno del divino nella forma del territorio (nei suoi colori, i suoi suoni e i suoi silenzi), il primo e primordiale dei beni che all’uomo sono concessi in Sardegna. Anzi, erano concessi, prima che gli alieni la colonizzassero. Prima che fosse travolta e cancellata quella «filosofia del costruire» che esisteva nell’isola, grazie alla quale «i paesi erano in equilibrio con la terra, erano costruiti con i materiali della terra su cui sorgevano e perciò assomigliavano alla terra, ne riproducevano i colori e perfino l’odore». A quella filosofia un’altra si è sostituita: quella che Todde definisce «sviluppismo». Ed ecco un’altra parola chiave.  Lo sviluppismo è «una forma malata dello sviluppo», «una forma degenerativa della modernizzazione», la «frangia guasta dello sviluppo». Utilizza speciali operatori che a un certo punto della storia dell’isola «sono apparsi in giacca e cravatta: gli sviluppisti». Per essi, «le due parole “intatto” e “arretrato” significano la stessa cosa. Ciò che è intatto è superato, vecchio. Per loro la civilizzazione consiste nel consumare il creato immacolato che è solo uno strumento della crescita, la loro».  La «sviluppite» è una malattia contagiosa: un’epidemia. E come molte malattie «è democratica e non fa distinzioni. Così colpisce maschi e femmine, ricchi e poveri, individui di destra e di sinistra senza dimenticare quelli di centro».  Todde ama in modo particolarmente intenso la sua isola. Questo lo induce a compiere qualche errore. Sostiene che «ogni società ha un suo sviluppismo endemico più o meno silente» e attribuisce solo alla Sardegna «uno sviluppismo maligno: una forma di autolesionismo grave che arriva alla svendita di sé e del proprio mondo». Non è così, purtroppo. Lo sviluppismo maligno è un male che sta soffocando l’Italia, che ha invaso ogni regione e ogni città e paese perché ha invaso - prima dei territori - le teste degli italiani. Se c’è anzi una particolarità della Sardegna è che qui la peste dello sviluppismo, e la constatazione dei danni che esso provoca, ha generato una reazione più forte che in altre parti d’Italia. Se è vero che dall’iniziativa di un gruppo di persone che sapevano alzare i propri occhi dall’orrendo pasto che gli alieni stavano compiendo sulle loro coste ha potuto iniziare una riscossa, e produrre quella politica di salvaguardia delle coste - le più minacciate e corrose - che doveva, e dovrà, estendersi all’intero territorio isolano.  La parola sviluppismo si collega ad altre due sulle quali è utile richiamare l’attenzione: «valorizzazione» e «metrocubismo».  La valorizzazione, sostiene Todde, ha un effetto distruttivo, perché consiste «nel togliere il sangue al territorio sino a renderlo esausto e privo di ogni valore». Come tante altre parole, anche valorizzazione è stata deformata e piegata, dal suo significato originario e utilizzata a un unico fine: quello economico. Poiché valore, in sé, è una parola ricchissima di significati: esprime l’insieme delle qualità positive di un soggetto o un oggetto. Hanno valore l’amicizia e l’amore, ha valore la nostra storia e il nostro futuro di esseri umani, ha valore il sacrificarsi per qualcosa in cui si crede e per qualcuno che si ama, hanno valore la poesia o la pittura come espressione della propria anima e comunicazione dei propri sentimenti.
 Valorizzare significa dunque mettere in luce l’uno o l’altro di questi «valori». Oggi significa invece unicamente «attribuire valore economico a qualcosa», cioè trasformare in merce (ossia qualcosa di fungibile, scambiabile, monetizzabile, distruggibile per farne un’altra merce) un bene (ossia qualcosa che ha un valore di per sé, per l’uso che ne può fare l’uomo). Il fatto è che dalla testa degli economisti, e dal funzionamento del sistema economico-sociale, è scomparso il valore d’uso, che vorrebbe esprimere l’utilità di un bene per il soggetto che lo adopera, e tutto si è ridotto al valore di scambio.  Il territorio può essere ridotto a merce (da quel bene che è) mediante l’operazione implicita nell’altra delle due parole tra loro connesse: metrocubismo.  Il metrocubo di cemento e mattoni, il volume edilizio è infatti l’unico valore che l’ideologia corrente riconosce al territorio. Altro che paesaggio, intreccio di storia e natura, altro che identità e bellezza, ciò che conta è attribuire al paesaggio una capacità edificatoria.  Si arriva al punto di parlare di «vocazione edificatoria» del suolo, come se la crosta del nostro pianeta avesse come destino intrinsecamente legato alla sua essenza quello di essere maneggiato dai cementificatori e dagli «operatori immobiliari».  Già, ecco apparire i colpevoli della valorizzazione metrocubica. Gli «operatori immobiliari», quelli che stanno seppellendo sotto la «repellente crosta di cemento e asfalto», direbbe Antonio Cederna, gran parte delle coste intatte della Sardegna prima della «legge salva coste» di Soru e, ancora oggi, i luoghi più belli e sacri, patrimoni storici tramandati nei secoli: come il colle di Tuvixeddu-Tuvumannu, amorosamente difeso e rigorosamente documentato nelle tappe della sua vicenda negli scritti raccolti alla fine del libro.  Alle parole del disastro non può mancare la parola «turismo». Riecheggia spesso nelle pagine del libro.  Il turista, generalmente visibile in branchi, è un agente della distruzione, ma ne è anche l’alibi e la vittima. É il veicolo della nuova identità finta che si sostituisce a quella vera: è fatta di plastica, non di pietre e di sangue. Il suo habitat è rappresentato dall’hotel Cala di Volpe; un monumento che ancora pochi riescono a individuare come un disgustoso ecomostro. «Il ponticello irreale, il canale veneziano, le acque ferme, lo stile falso rustico, la patina di anticatura, il prato e molte altre caratteristiche costruttive, grandi e minuscole», ecco alcuni degli elementi che fanno di Cala di Volpe una testimonianza utile alla comprensione. «Cala di Volpe è un “falso naturale”, una simulazione. E la sua artificialità ne fa un luogo simbolico della finzione. Rappresenta bene la vicenda melanconica di una nuova Disneyland». Cala di Volpe raffigura compiutamente la mostruosa idea di bellezza «ispirata» al passato che domina nel mondo degli «uomini impagliati» e li induce a cancellare la natura sotto una coltre di camere d’albergo e di annessi.



Onorato: «Nessun albero verrà tagliato»
Fonte: L'Unione Sarda
25 Novembre 2010

Viale Trento. Ieri la manifestazione e la replica dell'assessore
«Nessun albero verrà tagliato per realizzare la rotatoria di viale Trento». Lo ha ribadito l'assessore alla Viabilità, Maurizio Onorato, per la seconda volta nel giro di poche settimane, in risposta alla manifestazione di protesta di ieri mattina coordinata dal Cagliari social forum e da altre associazioni preoccupate per le sorti delle piante.
«Solo due alberi verranno spostati di qualche metro, niente di più», ha spiegato l'assessore, «per cui le proteste non hanno alcuna ragion d'essere». Alla manifestazione hanno partecipato anche alcune classi del vicino liceo Siotto che hanno affisso cartelli di dissenso. «Questo è un ficus retusa ed è in pericolo, proteggiamolo», hanno scritto. Altri hanno abbracciato simbolicamente gli alberi. Presente al sit-in il segretario del Circolo Rinascita del Pd, Pierandrea Costa. «Diciamo no», recitava il testo di un volantino, «alla grande rotonda, al taglio degli alberi e allo spostamento di Sa Cruxi». IL FRONTE DEL SÌ Favorevole, invece, il consigliere comunale del Pd, nonché vicepresidente della Commissione Lavori pubblici, Claudio Cugusi. «A Sant'Avendrace sta sorgendo una nuova area residenziale e commerciale, quindi ben vengano le opere di viabilità che consentiranno di ospitare nel migliore dei modi le nuove famiglie e i nuovi commercianti. Sono convinto che i tecnici comunali troveranno le giuste soluzioni tecniche tenendo conto anche dei suggerimenti delle associazioni e dei cittadini che stanno protestando». ( p. l. )

25/11/2010



Fonte: La Nuova Sardegna
24 Novembre 2010
Rotatoria a Sa Cruxi, stamane assemblea di residenti e studenti

CAGLIARI. Si terrà questa mattina a mezzogiorno e mezza a “Sa cruxi”, ex piazza Trento, una assemblea popolare promosso dal Comitato Popolare Sa cruxi, e a cui hanno aderito gli Amici della Terra, il Gruppo di intervento giuridico, Italia Nostra e il Cagliari Social Forum. Argomento dell’iniziativa, che è aperta anche agli studenti del Siotto, la rotatoria che il Comune vorebbe realizzare a cavallo tra le vie Santa Gilla, San Paolo e Santa Avendrace. «Per realizzare quest’opera è previsto che vengano tolti dalla piazza alcuni alberi secolari. Noi vorremmo salvare gli alberi, in pratica l’unico polmone verde fruibile del quartiere, e un pezzo della nostra memoria. Una volta che verrà realizzata la rotatoria il Comune varierà i sensi di marcia - riporta il volantino dei promotori - diminuirà il numero dei parcheggi e modificherà l’assetto viario, sino a rendere Sant’Avendrace un ghetto al servizio del nuovo quartiere che sta nascendo in via Santa Gilla». Nei giorni scorsi il Comune aveva potato alcuni degli alberi della piazzetta, prefigurando già la loro eradicazione.



Fonte: La Nuova Sardegna
11 Novembre 2010
Cresce la mobilitazione anti-rotatoria
Nuovo sit-in nella piazza del Siotto e altre firme «contro»

BETTINA CAMEDDA
CAGLIARI.Complesso dei Fenicotteri contro residenti di viale Sant’Avendrace con una posta in gioco alta: lo sradicamento di tre dei nove alberi della piazzetta Sorcinelli e la riduzione del verde pubblico. Partita la raccolta di firme (con più di 1300 adesioni) contro lo “scempio “ della futura rotatoria voluta da Sergio Zuncheddu proprietario di Immobiliare europea (che ne pagherà le spese della realizzazione ma non della futura manutenzione), ieri i residenti insieme alla commissione presieduta da Riccardo Laconi hanno preso parte ad un breve sit-in nella piazza. Uno spazio verde nella via più inquinata di Cagliari, che al suo interno ospita anche la colonna medievale sa cruxi e un’antica cisterna romana di estensioni ancora sconosciute perfino dal Comune di Cagliari che però, di tutta fretta e in via eccezionale, ha dato il via ai lavori. Talmente eccezionale che il 28 ottobre gli operai del Comune hanno provveduto allo sfrondamento degli alberi senza rispettare la delibera di inizio dei lavori prevista per il 2 novembre. L’eccessivo zelo è stato bloccato dalla Soprintendenza e dai vigili che hanno multato gli operai. «Ora è tutto in mano alla Soprintendenza la rotatoria - ha spiegato ieri l’assessore alla Viabilità Maurizio Onorato durante la riunione della Commissione aperta al pubblico dopo il sit in - ma è necessaria da realizzare per la viabilità perché si tratta di un incrocio pericoloso e questo indipendentemente dal complesso dell’Immobiliare Europea spa. I tre alberi verranno spostati da destra a sinistra della piazza e sa cruxi non verrà toccata». Alla riunione ha preso parte anche l’ingegnere Murgia che ha descritto i cambiamenti ai quali dovranno adeguarsi tutti, anche gli oltre 5 mila futuri residenti di Santa Gilla e veri beneficiari della rotatoria. «Il problema - spiega Claudia Sitzia, ingegnere ambientale residente in zona - è che non è garantita la sopravvivenza dei tre alberi e mi preoccupa che abbiano fatto un progetto un sopraluogo. Prima hanno detto che non sanno neanche dov’è la cisterna romana e i parcheggi non ci sono neanche in pianta». Intanto il consigliere regionale Pdl Edoardo Tocco attraverso un comunicato ha fatto sapere che «la rotatoria deve essere condivisa dalla gente e dovrà salvaguardare il giardinetto».



Fonte: L'Unione Sarda
11 Novembre 2010
Onorato: «Gli alberi non saranno tagliati»
Piazza Sorcinelli. Incontro in circoscrizione sulla nuova rotatoria

I nove alberi di piazza Sorcinelli resteranno al loro posto: per costruire la rotonda fra viale Sant'Avendrace e via Santa Gilla, solo due saranno spostati e ripiantati a pochi metri di distanza. Lo ha garantito l'assessore comunale alla Viabilità, Maurizio Onorato, nel corso di un incontro che si è svolto ieri nella sede della seconda circoscrizione. Non corre alcun rischio neppure la croce medioevale chiamata “sa Cruxi Santa”, che anticamente segnalava la divisione fra la campagna e la città.
L'incontro congiunto fra le commissioni circoscrizionali dei Lavori Pubblici e dell'Ambiente si è trasformato in un'assemblea, con la partecipazione di residenti del quartiere, preoccupati per la sorte degli alberi. I lavori, che il 19 ottobre scorso hanno avuto l'autorizzazione da parte del Comune, costeranno centomila euro e saranno realizzati a spese dell'Immobiliareuropea S.p.a. (dell'editore de L'Unione Sarda, Sergio Zuncheddu) nell'ambito del Programma integrato di Piazza Santa Gilla. Ma per ora i lavori sono fermi: «Una settimana fa ho fatto sospendere il cantiere», ha spiegato l'assessore Onorato, «e ho mandato tutti i documenti alla Soprintendenza per un'ulteriore verifica, nonostante i lavori non coinvolgano la croce medioevale». La costruzione della rotonda - ha chiarito Onorato - è necessaria: «Quell'incrocio era pericoloso. E comunque, per realizzarla non verranno ridotti i parcheggi».
Via Santa Gilla - ha annunciato il dirigente comunale Sergio Murgia - diventerà a senso unico fino all'altezza di via Flumendosa, mentre viale Sant'Avendrace resterà a doppio senso di marcia. Inoltre, sarà potenziato il trasporto pubblico. ( fr. fu. )



Fonte: La Nuova Sardegna
MERCOLEDÌ, 03 NOVEMBRE 2010
La manifestazione al Siotto voluta da «Città Ciclabile» blocca i cantieri del Comune

CAGLIARI. La manifestazione organizzata dall’associazione «Città Ciclabile» davanti al liceo Siotto in difesa degli alberi è riuscita in pieno. Ieri mattina i partecipanti, liberi cittadini indignati per la scelta annunciata del Comune di sradicare alcuni alberi dell’aiuola davanti al liceo, si sono parati davanti agli alberi e il cantiere del Comune non è stato aperto. Gli alberi sono ancora lì e anche ieri sera un presidio è rimasto finché tutti quanti non hanno deciso di smobilitare. E’ noto che in quell’aiuola ci sia anche una croce medievale che segnava l’ingresso daziario della città e che si è detto nei giorni scorsi verrà spostata per far spazio a una rotatoria funzionale al complesso dei Fenicotteri dell’Immobiliare Europea. Gli alberi sarebbero da spostare proprio per questa rotatoria.



Fonte: L'Unione Sarda

MARTEDÌ, 02 NOVEMBRE 2010

Piazza Trento. Polemica. Rotonda contestata L'assessore Onorato: «Gli alberi restano»

Protesta ieri in viale Trento a Cagliari dove alcuni mezzi erano pronti ad avviare i lavori, nel giardino di fronte al liceo Siotto, per far posto a una rotonda in corrispondenza dell'incrocio con viale Sant'Avendrace e via Santa Gilla. «Questo giardino esiste da sempre», ha urlato una donna agli operai, protestando per l'eventuale taglio degli alberi. Le opere dovrebbero iniziare il 2 novembre e non si potrà più posteggiare lateralmente. Ma la Soprintendenza ha chiesto al Comune di fermare i lavori.

LA PROTESTA Dopo le proteste di cittadini, commercianti e studenti del liceo, l'assessore comunale della viabilità, Maurizio Onorato ha fatto fermare il cantiere. «Lo stop si è reso necessario per la presenza di una colonna medievale», spiega, «è necessario fare un'ulteriore verifica». La Soprintendenza sostiene infatti che serva una sua autorizzazione per realizzare i lavori. Ma il Comune, dopo alcuni controlli, ha spiegato che tutto era in regola. «Non capisco il perché delle lamentele: il cippo non verrà spostato, dunque non c'è bisogno di nessuna autorizzazione da parte della Soprintendenza. Le piante? Sono state potate tutte, ma solo due verranno spostate e, al termine dei cantieri, torneranno nello stesso posto». «Abbiamo sospeso i lavori, dopo alcune segnalazioni arrivate ai funzionari, solo per dare maggiori garanzie a tutti: faremo verifiche ulteriori sulla procedura, ma se come pensiamo è tutto a posto, il cantiere riaprirà presto», afferma Onorato.

L'IMPRESA L'Immobiliareuropea spa (dell'editore de L'Unione Sarda, Sergio Zuncheddu) ha avuto dal Comune l'autorizzazione (il 19 ottobre scorso) a realizzare a proprie spese l'opera pubblica, con due delibere della Giunta comunale e tutte le valutazioni tecniche degli uffici. I lavori di piazza Trento rientrano nel Programma integrato di Piazza Santa Gilla, spiega la società in una nota, e «sono motivati dalla necessità di dare un contributo alla città e al quartiere, nel processo, concordato con le Ferrovie dello Stato e la Regione (conferenza di servizi del 2001), di chiusura al traffico del passaggio a livello di via San Paolo e la contemporanea apertura del sovrapasso ferroviario e di una nuova via, per consentire anche la messa in esercizio della fermata Santa Gilla della linea metropolitana delle Ferrovie che collega Decimomannu e l'aeroporto di Elmas con la stazione di piazza Matteotti». I lavori vengono eseguiti dalla società a titolo gratuito in favore del Comune e costeranno centomila euro (oltre alla rotatoria, saranno sistemati l'asfalto e la segnaletica nelle strade vicine). «L'unico vantaggio per il privato sta solo nel contribuire alla funzionalità e al decoro del quartiere», spiega ancora la società, aggiungendo che è previsto di creare uno slargo di 4 metri su viale Trieste davanti al giardino di piazza Sorcinelli, «spostare due piante, come concordato» con il Comune, mentre non sarà abbattuta alcuna pianta «e tanto meno la croce stazionaria, che disterà 20 metri dallo slargo». Infine, «il quartiere non perde verde», anzi gli spazi verdi saranno maggiori di quelli attuali.



Fonte: La Nuova Sardegna

MARTEDÌ, 02 NOVEMBRE 2010

Stamattina la mobilitazione di piazza organizzata da «Città Ciclabile»

CAGLIARI. Ancora una manifestazione di protesta, ancora una volta i cittadini impegnati a difendere il verde pubblico dall’assalto delle seghe elettriche comunali: stamani i cagliaritani chiamati a raccolta dall’associazione ‘Città ciclabile’ si ritroveranno nella piazza di fronte al liceo Siotto, dove alcuni alberi sono stati capitozzati e il Comune si prepara a espiantarli per fare spazio alla nuova rotatoria destinata a regolare la circolazione in entrata e in uscita dal quartiere dei Fenicotteri, a Santa Gilla. L’assessore al traffico Maurizio Onorato ha chiarito che le piante saranno trasferite solo temporaneamente e una volta conclusi i lavori torneranno al loro posto. Ma l’associazione non si fida. Tre giorni fa è stata la sovrintendenza ai beni culturali a bloccare i lavori perchè nella piazzetta si trova ‘sa cruxi’ medievale, che segnava il confine daziario della città. In un’imbarazzante autoprecisazione l’Immobiliare Europea ha spiegato - sul giornale aziendale - che il monumento non sarà toccato e che comunque resterà a una distanza di almeno venti metri dalla rotatoria. Quindi non dovrebbe correre rischi.

Intanto il comitato spontaneo di cittadini che difende i trentatrè ficus retusa di piazza Garibaldi dal taglio annunciato - secondo le indicazioni del dirigente-agronomo comunale Claudio Papoff - ha consegnato al sindaco una petizione con 1500 firme di persone contrarie al progetto di ristrutturazione dello spazio pubblico e all’eliminazione parziale o totale delle piante. Bocciato il progetto di rifacimento della pavimentazione con l’uso di granito e di altri materiali considerati incompatibili con l’architettura della scuola Riva.




Fonte: L'Unione Sarda

MARTEDÌ, 02 NOVEMBRE 2010

Nuovo intervento drastico del Comune bloccato in extremis dalla Sovrintendenza

CAGLIARI. Ormai vogliono abbatterli tutti, per quest’amministrazione comunale gli alberi sono un ostacolo alla crescita delle aree cementificate. L’ultima è dell’altro ieri, quando gli operai inviati dal responsabile del verde pubblico Claudio ‘Manidiforbice’ Papoff hanno potato selvaggiamente le nove piante che si trovano di fronte al Siotto. Un ficus, due carrubi e altri alberelli finiti letteralmente spogliati a colpi di sega elettrica. Il motivo? In quell’area deve sorgere la nuova rotatoria destinata a regolare il traffico in entrata e in uscita dal quartiere dei Fenicotteri, le torri biancoverdi dell’editore-costruttore Sergio Zuncheddu. In quello spazio c’è anche ‘Sa Cruxi’ medievale che segnava il confine della città verso Sant’Avendrace: chissà che cosa intende farne il Comune, magari inglobarla nel multisala del nuovo complesso edilizio. Comunque è partita la mobilitazione, grazie alla denuncia lanciata via etere da Radiopress: ecologisti, semplici cittadini e l’onnipresente Andrea Olla di ‘Città ciclabile’ hanno presidiato il giardinetto e a sorpresa qulcuno s’è pure svegliato nei polverosi uffici della sovrintendenza ai beni culturali. Risultato: tolto il recinto del “cantiere” e via le seghe elettriche, l’opera di distruzione è stata sospesa. Ma fino a quando? La rotatoria è stata progettata e sarà fatta. Peraltro è proprio in quello spazio che dovrebbe passare l’ormai famigerata strada di Tuvixeddu, quella che spaccherà a metà l’edificio del liceo Siotto. Se il piano per il colle punico è bloccato, quello che riguarda i Fenicotteri no. Al contrario è stato aggiornato appena quest’estate per ritornare al vecchio progetto della multisala. Quindi serve un accesso agevole, perchè le auto possano scorrere. Insomma, la rotatoria. E che cosa sono, per questo comune che considera il verde un intralcio, nove alberi? Per adesso le povere piante sono state denudate, più avanti ci racconteranno che verranno solo espiantate e trasferite altrove. (m.l)




Fonte: L'Unione Sarda

SABATO, 30 OTTOBRE 2010

Piazza Trento. Polemica

Protesta ieri in viale Trento a Cagliari dove alcuni mezzi erano pronti ad avviare i lavori, nel giardino di fronte al liceo Siotto, per far posto a una rotonda in corrispondenza dell'incrocio con viale Sant'Avendrace e via Santa Gilla. «Questo giardino esiste da sempre», ha urlato una donna agli operai, protestando per l'eventuale taglio degli alberi. Le opere dovrebbero iniziare il 2 novembre e non si potrà più posteggiare lateralmente. Ma la Soprintendenza ha chiesto al Comune di fermare i lavori.

LA PROTESTA Dopo le proteste di cittadini, commercianti e studenti del liceo, l'assessore comunale della viabilità, Maurizio Onorato ha fatto fermare il cantiere. «Lo stop si è reso necessario per la presenza di una colonna medievale», spiega, «è necessario fare un'ulteriore verifica». La Soprintendenza sostiene infatti che serva una sua autorizzazione per realizzare i lavori. Ma il Comune, dopo alcuni controlli, ha spiegato che tutto era in regola. «Non capisco il perché delle lamentele: il cippo non verrà spostato, dunque non c'è bisogno di nessuna autorizzazione da parte della Soprintendenza. Le piante? Sono state potate tutte, ma solo due verranno spostate e, al termine dei cantieri, torneranno nello stesso posto». «Abbiamo sospeso i lavori, dopo alcune segnalazioni arrivate ai funzionari, solo per dare maggiori garanzie a tutti: faremo verifiche ulteriori sulla procedura, ma se come pensiamo è tutto a posto, il cantiere riaprirà presto», afferma Onorato.

L'IMPRESA L'Immobiliareuropea spa (dell'editore de L'Unione Sarda, Sergio Zuncheddu) ha avuto dal Comune l'autorizzazione (il 19 ottobre scorso) a realizzare a proprie spese l'opera pubblica, con due delibere della Giunta comunale e tutte le valutazioni tecniche degli uffici. I lavori di piazza Trento rientrano nel Programma integrato di Piazza Santa Gilla, spiega la società in una nota, e «sono motivati dalla necessità di dare un contributo alla città e al quartiere, nel processo, concordato con le Ferrovie dello Stato e la Regione (conferenza di servizi del 2001), di chiusura al traffico del passaggio a livello di via San Paolo e la contemporanea apertura del sovrapasso ferroviario e di una nuova via, per consentire anche la messa in esercizio della fermata Santa Gilla della linea metropolitana delle Ferrovie che collega Decimomannu e l'aeroporto di Elmas con la stazione di piazza Matteotti». I lavori vengono eseguiti dalla società a titolo gratuito in favore del Comune e costeranno centomila euro (oltre alla rotatoria, saranno sistemati l'asfalto e la segnaletica nelle strade vicine). «L'unico vantaggio per il privato sta solo nel contribuire alla funzionalità e al decoro del quartiere», spiega ancora la società, aggiungendo che è previsto di creare uno slargo di 4 metri su viale Trieste davanti al giardino di piazza Sorcinelli, «spostare due piante, come concordato» con il Comune, mentre non sarà abbattuta alcuna pianta «e tanto meno la croce stazionaria, che disterà 20 metri dallo slargo». Infine, «il quartiere non perde verde», anzi gli spazi verdi saranno maggiori di quelli attuali.




Fonte: La Nuova Sardegna

SABATO, 30 OTTOBRE 2010

Cè la rotatoria, via tutti gli alberi

Nuovo intervento drastico del Comune bloccato in extremis dalla Sovrintendenza
CAGLIARI. Ormai vogliono abbatterli tutti, per quest’amministrazione comunale gli alberi sono un ostacolo alla crescita delle aree cementificate. L’ultima è dell’altro ieri, quando gli operai inviati dal responsabile del verde pubblico Claudio ‘Manidiforbice’ Papoff hanno potato selvaggiamente le nove piante che si trovano di fronte al Siotto. Un ficus, due carrubi e altri alberelli finiti letteralmente spogliati a colpi di sega elettrica. Il motivo? In quell’area deve sorgere la nuova rotatoria destinata a regolare il traffico in entrata e in uscita dal quartiere dei Fenicotteri, le torri biancoverdi dell’editore-costruttore Sergio Zuncheddu. In quello spazio c’è anche ‘Sa Cruxi’ medievale che segnava il confine della città verso Sant’Avendrace: chissà che cosa intende farne il Comune, magari inglobarla nel multisala del nuovo complesso edilizio. Comunque è partita la mobilitazione, grazie alla denuncia lanciata via etere da Radiopress: ecologisti, semplici cittadini e l’onnipresente Andrea Olla di ‘Città ciclabile’ hanno presidiato il giardinetto e a sorpresa qulcuno s’è pure svegliato nei polverosi uffici della sovrintendenza ai beni culturali. Risultato: tolto il recinto del “cantiere” e via le seghe elettriche, l’opera di distruzione è stata sospesa. Ma fino a quando? La rotatoria è stata progettata e sarà fatta. Peraltro è proprio in quello spazio che dovrebbe passare l’ormai famigerata strada di Tuvixeddu, quella che spaccherà a metà l’edificio del liceo Siotto. Se il piano per il colle punico è bloccato, quello che riguarda i Fenicotteri no. Al contrario è stato aggiornato appena quest’estate per ritornare al vecchio progetto della multisala. Quindi serve un accesso agevole, perchè le auto possano scorrere. Insomma, la rotatoria. E che cosa sono, per questo comune che considera il verde un intralcio, nove alberi? Per adesso le povere piante sono state denudate, più avanti ci racconteranno che verranno solo espiantate e trasferite altrove.
(m.l)