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Febbraio 2005


  • 27 febbraio 2005 Ville e asfalto: storia di debiti, sindaci e appalti [...]

  • 25 febbraio 2005 Un unico coordinamento contro gli econostri del Comune  [...]

  • 25 febbraio 2005 Il Comune sta distruggendo la città  [...]

  • 20 febbraio 2005 Così Cagliari prepara il suo ecomostro  [...]

  • 20 febbraio 2005 No al progetto. Cambia il nome e c'è il via libera  [...]

  • 20 febbraio 2005 Dieci milioni per iniziare  [...]

  • 20 febbraio 2005 Come ti creo il guaio e poi te lo risolvo  [...]

  • 10 febbraio 2005 Appello a Floris per il multipiano  [...]

  • 06 febbraio 2005 Il progetto del parcheggio va cambiato  [...]

  • 03 febbraio 2005 Giagoni promette: Nessuna strada abbatterà il Siotto  [...]

  • 01 febbraio 2005 Vogliono boicottare la città  [...]

  • 01 febbraio 2005 Le opere previste e quelle contestate  [...]






Ville e asfalto: Storie di debiti, sindaci e appalti

Marco Mostallino

Qundo un Municipio si trova in braghe di tela è disposto a tutto per un paio  pantaloni più decenti. Così, con un debito di ottanta miliardi di vecchie lire contratto nel 1980 comincia la vicenda del quartiere per settemila Vip che sarà costruito a Tuvixeddu insie¬me all'autostrada urbana che collegherà l'asse mediano con via San Paolo.

L’esproprio fallito
È il 1980 e Cagliari, in dodici mesi, cambia tre sindaci: per due volte Mario De Sotgiu, Mi¬chele Columbu (per un giorno, Ferragosto) e Bachisio Scarpa. il Comune avvia il progetto di case popolari di Tuvumannu e Tuvixeddu, ovvero via Castelli, via Codproipo e dintorni. Per realizzare i brutti palazzi espropria terreni da privati che si oppongono di fronte alla giustizia. Dopo una decina d'anni di avvocati e carta bol¬lata, l'amministrazione si vede dichiarare illegittimi gli atti e si ritrova con un debito di ottanta miliardi di lire verso i titolari delle aree. Ma nel frattempo è accaduto qualcosa. Nel 1989 è nata una nuova società, Inizia¬tive Coimpresa srl, controllata dal colosso delle costruzioni lmpregilo (oggi il presidente è Paolo Savona) con azionisti, tra gli altri, i costruttori caglia¬ritani fratelli Cualbu. Coim¬presa fiuta l'affare o forse rice¬ve ottime informazioni e fa in¬cetta dei terreni della ex ltalce¬menti che si trovano a Tuvixeddu. Finalmente, il 27 novembre del 1995 presenta al sindaco Mariano Delogu il suo progetto immobiliare edilizio per i due colli. Con una propo¬sta allettante: se accetti, mi ac¬collo il tuo debito.

Il progetto e le modifiche
Il piano di Coimpresa cambia più volte aspetto nelle more di una trattativa complessa, dove per anni gli unici a protestare - inascoltati - sono sparuti gruppi di ambientalisti, visto che la colata di cemento sarà – tra l'altro – a contatto con la zo¬na archeologica punica. il pro¬getto prevede palazzi prima per tremila residenti, poi per cinquemila fino - versione odierna- a raggiungere i seimila e ottocento. Gli uomini di Coimpresa conoscono il loro mestiere e battezzano l'opera¬zione immobiliare come "ricu¬citura del tessuto urbano sfrangiato": nel linguaggio dei cristiani, ciò significa dove c'è ancora spazio io ci metto ce¬mento e mattoni. il Municipio sposa questa linea di politica urbanistica, anche perché ha bisogno di cavarsi il dente degli ottanta miliardi da pagare. Nel frattempo nell'affare entra anche l'Università e, lungo via Is Maglias, lo spiazzo inizialmente destinato a parcheggio degli studenti diventa la sede dei nuovi edifici di Ingegneria: il rettore Pasquale Mistretta spiega che l'appalto viene as¬segnato senza gara per “risparmiare tempo”.

Il voto del 2000
Il primo giugno del 2000 nella sala del consiglio comunale in via Roma (sindaco ancora De¬logu) finalmente ci si pronun¬cia sull'accordo di programma. Piace a quasi tutti, opposizione compresa, visto che i sì all'intesa sono ventisette e solo cinque i voti contrari. Piace forse perché appiana il debito ventennale nato dagli espropri falliti. Coimpresa infatti ottie¬ne il nullaosta per i progetti che comprendono anche un parco archeologico - e soprat¬tutto presenta un'offerta: invece di 80 miliardi, il Comune può cavarsela con 38 miliardi e 700 milioni, Coimpresa può, perché nel frattempo è diventata essa stessa la creditrice dell'amministrazione. Ma non basta. Ottiene un aumento di volumetria e, per far fronte ai problemi che nasceranno col nuovo quartiere, offre anche il progetto dell'autostrada urba¬na. Da notare che il progetto viene affidato “quale beneficio per l'amministrazione”, come sacrificio di Coimpresa “a fronte della maggior volumetria richiesta”. Via libera anche alla strada, gara d'appalto - recente - per il primo tratto da 12 milioni di euro: vince Coim¬presa.

Il giornale di Sardegna 27 febbraio 2005

Un unico coordinamento contro gli ecomostri del Comune

Un coordinamento che unisca e organizzi le azioni di protesta contro i grandi mostri che il Comune di Cagliari ha deciso di costruire in giro per la città». È , questo l'obiettivo dei comitati di cittadini che si sono incontrati ieri nell'aula magna della facoltà di Lettere per discutere della Cagliari che cambia. All'incontro sono intervenuti oltre a tutti i gruppi di cittadini, anche consiglieri comunali, professori universitari, esponenti delle diverse anime pacifiste cittadine e l'assessore regionale ai Lavori Pubblici Franco Mannoni.
Duecento persone che hanno discusso e mostrato un possibile esempio di democrazia partecipata. Una democrazia che non deve essere costruita attraverso 1'accettazione acritica delle decisioni del potere. Ma quella in cui i cittadini hanno voce in capitolo, hanno davvero un ruolo e un peso nelle decisioni che contano, E le decisioni che contano sono quelle i cui effetti ricadono sulla vita della città e di tutte le diverse ani
me che in tanti modi la popolano. E così tra gli scranni dell'Aula Magna si è parlato di Castello, del multipiano di via Manzoni, dei tapis roulant che saranno sistemati in giro per il quartiere più antico della città e della strada di "penetrazione urbana' che passerà sopra il parco archeologico di Tuvixeddu e raderà al suolo il liceo Siotto.
Tra gli interventi maggiormente seguiti, quello del professor Bruno Anatra, che si è soffermato sugli interventi previsti a Castello, dell'assessore regionale ai Lavori Pubblici Franco Mannoni («I tapis roulant a Castello non servono a rilanciare il rione») e in conclusione, quello di Lina Frau, esponente di Legambiente. È lei che in conclusione di dibattito ha lanciato la proposta di unire le diverse anime della protesta in un unico coordinamento di lotta "Tutti coloro che hanno a cuore Cagliari non possono lasciar perdere e far fare ad altri: È ora di unirsi e di proporre": Ed è quello che hanno fatto le duecento persone presenti.
Articolo non firmato de Il Giornale di Sardegna 25 febbraio 2005


Il Comune sta distruggendo la città

Continue colate di cemento. In un convegno il punto sul futuro.

CAGLIARI. Una città in continua trasformazione, dove al posto di alberi e scuole arrivano colate di cemento e do¬ve le auto saranno più tutelate della salute dei cittadini. Parcheggi, tunnel e nuove strade, che offuscheranno la memoria storica della città. Questo il quadro emerso ieri sera nel dibattito "Cagliari, ieri e oggi. E domani quale futuro per la città?". A promuoverlo è stato il dipartimento degli studi storici, geografici e artistici dell'università del capoluogo. Professori universitari, ambientalisti, pa¬cifisti e comitati di cittadini a confronto e una preoccupa¬zione che diventa sempre più certezza: l'amministrazione comunale, se continua in questo modo, dimostra di voler distruggere la città.

La ricostruzione degli ultimi cinquecento anni di vita dei quartieri storici trova spazio in una lunga introduzione di Bruno Anatra, professore di Storia della Sardegna moderna dell'ateneo cagliaritano: “Forse alla Giunta che ci governa, dà fastidio che il complesso murario che cingeva Castello, Stampace, e Ma¬rina sia in parte ancora in piedi. Ma evidentemente per fare affari bisogna rastrellare a de¬stra e a manca anche a costo di deturpare”.
Svestendosi dal ruolo di moderatore, Raffae¬le Puddu, docente di Storia moderna, parla co¬me residente di Castello: "Vogliamo fare il possibile per invertire le scelte del Comune, attraverso una pressione culturale. Non a ca¬so abbiamo scelto l'aula magna del Magistero per questo dibattito pubblico. E importante che ci siano guardiani della memoria, oggi gravemente minacciata dalla speculazione edi¬lizia”. Il lungo elenco dei progetti da blocca¬re l'ha fatto Andrea Olla, rappresentante del Social Forum, l'associazione pacifista che van¬ta di aver vinto la battaglia contro l'abbattimento degli alberi di Piazza Giovanni XXIII. ll primo posto è riservato alla necropoli fenicio punica di Tuvixeddu, che verrebbe sventrata dalla nuova diramazione dell'asse mediano. Seguono i parcheggi di via Manzoni, un silos di dodici metri già appaltato, e quello di tre¬centotrenta posti auto di Via Cammino Nuo¬vo, che aggiungeranno a quelli di via Amat, via Sant'Alenixedda e viale Regina Elena. Ca¬lamite per il traffico al centro della città che faranno salire l'inquinamento. Sarebbe già sfatato, infatti, lo slogan dell'ex sindaco Mariano Delogu, che sopravvalutava gli effetti del maestrale sui cieli della città.
E non piace neppure la futura meccanicizza¬zione di Castello. Tapis roulant, ascensori e scale mobili, per Franco Mannoni, che ha par¬lato a nome del Comitato nato a difesa del quartiere medievale, rischiano di rendere faci¬li gli accessi per un posto che nessuno vorrà andare a vedere. Ma ciò che lamentano i citta¬dini è, soprattutto, la mancanza di dialogo con l'amministrazione comunale. Lo sa bene Enri¬co Trois, residente in viale Sant'Avendrace, che dà un giorno all'altro ha visto sorgere da¬vanti alla propria abitazione una palazzina di sei piani. ll reality show è destinato a diventa¬re quotidiano nel suo appartamento 'e in quel¬lo dei suoi condomini. Le sue proteste contro l'amministrazione comunale non hanno trova¬to sfogo. Ha provato a rivolgersi all'ufficio re¬lazioni con il pubblico, ma niente da fare. La Procura della Repubblica ha aperto un'indagi¬ne, ma i lavori per mettere su il palazzo prose¬guono. Tra tante denunce sono mancate però proposte concrete per risolvere i problemi.
Carla Piras La Nuova 25 febbraio 2005



Così Cagliari prepara il suo ecomostro.

In appalto traffico, smog e frastuono. 
MARCO MOSTALLINO

Accendete i motori e chiudete le finestre di casa: Cagliari sta per partorire il suo ecomo¬stro. il Comune ha già assegnato l'ap¬palto per il primo tratto della tangenziale urbana che partirà da via Cadello, proseguirà per 625 metri di tunnel sotto Tuvumannu, taglierà via is Maglias, si infilerà nel canyon di Tuvixeddu, guarderà dall'alto la necropoli punica, sfiorerà davvero pochi metri i palazzi di viale Trento e via Rovereto, si man¬gerà il Siotto e atterrerà in via San Pao¬lo. Portata di traffico massima nei due sensi: 2.60° veicoli l'ora, più della metà della tangenziale di Mestre (4mila nelle ore di punta), la strada più inquinata d'Italia dove per combattere l'impos¬sibile battaglia contro lo smog la Re¬gione Veneto ha deciso – la scorsa setti¬mana - di provare con la pioggia artifi¬ciale.

Silenzio sull’inquinamento.
Cagliari però non sa qualle ffetti l'au¬tostrada urbana avrà sulla salute dei suo cittadini: sconosciute le riper¬cussioni degli scarichi di auto, ca¬mion e autobotti, del rumore dei motori perché sull'opera non è mal stata svolta la valutazione di impatto ambientale. La Commissione euro¬pea lo aveva richiesto, nel 2001, ma al progettisti è bastato cambiare la "classificazione" dell'arteria per evi¬tare lo studio preliminare: tutto leci¬to, tutto facile. Così il Comune va avanti: il primo lotto della strada è stato dato in appalto a Coimpresa - Impregilo e Gruppo Cualbu – la stes¬sa compagnia che costruirà il nuovo quartiere per settemila Vip a Tuvi¬xeddu, a un passo dalle tombe carta¬ginesi. Perché è a questo che tunnel e sopraelevata serviranno: a rendere appetibile l'investimento immobi¬liare, a garantire un'autostrada a bocca di parcheggio a chi deciderà di comprar casa da sette, ottocentomila euro a
Negozio con vista sulla storia. Incidentalmente, l'uscita in riva a Santa Gilla farà crescere anche il valore dei palazzi che l'Immobiliare Europea (Sergio Zuncheddu, non coinvolto nell’affare) innalzerà nell’ex-cementeria.

Quartiere record dello smog.
La tangenziale andrà dunque a toccare.. Sant’Avendrace diventando la camera a gas cittadìna: i dati ufficiali, diffusi dal Municipio, mostrano che soltanto in febbraio per ben nove volte nell'aria dei quartiere lo smog - le polveri sottili - hanno superato la soglia che porta le metropoli del nord alla parziale chiusura al traffico delle vie inquinate. Lnvece di ridurre, Cagliari raddoppia. Secondo le previsioni dei progettisti, allegate alle carte degli appalti, il quartiere ac¬canto alla necropoli porterà nella zona 5.8OO automobili in più al gior¬no, tra residenti e lavoratori di uffici, servizi e negozi. Thnnel e sopraele¬vata spingeranno poi camion, bus, autocisteme e vetture che attual¬mente passano sulle strade esterne, aggirando Cagliari, a tagliare dritto per andare dalla Sulcitana all'asse mediano. Un carico di traffico che per il momento non è stato calcolato ma che andrà a moltiplicare gli effet¬ti di smog e frastuono a due passi dal mercatino domenicale del parcheg¬gio regionale di viale Trento.
L'ultimo sacrificio è quasi un sa¬crificio umano: la demolizione del Siotto. La sopraelevata ha bisogno di spazio per i suoi piloni e lo storico li¬ceo va demolito. Addio alla scuola, dunque, che sarà ricostruita più in là, dove non si sa e quando nemme¬no. Siamo ancora al forse. Ma pazienza, o magari meglio così. Non sia mai che quei dannati ragazzi imparino persino cos'è una valutazione. d'impatto ambientale: per Giunta comunale e i costruttori sarebbe un problema


Sarà il boulevard di Fantozzi
Cagliari costruisce, Roma abbatte. Dopo anni di proteste e di blocchi stradali di cittadini stanchi della puzza e del rumore, il municipio della Capitale ha deciso di demolire un tratto della tangenziale est, nella zona del Prenestino. La sopraelevata, simile a quella che nascerà tra i colli cagliaritani, passa in mezzo ai palazzi, proprio comeavverrà per la gran¬de opera affidata a Coimpresa. Già  nel 1994 l'allora assessore al traffico Walter Tocci impose la chiusura notturna dei tratti di San Lorenzo e del Nomentano “per permettere ai romani di dormire”. Le contesta¬zioni sono proseguite negli anni, alimentate anche da una scena del primo film di Fantozzi dove Paolo Villaggio “prende il bus al volo" tale è la prossimità del viale d’asfalto con porte e finestre delgi appartamenti. Ora, il sindaco Walter Veltroni e l'assessore all'urbanlstica Roberto Morassut hanno dato il via libera all'affettamento della rumorosissima strada dove nemmeno i pannelli anti-frastuono collocati ad hoc hanno migliorato la situazione. Tra qualche mese si comincerà dalle rampe, per proseguire con interi blocchi di tangenziale nelle zone prenestina e di San Lorenzo. Bene per noi: il prossimo Fantozzi sarà girato a Cagliari. (ma. m.)

Il Giornale di Sardegna, 20 febbraio 2005

No al progetto? Cambia il nome e c'è il via libera


La minaccia d’aborto non è mai stata ufficiale. Ma la genesi dello stradone che taglierà una delle parti più antiche della città e che farà salire nell'alto dei cieli scuole, case e smog, è tutt'altro che lineare Un po’ come la strada stessa. un serpentone grigio e (in futuro) sporco che gira su se stesso e aggira gli ostacoli che gli si parano davanti.

La presentazione del piano
Tutto ha inizio il 15 marzo 2001, quando l'allora commissario prefettizio (Delogu si era dimesso per candidarsi al Senato) approva il progetto preliminare "del primo lotto della strada di collegamento fra via Cadello e via San Paolo". Un progetto che diventerà definitivo il 20 giugno del 2002 e che sarà approvato con deliberazione n. 402. Autorizzazioni ottenute dalle varie sovrintendenze e deroghe (ammesse dai decreto ministeriale del 5 novembre 2001) accettate anche "se non pienamente conformi" al dettato della legge.
Passano due anni e il progetto esecutivo della strada viene presentato in Comune. L'amministrazione civica, prima di licenziarlo, deve farlo controllare dal Comitato tecnico amministrativo regionale (Ctar): senza il suo parere il progetto non può essere approvato. Ma il parere del Ctar non arriva: nella seduta del 16 aprile 2003 il Ctar sospende "l'adozione del parere di propria competenza (...) richiedendo alcune integrazioni e chiarimenti in merito alle scelte tecniche effettuate in relazione alla normativa di riferimento".
Un copione che si ripeterà ancora due volte: il 10 dicembre 2003 il Comitato tecnico amministrativo regionale sospende nuovamente il parere con le stesse motivazioni e rimanda indietro il progetto.
A quel punto il Comune decide di fare qualche cambiamento. E "per meglio inquadrare l'opera nell'ambito della rete viaria dell'area vasta di Cagliari in conformità ai criteri stabiliti dalle Norme funzionali per la costruzione delle strade'; modifica l'intestazione del progetto. E quel grande e tortuoso serpentone diventa una semplice "strada di penetrazione urbana, ferme restando le caratteristiche geometriche costruttive della strada e mantenendo inalterati gli elaborati progettuali". Ma l'escamotage non sortisce gli effetti sperati. E il 22 giugno scorso il Ctar (al quale nel frattempo era stato rispedito il progetto con il nuovo nome) esprime parere negativo “in merito al progetto rielaborato"
Ma in via Roma non si arrendono. E chiedono "il riesame urgente del progetto" per assenza di motivazioni tecniche e per il rischio di perdere i finanziamenti.
Riesame approvato e il 14 luglio 2004 il progetto ottiene il si del Ctar.
Manca però ancora un passaggio: quello in Giunta comunale per l'approvazione definitiva. Il governo cittadino si riunisce il 2 settembre scorso e approva il progetto del primo lotto dei lavori per la strada. Assenti alla riunione il sindaco e l’assessore all’Urbanistica. I garanti del progetto.


Dieci milioni per iniziare

Quasi dieci milioni di euro per poco più di quattro chilometri di strada. È questo l'appalto che il Comune di Cagliari ha bandito il l2 ottobre dello scorso anno e che servirà per il primo lotto dei lavori per la grande strada che unirà via Cadello con via San Paolo. Un appalto che dietro il nome del progetto ("Intervento di riqualificazione urbana e ambientale dei colli di Sant'Avendrace") nasconde un lungo serpentone d'asfalto e cemento armato che passerà dentro il parco archeologico di Tuvizeddu prima di sbucare a pochi metri dallo stagno di Santa Gilla.
Il progetto esecutivo dei lavori era stato presentato al Comune qualche mese prima di quel 12 ottobre: a farlo, la ditta Coimpresa. Che nella relazione tecnica aveva indicato (sulla base di un accordo di programma) come costo dell'intervento una cifra che si aggirava attorno ai 12 milioni di euro. il primo lotto è stato già assegnato per un importo di 9.648401 euro.

Giacomo Bassi Il Giornale di Sardegna del 20 febbraio 2005

Come ti creo il guaio poi te lo risolvo

Saranno 6848 - secondo il progetto esecuti¬vo del Comune - le persone che andranno a vivere o lavorare nel nuovo quartiere che Coimpresa costruirà nei pressi della necropoli di Tuvixeddu. E qui il piano nato nel febbraio 2OO2 mostra già una prima anomalia rispetto alle tendenze urbanistiche: Ca¬gliari incoraggia le famiglie ad ammassarsi nelle zone centrali, quelle più trafficate, invece che spingerle ad abitare in aree meno congestionate. Da questa operazione il Mu¬nicipio andrà ad avvantaggiarsi: in termini di Ici e di tutti gli altri balzelli legati alla residenza o all'esercizio di attività commerciali. Non a caso il decollo del progetto di Coim¬presa - quartiere e superstrada urbana – è stato preceduto dal battage degli amministratori che a più riprese hanno mostrato come i cagliaritani tendano a lasciare il ca¬poluogo per trovar casa – a prezzi più acces¬sibili - nei comuni dell'hinterland. In breve, le casse municipali si rimpinguano di pari passo con la crescita di affollamento, smog e traffico.
La seconda singolarità del progetto stilato da un pool di ingegneri e geometri esterni
riguarda i tempi che il cittadino è costretto a trascorrere al volante. lo studio fa notare che attualmente l'automobilista medio spende cinque minuti e 42 secondi per percorrere un chilometro e 900 metri nell'area “compresa, grosso modo, dalle vie Is Mirrionis, Campania, la Vega, San Vincenzo, Me¬rello, Trieste, San Paolo e San Michele”. Ma, spiegano gli ingegneri, con il nuovo quartiere i tempi in auto salirebbero a sette minuti e 30. Questo senza la superstrada urbana la cui costruzione riporterebbe a 5minuti e 24 secondi il tempo di guida per quel benedetto chilometro e 9OO metri. Tutto logico, tutto corretto. Ben guardandosi dal pensare a nuove linee di bus, il Comune prima crea il problema - il quartiere con vista sull'ar¬cheologia - poi, eureka, trova la soluzione: l'ecomostro senza valutazione di impatto ambientale. Come nel film "il monello". il bambino rompeva le finestre con le pietre e charlot vendeva i vetri di ricambio (ma. M.)
Il Giornale di Sardegna 20 FEBBRAIO 2005


Appello a Floris per il multipiano

Decine di firme per la mozione al sindaco contro il nuovo parcheggio di via Manzoni. Residenti pronti a piantare le tende

Una mozione di pubblica assemblea contro il multipiano arriverà oggi sulla scrivania del primo cittadino Emilio Floris. Otto consiglieri della circoscrizione e una folta rappresentanza di cittadini hanno approvato e fìrmato ieri sera un documento in cui si chiede 1'immediata sospensione delle procedure di assegnazione dei lavori di realizzazione del parcheggio: Pronti a piantare le tende, se necessario; e mettere in atto una vera rivolta popolare.

Le ragioni della protesta
In una riunione in cui "brillavano" per l'assenza tutti i consiglieri di Forza Italia (oltre che dei commercianti della zona interessata e del mercato, ma riscaldata dagli accorat interventi di tutti gli altri, aperti a trovare una soluzione da proporre all’amministrazione pubblica, è '' mancato quasi subito il numero legale, ma non la voglia di far sentire le proprie ragioni e anche qualche provocazione:  «Viene proibito di fumare le sigarette, ma ci vogliono costruire una camera a gas proprio di fronte a casa. L’inquinamento atmosferico e acustico fanno altrettanto male», ha esordito Gabriella Cauli, una residente. Peccato però che per l'emissione di polveri sottili non esista nessuna cartella di divieto. «Nessun piano del traffico ha stabili to che il parcheggio di via Manzoni è necessario – ha esordito Tonino Serra esponente della Margherita in consiglio comunale, intervenuto a favore della mediazione - Il piano urbanistico comunale votato nel 2001 e il piano commerciale sono nati senza un piano del traffico, che tuttora non esiste. La vivibilità della città non è stata presa in considerazione neanche quando si è affidata la gestione dei parcheggi alla stessa  società che ha gli autobus pubblici.
Una cosa è in contraddizione con 1'altra. Non vi è concorrenza tra le parti per cui non si è mai puntato a migliorare i servizi affinché i cittadini fossero più propensi a usare i mezzi pubblici piuttosto che ‘auto».

Le controproposte
E se di parcheggi si discute in comune dal 1987, sembra che tutto si sia fermato appunto alle esigenze di vent’anni fa. Ma si è anche  che quando si muove la macchina del danaro è difficile bloccare la valanga di cemento. Le risorse finanziarie sono state stanziate e in qualche modo devono essere utilizzate. Pronta la proposta dei consiglieri di An: struttura ridimensionata con un pano interrato e due fuori. Ma ai cittadini non piace. Sarebbe solo un mostro ridotto, dichiarano. Mentre plaudono alla proposta di Tonino Serra: fare solo i piani interrati, anche se con meno posti auto, e lasciare il piazzale a spazio verde.
Sabrina Pes Il Giornale di Sardegna 10 febbraio 2005


Il progetto del parcheggio va cambiato


«Nessun residente ha detto che non vuole il parcheggio, solo che il progetto di oggi non è quello del '95, come dichiara il Comune». La denuncia parte da Valentina Sanna, vicepresidente di minoranza della Circoscrizione, durante il dibattito svolto ieri sera per far incontrare residenti e commercianti dell'area di via Manzoni. Molti i primi, assenti i secondi. «Meno di tre anni fa il Comune dichiarava di voler realizzare un parcheggio con due piani interrati e mantenere in superficie uno spazio aperto destinato a parcheggio» - rincara la dose Sanna, presentando una delibera comunale del 2002. E anche un progetto preliminare a misura d'uomo era stato presentato nel 1988 dall'ingegner Morvano Manias, con una piazza in superficie chiusa da fioriere e tre piani sotto terra dotati di scale e ascensori. Mai preso in considerazione. «Si preferisce creare mostri costosissimi, che come tanti altri in città rimangono inutilizzati – spiega Tiziana Meloni, avvocato del comitato dei residenti - chiediamo di rivedere il progetto a tutela della salute non solo di chi ci vive ma anche di chi ci lavora».
Sabrina Pes
Il Giornale di Sardegna 6 febbraio 2005


Giagoni promette: “Nessuna strada abbatterà il Siotto”

Assemblea pubblica infuocata, ma arriva qualche rassicurazione

«È mio interesse che la scuola non venga toccata». L'assessore provinciale all'istruzione, Gianni Giagoni prende posizione sul futuro del Siotto. L'occasione è un'assemblea pubblica densa di umori neri per il futuro dell'istituto, minacciato dalla costruzione di una megastrada. «Da incontri informali – ha sostenuto Giagoni - posso dire che il sindaco e 1'assessore all'Urbanistica Campus hanno manifestato 1'intenzione di salvaguardare 1'istituto».
Le due anime dell'assemblea sembrano destinate a percorrere strade diverse. Il consiglio d'istituto chiede una variante al progetto: la scuola non si tocca e la strada deve trovare un altro sbocco, lontano dall'area scolastica. L’anima radicale capeggiata dal Social Forum e Legambiente dichiara guerra totale al progetto. «Dobbiamo bloccare il cantiere qualora iniziassero i lavori»», ha detto Andrea Olla, rappresentante del movimento. Sotto accusa la Coimpresa: «Soldi pubblici, problemi pubblici per risolvere interessi privati - è stato ribadito - la strada serve solo per gli abitanti degli appartamenti e delle ville che la società si appresta a realizzare a Tuvixeddu». All'assemblea hanno partecipato anche numerosi consiglieri comunali dell'opposizione. Sono intervenuti 1'indipendente Gianni Loy e il capogruppo diessino, Paolo Frau. «Uno scempio hanno detto - non solo per la scuola ma per tutti i cittadini».
Cinzia Isola Il Giornale di Sardegna 3 febbraio 2005


Lettera dei cittadini del quartiere di San Benedetto


Al Sindaco di Cagliari
Al Procuratore della Repubblica di Cagliarì A1 Prefetto di Cagliari
All' Assessore all'Igiene e Sanità - Regione Sarda A1 Difensore Civico
Al Sopraintendente ai beni AAAS
All'Azienda USL 8 - Cagliari - Servizio Igiene Ambientale
Al Presidente Circoscrizione San Benedetto – Cagliari

1. Noi sottoscritti, tutti residenti nel quartiere San Benedetto di Cagliari, a nome proprio e a nome e nell'interesse di quasi la totalità dei cittadini della circoscrizione, esponiamo quanto segue.
Poco tempo fa abbiamo appreso dalla stampa e dagli altri mezzi d'informazione che l'Amministrazione Comunale di Cagliari intende realizzare un parcheggio multipiano nell'area tra le vie Manzoni e Carducci (attualmente adibita a parcheggio pubblico rasoterra), della capienza di circa 450 posti macchina (che con la rotazione accoglierebbe circa 8000 autovetture al giorno), addossando l'erigenda costruzione al fabbricato attualmente esistente tra le vie Manzoni - Leopardi - Carducci, le cui finestre verrebbero così a trovarsi a distanza di pochi metri.
2. Alla realizzazione di tale opera si sono dichiarati contrari i residenti della zona, manifestando questo loro dissenso e con la raccolta di firme già inviate al sindaco e in una riunione pubblica all'uopo convocata con la presenza dei tre assessori del Comune interessati alla materia, presso la circoscrizione di S. Benedetto; il tutto con contestuale richiesta di modifica del progetto, adducendo le seguenti motivazioni.
A - La zona in cui dovrebbe essere costruita questa megastruttura, racchiusa tra le tre quasi superstrade cittadine ( via Bacaredda, via Dante, via Paoli - via San Benedett0) colleganti la zona dì Cagliari Est con tutto l'interland circostante, a motivo della presenza del mercato civico di S. Benedetto è già gravata da un enorme traffico automobilistico, í cui gas di scarico rendono l'ambiente invivibile e I'aria irrespirabile: cosa avverrebbe quando venissero convogliate in rotazione col mega parcheggio altre sei-ottomila auto al giorno? E' evidente che il diritto alla salute dei residenti del quartiere - diritto primario costituzionalmente garantito e penalmente protetto - verrebbe ad essere ignorato e calpestato, con la conseguenza che gli abitanti verrebbero costretti a respirare un'aria
con tassi di inquinamento intollerabili e di molto superiori a quelli consentiti dalla legge. L' A.S.L. - servizio igiene ambientale - ha mai fatto rilievi e prelievi nella zona durante le ore di maggior affluenza al mercato per accertare i tassi di inquinamento? Ha mai provveduto la civica amministrazione ad effettuare degli studi per stabilire e accertare quali tassi di inquinamento deriverebbero dall'incremento del traffico conseguente alla realizzazione del megaparcheggio?
B - Una costruzione di tali dimensioni è inoltre inutile in una zona già dotata di due parcheggi pubblici: il primo rasoterra proprio nell'area di cui si discute ( capienza circa 125 autovetture ), il secondo - di recente costruzione - nell'area dell'ex Istituto Agrario di via Sant'Alenixedda ( capienza circa 100 autovetture) inoltre nel sito è adibita a sosta auto tutta la vasta area attorno al mercato di S. Benedetto con un'ulteriore capienza di circa 250 autovetture. A che pro quindi questa nuova enorme struttura? Non costituisce uno sciupio di pubblico denaro?
C - Con la costruzione del parcheggio multipiano in aderenza al fabbricato esistente tra le vie Manzoni-Leopardi-Carducci, si violerebbero inoltre le disposizioni del codice civile in materia di distanze e aperture, poiché molte finestre di quel palazzo si trovano quasi sul confine, quindi non verrebbero rispettate le distanze né le altezze.
D - Con la costruzione suddetta inoltre si violerebbero le norme sulla conservazione e la tutela dell'ambiente e del paesaggio dal punto di vista estetico: verrebbe infatti ad essere stravolto tutto l'assetto architettonico della zona costituito in buona parte da palazzi di pregio dell'inizio del secolo scorso, con particolari caratteristiche costruttive e con lo stile architettonico dell'epoca, il tutto costituente un bene collettivo degno di protezione e di conservazione. Sarebbe questa la città turistica che la civica amministrazione intenderebbe realizzare?
Per tutti i motivi sopraesposti, noi sottoscritti chiediamo che le Autorità a cui il presente è diretto, ciascuna nell'ambito delle proprie specifiche competenze, intervengano a norma di legge a tutela dei diritti tutti dei cittadini, e in particolare a tutela del diritto alla salute, avendo ciascuno la neccessità di vivere in un ambiente accettabile non respirando un'aria ammorbata dagli scarichi delle macchine satura di gas e dì poveri sottili che minano e distruggono gli organi e la vita delle persone. Sono queste richieste e diritti primari tutelati dalle leggi - e non certo argomenti strumentali con scopi di natura partitica ed elettoralistica, come da qualcuno è stato affermato e dichiarato al giornale L'Unione Sarda, il tutto come ampiamente specificato nell’articolo comparso in cronaca di Cagliari il giorno 31 dicembre 2005,

Cagliari, 2 febbraio 2005


Floris “Vogliono boicottare la città”

Il sindaco: Gruppi politici strumentalizzano le proteste

Proteste e contrproteste. Comitato pro e comitati contro: Petizioni a favore e raccolte di firme per opporsi. Cagliari vive i moti del 2005: Da mesi non c'e opera pubblica, che non venga contestata da una parte e difesa dall'altra: Progetti discussi in consiglio  comunale, spesso approvati con il voto di maggioranza e opposizione (è il caso del Piano triennale delle opere pubbliche contestati proprio alla vigilia dell'apertura dei cantieri. Che cosa succede? La città senza voce si ribella? 0 è solo l'inizio di una lunga campagna elettorale?
Il sindaco Emilio Floris dice che sapeva tutto: Che «era evidente che qualcuno stava strumentalizzando la protesta di pochi per creare comitati che hanno 1'unico obiettivo di boicottare le opere pubbliche. Che «hanno iniziato a bloccare viale Merello”, poi «piazza Giovanni» e ora «il parcheggio di via Manzoni, «la ztl di Castello» e 1’asse «Cadello - San Paolo». E' certo che «tenteranno di bloccare tutto quello che faremo».
Non è sorpreso il sindaco, dall'annuncio di sette associazioni e movimenti di istituire un Forum ambientale che contrasti la, politica urbanistica e ambientale dell'attuale governo cittadino ed elabori proposte alternative e, sostenibili. Dice che in modo subdolo erano in azione da tempo ed ora si sono semplicemente resi manifesti». Stranamente «proprio nell'anno in cui stiamo concretizzando molte cose». Ma la suaa reazione è comunque dura.
NO ALLE STRUMENTALIZZAZIONI.
Sono sempre disponibile a rapportarmi con i cittadini di cui ho massimo rispetto afferma pesando le parole. «Ma non sono disposto ad assecondare movimenti politici estranei al consiglio comunale che dicono di rappresentare i cittadini ma in realtà li usano e li strumentalizzano con 1'unico obiettivo di boicottare le opere pubbliche che cerchiamo di realizzare. Il loro obiettivo è rallentare, il mio accelerare». Segue un aneddoto. " Raffaele Lorrai» racconta, «ha partecipato ad alcune assemblee per confrontarsi con i cittadini sul parcheggio di via Manzoni. Si è reso conto che a parlare erano non comuni cittadini, ma soprattutto rappresentanti di gruppi, associazioni e movimenti chiaramente riconducibili al centrosinistra: Allora é chiaro che le proteste si stanno strumentalizzando».
PARCHEGGIO A PREZZI BASSI
Anche  perché, osserva il sindaco, “Ad esempio Via Manzoni è unprogetto del ’95 del quale si è ampiamente discusso in consiglio comunale e sul quale anche in passato ci sono stati confronti. Ora che stiamo per assegnare i lavori tutto torna in discussione. Nessuno, sostiene il sindaco, dice che i contrari sono una netta minoranza rispetto ai favorevoli né che il parcheggio di via Manzoni come probabilmente quelli di via Cammino Nuovo e via Roma, sarà realizzato interamente con soldi pubblici e che i residenti avranno la possibilità di parcheggiare con trenta euro al mese.
SUL SIOTTO DISPOSTO A TRATTARE.
Eppure, anche, il sindaco qualche dubbio su alcune opere ce l'ha. Sul viadotto che taglia un pezzo del Siotto ad esempio: «L’abbiamo ereditato, ora lo stiamo concretizzando. Possiamo discuterne ma questo non significa assecondare la politica della distruzione sistematica. “Siamo stati eletti per governare. Io con le parti politiche mi confronto, ma solo in consiglio”.

F. Ma. La Nuova Sardegna 1 febbraio 2005


Le opere previste e quelle contestate

Opere pubbliche in quantità industriale. Molte. Tanto che, già 1'anno scorso, Cagliari ha avuto il record della spesa dei fondi, come ha attestato qualche settimana fa uno studio del Cresme-Il Sole 24 ore. E se il 2003 e il 2004 sono stati da record, il 2005 sarà meglio: tra 200 e 250 milioni di euro gli appalti da assegnare. Molti dei quali contestati soprattutto perché estemporanei e non figli «di una pianificazione complessiva»: Ecco le principali opere pubbliche programmate. Dopo lo stop forzato causa alberi (salvati), inizieranno i lavori di manutenzione straordinaria di piazza Giovanni XXXIII. A febbraio è in calendario 1'inizio dei lavori per la costruzione del contestato multipiano di di via Manzoni: 400 posti auto; quattro piani di cui tre fuori terra. Ad aprile via ai lavori di ristrutturazione del reparto ittico del mercato di San Benedetto. Giugno dovrebbe essere il mese dei percorsi meccanizzati verso Castello. Ascensori, tapis roulant e scale mobili, sono tra i progetti più invisi agli ambientalisti. Luglio é invece il mese in cui dovrebbero iniziare i lavori di costruzione della strada che collegherà via Cadello a via Maglias: E' il primo lotto del viadotto che attraverserà Tuvixeddu in galleria e terminerà in via San Paolo. La seconda tranche, quella che dovrebbe rubare un pezzo del Liceo Siotto, è contestata. A settembre è previsto il via ai lavori per il parcheggio interrato di piazza Nazzari, 400 posti auto, a Ottobre via alla nuova piazza che sorgerà. tra il T hotel e il teatro civico, sotto la quale è stato progettato un altro parcheggio interrato da 200 posti. A novembre aprirà il cantiere per la costruzione della bretella di collegamento da via dei Tritoni a via Tramontana, a dicembre dovrebbe iniziare la costruzione della nuova sede del Comune in via San Sauro
F. Ma. L’Unione Sarda 1 febbraio 2005