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Marzo 2005


  • 11 marzo 2005 Metropolitana e nuovo asse mediano. Ora è guerra tra Soru e il sindaco Floris [...]

  • 10 marzo 2005 Ma la città si ribella alle grandi opere [...]

  • 10 marzo 2005 Ecomostro: scontro Delogu-Soru [...]

  • 10 marzo 2005 Uno spiraglio per il multipiano [...]

  • 09 marzo 2005 Quel parcheggio è una minaccia [...]

  • 09 marzo 2005 Scampato pericolo per il Siotto [...]

  • 09 marzo 2005 La lunga strada verso l'annullamento [...]

  • 01 marzo 2005 Cagliari capitale del multipiano [...]

  • 01 marzo 2005 Ecco la promessa del candidato Floris per il maxi parcheggio di via Manzoni [...]



Metropolitana e nuovo asse mediano. Ora è guerra tra Soru e il sindaco Floris.

Lo scontro era nell'aria da qualche giorno. Prima una mezza parola, poi una intera, e poi il grande salto: una conferenza stampa. Che ha segnato un confine: da una parte il sindaco di Cagliari Emilio Floris e dall'altra il presidente della Giunta regionale Renato Soru. In mezzo, due concezioni diverse inconciliabili (o quasi) della politica.
Fatto sta che tra i due massimi rappresentanti delle più alte istituzioni elettive della Sardegna è sceso il gelo. Non prima, però, che il sindaco di Cagliari si levasse qualche sassolino dalla scarpa. E per farlo ha convocato una conferenza stampa proprio nelle stesse ore in cui; a Roma, il presidente della Giunta era a colloquio con il ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi.

La conferenza stampa
«Le affermazioni di Soru sui progetti che stiamo portando avanti sono qualcosa che lascia presupporre un conflitto di competenze istituzionali -ha attaccato Floris- Noi stiamo preparando una città che sia competitiva con le altre: Ma questo a Soru non interessa. Floris lo aveva già annunciato mercoledì in Consiglio comunale:1'uscita di Soru del giorno prima lo aveva spiazzato. «Si stava facendo un cammino insieme - ha spiegato Floris - e le sue esternazioni sul Siotto che non si deve abbattere, sul tunnel di via Roma che non serve e sulla metropolitana che non si deve fare non sono interlocutorie ma conclusive. In realtà, almeno da parte nostra, non si è concluso ancora nulla. Visioni differenti che hanno portato allo scontro:«Quei progetti son stati finanziati con 300 milioni di euro dei fondi Por e della legge Obiettvo e devono essere conclusi entro giugno 2008: tutto è già stato fínan ziato e noi lo abbiamo ereditato dalle precedenti Giunte: adesso dobbiamo portare a termine il cammino».

Soru replica: Decide il Cipe
La risposta di Soru è arrivata a stretto giro. Dopo 1'incontro con Lunardi, il Presidente della Regione ha spiegato che il Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica) prende le decisioni su proposta delle Regioni: «Noi proviamo a concordare i progetti con i comuni», ma se 1'accordo non si trova la Regione va avanti da sola.

La lettera al governatore
La conferenza stampa di ieri è stata però un epilogo. Mercoledì scorso infatti Floris ha scritto a  Soru:"Lei dimostra di avere un solo obiettivo: smontare pezzo dopo pezzo accordi istituzionali di programma già conclusi [...] Da una parte, dunque, dichiara di voler coordinare e promuovere interventi, dall'altra li distrugge'. E, come se il concetto non fosse già abbastanza chiaro, Floris continua: "Lei crede che proteggere, tutelare e far sviluppare una città come Cagliari significhi blindarla a quaunque tentativo di migliorarla? Io credo proprio di no'. Insomma, "lasci fare il sindaco di Cagliari a chi è stato scelto dai cittadini per farlo e faccia bene il suo lavoro'. E per fare bene il suo lavoro Soru - ha    dovrebbe lasciar fare al Comune tutto quello che il Comune ha deciso di fare. A partire dalla metropolitana     per passare poi nel tunnel di via Roma, sopra la strada del Siotto «e poi le piazze, le infrastrutture al Poetto e i parcheggi interrati che serviranno a liberare le strade dalle macchine». Tutti interventi che il Comune dovrà portare avanti grazie ai finanziamenti della legge obbiettivo: «Finanziamenti che non vogliamo perdere. Soru sa che è necessario essere rapidi nelle decisioni: non deve affossare le nostre scelte».

Giacomo Bassi su Il Giornale di Sardegna del 11 marzo 2005

La legge: obiettivo grandi opere
La legge Lunardi per le infrastrutture è stata fortemente voluta dal Governo Berlusconi per snellire le procedure e liberare i cantieri per le grandi opere. Erano diventati troppo stringenti i controlli adottati negli anni successivi allo scandalo tangentopoli. La legge per le opere strategiche si configura come una legge delega che da ampi poteri al Governo che individua le opere da realizzare con le procedure accelerate ma che di fatto esclude gli Enti Locali, in cui i progetti verranno proposti e istruiti dal ministero delle Infrastrutture e approvati dal Cipe. Le Regioni possono segnalare le opere di loro interesse, ma Comuni e Provincie non sono coinvolte nella scelta, ma semplicemente informati. Sono previsti due regimi transitori: il primo elenco delle "opere buone" del 2001 che sblocca i progetti già approvati e finanziati, un secondo regime 2002-2003 definito stralcio e infine il sistema ordinario a partire dal 2004. Nella fase di discussione del provvedimento la conferenza Stato-Regioni, Anci e Upi avevano richiesto robuste modifiche che restituissero agli Enti Locali le prerogative fissate in costituzione. Ma la maggioranza in Parlamento approvò la norma come proposta dal ministro Lunardi. Legge entrata in vigore con l'approvazione della finanziaria 2001.
Giacomo Bassi su Il Giornale di Sardegna del 11 marzo 2005

Ma la città si ribella alle grandi opere

CAGLIARI. La chiamano democrazia partecipata. Sono tutti quei cittadini stanchi degli appelli che si infrangono contro muri di gomma. Hanno formato comitati spontanei, per dire no all'assenza di dialogo con le amministrazioni pubbliche. Vogliono che si tenga conto anche delle loro opinioni. Soprattutto se la posta in gioco è il futuro della città in cui vivono o i soldi che escono dalle tasche dei contribuenti. Sono contrari alla politica delle grandi opere; all'urbanizzazione selvaggia e alla poca cura per la salute dei cittadini. Ieri hanno unito tutte le voci del coro per andare a protestare durante la seduta del consiglio comunale. E i progetti da bloccare; per non rovinare definitivamente il volto della città, per i rappresentanti dei comitati sono tanti. Sono cioè tutti quei cantieri, appaltati e
non, ideati dalla Giunta Floris. A partire dalla bretella che unirebbe 1'asse mediano con il centro della città. Un cantiere suddiviso in tre lotti e finanziato con fondi Pia, che ha fatto storcere il naso anche al presidente della Giunta regionale Renato Soru. Il comitato in questo caso è nato per difendere 1'abbattimento di una parte del liceo classico Siotto, che sarebbe travolto dal nuovo asse di scorrimento veloce. Quattro corsie che metterebbero a rischio anche la necropoli fenicio punica di Tuvixeddu, che verrebbe sventrata per portare fiumi di traffico al centro della città. La nuova struttura inoltre avrebbe un impatto ambientale notevole. Paragonabile per dimensioni .allo svincolo di Is Pontis Paris; sorgerebbe accanto alle abitazioni e agli uffici pubblici. E il problema traffico preoccupa anche i residenti di via Manzoni, che vedranno sorgere davanti alle proprie finestre un multipiano di dodici metri, per quattrocento posti auto. Una calamita di inquinamento per gli abitanti di San Benedetto, in un quartiere dove un nuovo parcheggio c'è già, in via Sant'Alenixedda, ma è sempre semivuoto. Ma spostandoci verso il centro storico, i cittadini lanciano 1'allarme per un nuovo scempio, paragonabile al ripascimento del Poetto: Si tratta del "Sistema dei colli"; il progetto votato all'unanimità dal consiglio comunale, . per rendere agevole 1'ingresso nel quartiere medievale con scale mobili, tapis roulant, parcheggi e ascensori. Per i comitati è solo 1'ennesimo esempio dell'aggressione del nuovo Attila, contro la memoria di una città che rischia di morire.
(c.p.)
La Nuova Sardegna, 10 marzo 2005

Ecomostro: scontro Delogu-Soru


Il comportamento di Soru è fuori dalle regole della democrazia.
Mariano Delogu non, accetta l'intervento del Governatore sulla strada spacca-scuole. Il senatore condanna la sua ingerenza nelle scelte del Consiglio comunale. «Il suo intervento sulla vicenda del Siotto è un fatto gravissimo -afferma- non può trattare in questo modo 1' amministrazione cagliaritana. In vista dell'incontro di questo pomeriggio tra Soru e il ministro Lunardi, Delogu ha presentato un'interrogazione al ministro chiedendogli di incontrare il sindaco prima di assumere "qualsiasi iniziativa".

 

Niente diktat sulla città
Delogu non accetta che Soru imponga un diktat dall'alto su una questione a lungo dibattuta dal Consiglio comunale. «Ci sono altri modi di comportarsi, in una vicenda così complessa ci possono essere dei punti da rivedere - continua il senatore di An-ma riguarda la città di Cagliari, e Soru avrebbe potuto dire "così non va bene, propongo al Consiglio comunale di rivedere alcuni punti". Invece ha avuto una mancanza di rispetto verso i consiglieri eletti dai cittadini per due volte di seguito: le decisioni erano state prese dalla precedente amministrazione e la gente ha votato di nuovo per noi».

 

Le reazioni del Consiglio
II dibattito si è acceso anche tra i tavoli del Consiglio comunale dopo un'interrogazione di Giandomenico Sabiu. Il sindaco Floris ha commentato così: «Mi hanno stupito le esternazioni di Soru che ha dato un giudizio conclusivo su un provvedimento che non è ancora concluso. Non vorrei che si arrivasse a uno scontro istituzionale. Il sindaco ha, inaspettatamente, rivelato che non era d'accordo sul tragitto della nuova strada, sul quale ha sempre manifestato delle perplessità. Emilio Floris ha aggiunto di avere sentito il Governatore al telefono per oltre un'ora per trovare una mediazione. Ma Soru è stato irremovibile, anche al telefono.

 

Nessuna valutazione
Tra i motivi che hanno portato Soru a bocciare il cavalcavia del tratto finale del progetto (quello che, passando attraverso il Siotto, dovrebbe raggiungere via San Paolo) c'è stato quello della valutazione d'impatto ambientale. Che, secondo Soru avrebbe avuto esito negativo: Nessuna conferma dall'assessorato regionale all'Ambiente, anzi. «Non è stata avviata nessuna procedura per la valutazione dell'impatto ambientale - dice Roberto Serra, responsabile dell'apposito servizio - due anni fa il Comune ci ha presentato il quesito ma, in base al Decreto del Presidente della Repubblica del 12 aprile 19%, abbiamo risposto che non c'era bisogno della valutazione d'impatto ambientale. Legambiente, infatti, insiste con 1'assessore Pilia perché venga apposto un vincolo paesistico-ambientale sull'area di Tuvixeddu. LIl travaglio dell'asse mediano continua.
Marcello Zasso su Il Giornale di Sardegnadel 10 marzo 2005


Uno spiraglio per il multipiano

E il comitato nato per contrastare il multipiano, ieri sera non ha disertato 1'aula. E con qualche applauso per i consiglieri paladini della loro protesta, ha provato a far sentire anche la proprio voce, ma è stato prontamente gelato da presidente del consiglio Ghigo Solinas. Rispondendo alle interrogazioni, il sindaco ha chiarito che lo spazio offerto dalla riunione era del tutto insufficiente per affrontare la questione. «A me piace essere trasparente», ha detto, Floris «Mi si può attribuire un errore, ma non la mancanza di trasparenza. Ho ereditati questo progetto dalla giunta che mi ha preceduto. Ma ho sempre dimostrato il massimo interesse per incontrare cittadini. Lo farò con tutta la calma e la serenità, di cui avremo bisogno». Ma di calma non ne hanno poi tanta cittadini: I lavori sono già stati appaltati e il rischio è che gli spazi per modificare il progetto ormai siano ridotti. In soccorso del sindaco è intervenuto 1'assessore ai Lavori Pubblici Raffaale Lorrai «Questo multipiano rientra nel Piano dei parcheggi. Non stiamo facendo sorgere posti auto, senza avere una chiara idea di ciò che stiamo facendo». Insomma, se il comitato contro il multipiano pensava di poter chiudere la partita ieri sera, si è sbagliato: «Se i cittadini sono qui stasera - ha ribadito Giandomenico Sabiu, consigliere di An - non è perché vogliono sapere con quale delibera sia stato approvato il progetto. Ma perché vogliono capire se sia ancora possibile modificarlo».
Carla Piras
La nuova Sardegna 10 marzo 2005

Quel parcheggio è una minaccia.


Tra gli slogan più ricorrenti inseriti nei programmi dell'amministrazione cittadina quelli sull'ambiente, il turismo e 1'occupazione risultano, purtroppo, tanto disattesi quanto abusati. Sempre più di frequente constatiamo che i buoni propositi degli inquilini del comune restano lettera morta e le aspettative dei cittadini sono puntualmente tradite. I fatti contraddicono le solenni dichiarazioni di amore per la città e i propositi di prendersi cura dei suoi interessi. La città lungi dall'essere valorizzata viene sovente abbandonata. se non letteralmente tradita. A farne le spese sono soprattutto t'aspetto urbano e la qualità de la vita.
L'antica capitale dell'isola. Cagliari, sedicente "città turistica". sempre più disadorna e degradata rischia di spopolarsi progressivamente per l'oggettiva invivibilità dei rioni storici. La mancanza di un piano particolareggiato per il recupero del centro storico e 1'assenza di una politica del traffico automobilistico sono alla base del suo degrado. Per meglio renderci conto della situazione di confusione che regna a livello amministrativo . Serve riflettere sui recenti, contradditori provvedimenti per la ZTL del rione Castello (conclusosi con un clamoroso dietrofront della giunta) e sull'incredibile progetto per il parcheggio multipiano in via Manzoni. Quello che viene annunciato come l'uovo di Colombo, a ben vedere, altro non è che una seria minaccia alla salute dei residenti una preoccupante proposta nel segno del sottosviluppo e dell'arretramento culturale.
L'idea é di altri tempi. Arriva quando i cittadini avvertono in prima persona il  pericolo  dell'inquinamento e sono sempre più consapevoli che 1'uso sconsiderato (da porta a porta) dell’automezzo andrebbe scoraggiato. È di tutta evidenza che un grande parcheggio in centro non serve ad altro che ad incoraggiare quell'uso insensato del mezzo privato che, invece. si vorrebbe contenere. Perché i progettisti di tale manufatto non ci dicono se hanno fatto uno studio di impatto ambientale? " Bene, ci diano i risultati. Non credo proprio che pensino (magari!) di compensare i nuovi spazi per ospitare le auto con la soppressione di altrettanti posteggi al suolo così da poter trasformare la piazza del mercato in un'isola pedonale. Sembra di capire che il contestato contenitore per autoveicoli destinato alla via Manzoni viene considerato dall'amministrazione fondamentale per salvare dalla crisi i dettaglianti e in particolare i gestori dei box del mercato di San Benedetto.
Purtroppo. quella che i proponenti considerano una scelta risolutiva per decongestionare il traffico produrrebbe effetti contrai a quelli sperati, in un rione dove già non c'è aria per respirare: Inoltre, non può neppure rappresentare una soluzione alla crisi del mercato civico che, invero, richiederebbe ben diversi interventi di ristrutturazione. Infatti, così come viene gestito attualmente Il mercato non avrebbe ragione di restare aperto se è vero, come è vero che ha fallito il suo principale obiettivo cioè quello di calmierare i prezzi al consumo. “Tutti sanno quel che è successo, prezzi del mercato sono lievitati negli ultimi anni, mediamente del 40%. mentre la grande distribuzione ha fatto registrare aumenti modesti.
Anche sotto questo profilo, l'afllusso di un maggior numero di persone alla zona del mercato non farebbe altro che incrementare la domanda e, di conseguenza, i prezzi! (è questo che vuole la giunta?) Auguro di cuore agli abitanti di San Benedetto che il brutto manufatto resti sulla carta di modo che in primo luogo non possa offendere la salute degli .digeni '
Lettera di Manfredi Carta

Scampato pericolo per il Siotto

Il Siotto non sarà abbattuto.
La grande tangenziale di collegamento che doveva unire via Cadello con la via San Paolo non si farà più. O meglio, partirà da via Cadello, entrerà dentro Tuvumannu, scavalcherà via Is Maglias e una volta nel grande canyon di Tuvixeddu uscirà in via Vittorio Veneto. Senza lambire la struttura del liceo classico di viale Trento che fino a ieri aveva vissuto con l’incubo della motosega edilizia sul capo. Secondo i progetti del Comune di Cagliari la strada
In sopraelevata accanto all’ala destra della scuola superiore dopo aver abbattuto la palestra della scuola media Spano. Ma quel viadotto non si farà

L’audizione del consiglio
L'annuncio dello scampato pericolo è stato dato ieri sera dal presidente della Giunta regionale Renato Soru nel corso dell'udienza davanti alla quarta commissione consiliare Trasporti: Nell'occasione Soru non ha parlato solo dell'ecomostro di Tuvixeddu: sotto la scure della Regione passeranno tutti quei progetti che Emilio Floris sindaco aveva deciso fossero i fiori all'occhiello della sua consiliatura. «Il tunnel di via Roma? Dovrà essere rivisto sulla base delle reali necessità del traffico cittadino». «La metropolitana? Non serve: al suo posto verrà potenziato il servizio di tram già progettato dal Ctm».

L'asse di collegamento
Ma il primo progetto toccato dal presidente della Regione è stato appunto il collegamento tra via Cadello e via San Paolo: Dopo le proteste dei cittadini e la mobilitazione della società civile 1'assessore regionale all'Ambiente Tonino Dessì aveva deciso di acquisire tutte le carte e i progetti della strada. E 1'analisi ha dato il suo primo frutto: «L'abbattimento del Siotto non si farà perché non si farà quel collegamento». Niente bretella di congiungimento tra le due grandi arterie stradali ma più semplicemente una via di deflusso che colleghi le due zone della città. <Il viadotto non verrà costruito per un semplice motivo -ha proseguito Soru - perché la valutazione di impatto ambientale che è stata recentemente chiesta ha dato esito negativo>. Niente viadotto, quindi, niente strada e niente affettamento della scuola Al suo posto un collegamento tra la 130 e via Cadello.

Il tunnel di via Roma
Un deciso ridimensionamento avrà anche il progetto della giunta comunale di costruire il grande tunnel in via Roma: «Quello rimarrà ma ci riserviamo di rivederne la struttura sulla base delle reali necessità. Dobbiamo insomma capire a cosa serve». Non dice Soru quali saranno i parametri su cui verranno ristabilite le  necessità per la viabilità cittadina. Non dice nemmeno quale sarà la struttura del tumnnel nel caso quelle nec3ssità non dovessero essere verificate. Si limita a ufficializzare una serie di cambiamenti che erano nell’aria già da qualche tempo.
Come anche il blocco della metropolitana. A1 suo posto verrà finanziato, con 20 milioni di euro, il sistema di trasporto su rotaia. Tram, insomma: «I1 sistema collegherà piazza Matteotti col policlinico di Monserrato», ha detta Soru. E per rispondere a Emilio Floris sindaco, che aveva espresso perplessità per alcuni tratti del percorso; ha ribadito che «il viaggio sarà di 15 minuti. In viale Marconi verrà costruito un tunnel che risolverà il rischio di tappo del traffico».
Nei progetti della Regione, insomma, piazza Matteotti diventerà il cuore del trasporto cittadino. Sarà il terminal di collegamento con 1'aeroporto di Elmas. E il trenino che accompagnerà i viaggiatori arriverà fin dentro il multipiano dello scalo»: Anche in questo caso un addio: ai quattrocento metri di tapis roulant che avrebbero fatto da collegamento tra il capolinea del treno e il terminal aeroportuale.

Giacomo Bassi su Il Giornale di Sardegna del 9 marzo 2005

La lunga strada verso l’annullamento

Per il liceo classico Siotto sembra giunta l'ora della riscossa. Le tante voci che hanno alimentato le proteste degli ultimi mesi potranno finalmente gioire. Il tratto spacca-scuole della strada prevista dal Comune non ha superato l'esame dell'impatto ambientale. Niente cavalcavia sopra viale Trento e Viale Trieste: nessun cavalcavia che trapassi il Siotto. Nessuno, durante la stesura del progetto per il prolungamento del1'asse mediano; si era preoccupato del suo destino. Né del suo prestigio. Lo storico liceo era stato considerato come un  ostacolo da abbattere e nulla più: Lo stesso cinico destino era  stato previsto per una parte della scuola media Spano di via Falzarego. Il progetto prevede che il nuovo tratto dell'asse di scorrimento parta da via Cadello, attraversi Tuvumannu grazie a un tunnel, passi sopra via Is Maglias per poi seguire il canyon del colle di Tuvivixeddu: Secondo il progetto approvato dal Comune, una volta terminato il tragitto del canyon, la strada doveva passare in una breve galleria (abbattendo una parte della Spano, chiudendo 1'unico ingresso possibile per, 1'istituto) per poi decollare con un cavalcavia che sarebbe dovuto partire dal cortile del Siotto, passare attraverso un'ala del liceo e sovrastare prima viale Trento, poi viale Trieste e infine raggiungere via San Paolo. Il progetto per la costruzione di tutto il tratto finale, dal canyon in poi, è stato bocciato dal presidente della Giunta regionale Soru che ha proposto una "via di mezzo". Dal canyon, la nuova strada dovrà raggiungere via Vittorio Veneto perché l'ultima parte, il grande cavalcavia, non ha superato la valutazione d'impatto ambientale. Con questa modifica, il Siotto, che era destinato prima alla ristrutturazione e poi all'abbattimento nel giro di pochi anni, potrà godersi solo la prima parte perché i soldi per la messa a norma son già stati stanziati mentre il suo funerale è stato rinviato. A data da destinarsi. (m: z:) .

Cagliari capitale del multipiano

MARCELLO ZASSO
Cagliari capitale. Dei parcheggi multipiano. L'ennesimo è in costruzione nell'isolato tra via Sauro, viale Trieste e viale Trento. Il nuovo corso dello sviluppo urbano sembra non poter prescindere dalla costruzione dei grandi parcheggi. Fino a pochi anni fa erano una novità, adesso c'è'invasione. «Il nuovo impianto che stiamo costruendo porterà 220 nuovi posti auto - spiega Raffaele Lorrai, assessore ai Lavori pubblici –i lavori dovrebbero terminare entro la fine dell'anno, anche se hanno subito dei rallentamenti per il ritrovamento di alcuni beni archeologici: una cisterna romana che verrà valorizzata con una copertura trasparente».

Un primo piano, per ora
Il progetto del parcheggio prevede un piano terra e un piano superiore, con la possibilità di aggiungerne altri. «Nella zona di viale Trieste e viale Trento ci sono molti servizi e uffici pubblici - dice Gianni Chessa, presidente della commissione per i Lavori pubblici –ma manca un numero adeguato di parcheggi: la costruzione del nuovo impianto sarà sicuramente utile per risolvere il problema. Chi deve raggiungere gli uffici per avere dei documenti, perde troppo tempo alla ricerca di un parcheggio». In quell'area, alle spalle del palazzo dell'assessorato allo Programmazione, è prevista anche la costruzione di altri uffici comunali. I nuovi parcheggi, di conseguenza, saranno utilizzati prevalentemente dall’elevato numero di dipendenti comunali che lavoreranno nella zona.

Una tendenza da invertire
«Questo, in realtà, è un errore spiega Chessa- troppo diffuso. Bisogna invertire la tendenza: le amministrazioni dovrebbero spostare gli uffici fuori dalla cinta cittadina e lasciare la città agli abitanti. Si potrebbero convertire le aree impiegate dagli uffici in zone residenziali, evitando lo spopolamento del capoluogo. Ci vorrebbe un piano regolatore, un accordo tra Comuni e Regione (compreso lo Iacp): la zona di San Lorenzo potrebbe essere destinata agli uffici, decongestionando il centro della città».
Troppo spesso gli uffici sono stati costruiti senza calcolare le misure dell'utenza che avrebbero servito. Negli ultimi tempi, poi, 1'amministrazione, nelle sue scelte urbanistiche, ha optato per l'intransigenza nei confronti delle proteste dei cittadini e delle associazioni. «Anche questo è sbagliato – conferma Chessa bisogna ascoltare tutte le voci».
Il Giornale di Sardegna 1 marzo 2005

“Ecco la promessa del candidato Floris per il maxi parcheggio di via Manzoni”

Il parcheggio multipiano, in via Manzoni, non lo vogliono proprio.
Non abbassano la guardia i residenti della zona, che ieri mattina si sono riuniti ancora una volta per manifestare il loro dissenso al progetto previsto. La loro rabbia nasce dal fatto di non essere stati interpellati prima dell'approvazione di un progetto che non condividono. In tanti si sono ritrovati nello spiazzo tra via Manzoni e via Carducci dove, al posto dell'attuale parcheggio a raso, il Comune ha previsto la costruzione di una grossa struttura con un piano interrato e tre esterni

La falsa promessa elettorale
Anche il Comune fa la sua parte nel creare confusione nei cittadini. il mese scorso la quarta circoscrizione, durante una seduta aperta ai cittadini, ha incontrato l'assessore al Lavori pubblici, Raffaele Lorrai, per discutere il problema del parcheggio. “Era stupito per le reazioni dei residenti –racconta Valentina Sanna, vice presidente della circoscrizione di San Benedetto - ci ha accusati di scarsa memoria, ricordando a tutti che il sindaco aveva compreso il progetto del parcheggio a quattro piani nel suo programma elettorale. Ha omesso soltanto che quel progetto era molto più discreto e conciliante. Adesso vogliono costruire un gigante di marmo che eliminerà anche il transito pedonale tra le due vie, creando un unico isolato tra via Bacaredda e via Leopardi”. Lo scopo dell'incontro di ieri mattina, tra le auto in sosta nel parcheggio, era proprio la divulgazione dell'immagine che mostrava il progetto promesso dal sindaco durante la sua campagna elettorale del 2001: sempre un parcheggio di quattro piani, due (o forse tre) dei quali interrati. Il progetto appaltato dal Comune prevede, invece, un solo piano sotterraneo e una costruzione di tre piani, con un impatto ben diverso da quello sbandierato prima delle elezioni. il progetto è cresciuto verso l'alto, “anche in una delibera della Giunta comunale, del novembre 2002-. continua Valentina Sanna - si fa riferimento a due piani interrati e alla superficie dello spiazzo lasciata invariata. I cittadini e le associazioni chiedevano che la parte superiore fosse arricchita con del verde. il Comune, invece, ha scoperto che sotto c'è una falda acquifera e che gli scavi sarebbero costati troppo, allora hanno deciso di costruire verso l'alto. Senza interpellare nessuno: il progetto è stato approvato con una delibera di Giunta, non è stato discusso neanche in Consiglio”. Il fronte di opposizione all'intervento urbanistico è nutrito, ma i residenti e le associazioni dei cittadini non sono del tutto contrari alla costruzione del multipiano. Secondo molti si potrebbero trovare soluzioni più discrete come quella prevista in origine, secondo altre opinioni, il parcheggio potrebbe essere realizzato completamente sottoterra, sfruttando la vicina area dell'ex Intendenza di finanza e evitando di stravolgere l'aspetto della zona. Che, comunque, non è tra i più pittoreschi della città.
Marcello Zasso

Ieri mattina nello spiazzo tra via Manzoni e via Carducci c era anche Paolo Frau, consigliere comunale dei Ds che si è lamentato della condotta tenuta dalla giunta “Sono dei bugiardi ha affermato nelle carte del Puc erano previsti due piani interrati per il parcheggio. Siamo stati presi in giro: su quei parcheggio il sindaco ci ha basato la campagna elettorale Ma è stato approvato un progetto diverso”. Il consigliere d'opposizione condanna la maggioranza per l'abitudine a non considerare i cittadini e lamentarsi dei loro interessamento “Continuano a dire che la gente si sveglia all’ultimo minuto e crea problemi, aggiunge, in realtà ci siamo opposti fin dall'inizio a questo tipo di intervento così come abbiamo fatto perla strada che dovrà abbattere il Siotto il sindaco vuole opporsi ma e fondamentale che la popolazione si interessi della propria città ml sembra ovvio. Piazza Giovanni, via Corsica, via Manzoni, Il Siotto, Ztl di Castello si sono moltiplicati le proteste contro gli interventi più impopolari della Giunta comunale. L’esigenza dl una maggiore partecipazione dei cittadini allo sviluppo della città sarà il tema di un dibattito organizzato dal Dipartimento di studi storici geografici e artistici dell’Università.  L’incontro a cui parteciperanno vari comitati e associazioni è fissato per giovedì prossimo (alle 16,30) nell’aula magna della facoltà di Lettere. (m.z.)

Il Giornale di Sardegna 1 marzo 2005