Chi siamo

Iniziative

Documenti

Stampa

Contatti

Links

Mondo

Home

Rassegna stampa

Aprile 2006


  • 25 aprile 2006 Questo non è il multipiano concordato [...]

  • 03 aprile 2006 Molti gruppi, non sempre sulla stessa linea d'onda [...]

  • 03 aprile 2006 Cagliari social forum: pericoloso atto di intimidazione [...]

  • 02 aprile 2006 Preferisco il rumore del mare [...]




Questo non è il multipiano concordato

Che multipiano stanno costruendo in via Manzoni? A chiederselo sono gli abitanti della zona e le persone riunite nel comitato spontaneo nato più di un anno fa per dire no al mega parcheggio. In una nota i cittadini denunciano come a distanza di mesi dall'inizio dei lavori, il comitato, che arebbe dovuto essere sentito dal sindaco per un parere sul nuovo proetto, in realtà sia stato dimenticato. "Con il sindaco Emilio Floris - si legge nella nota - avevamo stabilito che avremmo rinuncito a portare avanti la nostra protesta solo se il multipiano fosse stato ridimensionato ed interrato". Addio al vecchio progetto, dunque, quello che prevedeva un edificio che avrebbe strozzato una zona già altamente congestionata e via al nuovo accordo con i cittadini, quello secondo cui il mega parcheggio avrebbe avuto due piani interrati, uno a livello, e uno sopra, una sorta di piazza, con un po' di verde. Ma ora sembra che quel patto non sia stato rispettato. "Con una delibera datata 27 febbraio - scrive ancora il comitato - la giunta comunale ha indicato come avrebbe dovuto cambiare il progetto. Dall'elaborato grafico non si capisce però su quali basi si stia procedendo alla costruzione". Il comitato, per vederci chiaro, il mese scorso ha chiesto un altro incontro con il sindaco, rimarcando come quella delibera "non fosse il linea con gli accordi presi". Ma ancora una volta, denunciano i cittadini "non siamo stati sentiti". da qui l'appello all'amministraione a rispettare gli impegni presi. (s.z.)
La Nuova Sardegna 25 aprile 2006

"Molti gruppi, non sempre sulla stessa linea d'onda"

La galassia ecologista

di RICCARDO MULAS - Sa Repubblica del 3 aprile 2006

Fanno tutte parte della stessa galassia, quella ecologista Ma non sempre viaggiano fianco a fianco, verso lo stesso obbiettivo. Sono le associazioni ambientali, innumerevoli e sempre presenti, a volte pro, spesso contro a conferma che anche il verde, a verde, può prendere sfumature diverse, in base a interessi e confini politici. E cosi in tutta Italia, in Sardegna la situazione non cambia: molti gruppi, non sempre sulla stessa linea d'onda.

Grosse divergenze riguardo l'eolico, partecipazione compatta invece in via Manzoni e Tuvixeddu. Ancora aperta la discussione riguardante gli impianti eolici, che dovrebbero ricoprire l'isola per fornire energia cosiddetta "pulita". Tutti i groppi verdi sì oppongono, Legambiente invece sostiene in maniera moderata questa possibilità. Rottura completa, con Italia Nostra e il Comitato Nazionale del Paesaggio in prima fila contro Legambiente, e i più maligni a cercare motivazioni politiche in questa diatriba. Subito trovate. Polemica nei confronti del deputato diessino Chicco Testa, ex presidente di Enel e Legambiente: è accusato dalle associazioni verdi di aver tutelato solo gli interessi dell'ente elettrico, costretto dal recente decreto Bersani a collegarsi a una quota di produzione elettrica da fonte rinnovabile pari al due per cento della propria produzione totale. Per questo la scelta cade sugli impianti eolici, oggi i più economici, a discapito di paesaggi da sogno e di produzioni solari o a idrogeno, sostengono i malpensanti. Dimostrazione che anche un verde, quando diventa potente, può dimenticare le sue origini da ambientalista puro. Di sicuro più compatti i tanti comitati cittadini nati a Cagliari in questi ultimi mesi sotto la spinta creatrice del Cagliari Social Forum. Gli abitanti di Via Manzoni, ai quali si è unito il gruppo Cagliari Città Ciclabile, sono scesi in strada con sit-in e manifestazioni, per protestare contro la costruzione di un parcheggio . multipiano proprio in Piazza Manzoni. Stessa partecipazione per fermare il progetto della nuova strada che passerebbe sopra la necropoli del rione Tuvixeddu. A questi si aggiunge la vittoriosa campagna che un anno fa salvò gli alberi di Piazza Giovanni XXIII dall'abbattimento. Cagliari Social Forum, Cagliari città ciclabile e Legambiente, tutti uniti finalmente nel nome del rispetto ambientale.

Cagliari social forum. Pericoloso atto di intimidazione.

Mai una denuncia ma per la polizia anticrimine sono pregiudicati.

 Il caso arriva in Parlamento

Interrogazione del Senatore Martone (PRC): l'impegno sociale non può penalizzare i cittadini.

Articolo di Paola Serra – Sa Repubblica del 3 aprile 2006

In una pubblica Assemblea, nei giorni scorsi in città, il Cagliari social forum ha denunciato una grave provocazione della Questura di Cagliari.

Proponendo al tribunale penale-hanno sostenuto e scritto in un documento gli esponenti del Forum un grave provvedimento di sorveglianza speciale a un membro del Collettivo "Tupa Rujà', la Questura di Cagliari usa l'appellativo di pregiudicati per alcuni rappresentanti di associazioni e partiti che in questi anni si sono distinti per il loro impegno sui temi della pace, del lavoro e della difesa della democrazia Si tratta con rotta evidenza-ha sottolineato l'associazione cagliaritana - "di una grave provocazione tesa a colpire sia l'attività politica delle associazioni di appartenenza dei compagni accusati, sia la serietà e la credibilità delle stesse persone'.

La Questura dì Cagliari - continua il documento - si caratterizza così con un intervento intimidatorio contro persone e associazioni ritenute eversive. II suo è un teorema, in linea con le direttive del Ministro Pisanu, applicato con troppa disinvoltura: parte dalla criminalizzazione di gruppi definiti anarcoinsurrezionalisti e conclude i suoi interventi cercando di squalificare le associazioni democratiche, la cui colpa è quella di portare avanti con coerenza il proprio impegno civile. Questa volta però la Questura di Cagliari è andata oltre misura, offendendo l'onorabilità di compagne e compagni dalla fedina penale pulita, come verrà dimostrato in sede processuale. E' ora - conclude il documento del Social forum cagliaritano - che la questura la smetta con questi atteggiamenti intimidatori e indirizzi con più efficacia la sua attenzione per prevenire e contrastare le vere illegalità.

Come ognuno può vedere si tratta di una denuncia decisa a fronte di un provocazione grave e intollerabile: la polizia giudiziaria infatti - ha affermato intervenendo all'assemblea I'avvocato Patrizio Rovelli - non può fare ciò che vuole. Per questo la Procura deve intervenire per tutelare i diritti dei cittadini e la loro onorabilità. Nella questura di Cagliari - ha proseguito Rovelli - c'è chi è più realista del re, per fare un piacere a Pisanu. Ma non si può dare del pregiudicato - ha concluso l'avvocato - a chi semplicemente dissente: siamo evidentemente di fronte all'affievolimento delle garanzie fondamentali e all'aggressione dei diritti costituzionali.

Difficile dar torto a Rovelli come agli altri intervenuti all’assemblea: da Luigi Cogodi di Rifondazione Comunista al parlamentare dei DS Pietro Maurandi che, unanimi, hanno denunciato la gavissima provocazione ed espresso solidarietà agli accusati.

A tale provocazione occorrerà rispondere politicamente con la mobilitazione democratica: non è infatti ammissibile che si delegittimi o, peggio, si criminalizzi chi protesta contro la guerra, la Tav o le Basi militari, i parcheggi di Via Manzoni o gli scempi di Tuvixeddu. Unicamente di questo non di altro infatti sono responsabili i "pregiudicati”.

E questo non è tollerabile. In ballo vi è il diritto al dissenso e all'opposizione rispetto a un ordine costituito che spesso è "disordine costituito'.

Intanto il caso, dopo il clamore suscitato in Sardegna, è arrivato anche in Parlamento. Il senatore di Rifondazione comunista Francesco Mar tone, è intervenuto con due interrogazioni parlamentari. L,a prima, sul caso di una insegnante di ragioneria in pensione e una giovane architetto, due donne di Cagliari impegnate nel sociale che frequentano la locale sezione del Social Forum.

Le due donne, pur non avendo mai ricevuto una denuncia ne tanto meno una condanna, come risulta al casellario giudiziale di Cagliari, per la Divisione di Polizia Anticrimine della Questura di Cagliaci sono pregiudicate appartenenti all'area anarco-insurrezionalista, secondo quanto appare in un documento ufficiale indirizzato alla magistratura.

Addirittura, sempre per la Questura si giustificherebbe la sorveglianza speciale alle loro frequentazioni.

Martone, nella interrogazione indirizzata ai Ministri degli Interni e di Giustizia, chiede che venga effettuata, da patte della Divisione di Polizia, la cancellazione delle due persone incensurate, da eventuali liste di pregiudicati contenute in documenti o atti ufficiali. Una situazione inspiegabile oltre che illegittima, che il Govemo dovrà chiarire, dichiara Martone, in quanto ha provocato risvolti negativi per le due persone, e rischia di costituire un precedente in base al quale la frequentazione del Social Forum comporterebbe di per se l'iscrizione all'albo dei pregiudicati, o comunque una sorveglianza particolare.

La seconda interrogazione riguarda gli altri nominativi contenuti nel documento e indicati come pregiudicati alla Magistratura, circa una decina, nonostante siano, anche loro, persone incensurate. Uomini e donne attive nel sociale, nella solidarietà e nella difesa del territorio e impegnate in movimenti quali la Carovana Sarda della Pace, Mani Tese ed altre associazioni e organizzazioni non governative, messe dalle forze dell'ordine fuori dalla legalità. Non sappiamo se ciò rientri in una strategia di politica "intimidatoria", continua il parlamentare, e non sappiamo se a livello nazionale esistano altri casi del genere, ma sappiamo con certezza che il Ministro degli Interni Pisanu sarà chiamato a risponderne per chiarire l'accaduto e garantire a questi cittadini la possibilità di continuare a svolgere con serenità il proprio impegno civile.

Molto probabilmente però, proprio l'azione di queste persone da fastidio a qualcuno, come le iniziative da essi intraprese contro un progetto di costruzione dell'interecollegamento di Tuvixeddu, un'opera pubblica gravemente impattante e che attraversa un'area nella quale sorge una necropoli punica di interesse internazionale.

  

“Preferisco il rumore del mare”.

No al tunnel: i residenti di via Castelli protestano  

2Preferisco il rumore del mare". Questo lo slogan della manifestazione contro la costruzione di un tunnel che in teoria dovrebbe collegare via Is Maglias a via Castelli, ma che sta deturpando il volto della città, creando solo malumori tra i cittadini. Ieri mattina settanta cittadini si è data appuntamento alla Italo Stagno, scuola elementare che verrebbe a trovarsi proprio al centro del progetto. La protesta è giunta fin sopra il terrazzo di uno dei palazzi di via Castelli, ormai considerati pericolanti, a causa dalla costruzione dell' “ecomos tro”. «Contro chi decide di devastare la città, ci vuole la forza del popolo di Cagliari senza se e senza ma”, tuona Luigi Cogodi del Prc. E.FL  Il Sardegna 2 aprile 2006

Vai all'inizio della pagina (top)