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Febbraio 2006


  • 23 febbraio 2006 Accordo per il multipiano. Ecco il nuovo progetto  [...]

  • 22 febbraio 2006 Tuvixeddu, la guerra dimenticata  [...]

  • 20 febbraio 2006 Il comune vuole pure i negozi nel multipiano di via Manzoni  [...]

  • 16 febbraio 2006 L’assessore scopre il tunnel  [...]

  • 1 febbraio 2006 Interrogazione sui lavori del tunnel per Tuvixeddu [...]




Accordo per il multipiano. Ecco il nuovo progetto

Due livelli seminterrati e un giardino: così il Comune vuole venire incontro ai residenti

Marcello Zasso Il Giornale di Sardegna 23 febbraio 2006

In via Manzoni sorgerà il multipiano della pace. È pronto un nuovo progetto che accontenta tutti: due piani sotterranei e uno solo esterno, coperto da un giardino. Questa mattina, durante la seduta della Giunta comunale, dovrebbe arrivare il lieto fine a una vicenda tribolata: all'ordine del giorno c'è la delibera sul parcheggio di via Manzoni. Il trionfo della partecipazione popolare ha portato a  una soluzione condivisa da tutti: residenti, commercianti, associazioni e amministratori. Ma è stato un parto molto travagliato. Dopo un lungo braccio di ferro tra il Comune e i cittadini si era arrivati allo scontro fisico e alle manganellate pur di portare avanti il progetto di un parcheggio nello spiazzo tra via Manzoni e via Carducci. Un mostro di cemento che avrebbe dovuto prendere il posto di uno spiazzo asfaltato, uno stravolgimento che i residenti avevano cercato di bloccare in ogni modo. Prima che partissero i lavori la soglia d'attenzione era altissima per riuscire a bloccare l'intervento: associazioni e comitati di cittadini presidiavano il piazzale per evitare che il Comune portasse avanti il progetto, che prevedeva la costruzione di uno stabile di due o tre piani da destinare a parcheggio. Quando la ditta incaricata stava per cominciare i lavori la tensione era sfociata in scontri fisici, con la polizia che aveva allontanato in modo duro i manifestanti. Dopo il polverone ci fu la marcia indietro dell'amministrazione, che decise di ascoltare tutti i pareri per trovare una soluzione adatta alle varie esigenze. L'idea più semplice, sistemare la maggior parte dei parcheggi sottoterra, sembrava la più difficile a causa di problemi tecnici. Adesso e tutto superato, i sopralluoghi hanno dato riscontri positivi e il Comune ha deciso: due piani sotterranei.

DAL LIVELLO della strada sorgerà un solo piano esterno e sopra verrà sistemato un giardino, una scelta che potrà accontentare le madri e i pensionati che chiedevano al Comune uno spazio verde al posto del mega parcheggio. Se tutto fila liscio e questa mattina la Giunta approva la delibera, non ci saranno più ostacoli alla costruzione, la pratica non dovrà neanche tornare in Consiglio comunale e i lavori potranno partire subito. Gli operai della ditta che deve eseguire i lavori sono già pronti (aspettavano solo di sapere cosa doveva costruire) e la nascita del multipiano, così come è prevista dalla nuova delibera, sarà anche più semplice . perché gli operai dovranno scavare di più e costruire di meno. La Giunta è riuscita in extremis a trovare una soluzione condivisa, nata dalle contestazioni molto dure per il mancato coinvolgimento dei cittadini. La mobilitazione popolare è servita a bloccare l'intervento previsto inizialmente.

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Tuvixeddu, la guerra dimenticata. La necropoli è coperta di rifiuti

Copertoni d'auto, rifiuti edili e sterpaglie giacciono accanto a tombe di 2.500 anni fa.

Residui di materiali inerti, montagne di copertoni d'auto semiincendiati, sterpaglie. E questo lo scenario che la zona archeologica di Tuvixeddu offre agli occhi di chi, nella tranquillità di una domenica mattina, si introduce dal buco della recinzione metallica in via Vittorio Veneto per capire lo stato delle cose. Abbandono è la parola più adatta per descrivere quella che sarebbe dovuta diventare una delle zone di maggiore pregio storico della città.

E non è una novità, perché così è sempre stato. La tangenziale a quattro corsie - l'ecomostro che sarebbe dovuto passare in mezzo al canyon di Tuvixeddu e che avrebbe reso necessario l'abbattimento della scuola media Spano e di un'ala del liceo Siotto - non è stato più fatto. Il buon senso, oltre alle proteste dei cittadini, ha prevalso al fine di tutelare la necropoli fenicio-punica più grande del Mediterraneo e farne un parco archeologico sull'esempio di quello di Montessu, dove si trovano le celebri Domus de Janas.

EPPURE, a nulla sono servite tutte le parole spese, forse per riconquistare il consenso di un quartiere intero, quello di Sant'Avendrace, che si era rivoltato contro l'amministrazione cittadina. I lavori, per ora, vanno avanti soltanto per portare a termine il tratto di galleria che unirà via Cadello con via Is Maglias attraversando il colle di Tuvumannu. Per la necropoli invece, da decenni facile preda dei tombaroli, non e cambiato sostanzialmente un granché. Colpisce così l'idea di poter camminare accanto a decine di sepolcri scavati nella roccia e vecchi di 2.500 anni, e pensare che chiunque potrebbe farvi ciò che vuole. Compreso ammassare decine di copertoni proprio a pochi metri da due tombe. E poi mucchi di sterpaglie e i resti di materiali di chissà quali lavori edili. Per ricordare che per la necropoli di Tuvixeddu, nonostante lo sbandierato progetto di realizzare una nuova area di pregio, non è stato ancora mosso un dito. E.P. Il Giornale di Sardegna 22 febbraio 2006

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Il Comune vuole pure i negozi nel multipiano di via Manzoni

Jacopo Norfo Il Giornale di Sardegna  20 febbraio 2006

Non solo parcheggi, ma anche negozi nel nuovo multipiano di via Manzoni. Un'area commerciale a ridosso dei posti auto seminterrati, e una grande isola pedonale in piazza Galilei. La proposta del Comune fa discutere, e mette in allarme i residenti di San Benedetto che nei giorni scorsi avevano chiesto un incontro urgente col sindaco Floris. Mal'assessore comunale all'Urbanistica Gianni Campus ha un sogno e non lo nasconde: «Il progetto è ancora allo studio- ricorda- ma a mio parere la soluzione ideale per rivitalizzare il quartiere è creare una galleria di negozi sotto il multipiano. Un passaggio perfetto verso via Carducci, o meglio una passeggiata che porterebbe i cagliaritani da via Tiziano verso piazza Galilei in mezzo ai negozi e alle attrattive. In questo modo l'area del multipiano sarebbe viva non solo il giorno ma anche la notte». Secondo l'assessore ci sarebbe poi da ridisegnare tutta Ia mappa del traffico attorno al mercato di San Benedetto: «Piazza Galilei oggi non ha un volto all'altezza di quello che invece meriterebbe sostiene Campus- rendendola un'isola pedonale può diventare un'altra grande piazza aperta alla città. Questi sono progetti che naturalmente vanno discussi insieme ai residenti, ma sarebbe opportuno permetterebbe l'ingresso in piazza Galilei solo a poche vetture autorizzate. Ma da via Monti sino a via Paoli bisogna creare un sistema viario in grado di attrarre i consumatori verso i negozi e rendere viva un'area strategica della città».

NEL FRATTEMPO il parcheggio di via Manzoni è un grande cratere a cielo aperto, a quasi un anno dalle proteste e dagli scontri con la Polizia. E gli abitanti della zona, in attesa di un nuovo confronto con Ia giunta Floris, denunciano la comparsa di nuovi cartelli nell'area dei lavori, che contengono dati e indicazioni comprensibili forse soltanto dall'impresa. E nessuno a San Benedetto ha qualche certezza ne’ su come sarà realmente il nuovo progetto del multipiano, ne’ sulla data della fine dei lavori. Quel recinto in via Carducci è insomma pieno di interrogativi e nodi ancora irrisolti. L'idea di un multipiano in stile internazionale, con un'area commerciale nel ventre della struttura, suscita per adesso tíepide perplessità. «L'ipotesi di fare del commercio dentro il multipiano è una pessima idea- attacca Andrea Olla del comitato- non vorremmo che fossero delle penali che il Comune deve pagare per tr arre comunque dei profitti su quest'opera che inizialmente era stata tanto contestata nel quartiere. Noi aspettiamo ancora chiarezza sulle altezze e questo silenzio comincia a preoccuparci davvero».

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L’assessore scopre il tunnel

Tuvixeddu. Elisabetta Pilia accoglie l’invito a valutare l’impatto del progetto.

Il piano paesistico regionale forse esclude il viadotto

CAGLIARI.  Lavori per il tunnel inutile, si scrive un nuovo capitolo. Ieri l'assessore regionale ai Beni culturali, Elisabetta Pilia, ha deciso di sacrificare 1'ora di pranzo per andare a fare un sopralluogo nella zona archeologica di Tuvixeddu: dopo un primo sguardo d'insieme; ha deciso che approfondirà 1'intera questione per stabilire il da farsi. Un sopralluogo che Legambiente chiedeva da tempo, ma che per i tanti impegni dell'assessore si è sempre stati costretti a rimandare. Ieri, 1'assessore ha finalmente deciso di mettere mano alla questione. Un sopralluogo condotto in tutta tranquillità a cui ha partecipato anche l'assessore comunale all'Urbanistica, Nanni Campus, accompagnato da alcuni tecnici dell'assessorato. “Volevamo che l'assessore Pilia si rendesse conto di quale fosse per questa zona la situazione di pericolo - dice Cinzia Frau, del circolo Il grillo di Legambiente -. Una volta costruito, il tunnel inutile non passerà solo davanti alle case di via Castelli, nella zona di Tuvumannu, ma arriverà sin qua”. Cioè sino a una zona, quella chiamata anche del canyon, dal pregio ambientale e archeologico incomparabile, tanto che su di essa c'è non solo un vincolo paesistico, come del resto anche nella parte di Tuvumannu, ma anche quello archeologico. Significa che qui - va avanti Cinzia Frau -l'attenzione deve essere doppia». Tanto più adesso che col nuovo piano paesaggistico regionale, osservano da Legambiente, «si parla di duecento metri di rispetto per le zone archeologiche». A Tuvixeddu, a prescindere da ciò che dice il nuovo piano, c'è stato rispetto? «No», è la risposta di Legambiente. E dato che altri sulla questione si sono mostrati insensibili,l'associazione ambientalista cerca un alleato nell'assessore ai Beni culturali. «Abbiamo cominciato il tour partendo dalla vecchia fabbrica di calce racconta Cinzia Frau - l'assessore è rimasta senza fiato quando ha visto il bel panorama: da una parte la laguna di Santa Gilla, davanti il mare...». E più in là ancora i resti delle tombe puniche, molte delle quali perse per inciviltà dell'uomo: «L'assessore s'è limitata ad ascoltare in silenzio e a osservare il patrimonio custodito in questo pezzo di città - va avanti Legambiente -. Sulla possibilità che una strada possa attraversare il colle e uscire in via Vittorio Veneto s'è però mostrata perplessa». Si è riservata di approfondire lo studio dei progetti di viabilità in corso e la loro compatibilità con le nuove norme del piano paesaggistico.

Sabrina Zedda, La Nuova Sardigna 16 febbraio 2006

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Interrogazione sui lavori del tunnel per Tuvixeddu

CAGLIARI. Nel giardino condominiale situato vicino ai lavori del tunnel (che dall'area di via Castelli arriverà sino al colle di Tuvixeddu) c'è un albero che sta cedendo. Lo ha detto Marisa Depau (Ds) in una interrogazione al sindaco Emilio Floris: <La situazione è critica perché vuol dire che c'è un ulteriore cedimento del terreno». Sull'argomento, ha continuato Depau, il responsabile della sicurezza ha mandato una nota in cui si precisa che non si escludono ulteriori cedimenti. L'assessore Gianni Campus (Urbanistica) ha poi precisato che si era trattato di una comunicazione per dire che forse sarebbe stato necessario transennare altre aree. Campus ha anche informato che il direttore dei lavori ha escluso che ci siano situazioni di pericolo. Durante il dibattito Pier Giorgio Meloni (Ds) ha sottolineato che occorre una parola sicura e Gianni Loy (gruppo misto) che in cinque giorni la situazione si è aggravata. Mentre Anselmo Piras (capo gruppo di Forza Italia) ha precisato che se ci fosse stata una situazione reale di pericolo, il direttore dei lavori avrebbe fermato il cantiere e preso misure più radicali. Tra gli altri sono intervenuti Gialeto Floris (An), Salvatore Mereu (Forza Italia) e Rita Carboni Boy (Margherita). A fine serata è stato approvato il progetto turistico "Cagliari vola" per escursioni aree con ultraleggeri.

La Nuova Sardegna 1 febbraio 2006

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