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Gennaio 2005


  • 28 gennaio 2005 Affollata assemblea contro il multipiano. Ma si prepara anche un'iniziativa a favore. Via Manzoni. Il Comitato nomina un legale [...]

  • 27 gennaio 2005 La regione chiede il progetto per vederci chiaro [...]

  • 25 gennaio 2005 Lettera a Floris, giovedì assemblea. «No al parcheggio» Pressing sul sindaco. [...]

  • 22 gennaio 2005 Non sarà una colata d’asfalto. Il progettista: Il tracciato della strada si può cambiare [...]

  • 21 gennaio 2005 Muro contro muro sul megaparcheggio [...]

  • L’associazione Cagliarimonamour replica all’assessore Angius sulla presenza di polveri sottili in città.  [...]

  • 20 gennaio 2005 Elementari: A rischio per i lavori anche il De Amicis. [...]

  • FERMATE QUELLA CIRCONVALLAZIONE. L’asse mediano non passerà sopra le nostre teste. [...]

  • Comune: Sarà potenziato il sistema di rilevamento atmosferico. Inquinamento sotto controllo. [...]

  • 14 gennaio 2005 Tuvixeddu e la strada degli interessi. Nuovo appello ambientalista contro l’operazione immobiliare [...]

  • 15 gennaio 2005 Accordo Regione-Coimpresa; stop all'ecomostro di Tuvixeddu [...]

  • 5 gennaio 2005 Il lungo parto di Tuvixeddu [...]

28 gennaio 2005

Affollata assemblea contro il multipiano. Ma si prepara anche un'iniziativa a favore. Via Manzoni. Il Comitato nomina un legale

Ora in via Manzoni arriva l'avvocato. Gli abitanti di San Benedetto contrari al multipiano, si sono riuniti ieri in assemblea ed hanno nominato un legale che tutelerà i loro interessi. E avrà il compito di trovare tutte le strade possibili per impedire la costruzione del mega parcheggio i cui lavori dovrebbero iniziare tra qualche settimana. In primis un ricorso al Tar.

I residenti di via Manzoni e via Carducci sono così determinati che hanno minacciato di mettere in pratica, nei prossimi giorni, azioni dimostrative, ad esempio il blocco dell'ingresso delle auto nell'attuale parcheggio.

Intanto negano che ci sia un muro contro muro tra loro ed i commercianti. ´Non siamo in guerra con nessuno' spiegano, ´tanto meno con gli operatori del mercato. Qui è in gioco la salute di tutti, un diritto che deve unire le persone e non dividerle. I commercianti devono ricordarsi che i primi clienti abituali dei negozi e del mercato siamo proprio noi. Quel parcheggio non risolverà di certo i loro problemiî.

Durante l'assemblea popolare di ieri, che si è svolta nella sede della Circoscrizione ed è stata presieduta dal consigliere Valentina Sanna (Margherita), gli aderenti al Comitato spontaneo hanno annunciato di aver dato mandato all'avvocato Tiziana Meloni già presidente della Circoscrizione di San Benedetto dal '94 al 98', già consigliere comunale e attualmente Consigliere Federale Nazionale dei Verdi, di tutelare i loro interessi davanti al Tar. Il primo passo del legale sarà l'acquisizione di una copia di tutti gli atti riguardanti il parcheggio. Sulla base di ciò che vedrà, valuterà la possibilità di un ricorso. ´Chiederò all'amministrazione', spiega Meloni, ´se sia, mai stata fatta una analisi della domanda di sosta per capire quali siano effettivamente le reali esigenze di parcheggio nella città di Cagliari'.

La vicenda passa dunque nelle mani degli avvocati ma i cittadini, non paghi, hanno minacciato di mettere in pratica, nei prossimi giorni, anche azioni dimostrative quali il blocco dell'ingresso del parcheggio tramite cordone umano. I contestatori hanno inoltre inviato una lettera alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Cagliari per chiedere ´che il palazzo Ex-Incis, edificio risalente ai primi del Novecento sia posto sotto tutela e non sepolto da quattro piani di cemento'.

Sull'altro fronte, gli operatori del mercato e i commercianti, assenti all'assemblea .di ieri, stanno promuovendo una campagna in senso opposto. Favorevoli alla realizzazione del nuovo parcheggio si sono detti anche Anselmo Piras e Francesco Masia, del gruppo consiliare di Forza Italia, i quali hanno espresso solidarietà, nei confronti della Giunta e dell'assessore ai Lavori Pubblici Raffaele Lorrai, per progetto definito "irrinunciabile".

Paolo Loche  [L’Unione Sarda]

La regione chiede il progetto per vederci chiaro

CINZIA ISOLA KIl Giornale di Sardegna 27 febbraio 2005
Dopo le polemiche sull’ecomostro, anche la Regione vuole vederci chiaro. Una strada tumultuosa e piena di insidie quella che il Comune si appresta a costruire. Dopo il semaforo rosso di cittadini, ambientalisti, social fo¬rum, insegnanti, genitori e studenti del Siotto, scatta l'arancione dell'as¬sessorato all'ambiente: fermi tutti, si apre un'inchiesta.
Le prime indiscrezioni, filtrate nella mattinata di ieri nel corso di un'assemblea pubblica, hanno tro¬vato conferma nelle parole dell'as¬sessore all'ambiente, Tonino Dessi che annuncia: “È vero, ho richiesto la documentazione relativa al pro¬getto. Si tratta più precisamente di un'attività di verifica e controllo su tutti gli atti relativi alla nuova stra¬da”. Solo una formalità prima dell'avvio dei lavori, ormai imminen¬ti? “Il primo passo è verificare le competenze della Regione. Capire se, e in che modo, l'organo regiona¬le può intervenire. Poi si vedrà”.

Due assessorati
La decisione di fare chiarezza, coinvolgerà anche altri assessora¬ti nell'operazione di verifica. As¬sessorati all'istruzione e al lavori pubblici, in primis. Un intervento tardivo, a cose fatte e, forse, inuti¬le? “La decisione - spiega Dessi - di compiere le opportune verifiche è maturata a seguito delle sollecita¬zioni di cittadini, associazioni e comitati. Sollecitazioni a cui cer¬cheremo di dare risposte nel ri¬spetto delle nostre competenze istituzionali”.
Una volontà che la settimana prossima diventerà realtà. “Lune¬di si aprirà il fascicolo. Verranno fatte tutte le richieste agli uffici competenti e cercheremo di stu¬diare le eventuali possibilità di intervento”, dice ancora l'assesso¬re.

Il primo appalto
Intanto il verde, di una strada sen¬za semaforo, è già scattato. Per la Coimpresa che si appresta a co¬struire il primo lotto da 10 milioni di euro. Per il comune che ha ap provato il progetto lo scorso set¬tembre dopo un lungo iter, durato tre anni. il Comitato tecnico am¬ministrativo regionale ha espresso per due volte parere negativo. Il progetto, strada facendo, cambia nome e la superstrada diventa strada di penetrazione urbana. A luglio la svolta. il Ctar, dice si al progetto e la Giunta lo approva il 2 settembre 2004, le sollecitazioni delle associazioni e dei comitati spontanei spingono quindi la reione verso un impegno preciso. il controllo delle procedure e degli atti che hanno portato alla proget¬tazione e approvazione dell'enne¬simo pilastro della teoria autocen¬trica. Strade e parcheggi, multi¬piano e sotterranei. Una città per le macchine, in transito e in sosta. "il progetto è passato grazie ad un escamotage" E stato detto da più parti nelle ultime settimane. Ed è questo il nodo che l'assessorato all'ambiente si appresta a scio¬gliere. l'a strada diventata "a due corsie" evita la valutazione di im¬patto ambientale, obbligatoria in caso di quattro corsie. Una strada che diventa piccola solo sulla car¬ta. Da qui le proteste dei cittadini e delle associazioni ambientali, contrari alla nuova colata di ce¬mento sul futuro parco archeolo¬gico e naturalistico di Tuvixeddu. E poi studenti, genitori e inse¬gnanti del liceo classico Siotto, che rischia la parziale demolizione. In tanti hanno detto no alla strada. Ora, l'eco della protesta arriva in via Roma.

25 gennaio 2005

Lettera a Floris, giovedì assemblea

«No al parcheggio» Pressing sul sindaco.

Non si placano le polemiche sul parcheggio multipiano di via Manzoni. A pochi giorni di distanza dall'infruttuoso faccia a faccia tra 1'assessore ai Lavori Pubblici Raffaele Lorrai e gli esponenti del Comitato spontaneo contro il maxiparcheggio, i cittadini di via Manzoni e via Carducci, sostenuti dalla Circoscrizione, hanno indetto per giovedì prossimo una nuova assemblea popolare Il vertice si svolgerà alle 16 nella sede della Circoscrizione (in via Lione 3, a Genneruxi) .

«Ci rivolgiamo al sindaco, il quale da modico conosce bene i rischi per la nostra salute, affinché provveda con urgenza a sospendere cautelativamente la realizzazione del parcheggio. Chiediamo all amministrazione di essere coinvolti nella stesura del nuovo progetto, e non tenuti all'oscuro di tutto, come sempre accade».

È questo, in sintesi il contenuto dell'appello che i cittadini di san Benedetto hanno lanciato al sindaco Emilio Floris. Un'altra lettera è stata inviata invece all'assessore Raffaele Lorrai (Lavori Pubblici). «Grazie a quel parcheggio – recita il testo della missiva - saremo costretti a respirare i gas di scarico delle auto, le quali occuperanno una zona, già altamente urbanizzata ed inquinata sia dal punto di vista atmosferico che acustico». «Per un parcheggio di tale portata, spiegano i cittadini- ci vuole uno spazio più idoneo e aperto, non rinchiuso tra palazzi abitati da persone che non potranno più aprire le finestre. L'amministrazione, inoltre, non ha tenuto conto della presenza, in via Carducci, di alcuni edifici storici, risalenti ai primi del `900, palazzi che dovrebbero essere salvaguardati e non ricoperti di fuliggine. Per questo motivo ci appelleremo anche alla Sovrintendenza ai beni culturali affinché blocchi subito l'inizio dei lavori».

I cittadini hanno avviato anche una, nuova raccolta di firme, la terza in due anni, la quale ha già ottenuto in pochi giorni più di 200 sottoscrizioni.

L'assemblea di giovedì, l'ennesima, servirà per fare il punto della situazione e per convogliare in un'unica voce le tante proteste di singoli o gruppi.

I consiglieri della circoscrizione per la prima volta tutti d'accordo, si sono schierati al fianco dei cittadini.

(p. l. [L’Unione Sarda]

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22 gennaio 2005

Non sarà una colata d’asfalto

Il progettista: Il tracciato della strada si può cambiare

«Stiamo parlando di un progetto preliminare che l'amministrazione può modificare a suo piacimento, formulando nuove ipotesi e variando il tracciato». Parole tranquillizzanti, pronunciate da chi ha progettato il ponte d'asfalto che passerà attraverso il parco di Tuvixeddu. Paolo Piu, ingegnere incaricato di mettere a punto il progetto: «Sto leggendo i commenti più disparati, critiche giuste ma anche qualche inesattezza, perché è sbagliato parlare di circonvallazione o di strada a scorrimento veloce. È questa la premessa da cui partire».

IL PROGETTO

 In realtà, spiega il professionista, si tratta di una strada urbana, classificata con la sigla E in base alla normativa vigente, «con sole due corsie e 1'aggiunta di due piccoli tratti laterali di 2 metri ciascuno per le soste di emergenza. In linguaggio tecnico si chiama strada di penetrazione urbana, con limiti di velocità di 50 chilometri all'ora». Non ci saranno intersezioni a raso né semafori lungo i 3 chilometri del viadotto, che si potrà, percorrere a una media costante, entro i limiti previsti dal Codice della, Strada. Un po' come transitare in viale Merello, per esempio, e infatti nel progetto non è previsto nessun rettilineo, ma una strada con curve che attraverserà il nuovo parco passando attraverso il canyon di Tuvixeddu. Un serpentone che; partendo da via Cadello, si snoda lungo le vie Is Maglias e Falzarego; per poi confluire in via San Paolo. L'altezza prevista per il sopraelevata, nel tratto più contestato vicino al Siotto, è di 7 metri rispetto all'asfalto, con il viadotto che passerà sopra i parcheggi della Regione. Senza alcun bisogno eliminare la piazza. Per cui saranno salvi gli alberi e anche il mercatino domenicale».

Previste anche barriere antirumore lungo tutto il tracciato. Le contestazioni maggiori però non sono concentrate tanto sul primo lotto; da via Cadello a via Is Maglias, già andato in appalto, quanto sugli altri due. «Per quanto riguarda via Falzarego» prosegue Piu, «il progetto riprende il Piano regolatore comunale e prevede la creazione di un piccolo tunnel lungo 100 metri, senza che venga interessato alcun edificio».

LE SCUOLE

E qui cade anche la seconda pregiudiziale: le scuole De Amicis e Spano rimarranno al loro posto senza subire alcun danno. Più complessa la situazione del Siotto, «per il quale è stato previsto il sacrificio di 3 0 4 aule. Nelle immediate vicinanze però, prima di abbattere eventualmente quelle interessate, ne saranno realizzate delle nuove collegate direttamente all'istituto». È facile immaginare che i problemi maggiori saranno proprio quelli relativi all'ultimo tratto, nonostante in queste settimane i tecnici. stiano studiando proposte alternative. Giovanni Maria Campus, assessore all'Urbanistica, è possibilista: «Il progetto definitivo non è stato ancora approvato, stiamo valutando diverse ipotesi e posso affermare fin d'ora che non verranno prese decisioni che vanno contro l'interesse dei cittadini».

LA CIRCOSCRIZIONE

Pensiero condiviso dal presidente della Circoscrizione di Sant'Avendrace Edoardo Tocco, secondo cui «la politica dei parlamentini dev'essere questa: mostrarsi sensibili alle esigenze del quartiere evitando di portare avanti determinati progetti se la gente non è d’accordo. Il Consiglio si farà portavoce del volere dei residenti. A loro dobbiamo rendere conto del nostro operato.

Mauro Caproni [L’Unione Sarda]

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L’associazione Cagliarimonamour replica all’assessore Angius sulla presenza di polveri sottili in città. Cagliari città inquinata?

CAGLIARI. "La formazione e la persistenza delle polveri sottili è legata anche al traffico veicolare e un serio intervento per la riduzione dello smog non può prescindere dall'affrontare in modo strutturale, organico e complesso questo problema.

Lo ribadisce il collettivo Cagliarimonamour riferendosi alle dichiarazioni dell'assessore comunale ai Servizi tecnologici, Giorgio Angius, sui livelli dei PM1O in città: "pur condividendo le preoccupazioni sul gran numero di caldaie a gasolio e pur trovandosi assolutamente d'accordo sulla necessità di trovare altre forme di riscaldamento meno inquinanti". Escludere a priori la connessione auto-PM10 - è scritto in una nota del collettivo - è a nostro avviso sbagliato. Uno sguardo ai livelli di smog dei mesi di agosto e settembre 2004 - quindi con gli impianti di riscaldamento spenti - solleva parecchi dubbi: utilizzando i criteri attualmente in vigore, solo a settembre ci sono state 8 giornate in cui i valori dei PMlO hanno superato la soglia massima dei 50 micron a metro cubo e 11 giornate in cui è stato superato l'obiettivo di qualità dei 40 micron. 19 giorni su 30 in cui l'aria di Cagliari era insalubre".

Il collettivo confida nella competenza e nell'impegno mostrati, anche in questa circostanza, da Giorgio Angius per un pronto coinvolgimento degli assessorati e delle funzioni competenti alla soluzione della questione traffico-smog. "Non è semplice anche se il Piano del traffico del Comune mostra, comunque; la volontà di metterci mano. Servirebbe però maggiore coraggio - conclude la nota del collettivo - nel dire qualche "no" alla potente lobby dell'auto, che gode di tantissimi alleati altrettanto potenti come, ad esempio, i commercianti del centro città".

Il collettivo Cagliarimonamour martedì aveva diffuso una serie di dati sull'inquinamento da polveri sottili (PM10) registrati nelle prime due settimane di gennaio. Da queste rilevazioni risulta che in alcune zone della città (piazza Sant'Avendrace viale Ciusa viale Diaz) è stato superato il valore limite, 50 micrn per metro cubo con punte oltre gli 80. Rilevazioni secondo l’associazione "in linea con i dati delle altre città inquinate". Per questo motivo Cagliarimonamour aveva chiesto al Comune di "aumentare il numero delle centraline di diffondere i dati relativi alle polveri con diametro inferiore ai 2,5 micron e quelli relativi al benzene". Immediata la replica dell'assessore ai Servizi tecnologici, Giorgio Angius, secondo il quale eventuali allarmismi non sono giustificati "In questi giorni - ha affermato l'assessore - abbiamo in effetti rilevato dati superiori alla soglia di attenzione, per quanto riguarda il PMlO. Ci stiamo attrezzando per agire in maniera strutturale, anche perché, se si vuole fare una pianificazione seria occorre sapere che, a determinare questo fenomeno, non è il traffico ma soprattutto l'utilizzo di caldaie a gasolio".

(Articolo non firmato) [La Nuova Sardegna]

21 gennaio 2005

Muro contro muro sul megaparcheggio

Si è concluso con un nulla di fatto l'atteso faccia a faccia tra l'assessore ai Lavori Pubblici Raffaele Lorrai e i cittadini di San Benedetto sul parcheggio multipiano di via Manzoni. Alla seduta, svoltasi ieri in un clima di grande tensione, hanno preso parte decine di cittadini che hanno contestato aspramente le scelte dell'amministrazione e si sono dichiarati pronti a boicottare con qualsiasi mezzo l'inizio dei lavori per la realizzazione del maxiparcheggio. L’assessore ha chiuso tutte le porte in faccia ai cittadini ribadendo l'assoluta necessità di realizzare il nuovo parking secondo quanto previsto dal progetto originario, risalente al '95 e poi modificato. .

I cittadini, infuriati, hanno avviato una nuova raccolta di firme (la terza in due anni): sono oltre 200 quelle già raccolte in pochi giorni.

Urla, accuse e contestazioni hanno segnato una seduta affollatissima che avrebbe dovuto contribuire a trovare, attraverso il dialogo, una soluzione mediata alla spinosa questione del multipiano di via Manzoni. Trattasi di un maxiparcheggio da 452 posti auto che avrà 4 piani (uno interrato e tre in quota) che sarà realizzato vicino ai palazzi. Troppo vicino per i residenti.

All'assemblea, svoltasi in via Lione, nella sede del quarto distretto cittadino, hanno preso parte anche gli assessori Maurizio Onorato Viabilità e Traffico) e Luciano Collu (Attività produttive). Il confronto è stato moderato dal presidente Alessandro Sorgia, al suo ritorno in consiglio dopo una lunga assenza per malattia.

Il botta e risposta è iniziato alle 16 con 1'intervento al microfono dei cittadini (3 minuti a ciascuno). Tra questi, c'è chi è andato fuori tema, e si è rivolto all'assessore per avere lumi su .altre problematiche, come la piazza Giovanni XXIII, la sede (chiusa) dei vigili urbani di piazza San Benedetto o il palazzo Ex Omni di via Castiglione. La maggior parte però ha alzato la voce per protestare contro il maxiparcheggio, definito un mostro d'acciaio che minerà la salute fisica degli abitanti dei palazzi di via Manzoni e via Carducci e renderà ancora più invivibile un quartiere già oppresso da traffico e inquinamento e soprattutto privo di verde: Diversi abitanti, come la signora Anna Maria Atzeni (via Manzoni) Luigi Accalai e il giovane Massimo Demuro (via Carducci); hanno chiesto che il parcheggio sia costruito interamente sotto la superficie ma 1'assessore ha spiegato che tale soluzione non è percorribile per la presenza nel sottosuolo di rocce e falde acquifere. Intanto però i giorni passano e il 28 gennaio si chiuderà la gara d'appalto.

Paolo Loche [L’Unione Sarda]

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20 gennaio 2005

Elementari: A rischio per i lavori anche il De Amicis.

Anche gli istituti di via Falzarego potrebbero essere sacrificati sull'altare della circonvallazione prevista dal piano regolatore. Al De Amicis, scuola elementare dove trovano alloggio 11 classi poca voglia di parlare. «Ufficialmente non ci hanno comunicato niente», dice il dirigente scolastico Alberto Faret, «non conosco nemmeno il progetto, quindi devo commentare solo per sentito dire. Anche da noi ci sono genitori preoccupati per il futuro dell'istituto, ma dalle parole dell'assessore mi è parso di capire che non è stato deciso nulla». Le perplessità derivanti dall'inquinamento acustico e ambientale però rimangono, «non dimentichiamo che in un territorio così ampio tra qualche anno rischiamo di trovarci senza scuole. Sta per chiudere quella di via Abruzzi, se decidono di eliminare anche noi 1'intero quartiere rimarrà scoperto». Preoccupazioni condivise da Giorgio Solinas, dirigente scolastico della scuola media Spano: «Mi sembra strano che il Comune possa prendere una decisione così impopolare, oltretutto qui vicino stanno costruendo un museo archeologico. Spero che ci sia la possibilità di trovare delle varianti al piano perché questa è una scuola storica. Ci hanno mandato via dalle scalette del Santo Sepolcro, non vorrei essere costretto tra qualche tempo a un nuovo trasferimento».

 Mauro Caproni [L’Unione Sarda]

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20 gennaio 2005

FERMATE QUELLA CIRCONVALLAZIONE

L’asse mediano non passerà sopra le nostre teste.

Il ponte d'asfalto che unirà un capo all’altro della città sta provocando grandi malumori nelle scuole cittadine interessate, loro malgrado, al progetto. Stato di agitazione permanente al liceo Siotto, dove alle parole del preside Francesco Floris dei giorni scorsi hanno fatto seguito una serie di iniziative portate avanti dal corpo docente, dai genitori e dagli stessi studenti. «Non so se alla fine l'opera si farà oppure l'amministrazione comunale arriverà a più miti consigli» sottolinea il preside, «certo che decidere di far passare una strada attraverso il quartiere tagliandolo in due e distruggendo così la sua memoria storica non mi sembra un'idea geniale. Residenti, commercianti, insegnanti, studenti; verrebbero penalizzati un po' tutti». In viale Trento stasera si riunirà il Consiglio d'istituto mentre domani nell'assemblea, che si preannuncia infuocata, saranno gli studenti a prendere la parola, presentando un documento appositamente redatto per 1'occasione. I docenti si sono già pronunciati, bocciando senza appello il progetto che a loro dire «avrà un impatto devastante sotto il profilo ambientale e in relazione al patrimonio architettonico, archeologico e paesaggistico dell'intera zona». Si contesta, in particolare, la decisione di distruggere, seppur parzialmente, il caseggiato. Con la creazione di un nuovo asse mediano infatti il Siotto dovrebbe sacrificare molte aule, la palestra e il cortile. Senza considerare la difficile convivenza con un mostro d'asfalto sopra le teste, in grado di convogliare un volume di traffico impressionante. «A parte questo», continua Floris, «mi chiedo che fine faranno il mercatino di viale Trento, i parcheggi gli alberi di viale Trieste. Persino il palazzo della Regione potrebbe essere minacciato da la nuova circonvallazione». La speranza è che l'abbattimento di una parte della scuola, che farà parte del secondo lotto dell'opera, salti per la mancanza di fondi, nonostante la promessa che 1'ala distrutta verrà ricostruita da qualche altra parte. Anche i genitori degli studenti fanno sentire la loro voce. Si dicono pronti a scendere in piazza per difendere il diritto allo studio dei loro figli e in un documento inviato alle maggiori autorità istituzionali chiedono che vengano messe a disposizione le informazioni relative ai rischi di impatto ambientale che possono derivare dall'esecuzione dell'opera.

«A Cagliari purtroppo alcuni pensano che sia possibile far convivere una strada a quattro corsie con una scuola», commenta amaro Floris, «tra le più frequentate della città. A parte ogni discorso sul prestigio e la storia del liceo, un intero quartiere di 30 mila abitanti e altri istituti come quelli di via Falzarego, a rischio. Eppure mi risulta che la legge vieta la costruzione di strade di quelle dimensioni a meno di cento metri da istituti pubblici»». Fin qui Floris. Giovanni Maria Campus, assessore all'Urbanistica, da un lato rivendica la bontà del progetto di massima, «perché la nuova arteria permetterà di snellire in modo decisivo il traffico in zone congestionate e quindi garantire un collegamento più efficace tra Pirri e il settore del porto. Premesso questo, il progetto definitivo non è stato ancora approvato. Sul tavolo ci sono solo ipotesi, non c'è un tracciato stradale già definito. I nostri tecnici stanno studiando la situazione e sono sicuro che risolveremo il problema nel modo migliore; perché è nostra intenzione regalare ai cittadini un'opera che vada incontro ai loro interessi».

Mauro Caproni [L’Unione Sarda]

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20 gennaio 2005

Comune: Sarà potenziato il sistema di rilevamento atmosferico. Inquinamento sotto controllo.

La città rafforza il suo sistema di: controllo sulla qualità dell'aria.. L’amministrazione comunale ha deciso di raddoppiare il numero delle centraline. Delle attuale sette fisse e delle due mobili, si passerà a 14 impianti fissi (dei quali sette saranno facilmente trasferibili in caso di necessità) e tre mobili. «Saranno inoltre aumentati - spiega l'assessore alla Pianificazione dei servizi Giorgio Angius - i parametri sotto controllo recependo in alcuni casi le prescrizioni di legge». Un progetto che nasce dalla. collaborazione degli assessorati alla Pianificazione, della Viabilità e del Ctm.

«Il dibattito sull'inquinamento atmosferico ha investito mezza Italia. Roma, Milano e molte città più piccole hanno fermato il traffico veicolare domenica per consentire una boccata d’aria ai propri cittadini”, ha detto l’assessore. “E’ fuor di dubbio che la massa di autoveicoli circolanti generi inquinamento, però i blocchi non bastano. Anche Cagliari ha registrato il superamento delle soglie d'attenzione per alcuni parametri, in particolare quello delle polveri sottili merita alcune considerazioni. Il pm10 è presente soprattutto dove esiste un intenso traffico di mezzi diesel e una presenza massiccia di caldaie. Su queste bisogna concentrarsi. Cagliari resta comunque una città vivibile. Ancora: «Una. strategia vincente - secondo il Comune - può essere quella di indirizzare i cagliaritani verso una tipologia di caldaie domestiche che non inquinino. Il Comune ha dato vita ad un progetto di conversione dei suoi impianti di riscaldamento: da gasolio ad aria propanata Con la. Nuova rete del gas tutte le caldaie delle scuole e degli uffici comunali saranno convertite.

A. P. La Nuova Sardegna

Accordo Regione-Coimpresa: stop all’ecomostro di Tuvixeddu

In cambio del blocco della tangenziale non sarà fatto ricorso contro la lottizzazione

Giacomo Bassi Il Giornale di Sardegna 15 ottobre 2005

L'ecomostro di Tuvixeddu non si farà: il Siotto non perderà nemmeno un'aula e il parco archeologico della necropoli sarà risparmiato dalla violenza dei tubi di scarico di seimila auto ogni ora.

LA NOTIZIA dello stop al progetto della tangenziale a quattro corsie che avrebbe dovuto collegare via Cadello con via San Paolo, passando in via Vittorio Veneto e radendo al suolo buona parte del liceo classico di viale Trento, arriva il giorno della vittoria del Comitato spontaneo di via Manzoni. E arriva dopo due ore e passa di colloquio tra il presidente della Giunta regionale Renato Soru, il patron di Coimpresa Gaultiero Cualbu e il sindaco di Cagliari Emilio Floris. Un colloquio finito in tarda serata e che ha portato va Regione e la società che, sulla base dell'accordo di programma firmato con il Comune, avrebbe dovuto costruire la tangenziale, a una sorta di precontratto, un preaccordo verbale che dovrà essere formalizzato nelle prossime settimane da un atto dell'amministrazione civica.

L'accordo di massima che è stato raggiunto nel corso della riunione di ieri prevede una trasformazione totale del progetto di viabilità che era statopresentato e approvato dal Consiglio comunale su proposta di Coimpresa. In sostanza, dei tre lotti dell'ecomostro ne rimarrà soltanto uno quel tratto di galleria che unirà via Cadello con via Is Maglias attraversando il colle di Tuvumannu. Le quattro corsie d'asfalto che avrebbero dovuto percorrere in trincea il canyon di Tuvixeddu, e sfiorare i confini del parco archeologico, saranno invece trasformate in una strada di servizio per il parco stesso: una piccola via che permetterà ai visitatori di raggiungere in modo agevole l'ingresso dell'area. Cancellato invece il terzo lotto dei lavori: quello più contestato, che avrebbe dovuto abbattere una parte della scuola media Spano e un'ala del Siotto per portare le auto fino a via San Paolo.

IN CAMBlO del blocco della strada, la Regione si impegna a non portare avanti l'azione amministrativa contro la lottizzazione di Coimpresa accanto al parco archeologico: Lottizzazione che prevede una colata di circa 273 mila metri cubi di cemento: serviranno per una casa dello Studente, un ristorante, una sala convegni e 350 appartamenti. Il patto, che dovrà essere ufficializzato con un nuovo accordo di programma tra Coimpresa e Comune, prevede anche che l'impresa di costruzioni non porti avanti azioni legali per danni contro l'amministrazione civica.

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14 gennaio 2005

Tuvixeddu e la strada degli interessi

Nuovo appello ambientalista contro l’operazione immobiliare

CAGLlARl. Si farà la strada che attraversa Tuvixeddu, gli ambientalisti sollevano un dubbio: ma l'abbiamo capito cosa succederà durante e dopo la costruzione della sinuosa arteria di attraversamento della necropoli? Lo spiegano Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra in una nota che riporta alla ribalta l'attenzione sul destino della necropoli più importante del Mediterraneo. Perché questa strada, ricordano gli ecologisti, affetterà. la necropoli, passerà sotto le finestre di una scuola media e taglierà un liceo per andare a lambire l'ex cementeria.

L'appalto è fermo: nei quartieri c'è aria di sollevazione contro la colata di cemento.

Secondo gli ambientalisti lo stradone era, ed è ancora, funzionale alla lottizzazione di Tuvixeddu e basta. La quale, ancora secondo le annotazioni ambientaliste «prende» la strada necessaria a rendere frequentabili le nuove residenze e mette a disposizione il parco archeologico che, ricordano gli ecologisti, rientra comunque nelle cessioni obbligatorie da chiunque faccia una lottizzazione. Gli ambientalisti fanno presente che nella stesura originaria del progetto il parco non c'era e la zona archeologica serviva per impreziosire il condominio sul colle. D'altronde, anche il parco non viene fatto con soldi privati. Una parte dei denari, gli unici finora messi in cantiere, sono stati raccolti sul progetto europeo per gli itinerari fenici. Anche quella una storia cominciata male e finita con un contratto stracciato e i lavori lasciati a metà: «Fondi Por gli altri -,- vanno avanti Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra: non c'è nulla di regalato alla cittadinanza».

Tutto questo per mettere in evidenza che il silenzio calato sulle operazioni immobiliari in corso a Tuvixeddu non dimostra che attorno alla necropoli i problemi sono risolti ma semplicemente che la città si è stancata di stare appresso all'intrico di interessi nati e cresciuti sul colle. Secondo gli ambientalisti i cagliaritani residenti a Is Mirrionis, via Cadello, via Is Maglias dovranno affrontare molto presto «pesanti disagi, con spese che saranno pubbliche..: i beni archeologici e la qualità della vita dei cittadini non possono essere carne da cannone, forse non è ancora troppo tardi perché la nuova amministrazione regionale riveda posizioni fin troppo favorevoli al cemento. Altrimenti non ci si dovrà meravigliare delle proteste dei residenti e dei cittadini al momento dell’inizio dei lavori.

(Articolo non firmato) L'Unione Sarda

Cagliari città inquinata?

L’associazione Cagliarimonamour replica all’assessore Angius sulla presenza di polveri sottili in città

CAGLIARI. "La formazione e la persistenza delle polveri sottili è legata anche al traffico veicolare e un serio intervento per la riduzione dello smog non può prescindere dall'affrontare in modo strutturale, organico e complesso questo problema.
Lo ribadisce il collettivo Cagliarimonamour riferendosi alle dichiarazioni dell'assessore comunale ai Servizi tecnologici, Giorgio Angius, sui livelli dei PM1O in città: "pur condividendo le preoccupazioni sul gran numero di caldaie a gasolio e pur trovandosi assolutamente d'accordo sulla necessità di trovare altre forme di riscaldamento meno inquinanti". Escludere a priori la connessione auto-PmlO - è scritto in una nota del collettivo - è a nostro avviso sbagliato. Uno sguardo ai livelli di smog dei mesi di agosto e settembre 2004 - quindi con gli impianti di riscaldamento spenti - solleva parecchi dubbi: utilizzando i criteri attualmente in vigore, solo a settembre ci sono state 8 giornate in cui i valori dei PMlO hanno superato la soglia massima dei 50 micron a metro cubo e 11 giornate in cui è stato superato l'obiettivo di qualità dei 40 micron. 19 giorni su 30 in cui 1'aria di Cagliari era insalubre".
Il collettivo confida nella competenza e nell'impegno mostrati, anche in questa circostanza, da Giorgio Angius per un pronto coinvolgimento degli assessorati e delle funzioni competenti alla soluzione della questione traffico-smog. "Non è semplice anche se il Piano del traffico del Comune mostra, comunque; la volontà di metterci mano. Servirebbe però maggiore coraggio - conclude la nota del collettivo - nel dire qualche "no" alla potente lobby dell'auto, che gode di tantissimi alleati altrettanto potenti come, ad esempio, i commercianti del centro città".
Il collettivo Cagliarimonamour martedì aveva diffuso una serie di dati sull'inquinamento da polveri sottili (PMlO) registrati nelle prime due settimane di gennaio. Da queste rilevazioni risulta che in alcune zone della città (piazza Sant'Avendrace viale Ciusa viale Diaz) è stato superato il valore limite, 50 micrn per metro cubo con punte oltre gli 80. Rilevazioni secondo l’associazione "in linea con i dati delle altre città inquinate". Per questo motivo Cagliarimonamour aveva chiesto al Comune di "aumentare il numero delle centraline di diffondere i dati relativi alle polveri con diametro inferiore ai 2,5 micron e quelli relativi al benzene". Immediata la replica dell'assessore ai Servizi tecnologici, Giorgio Angius, secondo il quale eventuali allarmismi non sono giustificati "In questi giorni - ha affermato 1'assessore - abbiamo in effetti rilevato dati superiori alla soglia di attenzione, per quanto riguarda il PMlO. Ci stiamo attrezzando per agire in maniera strutturale, anche perché, se si vuole fare una pianificazione seria occorre sapere che, a determinare questo fenomeno, non è il traffico ma soprattutto 1'utilizzo di caldaie a gasolio".

Articolo non firmato, La Nuova Sardegna  21 gennaio 2005

Il lungo parto di Tuvixeddu

SANDRO PISANU Il Giornale di Sardegna 5 gennaio 2005

Due anni e il sofferto parco archeologico urbano di Tuvixeddu, destinato a cambiare ilvolto del quartiere di Sant'Avendrace, sarà realtà. La consegna dei lavori è prevista entro il 26 febbraio 2007. Dopo le decennali polemiche legate al progetto, ai vincoli di tutela archeologica e ambientale e in seguito all' accordo di programma tra Comune e Coimpresa (la società che ha vinto la gara d'appalto per i lavori), sembra che i 20 ettari destinati a ridare splendore alla necropoli fenicio-punica abbiano iniziato a prendere forma. I lavori vanno avanti da ormai un anno e mezzo, ma solo adesso si iniziano a intravedere le prime costruzioni tangibili: l'ossatura del centro servizi e il restauro del capannone che ospiterà il museo. In attesa che in primavera si avvii Ia costruzione della strada che collegherà via Cadello alla via San Paolo, passando per il suggestivo "gran canyon".

Un parco da sogno

Gli operai della Ecosabina - il consorzio di imprese laziali specializzato in opere di sistemazione ambientali che si è aggiudicato l'appalto per i lavori - ne hanno smosso di terra in 20 mesi, costruendo anche le recinzioni. Adesso si dovrà procedere con alcune opere di urbanizzazione primaria, ma intanto i mattoni che costituiranno il centro servizi sono già stati tirati su. Qualcosa di concreto quindi si muove. L' edificio accoglierà un vivaio, un' area per la manutenzione e la sede dell' amministrazione del Parco. Tutto intorno, una serie di percorsi naturalistici protetti, sentieri pedonali e ciclabili tra alberi, terrazzine e verde pubblico che faranno da cornice alla più importante necropoli di tutto il Mediterraneo. «Un polmone in mezzo alla storia vecchia di millenni», dice Giancarlo Manis, direttore dei lavori del parco urbano. Una serie di scavi riporterà alla luce le tombe ritrovate negli anni ' 50 e 1' area verrà recintata.

Il costo dell'operazione si aggira intorno ai quattro milioni e mezzo di euro: tre di questi serviranno per realizzare il museo archeologico della necropoli di Tuvixeddu. Gli ottocento metri quadri della costruzione sorgeranno dalle ceneri di un capannone industriale della Italcementi, attualmente in fase di ristrutturazione: la Coimpresa conta di consegnarlo al Comune entro la fine di febbraio. Da quel momento si procederà con la realizzazione del museo che potrà dare asilo a tutti i reperti recuperati fino ad oggi che giacciono senza una degna vetrina. La struttura sarà attrezzata per l'opera di restauro, la catalogazione e l'archiviazione dei reperti. Non solo un itinerario per scolaresche e pubblico, dunque, ma anche un luogo di rilevanza archeologica. A questo punta la riqualificazione dei colli di Sant'Avendrace. Una funzione importante rivestirà anche la storica Villa Mulas Mameli, sotto la tutela della Soprintendenza dei beni ambientali e tecnologici, che è situata in una posizione centrale del futuro parco urbano. L'edificio, di proprietà della Coimpresa, verrà ristrutturato per ricavarne un' attività ricettiva dotata di una sala congressi e di un ristorante, in accordo con quanto previsto nel Piano integrato d' area, che richiede la partecipazione produttiva dei privati. Il grigiore del cemento invece non deturperà l'impatto ambientale del Parco. «Non piazzeremo un solo mattone - dice Giuseppe Piras, coordinatore di Coimpresa - fino a quando il Parco non assumerà una fisionomia che i cittadini potranno apprezzare». Non prima dell' estate, quindi, quando il Comune avrà già iniziato a lavorare sulla strada di collegamento che passerà sottoterra. Spesa prevista: dodici milioni e mezzo di euro.