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Ville e asfalto: Storie di debiti, sindaci e appalti
Marco Mostallino
Qundo un Municipio si trova in braghe di tela è disposto a tutto
per un paio pantaloni più decenti. Così, con un
debito di ottanta miliardi di vecchie lire contratto nel 1980 comincia
la vicenda del quartiere per settemila Vip che sarà costruito a
Tuvixeddu insie¬me all'autostrada urbana che collegherà
l'asse mediano con via San Paolo.
L’esproprio fallito
È il 1980 e Cagliari, in dodici mesi, cambia tre sindaci: per
due volte Mario De Sotgiu, Mi¬chele Columbu (per un giorno,
Ferragosto) e Bachisio Scarpa. il Comune avvia il progetto di case
popolari di Tuvumannu e Tuvixeddu, ovvero via Castelli, via Codproipo e
dintorni. Per realizzare i brutti palazzi espropria terreni da privati
che si oppongono di fronte alla giustizia. Dopo una decina d'anni di
avvocati e carta bol¬lata, l'amministrazione si vede dichiarare
illegittimi gli atti e si ritrova con un debito di ottanta miliardi di
lire verso i titolari delle aree. Ma nel frattempo è accaduto
qualcosa. Nel 1989 è nata una nuova società,
Inizia¬tive Coimpresa srl, controllata dal colosso delle
costruzioni lmpregilo (oggi il presidente è Paolo Savona) con
azionisti, tra gli altri, i costruttori caglia¬ritani fratelli
Cualbu. Coim¬presa fiuta l'affare o forse rice¬ve ottime
informazioni e fa in¬cetta dei terreni della ex ltalce¬menti
che si trovano a Tuvixeddu. Finalmente, il 27 novembre del 1995
presenta al sindaco Mariano Delogu il suo progetto immobiliare edilizio
per i due colli. Con una propo¬sta allettante: se accetti, mi
ac¬collo il tuo debito.
Il progetto e le modifiche
Il piano di Coimpresa cambia più volte aspetto nelle more di una
trattativa complessa, dove per anni gli unici a protestare -
inascoltati - sono sparuti gruppi di ambientalisti, visto che la colata
di cemento sarà – tra l'altro – a contatto con la
zo¬na archeologica punica. il pro¬getto prevede palazzi prima
per tremila residenti, poi per cinquemila fino - versione odierna- a
raggiungere i seimila e ottocento. Gli uomini di Coimpresa conoscono il
loro mestiere e battezzano l'opera¬zione immobiliare come
"ricu¬citura del tessuto urbano sfrangiato": nel linguaggio dei
cristiani, ciò significa dove c'è ancora spazio io ci
metto ce¬mento e mattoni. il Municipio sposa questa linea di
politica urbanistica, anche perché ha bisogno di cavarsi il
dente degli ottanta miliardi da pagare. Nel frattempo nell'affare entra
anche l'Università e, lungo via Is Maglias, lo spiazzo
inizialmente destinato a parcheggio degli studenti diventa la sede
dei nuovi edifici di Ingegneria: il rettore Pasquale Mistretta spiega
che l'appalto viene as¬segnato senza gara per
“risparmiare tempo”.
Il voto del 2000
Il primo giugno del 2000 nella sala del consiglio comunale in via Roma
(sindaco ancora De¬logu) finalmente ci si pronun¬cia
sull'accordo di programma. Piace a quasi tutti, opposizione compresa,
visto che i sì all'intesa sono ventisette e solo cinque i voti
contrari. Piace forse perché appiana il debito ventennale nato
dagli espropri falliti. Coimpresa infatti ottie¬ne il nullaosta per
i progetti che comprendono anche un parco archeologico - e
soprat¬tutto presenta un'offerta: invece di 80 miliardi, il Comune
può cavarsela con 38 miliardi e 700 milioni, Coimpresa
può, perché nel frattempo è diventata essa stessa
la creditrice dell'amministrazione. Ma non basta. Ottiene un aumento di
volumetria e, per far fronte ai problemi che nasceranno col nuovo
quartiere, offre anche il progetto dell'autostrada urba¬na. Da
notare che il progetto viene affidato “quale beneficio per
l'amministrazione”, come sacrificio di Coimpresa “a fronte
della maggior volumetria richiesta”. Via libera anche alla
strada, gara d'appalto - recente - per il primo tratto da 12
milioni di euro: vince Coim¬presa.
Il giornale di Sardegna 27 febbraio 2005
Un unico coordinamento contro gli ecomostri del Comune
Un coordinamento che unisca e organizzi le azioni di protesta contro i
grandi mostri che il Comune di Cagliari ha deciso di costruire in giro
per la città». È , questo l'obiettivo dei comitati
di cittadini che si sono incontrati ieri nell'aula magna della
facoltà di Lettere per discutere della Cagliari che cambia.
All'incontro sono intervenuti oltre a tutti i gruppi di cittadini,
anche consiglieri comunali, professori universitari, esponenti delle
diverse anime pacifiste cittadine e l'assessore regionale ai Lavori
Pubblici Franco Mannoni.
Duecento persone che hanno discusso e mostrato un possibile esempio di
democrazia partecipata. Una democrazia che non deve essere costruita
attraverso 1'accettazione acritica delle decisioni del potere. Ma
quella in cui i cittadini hanno voce in capitolo, hanno davvero un
ruolo e un peso nelle decisioni che contano, E le decisioni che contano
sono quelle i cui effetti ricadono sulla vita della città e di
tutte le diverse ani
me che in tanti modi la popolano. E così tra gli scranni
dell'Aula Magna si è parlato di Castello, del multipiano di via
Manzoni, dei tapis roulant che saranno sistemati in giro per il
quartiere più antico della città e della strada di
"penetrazione urbana' che passerà sopra il parco archeologico di
Tuvixeddu e raderà al suolo il liceo Siotto.
Tra gli interventi maggiormente seguiti, quello del professor Bruno
Anatra, che si è soffermato sugli interventi previsti a
Castello, dell'assessore regionale ai Lavori Pubblici Franco Mannoni
(«I tapis roulant a Castello non servono a rilanciare il
rione») e in conclusione, quello di Lina Frau, esponente di
Legambiente. È lei che in conclusione di dibattito ha lanciato
la proposta di unire le diverse anime della protesta in un unico
coordinamento di lotta "Tutti coloro che hanno a cuore Cagliari non
possono lasciar perdere e far fare ad altri: È ora di unirsi e
di proporre": Ed è quello che hanno fatto le duecento persone
presenti.
Articolo non firmato de Il Giornale di Sardegna 25 febbraio 2005
Il Comune sta distruggendo la città
Continue colate di cemento. In un convegno il punto sul futuro.
CAGLIARI. Una città in continua trasformazione, dove al posto di
alberi e scuole arrivano colate di cemento e do¬ve le auto saranno
più tutelate della salute dei cittadini. Parcheggi, tunnel e
nuove strade, che offuscheranno la memoria storica della città.
Questo il quadro emerso ieri sera nel dibattito "Cagliari, ieri e oggi.
E domani quale futuro per la città?". A promuoverlo è
stato il dipartimento degli studi storici, geografici e artistici
dell'università del capoluogo. Professori universitari,
ambientalisti, pa¬cifisti e comitati di cittadini a confronto e una
preoccupa¬zione che diventa sempre più certezza:
l'amministrazione comunale, se continua in questo modo, dimostra di
voler distruggere la città.
La ricostruzione degli ultimi cinquecento anni di vita dei quartieri
storici trova spazio in una lunga introduzione di Bruno Anatra,
professore di Storia della Sardegna moderna dell'ateneo cagliaritano:
“Forse alla Giunta che ci governa, dà fastidio che il
complesso murario che cingeva Castello, Stampace, e Ma¬rina sia in
parte ancora in piedi. Ma evidentemente per fare affari bisogna
rastrellare a de¬stra e a manca anche a costo di deturpare”.
Svestendosi dal ruolo di moderatore, Raffae¬le Puddu, docente di
Storia moderna, parla co¬me residente di Castello: "Vogliamo fare
il possibile per invertire le scelte del Comune, attraverso una
pressione culturale. Non a ca¬so abbiamo scelto l'aula magna del
Magistero per questo dibattito pubblico. E importante che ci siano
guardiani della memoria, oggi gravemente minacciata dalla speculazione
edi¬lizia”. Il lungo elenco dei progetti da blocca¬re
l'ha fatto Andrea Olla, rappresentante del Social Forum, l'associazione
pacifista che van¬ta di aver vinto la battaglia contro
l'abbattimento degli alberi di Piazza Giovanni XXIII. ll primo posto
è riservato alla necropoli fenicio punica di Tuvixeddu, che
verrebbe sventrata dalla nuova diramazione dell'asse mediano. Seguono i
parcheggi di via Manzoni, un silos di dodici metri già
appaltato, e quello di tre¬centotrenta posti auto di Via Cammino
Nuo¬vo, che aggiungeranno a quelli di via Amat, via Sant'Alenixedda
e viale Regina Elena. Ca¬lamite per il traffico al centro della
città che faranno salire l'inquinamento. Sarebbe già
sfatato, infatti, lo slogan dell'ex sindaco Mariano Delogu, che
sopravvalutava gli effetti del maestrale sui cieli della città.
E non piace neppure la futura meccanicizza¬zione di Castello. Tapis
roulant, ascensori e scale mobili, per Franco Mannoni, che ha
par¬lato a nome del Comitato nato a difesa del quartiere medievale,
rischiano di rendere faci¬li gli accessi per un posto che nessuno
vorrà andare a vedere. Ma ciò che lamentano i
citta¬dini è, soprattutto, la mancanza di dialogo con
l'amministrazione comunale. Lo sa bene Enri¬co Trois, residente in
viale Sant'Avendrace, che dà un giorno all'altro ha visto
sorgere da¬vanti alla propria abitazione una palazzina di sei
piani. ll reality show è destinato a diventa¬re quotidiano
nel suo appartamento 'e in quel¬lo dei suoi condomini. Le sue
proteste contro l'amministrazione comunale non hanno trova¬to
sfogo. Ha provato a rivolgersi all'ufficio re¬lazioni con il
pubblico, ma niente da fare. La Procura della Repubblica ha aperto
un'indagi¬ne, ma i lavori per mettere su il palazzo
prose¬guono. Tra tante denunce sono mancate però proposte
concrete per risolvere i problemi.
Carla Piras La Nuova 25 febbraio 2005
Così Cagliari prepara il suo ecomostro.
In appalto traffico, smog e frastuono.
MARCO MOSTALLINO
Accendete i motori e chiudete le finestre di casa: Cagliari sta per
partorire il suo ecomo¬stro. il Comune ha già assegnato
l'ap¬palto per il primo tratto della tangenziale urbana che
partirà da via Cadello, proseguirà per 625 metri di
tunnel sotto Tuvumannu, taglierà via is Maglias, si
infilerà nel canyon di Tuvixeddu, guarderà dall'alto la
necropoli punica, sfiorerà davvero pochi metri i palazzi di
viale Trento e via Rovereto, si man¬gerà il Siotto e
atterrerà in via San Pao¬lo. Portata di traffico massima nei
due sensi: 2.60° veicoli l'ora, più della metà della
tangenziale di Mestre (4mila nelle ore di punta), la strada più
inquinata d'Italia dove per combattere l'impos¬sibile battaglia
contro lo smog la Re¬gione Veneto ha deciso – la scorsa
setti¬mana - di provare con la pioggia artifi¬ciale.
Silenzio sull’inquinamento.
Cagliari però non sa qualle ffetti l'au¬tostrada urbana
avrà sulla salute dei suo cittadini: sconosciute le
riper¬cussioni degli scarichi di auto, ca¬mion e autobotti, del
rumore dei motori perché sull'opera non è mal stata
svolta la valutazione di impatto ambientale. La Commissione
euro¬pea lo aveva richiesto, nel 2001, ma al progettisti è
bastato cambiare la "classificazione" dell'arteria per evi¬tare lo
studio preliminare: tutto leci¬to, tutto facile. Così il
Comune va avanti: il primo lotto della strada è stato dato in
appalto a Coimpresa - Impregilo e Gruppo Cualbu – la stes¬sa
compagnia che costruirà il nuovo quartiere per settemila Vip a
Tuvi¬xeddu, a un passo dalle tombe carta¬ginesi. Perché
è a questo che tunnel e sopraelevata serviranno: a rendere
appetibile l'investimento immobi¬liare, a garantire un'autostrada a
bocca di parcheggio a chi deciderà di comprar casa da sette,
ottocentomila euro a
Negozio con vista sulla storia. Incidentalmente, l'uscita in riva a
Santa Gilla farà crescere anche il valore dei palazzi che
l'Immobiliare Europea (Sergio Zuncheddu, non coinvolto
nell’affare) innalzerà nell’ex-cementeria.
Quartiere record dello smog.
La tangenziale andrà dunque a toccare.. Sant’Avendrace
diventando la camera a gas cittadìna: i dati ufficiali, diffusi
dal Municipio, mostrano che soltanto in febbraio per ben nove volte
nell'aria dei quartiere lo smog - le polveri sottili - hanno superato
la soglia che porta le metropoli del nord alla parziale chiusura al
traffico delle vie inquinate. Lnvece di ridurre, Cagliari raddoppia.
Secondo le previsioni dei progettisti, allegate alle carte degli
appalti, il quartiere ac¬canto alla necropoli porterà nella
zona 5.8OO automobili in più al gior¬no, tra residenti e
lavoratori di uffici, servizi e negozi. Thnnel e sopraele¬vata
spingeranno poi camion, bus, autocisteme e vetture che attual¬mente
passano sulle strade esterne, aggirando Cagliari, a tagliare dritto per
andare dalla Sulcitana all'asse mediano. Un carico di traffico che per
il momento non è stato calcolato ma che andrà a
moltiplicare gli effet¬ti di smog e frastuono a due passi dal
mercatino domenicale del parcheg¬gio regionale di viale Trento.
L'ultimo sacrificio è quasi un sa¬crificio umano: la
demolizione del Siotto. La sopraelevata ha bisogno di spazio per i suoi
piloni e lo storico li¬ceo va demolito. Addio alla scuola, dunque,
che sarà ricostruita più in là, dove non si sa e
quando nemme¬no. Siamo ancora al forse. Ma pazienza, o magari
meglio così. Non sia mai che quei dannati ragazzi imparino
persino cos'è una valutazione. d'impatto ambientale: per Giunta
comunale e i costruttori sarebbe un problema
Sarà il boulevard di Fantozzi
Cagliari costruisce, Roma abbatte. Dopo anni di proteste e di blocchi
stradali di cittadini stanchi della puzza e del rumore, il municipio
della Capitale ha deciso di demolire un tratto della tangenziale est,
nella zona del Prenestino. La sopraelevata, simile a quella che
nascerà tra i colli cagliaritani, passa in mezzo ai palazzi,
proprio comeavverrà per la gran¬de opera affidata a
Coimpresa. Già nel 1994 l'allora assessore al traffico
Walter Tocci impose la chiusura notturna dei tratti di San Lorenzo e
del Nomentano “per permettere ai romani di dormire”. Le
contesta¬zioni sono proseguite negli anni, alimentate anche da una
scena del primo film di Fantozzi dove Paolo Villaggio “prende il
bus al volo" tale è la prossimità del viale
d’asfalto con porte e finestre delgi appartamenti. Ora, il
sindaco Walter Veltroni e l'assessore all'urbanlstica Roberto Morassut
hanno dato il via libera all'affettamento della rumorosissima strada
dove nemmeno i pannelli anti-frastuono collocati ad hoc hanno
migliorato la situazione. Tra qualche mese si comincerà dalle
rampe, per proseguire con interi blocchi di tangenziale nelle zone
prenestina e di San Lorenzo. Bene per noi: il prossimo Fantozzi
sarà girato a Cagliari. (ma. m.)
Il Giornale di Sardegna, 20 febbraio 2005
No al progetto? Cambia il nome e c'è il via libera
La minaccia d’aborto non è mai stata ufficiale. Ma la
genesi dello stradone che taglierà una delle parti più
antiche della città e che farà salire nell'alto dei cieli
scuole, case e smog, è tutt'altro che lineare Un po’ come
la strada stessa. un serpentone grigio e (in futuro) sporco che gira su
se stesso e aggira gli ostacoli che gli si parano davanti.
La presentazione del piano
Tutto ha inizio il 15 marzo 2001, quando l'allora commissario
prefettizio (Delogu si era dimesso per candidarsi al Senato) approva il
progetto preliminare "del primo lotto della strada di collegamento fra
via Cadello e via San Paolo". Un progetto che diventerà
definitivo il 20 giugno del 2002 e che sarà approvato con
deliberazione n. 402. Autorizzazioni ottenute dalle varie
sovrintendenze e deroghe (ammesse dai decreto ministeriale del 5
novembre 2001) accettate anche "se non pienamente conformi" al dettato
della legge.
Passano due anni e il progetto esecutivo della strada viene presentato
in Comune. L'amministrazione civica, prima di licenziarlo, deve farlo
controllare dal Comitato tecnico amministrativo regionale (Ctar): senza
il suo parere il progetto non può essere approvato. Ma il parere
del Ctar non arriva: nella seduta del 16 aprile 2003 il Ctar sospende
"l'adozione del parere di propria competenza (...) richiedendo alcune
integrazioni e chiarimenti in merito alle scelte tecniche effettuate in
relazione alla normativa di riferimento".
Un copione che si ripeterà ancora due volte: il 10 dicembre 2003
il Comitato tecnico amministrativo regionale sospende nuovamente il
parere con le stesse motivazioni e rimanda indietro il progetto.
A quel punto il Comune decide di fare qualche cambiamento. E "per
meglio inquadrare l'opera nell'ambito della rete viaria dell'area vasta
di Cagliari in conformità ai criteri stabiliti dalle Norme
funzionali per la costruzione delle strade'; modifica l'intestazione
del progetto. E quel grande e tortuoso serpentone diventa una semplice
"strada di penetrazione urbana, ferme restando le caratteristiche
geometriche costruttive della strada e mantenendo inalterati gli
elaborati progettuali". Ma l'escamotage non sortisce gli effetti
sperati. E il 22 giugno scorso il Ctar (al quale nel frattempo era
stato rispedito il progetto con il nuovo nome) esprime parere negativo
“in merito al progetto rielaborato"
Ma in via Roma non si arrendono. E chiedono "il riesame urgente del
progetto" per assenza di motivazioni tecniche e per il rischio di
perdere i finanziamenti.
Riesame approvato e il 14 luglio 2004 il progetto ottiene il si del Ctar.
Manca però ancora un passaggio: quello in Giunta comunale per
l'approvazione definitiva. Il governo cittadino si riunisce il 2
settembre scorso e approva il progetto del primo lotto dei lavori per
la strada. Assenti alla riunione il sindaco e l’assessore
all’Urbanistica. I garanti del progetto.
Dieci milioni per iniziare
Quasi dieci milioni di euro per poco più di quattro chilometri
di strada. È questo l'appalto che il Comune di Cagliari ha
bandito il l2 ottobre dello scorso anno e che servirà per il
primo lotto dei lavori per la grande strada che unirà via
Cadello con via San Paolo. Un appalto che dietro il nome del progetto
("Intervento di riqualificazione urbana e ambientale dei colli di
Sant'Avendrace") nasconde un lungo serpentone d'asfalto e cemento
armato che passerà dentro il parco archeologico di Tuvizeddu
prima di sbucare a pochi metri dallo stagno di Santa Gilla.
Il progetto esecutivo dei lavori era stato presentato al Comune qualche
mese prima di quel 12 ottobre: a farlo, la ditta Coimpresa. Che nella
relazione tecnica aveva indicato (sulla base di un accordo di
programma) come costo dell'intervento una cifra che si aggirava attorno
ai 12 milioni di euro. il primo lotto è stato già
assegnato per un importo di 9.648401 euro.
Giacomo Bassi Il Giornale di Sardegna del 20 febbraio 2005
Come ti creo il guaio poi te lo risolvo
Saranno 6848 - secondo il progetto esecuti¬vo del Comune - le
persone che andranno a vivere o lavorare nel nuovo quartiere che
Coimpresa costruirà nei pressi della necropoli di Tuvixeddu. E
qui il piano nato nel febbraio 2OO2 mostra già una prima
anomalia rispetto alle tendenze urbanistiche: Ca¬gliari incoraggia
le famiglie ad ammassarsi nelle zone centrali, quelle più
trafficate, invece che spingerle ad abitare in aree meno congestionate.
Da questa operazione il Mu¬nicipio andrà ad avvantaggiarsi:
in termini di Ici e di tutti gli altri balzelli legati alla residenza o
all'esercizio di attività commerciali. Non a caso il decollo del
progetto di Coim¬presa - quartiere e superstrada urbana –
è stato preceduto dal battage degli amministratori che a
più riprese hanno mostrato come i cagliaritani tendano a
lasciare il ca¬poluogo per trovar casa – a prezzi più
acces¬sibili - nei comuni dell'hinterland. In breve, le casse
municipali si rimpinguano di pari passo con la crescita di
affollamento, smog e traffico.
La seconda singolarità del progetto stilato da un pool di ingegneri e geometri esterni
riguarda i tempi che il cittadino è costretto a trascorrere al
volante. lo studio fa notare che attualmente l'automobilista medio
spende cinque minuti e 42 secondi per percorrere un chilometro e 900
metri nell'area “compresa, grosso modo, dalle vie Is Mirrionis,
Campania, la Vega, San Vincenzo, Me¬rello, Trieste, San Paolo e San
Michele”. Ma, spiegano gli ingegneri, con il nuovo quartiere i
tempi in auto salirebbero a sette minuti e 30. Questo senza la
superstrada urbana la cui costruzione riporterebbe a 5minuti e 24
secondi il tempo di guida per quel benedetto chilometro e 9OO metri.
Tutto logico, tutto corretto. Ben guardandosi dal pensare a nuove linee
di bus, il Comune prima crea il problema - il quartiere con vista
sull'ar¬cheologia - poi, eureka, trova la soluzione: l'ecomostro
senza valutazione di impatto ambientale. Come nel film "il monello". il
bambino rompeva le finestre con le pietre e charlot vendeva i vetri di
ricambio (ma. M.)
Il Giornale di Sardegna 20 FEBBRAIO 2005
Appello a Floris per il multipiano
Decine di firme per la mozione al sindaco contro il nuovo parcheggio di via Manzoni. Residenti pronti a piantare le tende
Una mozione di pubblica assemblea contro il multipiano arriverà
oggi sulla scrivania del primo cittadino Emilio Floris. Otto
consiglieri della circoscrizione e una folta rappresentanza di
cittadini hanno approvato e fìrmato ieri sera un documento in
cui si chiede 1'immediata sospensione delle procedure di assegnazione
dei lavori di realizzazione del parcheggio: Pronti a piantare le tende,
se necessario; e mettere in atto una vera rivolta popolare.
Le ragioni della protesta
In una riunione in cui "brillavano" per l'assenza tutti i consiglieri
di Forza Italia (oltre che dei commercianti della zona interessata e
del mercato, ma riscaldata dagli accorat interventi di tutti gli altri,
aperti a trovare una soluzione da proporre all’amministrazione
pubblica, è '' mancato quasi subito il numero legale, ma non la
voglia di far sentire le proprie ragioni e anche qualche
provocazione: «Viene proibito di fumare le sigarette, ma ci
vogliono costruire una camera a gas proprio di fronte a casa.
L’inquinamento atmosferico e acustico fanno altrettanto
male», ha esordito Gabriella Cauli, una residente. Peccato
però che per l'emissione di polveri sottili non esista nessuna
cartella di divieto. «Nessun piano del traffico ha stabili to che
il parcheggio di via Manzoni è necessario – ha esordito
Tonino Serra esponente della Margherita in consiglio comunale,
intervenuto a favore della mediazione - Il piano urbanistico comunale
votato nel 2001 e il piano commerciale sono nati senza un piano del
traffico, che tuttora non esiste. La vivibilità della
città non è stata presa in considerazione neanche quando
si è affidata la gestione dei parcheggi alla stessa
società che ha gli autobus pubblici.
Una cosa è in contraddizione con 1'altra. Non vi è
concorrenza tra le parti per cui non si è mai puntato a
migliorare i servizi affinché i cittadini fossero più
propensi a usare i mezzi pubblici piuttosto che ‘auto».
Le controproposte
E se di parcheggi si discute in comune dal 1987, sembra che tutto si
sia fermato appunto alle esigenze di vent’anni fa. Ma si è
anche che quando si muove la macchina del danaro è
difficile bloccare la valanga di cemento. Le risorse finanziarie sono
state stanziate e in qualche modo devono essere utilizzate. Pronta la
proposta dei consiglieri di An: struttura ridimensionata con un pano
interrato e due fuori. Ma ai cittadini non piace. Sarebbe solo un
mostro ridotto, dichiarano. Mentre plaudono alla proposta di Tonino
Serra: fare solo i piani interrati, anche se con meno posti auto, e
lasciare il piazzale a spazio verde.
Sabrina Pes Il Giornale di Sardegna 10 febbraio 2005
Il progetto del parcheggio va cambiato
«Nessun residente ha detto che non vuole il parcheggio, solo che
il progetto di oggi non è quello del '95, come dichiara il
Comune». La denuncia parte da Valentina Sanna, vicepresidente di
minoranza della Circoscrizione, durante il dibattito svolto ieri sera
per far incontrare residenti e commercianti dell'area di via Manzoni.
Molti i primi, assenti i secondi. «Meno di tre anni fa il Comune
dichiarava di voler realizzare un parcheggio con due piani interrati e
mantenere in superficie uno spazio aperto destinato a parcheggio»
- rincara la dose Sanna, presentando una delibera comunale del 2002. E
anche un progetto preliminare a misura d'uomo era stato presentato nel
1988 dall'ingegner Morvano Manias, con una piazza in superficie chiusa
da fioriere e tre piani sotto terra dotati di scale e ascensori. Mai
preso in considerazione. «Si preferisce creare mostri
costosissimi, che come tanti altri in città rimangono
inutilizzati – spiega Tiziana Meloni, avvocato del comitato dei
residenti - chiediamo di rivedere il progetto a tutela della salute non
solo di chi ci vive ma anche di chi ci lavora».
Sabrina Pes
Il Giornale di Sardegna 6 febbraio 2005
Giagoni promette: “Nessuna strada abbatterà il Siotto”
Assemblea pubblica infuocata, ma arriva qualche rassicurazione
«È mio interesse che la scuola non venga toccata».
L'assessore provinciale all'istruzione, Gianni Giagoni prende posizione
sul futuro del Siotto. L'occasione è un'assemblea pubblica densa
di umori neri per il futuro dell'istituto, minacciato dalla costruzione
di una megastrada. «Da incontri informali – ha sostenuto
Giagoni - posso dire che il sindaco e 1'assessore all'Urbanistica
Campus hanno manifestato 1'intenzione di salvaguardare
1'istituto».
Le due anime dell'assemblea sembrano destinate a percorrere strade
diverse. Il consiglio d'istituto chiede una variante al progetto: la
scuola non si tocca e la strada deve trovare un altro sbocco, lontano
dall'area scolastica. L’anima radicale capeggiata dal Social
Forum e Legambiente dichiara guerra totale al progetto. «Dobbiamo
bloccare il cantiere qualora iniziassero i lavori»», ha
detto Andrea Olla, rappresentante del movimento. Sotto accusa la
Coimpresa: «Soldi pubblici, problemi pubblici per risolvere
interessi privati - è stato ribadito - la strada serve solo per
gli abitanti degli appartamenti e delle ville che la società si
appresta a realizzare a Tuvixeddu». All'assemblea hanno
partecipato anche numerosi consiglieri comunali dell'opposizione. Sono
intervenuti 1'indipendente Gianni Loy e il capogruppo diessino, Paolo
Frau. «Uno scempio hanno detto - non solo per la scuola ma per
tutti i cittadini».
Cinzia Isola Il Giornale di Sardegna 3 febbraio 2005
Lettera dei cittadini del quartiere di San Benedetto
Al Sindaco di Cagliari
Al Procuratore della Repubblica di Cagliarì A1 Prefetto di Cagliari
All' Assessore all'Igiene e Sanità - Regione Sarda A1 Difensore Civico
Al Sopraintendente ai beni AAAS
All'Azienda USL 8 - Cagliari - Servizio Igiene Ambientale
Al Presidente Circoscrizione San Benedetto – Cagliari
1. Noi sottoscritti, tutti residenti nel quartiere San Benedetto di
Cagliari, a nome proprio e a nome e nell'interesse di quasi la
totalità dei cittadini della circoscrizione, esponiamo quanto
segue.
Poco tempo fa abbiamo appreso dalla stampa e dagli altri mezzi
d'informazione che l'Amministrazione Comunale di Cagliari intende
realizzare un parcheggio multipiano nell'area tra le vie Manzoni e
Carducci (attualmente adibita a parcheggio pubblico rasoterra), della
capienza di circa 450 posti macchina (che con la rotazione
accoglierebbe circa 8000 autovetture al giorno), addossando l'erigenda
costruzione al fabbricato attualmente esistente tra le vie Manzoni -
Leopardi - Carducci, le cui finestre verrebbero così a trovarsi
a distanza di pochi metri.
2. Alla realizzazione di tale opera si sono dichiarati contrari i
residenti della zona, manifestando questo loro dissenso e con la
raccolta di firme già inviate al sindaco e in una riunione
pubblica all'uopo convocata con la presenza dei tre assessori del
Comune interessati alla materia, presso la circoscrizione di S.
Benedetto; il tutto con contestuale richiesta di modifica del progetto,
adducendo le seguenti motivazioni.
A - La zona in cui dovrebbe essere costruita questa megastruttura,
racchiusa tra le tre quasi superstrade cittadine ( via Bacaredda, via
Dante, via Paoli - via San Benedett0) colleganti la zona dì
Cagliari Est con tutto l'interland circostante, a motivo della presenza
del mercato civico di S. Benedetto è già gravata da un
enorme traffico automobilistico, í cui gas di scarico rendono
l'ambiente invivibile e I'aria irrespirabile: cosa avverrebbe quando
venissero convogliate in rotazione col mega parcheggio altre
sei-ottomila auto al giorno? E' evidente che il diritto alla salute dei
residenti del quartiere - diritto primario costituzionalmente garantito
e penalmente protetto - verrebbe ad essere ignorato e calpestato, con
la conseguenza che gli abitanti verrebbero costretti a respirare un'aria
con tassi di inquinamento intollerabili e di molto superiori a quelli
consentiti dalla legge. L' A.S.L. - servizio igiene ambientale - ha mai
fatto rilievi e prelievi nella zona durante le ore di maggior affluenza
al mercato per accertare i tassi di inquinamento? Ha mai provveduto la
civica amministrazione ad effettuare degli studi per stabilire e
accertare quali tassi di inquinamento deriverebbero dall'incremento del
traffico conseguente alla realizzazione del megaparcheggio?
B - Una costruzione di tali dimensioni è inoltre inutile in una
zona già dotata di due parcheggi pubblici: il primo rasoterra
proprio nell'area di cui si discute ( capienza circa 125 autovetture ),
il secondo - di recente costruzione - nell'area dell'ex Istituto
Agrario di via Sant'Alenixedda ( capienza circa 100 autovetture)
inoltre nel sito è adibita a sosta auto tutta la vasta area
attorno al mercato di S. Benedetto con un'ulteriore capienza di circa
250 autovetture. A che pro quindi questa nuova enorme struttura? Non
costituisce uno sciupio di pubblico denaro?
C - Con la costruzione del parcheggio multipiano in aderenza al
fabbricato esistente tra le vie Manzoni-Leopardi-Carducci, si
violerebbero inoltre le disposizioni del codice civile in materia di
distanze e aperture, poiché molte finestre di quel palazzo si
trovano quasi sul confine, quindi non verrebbero rispettate le distanze
né le altezze.
D - Con la costruzione suddetta inoltre si violerebbero le norme sulla
conservazione e la tutela dell'ambiente e del paesaggio dal punto di
vista estetico: verrebbe infatti ad essere stravolto tutto l'assetto
architettonico della zona costituito in buona parte da palazzi di
pregio dell'inizio del secolo scorso, con particolari caratteristiche
costruttive e con lo stile architettonico dell'epoca, il tutto
costituente un bene collettivo degno di protezione e di conservazione.
Sarebbe questa la città turistica che la civica amministrazione
intenderebbe realizzare?
Per tutti i motivi sopraesposti, noi sottoscritti chiediamo che le
Autorità a cui il presente è diretto, ciascuna
nell'ambito delle proprie specifiche competenze, intervengano a norma
di legge a tutela dei diritti tutti dei cittadini, e in particolare a
tutela del diritto alla salute, avendo ciascuno la neccessità di
vivere in un ambiente accettabile non respirando un'aria ammorbata
dagli scarichi delle macchine satura di gas e dì poveri sottili
che minano e distruggono gli organi e la vita delle persone. Sono
queste richieste e diritti primari tutelati dalle leggi - e non certo
argomenti strumentali con scopi di natura partitica ed elettoralistica,
come da qualcuno è stato affermato e dichiarato al giornale
L'Unione Sarda, il tutto come ampiamente specificato
nell’articolo comparso in cronaca di Cagliari il giorno 31
dicembre 2005,
Cagliari, 2 febbraio 2005
Floris “Vogliono boicottare la città”
Il sindaco: Gruppi politici strumentalizzano le proteste
Proteste e contrproteste. Comitato pro e comitati contro: Petizioni a
favore e raccolte di firme per opporsi. Cagliari vive i moti del 2005:
Da mesi non c'e opera pubblica, che non venga contestata da una parte e
difesa dall'altra: Progetti discussi in consiglio comunale,
spesso approvati con il voto di maggioranza e opposizione (è il
caso del Piano triennale delle opere pubbliche contestati proprio alla
vigilia dell'apertura dei cantieri. Che cosa succede? La città
senza voce si ribella? 0 è solo l'inizio di una lunga campagna
elettorale?
Il sindaco Emilio Floris dice che sapeva tutto: Che «era evidente
che qualcuno stava strumentalizzando la protesta di pochi per creare
comitati che hanno 1'unico obiettivo di boicottare le opere pubbliche.
Che «hanno iniziato a bloccare viale Merello”, poi
«piazza Giovanni» e ora «il parcheggio di via
Manzoni, «la ztl di Castello» e 1’asse «Cadello
- San Paolo». E' certo che «tenteranno di bloccare tutto
quello che faremo».
Non è sorpreso il sindaco, dall'annuncio di sette associazioni e
movimenti di istituire un Forum ambientale che contrasti la, politica
urbanistica e ambientale dell'attuale governo cittadino ed elabori
proposte alternative e, sostenibili. Dice che in modo subdolo erano in
azione da tempo ed ora si sono semplicemente resi manifesti».
Stranamente «proprio nell'anno in cui stiamo concretizzando molte
cose». Ma la suaa reazione è comunque dura.
NO ALLE STRUMENTALIZZAZIONI.
Sono sempre disponibile a rapportarmi con i cittadini di cui ho massimo
rispetto afferma pesando le parole. «Ma non sono disposto ad
assecondare movimenti politici estranei al consiglio comunale che
dicono di rappresentare i cittadini ma in realtà li usano e li
strumentalizzano con 1'unico obiettivo di boicottare le opere pubbliche
che cerchiamo di realizzare. Il loro obiettivo è rallentare, il
mio accelerare». Segue un aneddoto. " Raffaele Lorrai»
racconta, «ha partecipato ad alcune assemblee per confrontarsi
con i cittadini sul parcheggio di via Manzoni. Si è reso conto
che a parlare erano non comuni cittadini, ma soprattutto rappresentanti
di gruppi, associazioni e movimenti chiaramente riconducibili al
centrosinistra: Allora é chiaro che le proteste si stanno
strumentalizzando».
PARCHEGGIO A PREZZI BASSI
Anche perché, osserva il sindaco, “Ad esempio Via
Manzoni è unprogetto del ’95 del quale si è
ampiamente discusso in consiglio comunale e sul quale anche in passato
ci sono stati confronti. Ora che stiamo per assegnare i lavori tutto
torna in discussione. Nessuno, sostiene il sindaco, dice che i contrari
sono una netta minoranza rispetto ai favorevoli né che il
parcheggio di via Manzoni come probabilmente quelli di via Cammino
Nuovo e via Roma, sarà realizzato interamente con soldi pubblici
e che i residenti avranno la possibilità di parcheggiare con
trenta euro al mese.
SUL SIOTTO DISPOSTO A TRATTARE.
Eppure, anche, il sindaco qualche dubbio su alcune opere ce l'ha. Sul
viadotto che taglia un pezzo del Siotto ad esempio:
«L’abbiamo ereditato, ora lo stiamo concretizzando.
Possiamo discuterne ma questo non significa assecondare la politica
della distruzione sistematica. “Siamo stati eletti per governare.
Io con le parti politiche mi confronto, ma solo in consiglio”.
F. Ma. La Nuova Sardegna 1 febbraio 2005
Le opere previste e quelle contestate
Opere pubbliche in quantità industriale. Molte. Tanto che,
già 1'anno scorso, Cagliari ha avuto il record della spesa dei
fondi, come ha attestato qualche settimana fa uno studio del Cresme-Il
Sole 24 ore. E se il 2003 e il 2004 sono stati da record, il 2005
sarà meglio: tra 200 e 250 milioni di euro gli appalti da
assegnare. Molti dei quali contestati soprattutto perché
estemporanei e non figli «di una pianificazione
complessiva»: Ecco le principali opere pubbliche programmate.
Dopo lo stop forzato causa alberi (salvati), inizieranno i lavori di
manutenzione straordinaria di piazza Giovanni XXXIII. A febbraio
è in calendario 1'inizio dei lavori per la costruzione del
contestato multipiano di di via Manzoni: 400 posti auto; quattro piani
di cui tre fuori terra. Ad aprile via ai lavori di ristrutturazione del
reparto ittico del mercato di San Benedetto. Giugno dovrebbe essere il
mese dei percorsi meccanizzati verso Castello. Ascensori, tapis roulant
e scale mobili, sono tra i progetti più invisi agli
ambientalisti. Luglio é invece il mese in cui dovrebbero
iniziare i lavori di costruzione della strada che collegherà via
Cadello a via Maglias: E' il primo lotto del viadotto che
attraverserà Tuvixeddu in galleria e terminerà in via San
Paolo. La seconda tranche, quella che dovrebbe rubare un pezzo del
Liceo Siotto, è contestata. A settembre è previsto il via
ai lavori per il parcheggio interrato di piazza Nazzari, 400 posti
auto, a Ottobre via alla nuova piazza che sorgerà. tra il T
hotel e il teatro civico, sotto la quale è stato progettato un
altro parcheggio interrato da 200 posti. A novembre aprirà il
cantiere per la costruzione della bretella di collegamento da via dei
Tritoni a via Tramontana, a dicembre dovrebbe iniziare la costruzione
della nuova sede del Comune in via San Sauro
F. Ma. L’Unione Sarda 1 febbraio 2005
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