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Metropolitana e nuovo asse mediano. Ora è guerra tra Soru e il sindaco Floris.
Lo scontro era nell'aria da qualche giorno. Prima una mezza parola, poi
una intera, e poi il grande salto: una conferenza stampa. Che ha
segnato un confine: da una parte il sindaco di Cagliari Emilio Floris e
dall'altra il presidente della Giunta regionale Renato Soru. In mezzo,
due concezioni diverse inconciliabili (o quasi) della politica.
Fatto sta che tra i due massimi rappresentanti delle più alte
istituzioni elettive della Sardegna è sceso il gelo. Non prima,
però, che il sindaco di Cagliari si levasse qualche sassolino
dalla scarpa. E per farlo ha convocato una conferenza stampa proprio
nelle stesse ore in cui; a Roma, il presidente della Giunta era a
colloquio con il ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi.
La conferenza stampa
«Le affermazioni di Soru sui progetti che stiamo portando avanti
sono qualcosa che lascia presupporre un conflitto di competenze
istituzionali -ha attaccato Floris- Noi stiamo preparando una
città che sia competitiva con le altre: Ma questo a Soru non
interessa. Floris lo aveva già annunciato mercoledì in
Consiglio comunale:1'uscita di Soru del giorno prima lo aveva
spiazzato. «Si stava facendo un cammino insieme - ha spiegato
Floris - e le sue esternazioni sul Siotto che non si deve abbattere,
sul tunnel di via Roma che non serve e sulla metropolitana che non si
deve fare non sono interlocutorie ma conclusive. In realtà,
almeno da parte nostra, non si è concluso ancora nulla. Visioni
differenti che hanno portato allo scontro:«Quei progetti son
stati finanziati con 300 milioni di euro dei fondi Por e della legge
Obiettvo e devono essere conclusi entro giugno 2008: tutto è
già stato fínan ziato e noi lo abbiamo ereditato dalle
precedenti Giunte: adesso dobbiamo portare a termine il cammino».
Soru replica: Decide il Cipe
La risposta di Soru è arrivata a stretto giro. Dopo 1'incontro
con Lunardi, il Presidente della Regione ha spiegato che il Cipe
(Comitato interministeriale programmazione economica) prende le
decisioni su proposta delle Regioni: «Noi proviamo a concordare i
progetti con i comuni», ma se 1'accordo non si trova la Regione
va avanti da sola.
La lettera al governatore
La conferenza stampa di ieri è stata però un epilogo.
Mercoledì scorso infatti Floris ha scritto a Soru:"Lei
dimostra di avere un solo obiettivo: smontare pezzo dopo pezzo accordi
istituzionali di programma già conclusi [...] Da una parte,
dunque, dichiara di voler coordinare e promuovere interventi,
dall'altra li distrugge'. E, come se il concetto non fosse già
abbastanza chiaro, Floris continua: "Lei crede che proteggere, tutelare
e far sviluppare una città come Cagliari significhi blindarla a
quaunque tentativo di migliorarla? Io credo proprio di no'. Insomma,
"lasci fare il sindaco di Cagliari a chi è stato scelto dai
cittadini per farlo e faccia bene il suo lavoro'. E per fare bene il
suo lavoro Soru - ha dovrebbe lasciar fare al Comune
tutto quello che il Comune ha deciso di fare. A partire dalla
metropolitana per passare poi nel tunnel di via
Roma, sopra la strada del Siotto «e poi le piazze, le
infrastrutture al Poetto e i parcheggi interrati che serviranno a
liberare le strade dalle macchine». Tutti interventi che il
Comune dovrà portare avanti grazie ai finanziamenti della legge
obbiettivo: «Finanziamenti che non vogliamo perdere. Soru sa che
è necessario essere rapidi nelle decisioni: non deve affossare
le nostre scelte».
Giacomo Bassi su Il Giornale di Sardegna del 11 marzo 2005
La legge: obiettivo grandi opere
La legge Lunardi per le infrastrutture è stata fortemente voluta
dal Governo Berlusconi per snellire le procedure e liberare i cantieri
per le grandi opere. Erano diventati troppo stringenti i controlli
adottati negli anni successivi allo scandalo tangentopoli. La legge per
le opere strategiche si configura come una legge delega che da ampi
poteri al Governo che individua le opere da realizzare con le procedure
accelerate ma che di fatto esclude gli Enti Locali, in cui i progetti
verranno proposti e istruiti dal ministero delle Infrastrutture e
approvati dal Cipe. Le Regioni possono segnalare le opere di loro
interesse, ma Comuni e Provincie non sono coinvolte nella scelta, ma
semplicemente informati. Sono previsti due regimi transitori: il primo
elenco delle "opere buone" del 2001 che sblocca i progetti già
approvati e finanziati, un secondo regime 2002-2003 definito stralcio e
infine il sistema ordinario a partire dal 2004. Nella fase di
discussione del provvedimento la conferenza Stato-Regioni, Anci e Upi
avevano richiesto robuste modifiche che restituissero agli Enti Locali
le prerogative fissate in costituzione. Ma la maggioranza in Parlamento
approvò la norma come proposta dal ministro Lunardi. Legge
entrata in vigore con l'approvazione della finanziaria 2001.
Giacomo Bassi su Il Giornale di Sardegna del 11 marzo 2005
Ma la città si ribella alle grandi opere
CAGLIARI. La
chiamano democrazia partecipata. Sono tutti quei cittadini stanchi
degli appelli che si infrangono contro muri di gomma. Hanno formato
comitati spontanei, per dire no all'assenza di dialogo con le
amministrazioni pubbliche. Vogliono che si tenga conto anche delle loro
opinioni. Soprattutto se la posta in gioco è il futuro della
città in cui vivono o i soldi che escono dalle tasche dei
contribuenti. Sono contrari alla politica delle grandi opere;
all'urbanizzazione selvaggia e alla poca cura per la salute dei
cittadini. Ieri hanno unito tutte le voci del coro per andare a
protestare durante la seduta del consiglio comunale. E i progetti da
bloccare; per non rovinare definitivamente il volto della città,
per i rappresentanti dei comitati sono tanti. Sono cioè tutti
quei cantieri, appaltati e
non, ideati dalla Giunta Floris. A partire dalla bretella che unirebbe
1'asse mediano con il centro della città. Un cantiere suddiviso
in tre lotti e finanziato con fondi Pia, che ha fatto storcere il naso
anche al presidente della Giunta regionale Renato Soru. Il comitato in
questo caso è nato per difendere 1'abbattimento di una parte del
liceo classico Siotto, che sarebbe travolto dal nuovo asse di
scorrimento veloce. Quattro corsie che metterebbero a rischio anche la
necropoli fenicio punica di Tuvixeddu, che verrebbe sventrata per
portare fiumi di traffico al centro della città. La nuova
struttura inoltre avrebbe un impatto ambientale notevole. Paragonabile
per dimensioni .allo svincolo di Is Pontis Paris; sorgerebbe accanto
alle abitazioni e agli uffici pubblici. E il problema traffico
preoccupa anche i residenti di via Manzoni, che vedranno sorgere
davanti alle proprie finestre un multipiano di dodici metri, per
quattrocento posti auto. Una calamita di inquinamento per gli abitanti
di San Benedetto, in un quartiere dove un nuovo parcheggio c'è
già, in via Sant'Alenixedda, ma è sempre semivuoto. Ma
spostandoci verso il centro storico, i cittadini lanciano 1'allarme per
un nuovo scempio, paragonabile al ripascimento del Poetto: Si tratta
del "Sistema dei colli"; il progetto votato all'unanimità dal
consiglio comunale, . per rendere agevole 1'ingresso nel quartiere
medievale con scale mobili, tapis roulant, parcheggi e ascensori. Per i
comitati è solo 1'ennesimo esempio dell'aggressione del nuovo
Attila, contro la memoria di una città che rischia di morire.
(c.p.)
La Nuova Sardegna, 10 marzo 2005
Ecomostro: scontro Delogu-Soru
Il comportamento di Soru è fuori dalle regole della democrazia.
Mariano Delogu non, accetta l'intervento del Governatore sulla strada
spacca-scuole. Il senatore condanna la sua ingerenza nelle scelte del
Consiglio comunale. «Il suo intervento sulla vicenda del Siotto
è un fatto gravissimo -afferma- non può trattare in
questo modo 1' amministrazione cagliaritana. In vista dell'incontro di
questo pomeriggio tra Soru e il ministro Lunardi, Delogu ha presentato
un'interrogazione al ministro chiedendogli di incontrare il sindaco
prima di assumere "qualsiasi iniziativa".
Niente diktat sulla città
Delogu non accetta che Soru imponga un diktat dall'alto su una
questione a lungo dibattuta dal Consiglio comunale. «Ci sono
altri modi di comportarsi, in una vicenda così complessa ci
possono essere dei punti da rivedere - continua il senatore di An-ma
riguarda la città di Cagliari, e Soru avrebbe potuto dire
"così non va bene, propongo al Consiglio comunale di rivedere
alcuni punti". Invece ha avuto una mancanza di rispetto verso i
consiglieri eletti dai cittadini per due volte di seguito: le decisioni
erano state prese dalla precedente amministrazione e la gente ha votato
di nuovo per noi».
Le reazioni del Consiglio
II dibattito si è acceso anche tra i tavoli del Consiglio
comunale dopo un'interrogazione di Giandomenico Sabiu. Il sindaco
Floris ha commentato così: «Mi hanno stupito le
esternazioni di Soru che ha dato un giudizio conclusivo su un
provvedimento che non è ancora concluso. Non vorrei che si
arrivasse a uno scontro istituzionale. Il sindaco ha, inaspettatamente,
rivelato che non era d'accordo sul tragitto della nuova strada, sul
quale ha sempre manifestato delle perplessità. Emilio Floris ha
aggiunto di avere sentito il Governatore al telefono per oltre un'ora
per trovare una mediazione. Ma Soru è stato irremovibile, anche
al telefono.
Nessuna valutazione
Tra i motivi che hanno portato Soru a bocciare il cavalcavia del tratto
finale del progetto (quello che, passando attraverso il Siotto,
dovrebbe raggiungere via San Paolo) c'è stato quello della
valutazione d'impatto ambientale. Che, secondo Soru avrebbe avuto esito
negativo: Nessuna conferma dall'assessorato regionale all'Ambiente,
anzi. «Non è stata avviata nessuna procedura per la
valutazione dell'impatto ambientale - dice Roberto Serra, responsabile
dell'apposito servizio - due anni fa il Comune ci ha presentato il
quesito ma, in base al Decreto del Presidente della Repubblica del 12
aprile 19%, abbiamo risposto che non c'era bisogno della valutazione
d'impatto ambientale. Legambiente, infatti, insiste con 1'assessore
Pilia perché venga apposto un vincolo paesistico-ambientale
sull'area di Tuvixeddu. LIl travaglio dell'asse mediano continua.
Marcello Zasso su Il Giornale di Sardegnadel 10 marzo 2005
Uno spiraglio per il multipiano
E il
comitato nato per contrastare il multipiano, ieri sera non ha disertato
1'aula. E con qualche applauso per i consiglieri paladini della loro
protesta, ha provato a far sentire anche la proprio voce, ma è stato
prontamente gelato da presidente del consiglio Ghigo Solinas.
Rispondendo alle interrogazioni, il sindaco ha chiarito che lo spazio
offerto dalla riunione era del tutto insufficiente per affrontare la
questione. «A me piace essere trasparente», ha detto, Floris «Mi si può
attribuire un errore, ma non la mancanza di trasparenza. Ho ereditati
questo progetto dalla giunta che mi ha preceduto. Ma ho sempre
dimostrato il massimo interesse per incontrare cittadini. Lo farò con
tutta la calma e la serenità, di cui avremo bisogno». Ma di calma non
ne hanno poi tanta cittadini: I lavori sono già stati appaltati e il
rischio è che gli spazi per modificare il progetto ormai siano ridotti.
In soccorso del sindaco è intervenuto 1'assessore ai Lavori Pubblici
Raffaale Lorrai «Questo multipiano rientra nel Piano dei parcheggi. Non
stiamo facendo sorgere posti auto, senza avere una chiara idea di ciò
che stiamo facendo». Insomma, se il comitato contro il multipiano
pensava di poter chiudere la partita ieri sera, si è sbagliato: «Se i
cittadini sono qui stasera - ha ribadito Giandomenico Sabiu,
consigliere di An - non è perché vogliono sapere con quale delibera sia
stato approvato il progetto. Ma perché vogliono capire se sia ancora
possibile modificarlo».
Carla Piras
La nuova Sardegna 10 marzo 2005
Quel parcheggio è una minaccia.
Tra gli slogan più ricorrenti inseriti nei programmi
dell'amministrazione cittadina quelli sull'ambiente, il turismo e
1'occupazione risultano, purtroppo, tanto disattesi quanto abusati.
Sempre più di frequente constatiamo che i buoni propositi degli
inquilini del comune restano lettera morta e le aspettative dei
cittadini sono puntualmente tradite. I fatti contraddicono le solenni
dichiarazioni di amore per la città e i propositi di prendersi
cura dei suoi interessi. La città lungi dall'essere valorizzata
viene sovente abbandonata. se non letteralmente tradita. A farne le
spese sono soprattutto t'aspetto urbano e la qualità de la vita.
L'antica capitale dell'isola. Cagliari, sedicente "città
turistica". sempre più disadorna e degradata rischia di
spopolarsi progressivamente per l'oggettiva invivibilità dei
rioni storici. La mancanza di un piano particolareggiato per il
recupero del centro storico e 1'assenza di una politica del traffico
automobilistico sono alla base del suo degrado. Per meglio renderci
conto della situazione di confusione che regna a livello amministrativo
. Serve riflettere sui recenti, contradditori provvedimenti per la ZTL
del rione Castello (conclusosi con un clamoroso dietrofront della
giunta) e sull'incredibile progetto per il parcheggio multipiano in via
Manzoni. Quello che viene annunciato come l'uovo di Colombo, a ben
vedere, altro non è che una seria minaccia alla salute dei
residenti una preoccupante proposta nel segno del sottosviluppo e
dell'arretramento culturale.
L'idea é di altri tempi. Arriva quando i cittadini avvertono in
prima persona il pericolo dell'inquinamento e sono sempre
più consapevoli che 1'uso sconsiderato (da porta a porta)
dell’automezzo andrebbe scoraggiato. È di tutta evidenza
che un grande parcheggio in centro non serve ad altro che ad
incoraggiare quell'uso insensato del mezzo privato che, invece. si
vorrebbe contenere. Perché i progettisti di tale manufatto non
ci dicono se hanno fatto uno studio di impatto ambientale? " Bene, ci
diano i risultati. Non credo proprio che pensino (magari!) di
compensare i nuovi spazi per ospitare le auto con la soppressione di
altrettanti posteggi al suolo così da poter trasformare la
piazza del mercato in un'isola pedonale. Sembra di capire che il
contestato contenitore per autoveicoli destinato alla via Manzoni viene
considerato dall'amministrazione fondamentale per salvare dalla crisi i
dettaglianti e in particolare i gestori dei box del mercato di San
Benedetto.
Purtroppo. quella che i proponenti considerano una scelta risolutiva
per decongestionare il traffico produrrebbe effetti contrai a quelli
sperati, in un rione dove già non c'è aria per respirare:
Inoltre, non può neppure rappresentare una soluzione alla crisi
del mercato civico che, invero, richiederebbe ben diversi interventi di
ristrutturazione. Infatti, così come viene gestito attualmente
Il mercato non avrebbe ragione di restare aperto se è vero, come
è vero che ha fallito il suo principale obiettivo cioè
quello di calmierare i prezzi al consumo. “Tutti sanno quel che
è successo, prezzi del mercato sono lievitati negli ultimi anni,
mediamente del 40%. mentre la grande distribuzione ha fatto registrare
aumenti modesti.
Anche sotto questo profilo, l'afllusso di un maggior numero di persone
alla zona del mercato non farebbe altro che incrementare la domanda e,
di conseguenza, i prezzi! (è questo che vuole la giunta?) Auguro
di cuore agli abitanti di San Benedetto che il brutto manufatto resti
sulla carta di modo che in primo luogo non possa offendere la salute
degli .digeni '
Lettera di Manfredi Carta
Scampato pericolo per il Siotto
Il Siotto non sarà abbattuto.
La grande tangenziale di collegamento che doveva unire via Cadello con
la via San Paolo non si farà più. O meglio,
partirà da via Cadello, entrerà dentro Tuvumannu,
scavalcherà via Is Maglias e una volta nel grande canyon di
Tuvixeddu uscirà in via Vittorio Veneto. Senza lambire la
struttura del liceo classico di viale Trento che fino a ieri aveva
vissuto con l’incubo della motosega edilizia sul capo. Secondo i
progetti del Comune di Cagliari la strada
In sopraelevata accanto all’ala destra della scuola superiore
dopo aver abbattuto la palestra della scuola media Spano. Ma quel
viadotto non si farà
L’audizione del consiglio
L'annuncio dello scampato pericolo è stato dato ieri sera dal
presidente della Giunta regionale Renato Soru nel corso dell'udienza
davanti alla quarta commissione consiliare Trasporti: Nell'occasione
Soru non ha parlato solo dell'ecomostro di Tuvixeddu: sotto la scure
della Regione passeranno tutti quei progetti che Emilio Floris sindaco
aveva deciso fossero i fiori all'occhiello della sua consiliatura.
«Il tunnel di via Roma? Dovrà essere rivisto sulla base
delle reali necessità del traffico cittadino». «La
metropolitana? Non serve: al suo posto verrà potenziato il
servizio di tram già progettato dal Ctm».
L'asse di collegamento
Ma il primo progetto toccato dal presidente della Regione è
stato appunto il collegamento tra via Cadello e via San Paolo: Dopo le
proteste dei cittadini e la mobilitazione della società civile
1'assessore regionale all'Ambiente Tonino Dessì aveva deciso di
acquisire tutte le carte e i progetti della strada. E 1'analisi ha dato
il suo primo frutto: «L'abbattimento del Siotto non si
farà perché non si farà quel collegamento».
Niente bretella di congiungimento tra le due grandi arterie stradali ma
più semplicemente una via di deflusso che colleghi le due zone
della città. <Il viadotto non verrà costruito per un
semplice motivo -ha proseguito Soru - perché la valutazione di
impatto ambientale che è stata recentemente chiesta ha dato
esito negativo>. Niente viadotto, quindi, niente strada e niente
affettamento della scuola Al suo posto un collegamento tra la 130 e via
Cadello.
Il tunnel di via Roma
Un deciso ridimensionamento avrà anche il progetto della giunta
comunale di costruire il grande tunnel in via Roma: «Quello
rimarrà ma ci riserviamo di rivederne la struttura sulla base
delle reali necessità. Dobbiamo insomma capire a cosa
serve». Non dice Soru quali saranno i parametri su cui verranno
ristabilite le necessità per la viabilità
cittadina. Non dice nemmeno quale sarà la struttura del tumnnel
nel caso quelle nec3ssità non dovessero essere verificate. Si
limita a ufficializzare una serie di cambiamenti che erano
nell’aria già da qualche tempo.
Come anche il blocco della metropolitana. A1 suo posto verrà
finanziato, con 20 milioni di euro, il sistema di trasporto su rotaia.
Tram, insomma: «I1 sistema collegherà piazza Matteotti col
policlinico di Monserrato», ha detta Soru. E per rispondere a
Emilio Floris sindaco, che aveva espresso perplessità per alcuni
tratti del percorso; ha ribadito che «il viaggio sarà di
15 minuti. In viale Marconi verrà costruito un tunnel che
risolverà il rischio di tappo del traffico».
Nei progetti della Regione, insomma, piazza Matteotti diventerà
il cuore del trasporto cittadino. Sarà il terminal di
collegamento con 1'aeroporto di Elmas. E il trenino che
accompagnerà i viaggiatori arriverà fin dentro il
multipiano dello scalo»: Anche in questo caso un addio: ai
quattrocento metri di tapis roulant che avrebbero fatto da collegamento
tra il capolinea del treno e il terminal aeroportuale.
Giacomo Bassi su Il Giornale di Sardegna del 9 marzo 2005
La lunga strada verso l’annullamento
Per il liceo classico Siotto sembra giunta l'ora della
riscossa. Le tante voci che hanno alimentato le proteste degli ultimi
mesi potranno finalmente gioire. Il tratto spacca-scuole della strada
prevista dal Comune non ha superato l'esame dell'impatto ambientale.
Niente cavalcavia sopra viale Trento e Viale Trieste: nessun cavalcavia
che trapassi il Siotto. Nessuno, durante la stesura del progetto per il
prolungamento del1'asse mediano; si era preoccupato del suo destino.
Né del suo prestigio. Lo storico liceo era stato considerato
come un ostacolo da abbattere e nulla più: Lo stesso
cinico destino era stato previsto per una parte della scuola
media Spano di via Falzarego. Il progetto prevede che il nuovo tratto
dell'asse di scorrimento parta da via Cadello, attraversi Tuvumannu
grazie a un tunnel, passi sopra via Is Maglias per poi seguire il
canyon del colle di Tuvivixeddu: Secondo il progetto approvato dal
Comune, una volta terminato il tragitto del canyon, la strada doveva
passare in una breve galleria (abbattendo una parte della Spano,
chiudendo 1'unico ingresso possibile per, 1'istituto) per poi decollare
con un cavalcavia che sarebbe dovuto partire dal cortile del Siotto,
passare attraverso un'ala del liceo e sovrastare prima viale Trento,
poi viale Trieste e infine raggiungere via San Paolo. Il progetto per
la costruzione di tutto il tratto finale, dal canyon in poi, è
stato bocciato dal presidente della Giunta regionale Soru che ha
proposto una "via di mezzo". Dal canyon, la nuova strada dovrà
raggiungere via Vittorio Veneto perché l'ultima parte, il grande
cavalcavia, non ha superato la valutazione d'impatto ambientale. Con
questa modifica, il Siotto, che era destinato prima alla
ristrutturazione e poi all'abbattimento nel giro di pochi anni,
potrà godersi solo la prima parte perché i soldi per la
messa a norma son già stati stanziati mentre il suo funerale
è stato rinviato. A data da destinarsi. (m: z:) .
Cagliari capitale del multipiano
MARCELLO ZASSO
Cagliari capitale. Dei parcheggi multipiano. L'ennesimo è in
costruzione nell'isolato tra via Sauro, viale Trieste e viale Trento.
Il nuovo corso dello sviluppo urbano sembra non poter prescindere dalla
costruzione dei grandi parcheggi. Fino a pochi anni fa erano una
novità, adesso c'è'invasione. «Il nuovo impianto
che stiamo costruendo porterà 220 nuovi posti auto - spiega
Raffaele Lorrai, assessore ai Lavori pubblici –i lavori
dovrebbero terminare entro la fine dell'anno, anche se hanno subito dei
rallentamenti per il ritrovamento di alcuni beni archeologici: una
cisterna romana che verrà valorizzata con una copertura
trasparente».
Un primo piano, per ora
Il progetto del parcheggio prevede un piano terra e un piano superiore,
con la possibilità di aggiungerne altri. «Nella zona di
viale Trieste e viale Trento ci sono molti servizi e uffici pubblici -
dice Gianni Chessa, presidente della commissione per i Lavori pubblici
–ma manca un numero adeguato di parcheggi: la costruzione del
nuovo impianto sarà sicuramente utile per risolvere il problema.
Chi deve raggiungere gli uffici per avere dei documenti, perde troppo
tempo alla ricerca di un parcheggio». In quell'area, alle spalle
del palazzo dell'assessorato allo Programmazione, è prevista
anche la costruzione di altri uffici comunali. I nuovi parcheggi, di
conseguenza, saranno utilizzati prevalentemente dall’elevato
numero di dipendenti comunali che lavoreranno nella zona.
Una tendenza da invertire
«Questo, in realtà, è un errore spiega Chessa-
troppo diffuso. Bisogna invertire la tendenza: le amministrazioni
dovrebbero spostare gli uffici fuori dalla cinta cittadina e lasciare
la città agli abitanti. Si potrebbero convertire le aree
impiegate dagli uffici in zone residenziali, evitando lo spopolamento
del capoluogo. Ci vorrebbe un piano regolatore, un accordo tra Comuni e
Regione (compreso lo Iacp): la zona di San Lorenzo potrebbe essere
destinata agli uffici, decongestionando il centro della
città».
Troppo spesso gli uffici sono stati costruiti senza calcolare le misure
dell'utenza che avrebbero servito. Negli ultimi tempi, poi,
1'amministrazione, nelle sue scelte urbanistiche, ha optato per
l'intransigenza nei confronti delle proteste dei cittadini e delle
associazioni. «Anche questo è sbagliato – conferma
Chessa bisogna ascoltare tutte le voci».
Il Giornale di Sardegna 1 marzo 2005
“Ecco la promessa del candidato Floris per il maxi parcheggio di via Manzoni”
Il parcheggio multipiano, in via Manzoni, non lo vogliono proprio.
Non abbassano la guardia i residenti della zona, che ieri mattina si
sono riuniti ancora una volta per manifestare il loro dissenso al
progetto previsto. La loro rabbia nasce dal fatto di non essere stati
interpellati prima dell'approvazione di un progetto che non
condividono. In tanti si sono ritrovati nello spiazzo tra via Manzoni e
via Carducci dove, al posto dell'attuale parcheggio a raso, il Comune
ha previsto la costruzione di una grossa struttura con un piano
interrato e tre esterni
La falsa promessa elettorale
Anche il Comune fa la sua parte nel creare confusione nei cittadini. il
mese scorso la quarta circoscrizione, durante una seduta aperta ai
cittadini, ha incontrato l'assessore al Lavori pubblici, Raffaele
Lorrai, per discutere il problema del parcheggio. “Era stupito
per le reazioni dei residenti –racconta Valentina Sanna, vice
presidente della circoscrizione di San Benedetto - ci ha accusati di
scarsa memoria, ricordando a tutti che il sindaco aveva compreso il
progetto del parcheggio a quattro piani nel suo programma elettorale.
Ha omesso soltanto che quel progetto era molto più discreto e
conciliante. Adesso vogliono costruire un gigante di marmo che
eliminerà anche il transito pedonale tra le due vie, creando un
unico isolato tra via Bacaredda e via Leopardi”. Lo scopo
dell'incontro di ieri mattina, tra le auto in sosta nel parcheggio, era
proprio la divulgazione dell'immagine che mostrava il progetto promesso
dal sindaco durante la sua campagna elettorale del 2001: sempre un
parcheggio di quattro piani, due (o forse tre) dei quali interrati. Il
progetto appaltato dal Comune prevede, invece, un solo piano
sotterraneo e una costruzione di tre piani, con un impatto ben diverso
da quello sbandierato prima delle elezioni. il progetto è
cresciuto verso l'alto, “anche in una delibera della Giunta
comunale, del novembre 2002-. continua Valentina Sanna - si fa
riferimento a due piani interrati e alla superficie dello spiazzo
lasciata invariata. I cittadini e le associazioni chiedevano che la
parte superiore fosse arricchita con del verde. il Comune, invece, ha
scoperto che sotto c'è una falda acquifera e che gli scavi
sarebbero costati troppo, allora hanno deciso di costruire verso
l'alto. Senza interpellare nessuno: il progetto è stato
approvato con una delibera di Giunta, non è stato discusso
neanche in Consiglio”. Il fronte di opposizione all'intervento
urbanistico è nutrito, ma i residenti e le associazioni dei
cittadini non sono del tutto contrari alla costruzione del multipiano.
Secondo molti si potrebbero trovare soluzioni più discrete come
quella prevista in origine, secondo altre opinioni, il parcheggio
potrebbe essere realizzato completamente sottoterra, sfruttando la
vicina area dell'ex Intendenza di finanza e evitando di stravolgere
l'aspetto della zona. Che, comunque, non è tra i più
pittoreschi della città.
Marcello Zasso
Ieri mattina nello spiazzo tra via Manzoni e via Carducci c era anche
Paolo Frau, consigliere comunale dei Ds che si è lamentato della
condotta tenuta dalla giunta “Sono dei bugiardi ha affermato
nelle carte del Puc erano previsti due piani interrati per il
parcheggio. Siamo stati presi in giro: su quei parcheggio il sindaco ci
ha basato la campagna elettorale Ma è stato approvato un
progetto diverso”. Il consigliere d'opposizione condanna la
maggioranza per l'abitudine a non considerare i cittadini e lamentarsi
dei loro interessamento “Continuano a dire che la gente si
sveglia all’ultimo minuto e crea problemi, aggiunge, in
realtà ci siamo opposti fin dall'inizio a questo tipo di
intervento così come abbiamo fatto perla strada che dovrà
abbattere il Siotto il sindaco vuole opporsi ma e fondamentale che la
popolazione si interessi della propria città ml sembra ovvio.
Piazza Giovanni, via Corsica, via Manzoni, Il Siotto, Ztl di Castello
si sono moltiplicati le proteste contro gli interventi più
impopolari della Giunta comunale. L’esigenza dl una maggiore
partecipazione dei cittadini allo sviluppo della città
sarà il tema di un dibattito organizzato dal Dipartimento di
studi storici geografici e artistici
dell’Università. L’incontro a cui
parteciperanno vari comitati e associazioni è fissato per
giovedì prossimo (alle 16,30) nell’aula magna della
facoltà di Lettere. (m.z.)
Il Giornale di Sardegna 1 marzo 2005
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