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Perché l’acqua non va privatizzata
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Acqua |
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PERCHÈ L'ACQUA NON VA PRIVATIZZATA L'argomento dei privatizzatori è il seguente: L'acqua per usi umani sta diventando rara e lo sarà sempre di più per l'aumento della popolazione mondiale. La verità è che un abitante della Germania consuma 90 volte più acqua di uno dell'india. Un americano consuma 3 volte quanto un tedesco (270 volte un indiano). In Italia si spreca più acqua che ovunque in Europa. Il fatto è che l'11 per cento della popolazione mondiale consuma l'88% delle risorse. L'acqua viene inquinata, sprecata, sfruttata in modo indiscriminato. Basterebbero 11 miliardi di dollari all'anno per risolvere il problema dell'accesso all'acqua nel mondo mentre attualmente gli USA ne spendono 1 al giorno per armi. Con undici giorni della spesa per armi degli USA si risolverebbe il problema della sete nel mondo. L'acqua inquinata uccide il doppio dell'aids nel mondo. I paesi poveri pagano più cara l'acqua di noi. La pagano pià cara perché ogni giorno devono fare chilometri per arrivare ai pozzi e questo lo fanno le bambine che così non possono andare a scuola. E' necessario chiedersi quanta acqua abbiamo e non quanta che ne serve. Questo significa che in agricoltura bisogna scegliere le alternative che richiedono una quantità minore di acqua e non ragionare in termini di mercato. Se il mercato richiede cocomeri non è un buon motivo per impiantare questo tipo di cultura. Ogni 10 secondi un bambino muore per problemi legati all'acqua. DIGHE Ci hanno fatto credere che le dighe fossero la soluzione, ma questo non è vero. Ci hanno fatto credere che l'energia idroelettrica è economica ma questo è vero solo una volta che le dighe sono costruite. Le dighe in sé sono molto costose e il loro tende ancora a lievitare durante i lavori. In media, le dighe funzionano non oltre il 70 per cento della loro capacità. Non possono nemmeno essere considerate fonte di energia pulita per i loro enormi impatti ambientali e sociali. Inoltre, i bacini emettono emissioni di gas serra dovute alla putrefazione della vegetazione e dei suoli. In alcuni casi, è stato calcolato che le emissioni prodotte dai bacini sono maggiori di quelle prodotte da centrali elettriche a gas o termoelettriche e pari a un quinto di tutte le emissioni di metano. e la cacca delle mucche? Le dighe fermano le inondazioni annuali ma bloccano anche quelle eccezionali, con effetti altamente disastrosi. Le dighe nello Zambia, hanno causato la distruzione che abbiamo visto in tv durante le inondazioni del Mozambico di due anni fa, proprio per la ridotta capacità del fiume a valle delle dighe. Anche i benefici per 1'agricoltura delle grandi dighe sono stati sopravvalutati. La diga di Assuan in Egitto, aveva lo scopo principale di controllare le piene ed estendere 1'irrigazione per sottrarre terra al deserto. Secondo le statistiche della Fao, si calcola che nel 1989 1'area irrigata aveva la stessa estensione del 1961 e che la fertilità dei suoli si era ridotta. Inoltre, il limo nel Nilo non esiste più. GUERRE Turchia La Banca mondiale ha profetizzato che le guerre del prossimo secolo non si faranno per motivi politici o per il petrolio, ma per 1'acqua. Sono già 50 le guerre per l'acqua in corso. Le guerre ecologiche, quelle che inquinano le falde, distruggono gli acquedotti fanno più vittime delle guerre guerreggiate anche se le vittime sono più silenziose. L'acqua è un ottimo strumento di controllo politico. In Turchia, nei dintorni di Dyarbakir (territorio kurdo) le dighe di Illisu, sul Tigri, sono un'enorme minaccia che incombe sull'Iraq e la Siria, assicurando invece ad Israele le forniture d'acqua necessarie al suo viluppo. La Turchia, nel 1953, col progetto GAP programmò la costruzione di 22 dighe. Quando [e se] saranno completate, il flusso di acqua verso Siria e Iraq potrebbe essere ridotto del 40-60 per cento. Le conseguenze economiche sarebbero catastrofiche. En passant si può ricordare che in Italia esiste la Sace che garantisce gli investimenti delle imprese italiane all'estero e che intendeva partecipare…….. Israele Dal '67 Israele controlla tutta l'acqua con ordinanze militari. Una delle ragioni per cui Israele non vuole restituire i territori occupati è che lì ci sono le falde acquifere. La lobby agricola israeliana consuma il 60% dell'acqua pagando il 40% del prezzo ma l'agricoltura israeliana contribuisce solo per il 3% al pil del paese. Nonostante la crisi agricola israeliana sia oggi evidente, molti politici hanno interessi nell'agricoltura (sovvenzionata). I palestinesi devono comprare la loro acqua in bottiglia dai coloni o dai militari. Al giorno un israeliano consuma 260 litri contro 60 dei palestinesi. La quantità minima d'acqua raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e' 100 litri. I palestinesi non possono scavare nuovi pozzi e hanno il divieto di irrigare i propri orti dopo le 16 e cioè quando si dovrebbe farlo. Durante i mesi estivi, in cui l'acqua e' più scarsa, la compagnia idrica israeliana, la Mekorot, semplicemente, chiude i rubinetti delle città palestinesi. Ciò significa che, mentre i coloni ebrei riempiono le loro piscine fino all'orlo ed innaffiano i giardinetti delle ville a schiera, i villaggi della Palestina vengono ridotti alla sete. Non è permesso a nessun palestinese installare o possedere attrezzature idriche senza il permesso israeliano. Il consumo degli israeliani ha provocato l'abbassamento delle falde e la salinizzazione delle stesse. L'estrazione continua di acqua dal Giordano da parte degli israeliani farà si che fra 50 anni il fiume sparirà dalla geografia della Palestina. Un mito di Israele (confutato del resto da tutti gli studiosi e gli storici e' quello di "aver fatto fiorire il deserto". I palestinesi vivevano nel territorio della Palestina, la cosiddetta mezzaluna fertile, senza danneggiare l'ambiente ed il territorio, in sintonia ed armonia con esso. Iraq La presenza militare USA in Colombia è motivata dal 25% delle risorse idriche di superficie del pianeta presenti in quel paese e secondo il New York Times (articolo di un agente CIA) l'attacco all'Iraq ha tre ragioni: il petrolio, il predominio in medioriente e l'acqua. C'è un documento declassificato della Dia di Washington al Comando Centrale diretto dal generale Tommy Franks il 18 gennaio 1991, in cui sono elencate le valutazioni tecniche che precedono la scelta dei bersagli. Nella guerra del 1991 i bombardieri alleati colpirono ripetutamente otto dighe irachene, quattro stazioni di pompaggio dell'acqua (su sette principali nel paese], 31 impianti più piccoli di trattamento delle acque fognarie [20 nella sola area urbana di Baghdad], causando l'inquinamento delle falde acquifere, mentre gli impianti di potabilizzazione vennero danneggiati in tutto il paese. Venne distrutto il 40% delle condutture. Il risultato è stato esattamente quello previsto dalla "valutazione tecnica". Gran parte dei bambini morti dal 91 sono stati uccisi da malattie connesse all'uso di acqua contaminata. Purtroppo i bombardamenti all'uranio impoverito hanno impedito di fare una valutazione precisa la cifra complessiva è di mezzo milione di bambini morti fino ad adesso. Il bombardamento di impianti essenziali alla sopravvivenza della popolazione civile è esplicitamente vietato dalle Convenzioni di Ginevra. Però, guarda caso, tra gli appalti della ricostruzione già avviati dal Pentagono, uno dei capitoli riguarda proprio la riparazione e la gestione delle infrastrutture idriche. A chi è toccata la torta? Alla Bechtel, una delle rare grandi corporations a proprietà familiare (quindi libera di non rendere pubblica la propria contabilità. Ne1 983 Bechtel entrò in trattativa per costruire un oleodotto dall'Iraq al porto giordano di Aqaba. Il progetto fu discusso da Saddam Hussein e da Donald Rumsfeld che si trovava a Baghdad nel dicembre 1983 come inviato di pace in Medio oriente. La Bechtel si è aggiudicata un contratto da 680 milioni di dollari per la costruzione di strade, ponti, acquedotti, centrali elettriche, aeroporti, e, innanzitutto, il porto di Umm Qasr. Adesso tutte le imprese del mondo fanno la fila per avere i subappalti da questa azienda a conduzione familiare. E' la stessa azienda scacciata a furor di popolo da Cochabamba. ESEMPI DI PRIVATIZZAZIONE Cochabamba Nel settembre del 1999 il consorzio privato internazionale Aguas del Tunari ricevette in concessione per 40 anni la gestione del sistema idrico di Cochabamba, la terza città della Bolivia per abitanti. Le tariffe aumentarono in pochissimo tempo del 200%, portando a una rivolta sociale di massa e a una conseguente repressione nella quale una persona morì e diverse rimasero gravemente ferite. Nell'aprile del 2000 il Governo locale dovette recedere dal contratto e revocare la concessione. La Bechtel ha fatto causa al governo Boliviano in Olanda poiché è li che è stata spostata la sede legale della Aguas del Tunari, che inizialmente si trovava alle Isole Cayman, noto paradiso fiscale. Il trasferimento è avvenuto pochi mesi dopo 1'avvio delle attività della compagnia a Cochabamba, e si spiega con il fatto che tra Bolivia e Olanda esiste un accordo bilaterale di protezione degli investimenti. È stato proprio grazie a questo accordo che la Bechtel ha potuto fare causa al governo boliviano. Attualmente in Bolivia c'è un sistema di controllo con la partecipazione della comunità ma è in conrso il tentativo di prestare soldi ai boliviani in cambio della partecipazione dei privati alla gestione dell'acqua. L'acqua deve essere molto buona se tutti questi avvoltoi ci girano intorno. Grenoble La città francese di Grenoble, dal 1989 ad oggi, 1'acqua è stata gestita in tutti i modi possibili; prima privatizzata con leggerezza, poi affidata a una società mista pubblica e privata, infine resa di nuovo completamente pubblica. Quello di Grenoble è un vero e proprio caso, un esempio molto significativo di ri-pubblicizzazione del servizio idrico integrato, dopo che la sua privatizzazione aveva provocato disfunzioni, aumento incontrollato delle tariffe, corruzione, crollo degli investimenti a scapito della qualità del servizio. Alla fine del 1999: il comune decide di rinegoziare con la Lyonnaise des eaux: il rimborso che spetta alla multinazionale è di 100 milioni di franchi. Nel marzo del 2000, il consiglio municipale vota la gestione diretta del servizio. LA SITUAZIONE IN ITALIA L'Italia, con l'articolo 35 della finanziaria 2002 è l'umico caso al mondo di stato che per legge fa obbligo a tutti i comuni di mettere sul mercato i propri acquedotti eppure nella direttiva europea 2000/60 ci sono indicazioni che consentono esplicitamente agli stati membri di mantenere situazioni di monopolio pubblico e precisa che l'acqua non è un prodotto commerciale bensì un patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale. La direttiva stabilisce che la fornitura idrica è un servizio di interesse generale e quindi, a norma degli art 16 e 86 del trattato europeo può essere gestita in deroga ai principi della concorrenza e soprattutto della privatizzazione. L'acqua italiana fa gola soprattutto a due multinazionali francesi, Vivendi (diventata famosa l'anno scorso per lo scandalo dei bilanci gonfiati) e Ondeo Suez, che da sole detengono il 40°/ del mercato idrico mondiale e sono presenti in molti Paesi del Sud del mondo. L'ingresso delle multinazionali avrebbe 1'effetto immediato di aumentare le tariffe. Uno studio della provincia di Como mette in luce come il prezzo dell'acqua potrebbe triplicare nell'ipotesi di gestione attraverso società a controllo pubblico, e addirittura quadruplicare negli altri casi. Significativo a questo proposito è 1'esempio dell'Ato di Arezzo, che ha affidato il servizio idrico integrato a una società a maggioranza pubblica, la Nuove Acque Spa. Tra i soci di minoranza spiccano alcune grandi società del settore, tra cui la Suez Lyonnaise des Eaux,. L'amministratore delegato è nominato dai soci privati. E' già previsto un aumento consistente delle tariffe a carico degli utenti nei prossimi 5 anni. COME FUNZIONA LA PRIVATIZZAZIONE? Gli amministratori scelgono il privato anche per la spaventosa crisi delle finanze locali aggravata dalla scure della finanziaria 2003. Per molti enti locali la via delle privatizzazioni sembra essere il modo più veloce per fare cassa, tirare avanti ancora qualche anno in cambio a volte di un 20% delle quote azionarie. Il consiglio d'amministrazione della società pubblica accetta godendo di riflesso sul rimanente 80% in suo possesso di un altissimo tasso di interesse, imposto dal partner privato. Naturalmente, per avere un così alto tasso di interesse sul capitale dovrà ristrutturare l'azienda tagliando le attività meno produttive (che erano comunque servizi di valore aggiunto per la collettività), ristrutturando e dividendo le missioni del servizio, riducendo l'impiego, mentre aumenteranno le tariffe dei servizi offerti. COS' E' IL WTO? L’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization) nasce ufficialmente nel '95, Tra l'altro risolve le controversie tra le imprese e gli stati, una specie di tribunale presso cui le imprese portano in giudizio gli Stati la cui legislazione, ostacola il profitto dell'impresa. Nel 1997, la Ethyl Corporation, una multinazionale Usa del settore chimico che ha portato in tribunale il governo canadese, il quale, con regolare legge parlamentare, aveva bandito la commercializzazione nel suo territorio di un additivo per carburante della Ethyl, Mmt, considerato nocivo per la salute umana. La Ethyl ha citato in giudizio il governo canadese perché, sosteneva, la misura del parlamento canadese era da considerare "discriminatoria" verso un concorrente straniero. La somma richiesta, 251 milioni di dollari, è stata calcolata con una semplice stima di mercato: il ricavato della Ethyl nel mercato canadese se il bando non fosse esistito. Dopo un anno il governo canadese ha patteggiato, revocando il bando del prodotto. I due principi fondamentali alla base del processo di liberalizzazione sono: Nazione più favorita; principio di non discriminazione che dispone un pari trattamento tra i paesi partner commerciali. Nel caso del Wto non consente di operare discriminazioni verso i paesi membri. Trattamento nazionale; principio che non consente di operare discriminazioni tra agenti economici (pubblici e privati) nazionali ed esteri. Il problema è che praticamente tutto ciò che compone la nostra esistenza viene trasformato in merce di scambio: dall’istruzione, alla sanità, dalla cultura ai servizi bancari, dalle pensioni ai diritti fondamentali dei lavoratori; e poi la gestione degli asili, l’alimentazione umana, quella animale... In sintesi, siamo come in vendita, sugli scaffali del supermercato globale.” L’arma più tagliente del WTO è l’accordo sulle Barriere Tecniche al Commercio, che può annullare le leggi degli Stati, quelle delle amministrazioni locali e persino le regole delle piccole organizzazioni non governative. Esso colpisce particolarmente il diritto dei cittadini di sapere come sono fatte le merci che acquistano e da chi sono fatte. GLI SPRECHI Il frangigetto su ogni rubinetto fa consumare il 30% in meno e permette di risparmiare diverse migliaia di litri all'anno. Facendo la doccia si consuma un terzo dell'acqua del bagno. Utilizzare i programmi di lavaggio economici per le lavatrici e le lavastoviglie Esistono cassette per il water con due possibilità di scarico (ora l'acqua del water rappresenta il 30% dei consumi domestici) E' ormai pacifico che l'acqua del nostro rubinetto è oggetto di controlli molto più frequenti, e con standard igienico-sanitari di assoluta affidabilità, rispetto a quella imbottigliata che non proviene sempre da qualche fonte montana. L'acqua che comodamente ci arriva a casa qualche volta potrebbe esse non è proprio inodore o insapore, ma ci sono mille semplici accorgimenti (come per esempio lasciarla riposare alcune ore prima di berla) per eliminare questo piccolo problema che comunque non inficia la qualità della stessa: in questo caso risparmieremo parecchi soldi, ma soprattutto saremo molto più tranquilli circa la qualità del prodotto. LE ACQUE NERE Le acque minerali: Claudia, Giara, Giulia, Levissima, Limpia, Recoaro, Panna, Pejo, Perrier, San Bernardo, San Pellegrino, Sandalia, Vera, sono della Nestle'. |
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