|
|
|
Strada pericolosa
per la sicurezza
Dopo le proteste e le richieste d'intervento alla Regione, nuova
iniziativa per fermare i lavori sul colle di Tuvumannu.
Il gruppo d'intervento giuridico: «Strada pericolosa per la
sicurezza»
CAGLIARI. Un esposto alla magistratura è stato presentato
per il
tunnel che condurrà a Tuvixeddu. Il ricorso, spedito anche
alle
pubbliche amministrazioni interessate, è stato fatto dal
Gruppo
di intervento giuridico e dagli Amici della terra, ed è
relativo
ai «cedimenti del terreno immediatamente continguo ai palazzi
di
via Castelli», che stanno creando “notevole allarme
sociale”.
L'esposto interessa il primo lotto della strada di scorrimento veloce
che da via Cadello dovrebbe arrivare sino a via San Paolo. E che
prevede anche un tunnel che da un'area adiacente a via Castelli
dovrebbe arrivare sino a vi a Is Maglias per poi confluire nella curva
di via Vittorio Veneto. Già nel novembre dello scorso anno
il
consiglio dei docenti del circolo didattico "Is Mirrionis" e le
associazioni ecologiste che hanno presentato 1'esposto erano corsi in
aiuto della scuola elementare "Italo Stagno", «anch'essa
fortemente minacciata dai lavori in corso per la realizzazione del
tunnel». L'imbocco del sotto passaggio delle auto
sarà
infatti contiguo alla scuola, «con tutti gli evidenti, quanto
ovvi, pesanti impatti ambientali e sulla sicurezza, nonché
sulla
stessa didattica».
Per questo motivo al presidente della Regione, agli assessori regionali
della Difesa del1'ambiente e dei Beni culturali e al sindaco le due
organizzazioni ambientaliste avevano rivolto un'istanza per la
sospensione dei lavori e «la predisposizione di un'adeguata
variante progettuale» volta alla «mitigazione
dell'impatto
ambientale e del miglioramento della sicurezza». Il problema,
però, è che questa strada, affermano, appare
avere oggi
«ben poca se non nulla utilità». Dopo
diverse
proteste nell'ottobre scorso venne infatti concluso un accordo
informale tra la Regione, il Comune e 1'impresa che sta facendo i
lavori. Intesa che prevede fra i vari punti, «sostanzialmente
1'eliminazione del secondo e terzo lotto del detto progetto
viario». Il che rende il primo lotto
«inutile». Ma
visto che per questo modulo, precisano gli ambientalisti, «un
annullamento totale dell'opera appare difficile, pur essendo la
soluzione logica, la mitigazione dell'impatto ambientale e il
miglioramento della sicurezza emergono come i minimi correttivi da fare
per rendere quest'opera pubblica meno indecente ed offensiva per la
collettività cagliaritana».
La Nuova Sardegna 30 gennaio 2006
MANIFESTAZIONE A
TUVIXEDDU
Quel tunnel è inutile e pericoloso
Legambiente: «I,a strada va contro il piano paesaggistico
regionale»
CAGLIARI. In via Vittorio Veneto c'è una curva molto
stretta,
dove ieri Legambiente ha tenuto la conferenza stampa. L'obiettivo
è dire «no» alla strada che, tramite un
tunnel
vicino a via Castelli, terminerà «proprio nella
curva di
via Vittorio Veneto. Per noi quest'arteria è assurda anche
dal
punto di vista della viabilità», hanno spiegato
Vincenzo
Tiana, responsabile regionale dell'associazione, e Cinzia Frau dello
stesso gruppo.
Ieri mattina all'incontro c'erano anche i consiglieri regionali Luciano
Uras (Rifonazione comunista) e Giovanna Cerina (Progetto Sardegna) che
si sono impegnati a promuovere un incontro congiunto tra Legambiente e
le commissioni all'Urbanistica e alla Cultura. La strada contestata
interessa Tuvumannu e Tuvixeddu ed è complementare al
progetto
integrato dei due colli. Nello stesso tempo, però, il primo
colle è sottoposto a un vincolo paesaggistico dal 1997 e il
secondo da quello archeologico del 1996. «In più:
il nuovo
piano paesistico regionale ha individuato una norma hanno precisato
Tiana e Frau - che dice che c'è un'area di rispetto per i
beni
archeologici di duecento metri. Il che significa che il vincolo
archeologico passa all'interno del così detto canyon di
Tuvixeddu (costruito a suo tempo per permettere il passaggio del
materiale di cava da Tuvumannu alla cementeria che si trovava a valle -
ndr). Ora, visto che la strada deve passare lì, viola in
vincolo. Inoltre una amministrazione comunale che sta andando al suo
rinnovo avrebbe dovuto avere la sensibilità di non far
partire
1'appalto». E ancora: nella scheda d'ambito sul Golfo di
Cagliari
del piano regionale «un elemento fondamentale del sistema
è la dorsale dei colli, matrice geomorfologica cui
corrisponde
la stratificazione storica degli insediamenti, ininterrotta dall'antico
al contemporaneo; e in cui viene individuata anche 1'area del colle di
Tuvixeddu con la necropoli fenicio-punica».
Nonostante questo, però, e «seppure sia evidente
la
volontà di salvaguardia rigorosa e di valorizzazione del
colle
di Tuvixeddu espressa dalla giunta regionale - hanno affermato i
consiglieri comunali Piero Comandini (Sdi) e Paolo Frau (Ds) - il
Comune, con assoluta indifferenza, continua a costruire il tunnel a
Tuvumannu che entrerà nel `canyon' di Tuvixeddu e
sfiorerà 1'area archeologica non a duecento ma
bensì a
pochi metri». Durante 1'incontro di ieri è stato
anche
precisato «che il terzo lotto (viadotto su Sant'Avendrace)
non
sarà finanziato dalla Regione, che ha accolto in tal modo le
forti proteste, per cui è doveroso rivedere tutto il
progetto». Il Comune invece, ha sottolineato Legambiente,
«ha scelto una soluzione disastrosa prevedendo di scaricare
tutto
il traffico su via Vittorio Veneto, in una strada tortuosa e stretta
che dovrebbe garantire un traffico da "scorrimento veloce"; e ha
previsto la realizzazione di un parcheggio nell'area archeologica. Per
questo è opportuno fermare i lavori di costruzione del
tunnel,
inutile, dannoso e pericoloso, per evitare ulteriori stravolgimenti del
colle che pregiudicherebbero la istituzione del parco archeologico e
paesaggistico».
Tiana, Frua e Toni Corona (presidente del circolo di Legambiente "Il
Grillo") hanno chiesto 1'intervento della Regione in quanto
«esiste una totale incompatibilità con le norme
del piano
paesaggistico regionale, che indica il sistema dei Colli cagliaritani
come elemento fortemente caratterizzante 1'identità della
città». E domandato alla sovrintendenza
archeologica
«che riveda il parere che aveva dato in precedenza per la
strada
e che noi - vista tutta la storia - riteniamo che sia stato rilasciato
con un po’ di leggerezza».
Roberto Paracchini, La Nuova Sardegna 29 gennaio 2006
Smottamenti in
via Castelli
Approda in Regione
la vicenda
degli smottamenti nella zona di via Castelli in concomitanza dei lavori
di scavo del tunnel per il collegamento fra Asse mediano di scorrimento
e via San Paolo. Il consigliere diessino Silvio Cherchi ha presentato
un'interpellanza alla Giunta, chiedendo di tutelare
1'incolumità
pubblica e la . sicurezza dei lavoratori e di esaminare soluzioni
alternative al tunnel.
L’Unione Sarda, 28 gennaio 2006
Bisogna rivedere
il progetto del tunnel di Tuvumannu
Proposta di Legambiente “Bisogna rivedere il progetto del
tunnel di Tuvumannu”
Una variante che peggiora le cose, un progetto che va contro il Piano
paesaggistico della Regione e dei crolli che mettono a rischio
1'incolumità dei residenti: Questi i motivi che ci spingono
a
chiedere di rivedere il progetto del tunnel
Tuvixeddu-Tuvumannu»,
hanno detto ieri i rappresentanti di Legaambiente, capeggiati dal
presidente Vincenzo Tiana, «ribadendo comunque la, nostra
contrarietà a un intervento che mette a rischio un
territorio
dal grande valore ambientale». Durante 1'incontro, alla
presenza
anche di esponenti politici, con i
componenti della
commissione regionale all'Urbanistica, Luciano Uras e Giovanna Cerina
(che solleveranno la questione in Commissione), 1'associazione
ambientalista ha illustrato le sue perplessità sul progetto
comunale, finanziato dalla Regione: «Proprio
1'amministrazione
regionale - ha sottolineato Tiana - ha indicato, nel Piano
paesaggistico, la dorsale dei Colli nel territorio comunale, come bene
da tutelare. Inserendo un limite di costruzione di 200 metri.
È
possibile che questo progetto possa andare avanti così come
è stato concepito? Chiediamo alla Regione che faccia valere
le
norme del Piano». Il secondo capo d'accusa è la
variante
al progetto, predisposta dall'assessorato comunale all'Urbanistica,
dopo lo stop al terzo lotto (quello che prevedeva il viadotto sopra via
Sant'Avendrace, con la demolizione di parte del liceo Siotto):
«Si è studiato - ha evidenziato Antonello
Gregorini - di
far sbucare la strada nel tornante di via Vittorio Veneto. In poche
parole il traffico di via Cadello passerà per il tunnel, per
finire in una strada di quartiere, stretta e con molte curve come via
Vittorio Veneto. Con questa variante si rischia di peggiorare le
cose». «Senza contare - ha aggiunto Tiana - che
passerebbe
accanto alla zona archeologica e che si vorrebbe risolvere la mole di
traffico con una rotatoria». Insomma se proprio non si vuole
bloccare il progetto, «che almeno si riveda».
Accanto ai problemi di progettazione, ambientali e di urbanistica,
1'associazione ha denunciato i recenti problemi sorti a causa dei
lavori: «Ci sono stati degli smottamenti ha spiegato il
presidente di Lega Ambiente - e un edificio di via Castelli
è
stato transennato, tanto da rendere necessario 1'intervento dei Vigili
del fuoco». Ora la questione verrà portata in
Regione dai
due consiglieri regionali, e in Provincia, dal1'assessore Piero
Comandini, presente all'incontro di ieri. (m. v.)
L’Unione Sarda 29 gennaio 2006
Contro gli scavi
di Tuvixeddu interrogazioni e sit-in popolari
CAGLIARI. Picchetti e striscioni davanti all'ingresso del cantiere in
segno di rabbia? Scontati, meglio passare a maniere ancor
più
forti come scendere a piedi nel cuore degli scavi, e far sì
che
gli operai non possano lavorare. Il Comitato contro il tunnel inutile
ieri ha fatto anche questo. Portandosi dietro, nella sua ennesima
protesta, anche gli abitanti di via Castelli: preoccupati
perché
allo scossone della scorsa settimana nei palazzi, è seguito
1'altro giorno uno smottamento a ridosso dei giardini. Proprio sotto le
loro finestre. La nuova giornata di lotta è cominciata con
nuovi
striscioni di protesta. Ma non quelli di sempre: quadrati bianchi, con
scritte nere, appesi alle finestre delle case di via Castelli, per dire
“no al tunnel”.
E alla sommità dei palazzi lo striscione più
grande di
tutti: «Fermiamo lo scempio!!!», visibile a metri
di
distanza. «L'altro ieri c'è stato un nuovo guaio -
raccontano con rabbia i residenti -. Scava che scava, ha ceduto un
costone di roccia proprio sotto i nostri giardini»
Un fatto che ha aumentato non di poco le preoccupazioni già
esistenti. E che ha causato grane anche all'impresa che porta avanti i
lavori, costretta a mollare il solito tr:an tran per rinforzare la
parete rocciosa in cui è avvenuto lo smottamento, e
circondare
di nastri rossi i giardini delle palazzine popolari.
«Un bel guaio, non siamo più padroni neppure in
casa
nostra - è lo sfogo di Ignazia Onnis, una residente - Dico:
qui
non abbiamo un telefono pubblico, né una bottega,
né
altro, e proprio a scavare per fare il tunnel dovevano
pensare?».
Le dà man forte Marisa Depau, esponente dei diesse in
consiglio
comunale: «Ora hanno reso inaccessibili i giardini, dove tra
1'altro 1'intenzione è quella di costruire un varco pedonale
-
dice Gli abitanti di tutto questo non sono stati avvertiti: stiamo
assistendo ad abusi su abusi>.
Per questo, sulla questione, la stessa Marisa Depau nella seduta del
consiglio comunale di martedì presenterà
un'interrogazione urgente. Un'occasione in cui si cercherà
di
chiarire molte cose, e a cui saranno presenti parecchi degli abitanti
di via Castelli, pronti a reclamare i diritti a vivere in un quartiere
meglio attrezzato e negati per tanti anni.
La protesta va avanti dunque, e se ieri dopo 1'intervento di due uomini
dei carabinieri, i manifestanti hanno abbandonato 1'area dei lavori, da
lunedì se ne potrebbero vedere delle belle:
«Verremo qui
ogni giorno sinché i lavori non saranno fermati»,
promette
il Comitato.
Intanto sulla questione intervengono anche i consiglieri regionali
Luciano Uras (Rifondazione) e Silvio Cherchi. «Nonostante le
nostre ripetute interrogazioni la Regione tace», denuncia
Uras.
Silvio Cherchi, rivolgendosi al presidente del Consiglio regionale,
Giacomo Spissu, chiede invece «quali iniziative la Regione
voglia
prendere per intervenire sull'amministrazione di Cagliari, sollecitando
se necessario, prefettura e vigili del fuoco».
Sabrina Zedda La Nuova Sardegna 28 gennaio 2006
Il muro cede ancora. La protesta
entra nel tunnel della paura
Il tecnico del comune: "Gli inconvenienti ci sono"
Il Giornale di
Sardegna 27 gennaio 2006
Residenti dentro il cantiere. Interpellanza in consiglio regionale del
diessino Silvio Cherchi
Elisabetta Floris
La protesta entra nel tunnel della paura, un tempo definito ecomostro,
ora strada inutile. E pericolosa. La pensano così in via
Castelli: gli abitanti delle case popolari che sorgono a ridosso dello
scavo sono entrati nel cantiere, cercando di bloccare i lavori. Un
altro grosso crollo ha seminato il panico: la paura è che,
andando avanti così, vengano giù anche i palazzi,
che
già hanno i muri con le crepe. Una protesta rientrata con
1'arrivo dei carabinieri, che hanno fatto sgomberare 1'area recintata.
E mentre i cittadini erano per strada, Silvio Cherchi, consigliere
regionale Ds, ha firmato un'interpellanza indirizzata al presidente del
consiglio regionale. Il progetto è inutile, di grave impatto
ambientale e pericoloso. Ecco quanto ha scritto 1'esponente della
Quercia. Una denuncia politica che segue quella dei consiglieri
regionali di Rifondazione Comunista e di quelli comunali Gianni Loy e
Ben Amara. Un fronte compatto contro una strada .sempre più
inutile e che, a sentire gli inquilini di via Castelli, sta mettendo a
repentaglio la sicurezza di decine di famiglie. Timori non smentiti da
Guglielmo Carletti, responsabile della sicurezza all'interno del
cantiere: «Non escludo che queste abitazioni rischino di
crollare: noi abbiamo un progetto dove hanno garantito la massima
sicurezza, ma possono capitare degli inconvenienti come lo smottamento
dell'altro giorno». Una risposta che non ha nulla di
rassicurante. «È già pronta la denuncia
da
presentare alla Procura», dichiara imbufalita
Annamària
Colombu, abitante di via Castelli, «siamo terrorizzati dal
pensiero che precipiti il nostro palazzo, ma se così non
fosse
una volta realizzato il tunnel, che aria respireremo noi e i nostri
figli?».
A metà mattina arrivano puntuali i carabinieri per risolvere
la
situazione. I manifestanti escono dal gigantesco scavo, anche
perché rimanere lì senza un casco di protezione
risultava. pericoloso. Ma indignati promettono di ritornare
lunedì mattina e di irrompere martedì sera in
consiglio
comunale per fermare uno scempio inaccettabile.
«Perché
questo tunnel non lo sistemano a ridosso delle mega ville che
costruiranno?», afferma . Marisa Depau consigliere comunale,
«servirà da spartiacque tra 1'edilizia popolare e
quella
dei ricchi».
Via Castelli,
vita da bombardati
I lavori per il tunnel: Frastuono, polvere, divieti e il timore diffuso
di crolli improvvisi sui costoni.
E gli abitanti protestano: «La sicurezza non è
garantita»
CAGLIARI. Sconcerto, paura, preoccupazione, un malessere che si taglia
a fette: gli abitanti delle palazzine popolari di via Castelli guardano
al fossato scavato quasi sotto le loro case, quello in cui
dovrà
passare il tunnel che collegherà via Cadello e via Is
Maglias.
Non riescono a darsi pace: dopo le scosse dei giorni scorsi, quando
durante i lavori gli operai del cantiere hanno urtato una caldaia
facendo tremare i palazzi, il timore si è diffuso insieme
alla
protesta. Non è servito a nulla 1'intervento dei vigili del
fuoco: è arrivata la garanzia che non c'è nulla
da
temere. Ma chi vive in questo ghetto, tra palazzine luride dai colori
verde e giallo pastello, non si sente affatto tranquillò.
«Da dicembre ogni giorno è la stessa
storia -
è lo sfogo di Vittorio, operaio edile - alle otto arrivano
gli
operai e da quel momento comincia 1'inferno: scavatrici in azione,
camion carichi di materiali che vanno e che vengono. La
tranquillità arriva solo a mezzogiorno con la pausa pranzo.
E
dalle 13.30 si ricomincia, sino alle 17». Un frastuono che ha
tolto il sonno a molti: se la mattina chi vuol stare sotto le coperte
è costretto a bruschi risvegli, il pomeriggio non va meglio
a
chi cerca di recuperare il riposo perduto. «Nella nostra
famiglia
- continua Vittorio - dove le stanze da letto danno proprio davanti al
cantiere, per dormire ci siamo dovuti trasferire in un'altra parte
della casa».
Ma tant'è: i lavori ci sono e nessun può certo
pretendere
che vadano avanti nel silenzio. Quel che disturba davvero è
la
paura, il pericolo che tutti prevedono da venerdì, quando
1'impresa ha urtato una caldaia ormai fuori uso, che ha fatto tremare
il pavimento in diverse palazzine: «E' accaduto verso
mezzogiorno
- ricorda Susanna De Martis - in quel momento molti erano in giro per
fare spese. Ma per chi stava in casa sono stati momenti di terrore,
L'urto probabilmente s'è ripercosso nelle tubature collegate
ad
ogni appartamento, facendo temere il peggio». E
probabilmente,
raccontano da queste parti, hanno temuto gli stessi operai:
«Da
lì continua De Martis - hanno cominciato a puntellare il
recinto
del fossato e hanno isolato 1'area con metri di nastro rosso, la parte
del giardino in cui si trova la caldaia. Accorgimenti che forse
avrebbero dovuto prendere prima». Ma ormai il guaio
è
fatto.
All'episodio dell'altro giorno gli abitanti di via Castelli hanno
sommato le preoccupazioni di Legambiente secondo cui «per
voler
fare i lavori in tempi rapidi si stanno creando situazioni carenti
nella sicurezza».
La fretta è evidente: basta un'occhiata per rilevare la
differenza tra 1'attuale stato dei lavori e quello di poco
più
di un mese fa, quando il cantiere è stato aperto. Una
visuale
che sorprende in una città dove i lavori vanno avanti su
tempi
biblici.
«Non sono contrario al tunnel, anzi forse sarà
finalmente
1'occasione perché via Castelli esca dal suo isolamento -
afferma Giannino Murgia, 28 anni, che vive all'ultimo piano di una di
queste palazzi
ne - mi chiedo però quali criteri siano stati usati. Cosa
può aver spinto a scavare proprio sotto le nostre finestre?
Ne
approfittano perché viviamo in case popolari e nessuno ci
difende. Fossero state case private, nessuno avrebbe azzardato
tanto». Eppure, per altri versi, la democrazia trionfa: pochi
passi più in là, i disagi sono arrivati anche per
alcune
eleganti palazzine private di via Is Maglias, da ieri isolate a
metà per via di un'ordinanza comunale che vieta sino al 20
giugno la sosta su ambo i lati e il transito, un divieto esteso anche a
via Castelli.
Una ragione c'è. Si tratta di una misura presa per creare
meno
ostacoli al cantiere del tunnel inutile, ma che non è
piaciuta
affatto ai residenti. che ieri al momento d'uscire di casa per andare
al lavoro hanno trovato 1'amara sorpresa: «Siamo costretti a
fare
un giro folle - si lamenta Alberto Frau - almeno avrebbero potuto
mettere una segnaletica adeguata per farci capire dove dovremo
passare». Niente, nessuna segnaletica, nessuna attenzione per
chi
ha fastidi e niente da guadagnare. Solo disagi. E il malessere cresce.
Sabrina Zedda La Nuova Sardegna 25 gennaio 2006
È
pericoloso, sospendiamo quel tunnel
La Nuova Sardegna
Consiglio comunale, interrogazione sulla strada per Tuvixeddu
CAGLIARI.
“Il Comune sospenda i lavori per il tunnel che conduce a
Tuvixeddu”. La richiesta è stata fatta ieri sera
in
consiglio comunale durante una interrogazione presentata da Gianni Loy
(gruppo misto). Il consigliere ha mostrato come nell'area di via
Castelli, dove sono iniziati i lavori, vi sia stata recentemente una
frana e sottolineato come lo scavo passa vicino a un giardino
condominiale, che è stato requisito. Da qui la richiesta di
sospensione per ulteriori controlli. L'assessore Gianni Campus
(Urbanistica) ha spiegato Campus, che i lavori sono nella
normalità perché le contestazioni erano sorte
solo per il
terzo modulo della strada, relativo alla parte sopraelevata che avrebbe
intercettato il liceo Siotto. Lotto, questo, per il quale la Regione ha
deciso di non dare il finanziamento. E l'impresa, «pur
essendosi
aggiudicato 1'appalto, senza alcun contenzioso, ha deciso di andare
avanti coi primi due lotti, che hanno una loro funzione e che servono
per collegare 1'area». Inoltre, ha informato 1'assessore, per
i
pericoli di frane, il direttore dei lavori ha fatto un sopralluogo al
cantiere e chiesto all'impresa di fare ulteriori verifiche sulla
sicurezza.
Il sindaco Emilio Floris ha poi precisato che il Comune aveva deciso
autonomamente di procedere ai sopralluoghi. Durante il dibattito sono
intervenuti Gianni Chessa (Udc): «Riqualifichiamo il
terreno»; Paolo Frau (Ds): «Sospendiamo per una
settimana»; Pierandrea Lippi Serra (Forza Italia):
«Preoccupazioni legittime ma non le conclusioni»;
Piergirogio Meloni (Ds): «Se si chiedono della verifiche,
significa che ci sono problemi»; Salvatore Mereu (Forza
Italia):
«L'impresa è troppo veloce». Onorio
Petrini (Forza
Italia): «II terreno è solido, continuino i
lavori».
A fine seduta il Consiglio ha votato i componenti della commissione
elettorale: Alessio Mereu (Riformatori), Ugo Storelli (Forza Italia),
Gialeto Floris (An) e Lorenzo Cozzolino (Margherita).
I comitati contro il
disinteresse
Ora i cittadini
chiedono di decidere sui loro quartieri
CAGLIARI.
L'ultimo nato è il Comitato di via Malfidano, un gruppo di
cittadini sul piede di guerra perché davanti alle loro case,
dove ora c'è una piccola striscia di verde, il Comune
vorrebbe
costruire dei palazzi. Al di là della vicenda di cronaca,
anche
stavolta la caratteristica è la voglia di "partecipare" di
chi,
insieme agli altri, sfida il potere per difendere la propria causa, in
quel fenomeno recente definito "democrazia partecipata". Impegno che ha
conosciuto i suoi momenti più forti durante la battaglia
contro
il parcheggio di via Manzoni e in quella precedente contro il taglio
degli alberi ipotizzati in piazza Giovanni XIII.
Da una parte i cittadini, dall'altra chi amministra la cosa pubblica.
In mezzo un vuoto. Di comunicazione, soprattutto. Che cosa succede?
Andrea Muscas, che guida la protesta degli abitanti di via Malfidano,
ha una sua teoria: «Quand'ero giovane - dice - la
partecipazione
dei cittadini alle scelte politiche era più forte. Col
passare
degli anni invece, s'è assistito a uno scollamento tra chi
vive,
e chi dirige. E ora, si sente il bisogno di riconquistare il terreno
perduto».
Guai però a muoversi da soli: il singolo cittadino, continua
Muscas, ha grandi difficoltà a far valere i suoi diritti.
Così, si combatte tutti uniti, possibilmente guidati da uno
o
più leader. «Non ho la vocazione del capopopolo -
precisa
ancora Muscas - però ripeto: i cittadini hanno bisogno di
non
sentirsi soli. L'altro giorno durante il nostro sit-in guardavo alcune
signore anziane disperate perché temono di perdere un pezzo
di
verde davanti alle loro finestre. A quel punto mi s'è
stretto il
cuore».
Se alla base della mobilitazione c'è un senso d'ingiustizia,
in
città gli esempi sono quasi da manuale: «Si parte
sempre
dice Raffaello Ugo, attivo dentro il Comitato contro il tunnel -
dall'amministrazione che porta avanti progetti calati dall'alto, ma che
nulla hanno a che fare con le esigenze dei cittadini». Ecco
allora, prosegue Ugo, che «si scava il tunnel a ridosso delle
case o si costruiscono. i parcheggi in mezzo ai palazzi
d'epoca».
Dai e ridai, alla fine la rabbia esplode: “Per quanto
istupidita
dalle cretinate della televisione - dice con voce convinta Raffaello
Ugo la gente sente che le stanno mettendo le mani in tasca e alla ime
reagisce». D'accordo con lui è Cinzia Frau, attiva
da anni
in Legambiente, che ora lotta nel comitato contro il tunnel di
Tuvixeddu: «Quando i cittadini sentono di doversi unire in
comitato - dice - significa che hanno capito che qualcuno vuole
costruire qualcosa sulle loro teste: sentono che qualcosa non va e
hanno bisogno di dirlo». Il sindaco Emilio Floris qualche
tempo
fa ha accusato i comitati d'essere uno strumento del centro sinistra?
Ha sbagliato. «A volerla dire tutta - dice Frau - sulla
meccanizzazione di Castello, ad esempio, il consiglio comunale ha
votato compatto (solo I.oy e Ben Amara erano contrari). E quindi anche
coi voti dell'opposizione». Nessuna strumentalizzazione
insomma.
Piuttosto si tratta, per usare le parole di Andrea Olla che ha militato
in tutti i comitati cittadini sorti sinora, «di una reazione
contro 1'incuria dell'amministrazione». Le vittorie si
potrebbe
dire sono ormai storia. Eppure Andrea Olla vede anche
«vittorie
in negativo». Come quella spuntata con la lotta contro il
parcheggio di via Manzoni, o quella contro le antenne telefoniche di
via Ghibli: «È vero abbiamo vinto afferma - ma ci
è
costato energie preziose. Che magari avremmo potuto usare per
migliorare la vita dei bambini o di qualche anziano».
Sabrina Zedda La Nuova Sardegna 26 gennaio 2006
Gli abitanti
bloccano i lavori del tunnel: "Ridateci i giardini"
“Non
capiamo i motivi di questa occupazione le nostre case tremano e la
sicurezza non c'è”
Cinzia Isola cagliari@gds.sm Il Giornale di Sardegna 26 gennaio 2006
Nessun pericolo per gli abitanti, ma intanto si chiudono i giardini per
motivi di sicurezza. Non si placano le proteste in via Castelli e
prosegue la mobilitazione contro il tunnel. l'autorizzazione per
recintare l'area è stata, rilasciata dal Comune. Ma gli
abitanti
insorgono e in mattinata bloccano le operazioni di recinzione. Dagli
uffici dell'assessorato al Patrimonio fanno sapere che 1'atto
è
dovuto perché il Comune è proprietario degli
immobili e
la richiesta è stata inoltrata per motivi di sicurezza.
«Ma quali sono questi motivi?», si ribellano gli
abitanti.
Potrebbe essere pericoloso avvicinarsi al muro di recinzione: qualcuno
potrebbe cadere. Questa 1'ipotesi per giustificare la chiusura dei
giardinetti. «C'è un muro e una ringhiera a
delimitare
1'area degli scavi e poi perché recintare solo
ora?», si
domandano in tanti. Dopo gli smottamenti dei giorni scorsi le paure si
rafforzano a, seguito di questa nuova iniziativa di prevenzione. Nei
giorni scorsi sono intervenuti anche i vigili del fuoco. «Si,
ho
chiamato io i pompieri - racconta Irene Masala - da qualche tempo
sentiamo delle vibrazioni sul pavimento, la casa trema. ci hanno detto
che allo stato attuale il palazzo non corre rischi, e che faranno delle
pareti di contenimento in cemento armato». Alle proteste si
uniscono le preoccupazioni degli ambientalisti.
Un cantiere inutile e pericoloso: «Lo stato del cantiere
dimostra
una eccessiva fretta, che potrebbe diventare pericolosa per le
maestranze, ma anche per gli abitanti del vicino quartiere»,
denuncia Antonello Gregorini di Legambiente. «Sono un
geometra e
ho visto parecchi cantieri- spiega 1'ambientalista- mi chiedo quale
tecnico al mondo può firmare un piano di sicurezza dove si
scava
4 metri senza prevedere opere di sicurezza». E poi,
perché
effettuare lo scavo radente il muro di cinta, alle civili abitazioni?
Una domanda che in questi giorni ha tormentato anche i residenti.
Intanto nuova interrogazione al sindaco Floris, affinché
vengano
immediatamente sospesi i lavori. Interpreti delle angosce dei residenti
i consiglieri Radhouan Ben Amara e Giani Loy: «Dobbiamo
tranquillizzare i cittadini attualmente in ansia e riflettere su
un'opera la cui utilità, è oggetto di non poche
perplessità».
«La,
Regione blocchi il tunnel di Tuvumannu»
Interrogazione di
Luciano Uras, Rifondazione
CAGLIARI. «La Regione intervenga a garanzia della sicurezza
dei
cittadini per sospendere la costruzione del tunnel a
Tuvumannu»
ha chiesto Luciano Uras, consigliere regionale di Rifondazione
comunista in una interrogazione presentata al presidente e agli
assessori competenti. Uras denuncia anche i pericoli di smottamento del
terreno «con segni evidenti di lesione nello stabile di via
Castelli e chiede di interrompere i lavori per verificare le cause
effettive deò “predetto smottamento”.
Nell'interrogazione il consigliere di Rifondazione chiede di sapere se
corrisponde al vero che 1'amministrazione ha stipulato un accordo tra
il Comune e la Coimpresa che prevede la modifica del precedente
progetto di viabilità con la conferma del primo lotto dei
lavori
(che comprende una galleria di attraversamento del colle di
Tuvumennu”. Uras chiede di sapere se la Regione ha valutato
l’utilità della galleria in questo nuovo progetto.
Sul
problema della galleria il centro sinistra del
consigli
comunale, ha annunciato Paolo Frau (capo gruppo dei Ds)
presenterà una mozione per chiedere che
l’intervento venga
rimodulato visto ance il ridrimensionamento della strada, da quattro a
due corsie, con conseguente riduzione del volume di traffico. In questa
situazione, spiega Frau, non è più necessario un
intervento così invasivo comeil tunnel inizialmente previsto
nel
primo lotto dei lavori (che comprende la realizzazione di , una
galleria di attraversamento del colle di Tuvumannu» Uras
chiede
poi di sapere se la Regione ha valutato 1'utilità della
galleria
in questo progetto.
Carla Piras su La nuova Sardegna del 24 gennaio 2006
Rifondazione
attacca l'ecomostro: «Fermatelo»
Ancora un semaforo
rosso sulla
strada dell'ecomostro. Nel mirino, stavolta, anche il primo lotto del
mega progetto di viabilità che prevede il collegamento tra
via
Cadello e via San Paolo. E a dire no, ancora una volta, potrebbe essere
la Regione. Gli smottamenti che ieri e hanno interessato i palazzoni di
via Castelli, danno un punto di drammatica attualità
all'interrogazione che i consiglieri di Rifondazione Luciano Uras,
Ciriaco Davoli e Paolo Pisu, hanno rivolto a Soru e agli assessore
all'Urbanistica È stato realmente stipulato - si chiede -
1'accordo tra Regione, Comune e Coimpresa per modificare il vecchio
progetto e confermare la sola realizzazione del tunnel di Tlzvumannu? E
- ancora - ha senso investire risorse finanziarie per un progetto che
perde parte della sua utilità?
Intanto in via Castelli si fa largo 1'eco della protesta. Dopo il
cedimento di terreno venerdì, iexi è stata la
volta dei
vigili del fuoco. «Da qualche tempo sentiamo delle vibrazioni
sul
pavimento», dice Irene Masala, «la casa
trema».
Paura, che si aggiunge alla ribellione degli ultimi mesi.nnCinzia Isola
Il Giornale di Sardega 22 gennaio 2006
“Il
tunnel? Inutile e anche pericoloso”
Legambiente
all'attacco: bloccare i lavori dell'arteria che da via Cadello
arriverà sino a via Is Maglias.
“Il tunnel? Inutile e anche pericoloso”
Poca sicurezza nei lavori, apprensione tra gli abitanti.
di Roberto Paracchini su La Nuova Sardegna del 24 gennaio 2006
CAGLIARI. Noi come Legambiente siamo sempre stati contrari a quella
strada in quanto dannosa per il sito archeologico della necropoli
fenicio-punica. Ma oggi con 1 inizio dei lavori del tunnel, si
aggiungono anche problemi di sicurezza afferma Vincenzo Tiana,
presidente di Legambiente. Il dito accusatore è rivolto
contro
il primo lotto dell'arteria che viaggia in parallelo al piano di
lottizzazione integrata per i colli di Tuvixeddu-Tuvumannu. Secondo il
progetto iniziale in e bloccato), la strada avrebbe dovuto snellire il
traffico di via Is Mirrionis incanalando il traffico, tramite un tunnel
sino a Tuvixeddu prima e una sopraelevata poi, da via Cadello sino a
via San Paolo. «Spostare il traffico da via Cadello sino a
via Is
Maglias significa - continua Tiana - creare un forte impatto su una
zona delicata per 1'importanza archeologica. Inoltre abbiamo notato che
1'impresa, per voler fare i lavori in tempi rapidi, ci sembra stia
creando situazioni carenti nella sicurezza. Tant'è che gli
abitanti di via Castelli hanno segnalato delle lesioni sulle case che
si trovano a ridosso del luogo dove sono iniziati i lavori.
I lavori del tunnel sono iniziati a fianco di via Castelli, la strada
che porta in via Is Maglias. La previsione è di far uscire
la
strada sotterranea all'inizio del canyon di Tuvixeddu, realizzato a suo
tempo dall'Italcementi (quando esistevano ancora le cave) per il
passaggio del materiale da Tuvumannu verso la cementeria.
Come accennato, però, il tunnel è una parte di
un'opera
molto più vasta che non sarà più
realizzata
«E quest'arteria, se parzialmente realizzata, non
potrà
più assolvere alle funzioni previste si smistamento del
traffico. Per questo - afferma Cinza Frau del circolo"Il grillo" di
Legambiente siamo davanti a un chiaro esempio di spreco di denaro
pubblico». Inoltre «lo stato del cantiere in corso
dimostra
una eccessiva fretta che potrebbe diventare pericolosa non solo per le
maestranze ma anche per gli abitanti del vicino quartiere. Chiunque,
vedendo 1'immagine dei lavori può valutare la
pericolosità dello scavo, profondo sette-otto metri, posto
di
fianco a un edificio di civile abitazione. Le normative vigenti in
materia di sicurezza dei cantieri stabiliscono che le scarpate degli
scavi debbano essere adeguatamente puntellate. Mentre nessun puntello e
nessuna sbadacchiatura è stata posta».
Legambiente è contraria a questo progetto da oltre quindici
anni, «da quando la Coimpresa (titolare dell'intervento) -
continua Frau - prevedeva di realizzare la lottizzazione su Tuvixeddu,
dove non c'era allora ne’ un vincolo archeologico,
ne’
paesistico. Ma ora ci sono entrambi». Si è
finalmente
capito che la necropoli di Tuvixeddu è uno dei siti
archeologici
fenicio-punici più importanti del Mediterraneo. Poi nel 1997
la
Regione ha posto anche il vincolo paesistico, che parte da via
Sant'Avendrace, circonda il colle di Tuvixeddu, scende in via is
Mirrionis, risale in via Timavo e torna su viale Sant'Avendrace.
L'area, inoltre, è uno dei punti centrali del sistema dei
colli
individuato dalla Regione nel nuovo piano paesaggistico. «A
questo punto - spiega Cinzia F'rau - se si ritiene che 1'area sia
fondamentale per la città, non si può
manometterla e
traforarla in modo così pesante Inoltre non ci pare che il
traffico possa averne beneficio. Il tunnel inizia a fianco della scuola
"Stagno" e fmisce in via Is Maglias, ma lì si
fermerà
perché il progetto iniziale è stato parzialmente
modificato».
Il secondo lotto della strada sarebbe dovuto partire dal canyon per poi
fare un tratto all'aperto e poi di nuovo un pezzo interrato in
corrispondenza di via Falsarego sino all'uscita della scuola media
"Spano". Quest'ultima sarebbe stata in parte tagliata dall'arteria che,
poi, sarebbe scesa in via Rovereto per innalzarsi in un tratto
sopraelevato (con 1'inizio del terzo modulo). Questo avrebbe tagliato
una parte del liceo "Siotto" e sarebbe poi passato sopra viale Trento e
viale Trieste, per atterrare in via San Paolo. Nell'autunno scorso,
però c'è stato un incontro tra la Regione, il
Comune e la
Coimpresa che ha stabilito di bloccare il terzo lotto e di ridurre il
secondo ad uso dell'area archeologica, facendo fmire la strada dietro
la scuola "De Amicis", dove sono previsti dei parcheggi. «A
questo punto commenta Frau - ci sarà 1 assurdo dell'uscita
della
strada che parte da via Cadello nel gomito di via Vittorio Veneto. Un
imbuto. Per questo chiediamo di rivedere e di bloccare i lavori del
tunnel». Sul problema della galleria il centro sinistra del
consiglio comunale, ha annunciato Paolo Frau (capo gruppo dei Ds),
presenterà oggi una mozione per chiedere che 1'intervento
venga
rimodulato.
Tunnel a Tuvumannu, crolla una parete
Il Giornale di
Sardegna
Protesta dei residenti
Incidente durante i lavori di scavo del tunnel che
collegherà il
quartiere di Is Mìrrionis al cavalcavia di via San Paolo.
Una
piccola frana di una parete rocciosa ha creato il panico tra i
residenti. Anche se non c'è stato alcun pericolo per gli
inquilini dei palazzi di via Castelli. Erano circa le 12 quando durante
i lavori si è aperto un varco nella parete rocciosa e sono
franati materiale calcareo e sabbia. Secondo quanto riferito dal
responsabile del cantiere l'ingegnere Corolla sono crollati circa due
metri cubi di materiali. «È successo che la benna
ha
scavato in un punto
dove c'era già uno scavo realizzato per il posizionamento
della
cisterna del gasolio per il palazzo. Cisterna che non era
più in
funzione. Abbiamo comunque - ha proseguito il capo cantiere - messo in
sicurezza la parete: non c'erano rischi per i residenti ma ci sarebbe
potuto essere pericolo per i nostri operai».
Il cantiere che servirà a
realizzare il
tunnel, che fa parte del primo e unico lotto di quell'ecomostro che
tante proteste ha sollevato, è profondo 4 metri e largo 70,
ed
è stato aperto da circa un mese. I residenti di via
Castelli,
che da tempo hanno formato un comitato per scongiurare la realizzazione
della strada proprio perché temono crolli e lesioni alle
palazzine comunali, ora si dicono preoccupati per il futuro dei lavori.
Dell'incidente è stata informata anche la Circoscrizione
comunale di Sant'Avandrace. «È un miracolo che
nessuno si
sia fatto male», ha commentato il consigliere Giulio Sanna.
Per i
prossimi giorni, il Comitato spontaneo contro i lavori del tunnel ha
organizzato un sit-in di protesta davanti al Liceo Siotto.
Le scuse di
Floris ai cittadini: “Non mi sono fatto capire”
Il Giornale di
Sardegna
II sindaco parla dai microfoni di una radio: non volevo il multipiano
II primo cittadino rivela anche un sogno: portare Madonna sul palco per
l'ultimo dell'anno
Marcello Zasso cagliari@@gds.sm
Dice che lui quel multipiano di via Manzoni non lo voleva e altre sono
state le forze che hanno spinto per costruirlo. Dice anche che non ha
fatto solo cose da contestare, ma non è stato abbastanza
bravo
nel dirlo ai suoi cittadini. Arrivando anche a chiedere scusa:
«Non sono stato capace di far capire quanto siano stati
importanti i cantieri che hanno sventrato le nostre strade».
E
racconta anche di un sogno: portare Madonna sul palco del Capodanno
cagliaritano. Dice tutto questo Emilio Floris, sindaco di Cagliari che
non vuole rinunciare alla carica che la gente gli ha affidato nel 2001:
non ha ancora uno sfidante, ma per il centrodestra c'è lui.
Consacrato dal ministro Beppe Pisanu, ha accettato dopo qualche piccola
incertezza la nuova candidatura, per essere primo cittadino per la
seconda volta. O almeno provarci.
PARLA DAI MICROFONI di radio Sintony, Floris, intervistato da Claudio
Cugusi. A ruota libera sui punti cruciali dei cinque anni da inquilino
principale del Municipio: parcheggi, cantieri, rotatorie, parchi fino
al presente delle primarie del centrosinistra. Ma sui rivali alle
prossime elezioni non si sbilancia: «Non so chi
sarà il
candidato ma spero che non ci sia bisogno del ballottaggio».
Mentre è pronto a riprendere sotto la sua ala protettiva il
rivale interno, Giandomenico Sabiu: «Se avrà un
ripensamento, sarò pronto a incontrarlo per trovare una
strada
comune». Tra una telefonata e un messaggino Floris era sempre
più a suo agio tra casse e microfoni, tanto da fare
autocritica
sulle condizioni delle strade e sulla rabbia dei cittadini:
«Ci
siamo fidati solo dei cittadini e della loro percezione di questi
stravolgimenti: abbiamo sbagliato nel comunicare veramente molto poco
1'importanza per il futuro di questi lavori». L'improvvisato
speaker radiofonico ha risposto in modo preciso a un ascoltatore che ha
chiesto quando le auto spariranno dalla corsia centrale di via Roma:
«Spero in una ventina di giorni, ora che è pronto
il nuovo
parcheggio dell'Autorità portuale». Poi un elenco
di spese
fatte per migliorare la città. E il multipiano dei
manganelli?
Floris ha ricordato che il multipiano di via Manzoni faceva parte del
suo programma elettorale ma, con un colpo di scena, ha ammesso che lui
è stato uno dei primi oppositori: «Coraggioso
sì,
scemo no», è stata la conclusione del sindaco con
le
cuffie.
|
|
|
|