Il parcheggio non sarà un "mostro d'acciaio"
Via Manzoni. Modificato il progetto: la struttura sarà su 3
piani anziché su 4
Le ultime e defìnitive modifiche al progetto del multipiano
di via Manzoni sono state oggetto di dibattito nell’ultimo consiglio della
Circoscrizione 4. L'assemblea
è stata convocata d'urgenza, su richiesta di 9 consiglieri, per illustrare le
modifiche ai cittadini. Cittadini che però hanno dìsertato la seduta,
preferendo riunirsi in contemporanea in un locale privato. L'assenza dei
residenti non ha impedito ai consiglieri di dibatterre l'argomento ed esprimere parere positivo sulla variante (10 voti afavore e 2
astenuti). In base alla delibera n. 66
del 27 febbraio, i piani di parcheggio non saranno più 4 ma 3 (due
interrati e uno in superficie) e la capienza del parking sarà di 250 posti
auto, 150 in
meno rispetto ai 400 previsti. Niente "mostro d'acciaio", dunque. In
via Manzoni non sorgerà una struttura imponente e in grado di togliere luce e
aria alle abitazioni, bensì un parcheggio a misura di quartiere, in gran parte
nascosto nel sottosuolo e sormontato da un giardino pensile e da una piazza
fruibile dai residenti.
Le reazioni
Le modifiche concordate coi residenti alcuni mesi fa, dopo
un mare dì polemiche e un anno di tensioni, sono state finalmente approvate. «Ancora
una volta. Il sindaco si è comportato in maniera esemplare come era già
accaduto nel caso degli alberi di piazza Giovanni XXIII», ha commentato
Alessandro Sorgia, presidente del distretto di San Benedetto. Così facendo
l'amministrazione comunale ha preso due piccioni con una fava: ha accontentato
i residenti e ha risparmiato il 20 per cento della spesa prevista. E non importa
se al posto del "mostro d'acciaio” su 4 livelli sorgerà una struttura meno
capiente. L'importante è che il parcheggio si faccia e che i lavori si
concludano presto.
I tempi
Ora infatti, il problema non è più cosa costruire, ma in
quanto tempo. «La mancanza di parcheggio nel quartiere si fa sentire ogni giorno
di più». afferma Simone Spiga, presidente della commissione circoscrizionale
Lavori Pubblici, «e a soffrirne non sono solo i commercianti ma anche e
soprattutto i residenti. La ristrutturazione del mercato e ì concomitanti
lavori sulla rete del gas hanno sottratto all'utenza decine di posteggi,
mettendo letteralmente in ginocchio il quartiere. Il multipiano di via
Sant'Alenixedda è sempre strapieno e da solo non ce la fa a smaltire la mole di
auto in cerca di parcheggio. Siamo soddisfatti dell’impegno
dell'amministrazione comunale ma ora ci attendiamo tempi rapidi per il
completamento dei lavori. II multipiano di via Manzoni serve come il pane».
PAOLO LOCHE L’Unione
Sarda 28 marzo 2006
Contro gli alloggi Iacp pronti al ricorso al Tar
Di mollare non se ne parla. Gli
abitanti di Is Mirrionis
sono pronti a far ricorso al Tar pur di impedire la costruzione dei
diciotto alloggi
Iacp nello spiazzo compreso tra via Baronia, via Cortoghiana e via
Malfidano. «Secondo
il Puc, l'area dovrebbe essere soggetta a programmi di qualificazione
urbana -
incalzano i residenti riuniti in un comitato spontaneo - Lo Iacp
avrebbe dovuto
cedere al Comune questi 400metri quadri e non barattarli per 50mila
euro ». Da
mesi in lotta contro quello che viene definito un ulteriore smacco per
un
quartiere già penalizzato dalla cementificazione, ieri
mattina i cittadini hanno
incontrato i candidati a sindaco Giandomenico Sabiu e Gian Mario Selis,
Paolo
Frau per il Comune, Giulio Sanna dei Ds, rappresentati di Legambiente.
All'incontro
non ha preso parte invece - non era stata invitata - la circoscrizione
di Is Mirrionis
- Mulinu Becciu, accusata di negligenza nei confronti dello spiazzo
abbandonato
fino alla svolta edilizia. L'incontro, riuscito solo ametà
è comunque stato un
«segnale positivo», per il rappresentante dei
cittadini Andrea Muscas. «L
’importante è informare la gente e raccogliere
fondi per affrontare le
eventuali spese legali ». Sabiu è apparso
d'accordo. «La città non può essere
gestita bene da chi ha troppi interessi particolari», ha
evidenziato il “pe n t
it o ” politico più illustre della gestione
Floris. «Bisogna intraprendere
tutte le azioni possibili per rispettare le esigenze degli
abitanti», ha
sottolineato invece Selis.
CINZIA ISOLA Il
Giornale
di Sardegna 26 marzo 2006
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Santoni risponde a Legambiente: Cemento su Tuvixeddu «Lavori monitorati»
Cinzia Isola cagliari@ epolis.sm
Quel cantiere ai piedi del colle di Tuvixeddu compreso tra i
numeri civici 39 e 53 di viale Sant'Avendrace continua a dividere. E ora
arrivano delle rassicurazioni, quelle della Soprintendenza. Prima le accuse del
circolo cagliaritano di Legambiente che «ha ritenuto grave che non sia stato
fatto rispettare il vincolo archeologico ». E, soprattutto, ha chiesto alla
Regione di applicare i divieti previsti nel Piano Paesaggistico: nessuna
costruzione per un diametro di 200 metri da tutte le aree archeologiche. Poi la
paura che le colate di cemento possano ricoprire un'antica tomba venuta alla
luce dopo l'abbattimento di alcuni edifici, fa scendere in campo il
Soprintendente Vincenzo Santoni. L'archeologo precisa, in una relazione
dettagliata, che i lavori di demolizione eseguiti dalla ditta Cocco siano stati
seguiti dal personale della Soprintendenza. La chiusura, realizzata però solo
alcuni giorni dopo la demolizione, con opera in muratura dell'accesso moderno
alla tomba, è stato richiesta espressamente al fine di evitare danni alla
struttura. Questo fino a quando non sarà possibile il completo recupero
dell'intera zona. La nota precisa che nel caso in cui lo scavo dovesse mettere in
luce altri contesti archeologici a carattere monumentale, questi potranno
essere mantenuti a vista sulla base delle norme in materia archeologica contenute
nel piano urbanistico comunale, che ha recepito le istanze in materia di tutela
dei beni archeologici urbani. E la sinergia fra le istituzione sempre secondo
Santoni ha consentito di valorizzare l'area urbana del capoluogo.
«Voglio cinquecento posti auto sotto la Rinascente»
Sos parcheggi/1.
Il sindaco sfida la Regione:
Floris alla guerra dei multipiano «Subito i posteggi in via
Roma» qIl progetto del Comune non piace al centrosinistra: «Meglio farlo in
viale La Playa»
Grande Cagliari 3I lavori per il multipiano interrato di via Manzoni: potrebbe
non essere l'unico
Jacopo Norfo jacopo. norfo @ epolis.sm Il Giornale di Sardegna
Nei sogni del sindaco c'è una citta piena di multipiano, ma
rigorosamente interrati. L'ultima idea è aprire il cuore di via Roma per
realizzare un nuovo mega parcheggio da cinquecento posti auto. Dove? Sotto la Rinascente, in un
progetto diverso ma parallelo al tunnel. Per il quale Emilio Floris non esita a
sfidare la Regione:
«Mi auguro che quest'opera venga sbloccata al più presto- dice il sindaco-
perché per quanto mi riguarda voglio a tutti i costi approvarla prima delle
elezioni comunali. Via Roma soffre della carenza di posteggi, il centro commerciale
ha bisogno di essere rivitalizzato. E questo progetto non contrasta con
l'ambiente, può nascere senza un pesante impatto sulla città». Sull'esempio di
quanto è accaduto in via Manzoni, dove fu la protesta popolare a costringere il
Comune alla marcia indietro. «Ora il nuovo progetto per il parcheggio di via
Manzoni è stato approvato dalla giuntaconferma il sindaco- e avrà un giardino
sopra i vari piani che sorgeranno sotto terra. Più o meno quello che accadrà in
via Roma: manca solo il via libera della Regione, mi auguro che arrivi subito
perché si tratta di un'opera strategica per la viabilità cittadina». E CHISSÀ
CHE il multipiano di via Roma non possa far tornare alla luce la vecchia piazza
al centro di via Roma, sacrificata ormai da anni proprio sull'altare delle auto
che parcheggiano alla rinfusa. In realtà sui parcheggi cagliaritani si gioca
una partita delicatissima: troppi sono i posteggi vuoti nei multipiano che già
esistono. Ad esempio nei parcheggi di viale Regina Elena e di via Amat,
spacciati anni fa dal centrodestra come il toccasana per risolvere l'emergenza.
Semivuoti anche gli spazi nel nuovo parcheggio di via Sant'Alenixedda, a due
passi dal tanto reclamizzato multipiano di via Manzoni. E i parcheggi finiranno
anche al centro della campagna elettorale: «Non credo proprio che la Regione autorizzerà un
intervento del genere che sventrerebbe la via Roma- attacca Gian Mario Selis,
candidato sindaco dell'Unione- noi abbiamo dei piani alternativi: i parcheggi
si possono fare ad esempio in viale La
Playa, poche centinaia di metri più avanti, senza stravolgere
la strada del porto. Meglio posti auto all'ingresso della città e collegamenti
efficaci, in un capoluogo che accoglie ventimila studenti al giorno che non
sanno dove parcheggiare». Ma il Comune non cede: sulla scia di via Manzoni
verranno altri multipiano interrati, come in molte capitali europee. E saranno i
cagliaritani a dover esprimere l'eventuale gradimento. In un mare di strisce
blu gestite da cooperative diverse nel caos dei tagliandi.
«La
forza dell'Unione vincerà»
I Comunisti Italiani accusano: «I partiti lo stanno lasciando
solo nel confronto con Floris» Per Selis è una
sfida a
ostacoli.
Niente sala consiliare e neanche sedi politiche: prima uscita pubblica
in mezzo ai disagi Jacopo Norfo jacopo. norfo @ epolis.sm
Il gruppo è unito, ma parte in salita: è tutta in
una
metafora ciclistica la partenza ufficiale della campagna elettorale del
centrosinistra per le comunali. Il bilancio di fine mandato e gli
attacchi a Floris vanno in scena in una saletta angusta: doveva essere
una conferenza stampa, diventa un incontro pubblico in una sede
inadeguata. Nessun partito ha concesso la sua sala a Selis, dopo che il
Comune aveva negato l'aula consiliare. E Selis ha scelto la sede della
sua associazione in via Regina Margherita. Il consigliere Ben Amara
lancia l'allarme: «Il candidato è orfano dei
partiti, lo
stanno lasciando solo senza sostenerlo adeguatamente in una sfida
elettorale difficilissima. Per Selis Margherita e Ds non hanno fatto
neanche un manifesto per le strade della città: lui
è
bravo e onesto, merita di potersi giocare le sue chances al meglio. Per
questo incontro bastava affittare una sala di albergo, oppure farla in
un nostro gruppo consiliare senza dare l'immagine della
disorganizzazione». Marco Espa della Margherita la pensa
diversamente: «Quella sala è stata scelta anche
per dare
un segno di sofferenza, visto che non ci hanno fatto entrare in
Municipio. Ma per la prima volta il centrosinistra è davvero
compatto alle comunali. Per la prima volta avremo un unico sindaco, ed
è un piccolo miarcolo ». Ma lu, GianMario Selis,
con la
grinta dei giorni migliori dribbla ogni polemica. Si concentra sui
contenuti e fissa l'obiettivo: «Il vero confronto non
è
contro Floris ma con Anversa, Atene e le grandi capitali europee-
assicura- una sfida nel segno dello sviluppo. Bisogna ridare
identità ai quartieri, non ingabbiare il centro storico in
percorsi meccanizzati che inciderebbero sulle mura e sulla storia della
città. Diremo no a opere come il tunnel di Tuvixeddu o
quello di
via Roma, privi di studi geologici adeguati» Doveva essere la
passerella finale dei consiglieri comunali, e in parte lo è
stata. Alcuni hanno fatto anche autocritica. Come Gianni Loy che ha
ammesso: «In questi cinque anni di opposizione non abbiamo
fatto
abbastanza. Ma altri cinque anni di governo Floris sarebbero la
devastazione per la città». Ma per il governo di
Cagliari
ci sono anche questioni irrisolte, come quella del Poetto e del dopo-
ripascimento: «Per la riqualificazione del litorale
serviranno un
forte impegno finanziario e competenze più
precise»,
avverte Piero Comandini dello Sdi. E la “Cagliari
migliora”
di Floris definita da tutti un “libro dei sogni”:
«Se
questo è il miglioramento i cittadini devono sentirsi
preoccupati- dice Selis- intanto il venti per cento della popolazione
è disoccupato»
Legambiente
all'attacco: «Il Comune ha
fallito»
Giunta
Floris bocciata da Legambiente per le politiche ambientali.
L'associazione traccia
un'analisi decisamente negativa dell'operato dell'amministrazione
comunale: «Le
sue sono soprattutto promesse mancate- attacca il portavoce Antonello
Gregorini- a cominciare dalla piazza sul mare cje non si è
mai vista. I
quartieri storici non sono più abitati dai cagliaritani,
manca completamente una
politica sui trasporti. Non sono state rispettate le norme sulla
qualità
dell'aria, si parla solo di parcheggi e purtroppo di percorsi
meccanizzati ».
Impietosa è dunque la bocciatura che Legambiente presenta ai
cagliaritani il
giorno dopo il bilancio di fine mandato del sindaco: «Il
Comune non ha fatto
nulla per evitare il disastro del ripascimento- si legge nella nota
degli
ambientalisti- e basta vedere in che situazione si trovano
l'anfiteatro, la
casa di Tigellio, Tuvixeddu e gli altri beni culturali. Castello perde
vitalità.
Villanova frana forse per colpa dei lavori per i parcheggi. E poco si
è fatto
anche per la gestione dei rifiuti e per l'inquinamento».
Il Giornale
di Sardegna 9 marzo 2006
Le reazioni. Il rione resta in
piazza
Cinzia
Isola
Di
veder spuntare un’antenna sotto casa, non ne vogliono proprio
sapere. E così
armati di pala gli abitanti di San Michele, hanno deciso di chiudere la
voragine, pronta per la messa in posa del super fungo elettromagnetico,
alto 37
metri. Di primo
mattino, ieri, un gruppo di giovani del quartiere, si è
trasformato in operai
per un giorno: armati di pala, e di buona volontà, hanno
deciso di seppellire
con le proprie mani il progetto della Tim, di installare la mega
antenna nel
giardinetto, sorto meno di un anno fa, in piazza Is Maglias. Tra di
loro, con
la pala in mano, ieri c’e ra anche Michela, 25 anni, giovane
mamma di due
bimbi. Qualcuno la chiamerebbe, disobbedienza civile, ma Michela e gli
altri
giovani impegnati nel cantiere, sono solo preoccupati per la
pericolosità
dell’ins tallazione. Non importa chi sia il responsabile:
«L’importante è che
si fermino i lavori», è il coro unanime dei
manifestanti. E prosegue anche la
petizione per dire no alla Tim. Il Giornale di Sardegna 7 marzo 2006
«Stop
al cantiere dell'antenna» in via Is Maglias vince la gente
Pericolo elettromagnetico.
Ordinanza del sindaco: «A rischio l'incolumità
pubblica nel rione»
Stop immediato ai lavori.
Via Is Maglias come via Manzoni: la protesta di un intero quartiere
costringe
il Comune a intervenire prima che sia troppo tardi. E quel fungo
elettromagnetico nel giardinetto di SanMichele, per adesso, non si
farà. Ieri
mattina infatti il sindaco Emilio Floris ha firmato un'ordinanza
sospensiva dei
lavori, con motivazioni che non lasciano spazio a dubbi.
«Abbiamo riscontrato
la necessità urgente di tutelare l'ordine pubblico in quella
zona- dice il
sindaco- e con quello l'incolumità delle persone. L'avvio di
questo cantiere ha
infatti provocato allarme e tensione nella popolazione. Tra l'altro
c'era stato
un ordine del giorno del consiglio comunale approvato il 12 ottobre
scorso che
sollecitava un riesame di tutte le concessioni rilasciate per
installazione di
stazioni radio base o il trasferimento in aree comunali non a
densità
abitativa». Insomma non c'erano altre soluzioni, e in via Is
Maglias è arrivata
quella più attesa per i residenti: il sindaco ha ordinato
alla Tim Italia ed
all’impresa edile Marco Pretti, incaricata della
realizzazione dell’antenna, di
sospendere immediatamente i lavori.
UNO STOP SOLLECITATO anche
dalla circoscrizione: «Siamo riusciti a fermare questo
sfacelo- dice il
presidente Edoardo Tocco- e a convincere il sindaco a firmare
l'ordinanza
subito, prima che la situazione precipitasse ». È
la conferma che in via Is
Maglias è accaduto qualcosa di molto simile alla protesta
contro il multipiano
di via Manzoni. Anche in quel caso il Comune fu costretto a ridiscutere
con gli
abitanti il progetto: E a due mesi dalle elezioni, nella Cagliari dei
comitati c'è
anche la rivolta di via Milano contro il cemento. Ma sul fungo
elettromagnetico
della Tim in via Is Maglias, il Comune incalzato dall'opposizione di
centrosinistra è stato costretto a ricorrere al Consiglio di
Stato: «Con i
tecnici della Tim è mancato il dialogo - ha ricordato
Floris- e sono saltati
diversi incontri tecnici. Non ci resta che mettere in moto i nostri
avvocati
per il ricorso contro la decisione del Tar. Ma intanto abbiamo dovuto
bloccare
il cantiere». Al resto ci hanno pensato gli abitanti,
coprendo la voragine. J.
N. Il Giornale di Sardegna 7 marzo 2006
La tomba romana finisce in Procura
Il
segretario provinciale dei
Verdi chiede la tutela dei reperti archeologici
Esposto
in Procura per salvare
una tomba romana. Pino Zarbo, presidente della federazione provinciale
dei
Verdi, sceglile vie legali per salvaguardare i ritrovamenti
archeologici che
stanno venendo alla luce in via Sant'Avendrace. «Durante i
lavori eseguiti
nell’area compresa fra il civico 33 e 55»,si legge
nell'esposto presentatoalla
Procura, «sono state rilevate delle testimonianza
archeologiche di grande
importanza». Tra queste c'è una tomba romana
«il cui ingresso dopoqualche
giorno dalla scoperta èstata velocemente chiuso con dei
blocchetti murati con
il cemento». Secondo Pino Zarbo nel cantiere non sono
indicatele autorizzazioni
e i responsabili e ha chiesto l'intervento della Procura
perché c'è «il grave
rischio di cancellare un’importante testimonianza
dell’epoca romana». 6
marzo 2006 Il Giornale di Sardegna
Il
Comune ricorre contro il Tar per il fungo Tim di via Is Maglias
Antenne
e polemiche. Floris ammette: «La protesta non va ignorata,
andiamo al Consiglio
di Stato»
Ma
l'opposizione di
centrosinistra porta il caso in consiglio
comunale:«Sarà battaglia»Grande Cagliar
EPOLIS
Il Comune ricorre al
Consiglio di Stato contro l'antenna contestata. Ma i lavori a San
Michele,almeno per adesso, non si fermeranno. Almeno sino a
lunedì, quando
potrebbe scattare un'ordinanza sospensiva contro il fungo
elettromagnetico di
via Is Maglias. E anche questa vicenda, come via Manzoni e via Milano,
finisce
sullo sfondo delle prossime elezioni comunali. Il sindaco Emilio Floris
ieri ha
preso posizione, dopo che per tutta la giornata erano continuatele
proteste del
quartiere:«Una protesta popolare come questa non va certo
ignorata-afferma il
sindaco- si tratta di un movimento di opinione del quale il Comune sta
già
tenendo conto. Per questo abbiamo deciso di ricorrere all'Avvocatura
dello
Stato contro la precedente decisione del Tar. Vogliamo cioè
capire se ci si può
opporre con gli strumenti legali a un'antenna contro la quale si stanno
mobilitando centinaia di cittadini». Il Comune non ha
però intenzione di
dichiarare guerra alle antenne nel cuore della città:
«Tutti vogliono usare i
telefonini- ricorda il sindaco-e soprattutto si lamentano se il segnale
non è
perfetto durante i loro spostamenti. Quindiè chiaro che le
antenne
deiripetitori telefonici, da qualche parte vanno pur messe».
MA
È STATA anche una serie di
appuntamenti saltati a portare il Comune a un intervento legale
sull'antenna di
via Is Maglias:«I tecnici della Tim non si sono presentati
diverse volte agli
incontri chiarificatori che avevamo fissato- prosegue Floris- dunque un
accordo
non è stato possibile. Ci dispiace, ora vedremo cosa
deciderà il Consigliodi
Stato». E mentre il presidio di protesta prosegue, dopo le
interrogazioni dei
Ds in circoscrizione il caso sta per arrivare anche in consiglio
comunale.«Faremo un'interrogazione nella prossima seduta-
anticipa Gianni Loy
del gruppo misto- perché mi risulta che il Comune si era
impegnato a bloccare
la nascita di nuovi impianti elettromagnetici sino alla realizzazione
di un
piano delle antenne, del quale non abbiamo ancora visto
traccia». Ma le
perplessità dell'opposizione di centro sinistra sono anche
altre:«Si tratta di
capire se davvero il Comune può firmare un'ordinanza di
sospensiva. continua
Loy- oppure se ha le mani legate. Tra oggi e lunedì lo
scenario sarà
sicuramente più chiaro». Per adesso c'è
quel buco spaventoso su quello che
prima era un giardinetto, e che il quartiere attorno a via Is Maglias
non
vorrebbe sacrificato sull'altare della tecnologia telefonica. E per
tutta la
giornata di ieri, nel rione si era sparsa la voce che il Comune stava
per
bloccare i lavori. Invece la partita è aperta su
più fronti: quello politico,
quello legale, quello popolare. In piena campagnaelettorale. J. N. Il Giornale di Sardegna 5 marzo 2006
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Fungo
Tim al
posto del parco. Via Is Maglias contro l'antenna
Pericolo
elettromagnetico. Un
ripetitore sostituirà il giardinetto nato in primavera
Residenti
in piazza per lo stop
ai lavori e un'interrogazione urgente in circoscrizione
Cinzia
Isola Il Giornale di Sardegna 4 marzo 2006
Il
piccolo giardinetto in piazza
Is Maglias è durato meno di un anno. Al suo posto
è pronto a spuntare un nuovo
fungo elettromagnetico. Per l'esattezza un'antenna di trenta metri
della Tim,
che già si fa spazio tra le panchine della piccola area
verde, trasformando il
nuovo ma già consolidato ritrovo per gli anziani della zona,
in una grossa
voragine circondata da cumuli di terra. Ma l'improvvisa comparsa dei
lavori
stradali non è stata accolta nel silenzio. Spontanea e
immediata, la reazione
dei residenti non si è fatta aspettare, e così
dopo via Ghibli e via Tiepolo,
ora è il turno del quartiere di San Michele. Che al modesto
giardinetto si era
già affezionato. E così, come sempre avviene in
questi casi, al ripetitore ha
risposto radio tam-tam, e la gente inferocita dal passaparola ieri
pomeriggio
ha deciso di scendere in piazza. Per manifestare contro le onde
elettromagnetiche e «l’ennesimo attacco alla salute
pubblica». «A QUESTO PUNTO ci
manca solo che mi mettano l’antenna sul tavolo di
cucina», è la battuta amara
di un’abitante del rione, «e cercano anche di
prenderci in giro: inizialmente
gli operai mi hanno detto che stavano solo sistemando la
piazzetta». Sul posto
gli agenti della polizia e quelli della municipale: routine - dicono -
per
garantire l’ordine pubblico. «Dicono che
è colpa di Soru», punta il dito
Francesco Milia, un residente al raduno «ma il vero
responsabile è il sindaco
Floris: questo è un terreno del comune. E la Tim
ha pagato per avere quest’area».
AL
RADUNO improvvisato è presente
anche Edoardo Tocco, presidente del parlamentino di
Sant’Avendrace. Anche lui
si dice «assolutamente contrario». E assicura di
impegnarsi «affinché tutto il
Consiglio si esprima per risolvere il problema al più
presto». La battaglia in
circoscrizione del resto è già cominciata. In
serata è stata presentata
un’interrogazione urgente del consigliere Ds Marco Isola,
secondo il quale «la
stazione radiobase risulterebbe essere installata, a livello stradale,
in
un’area urbana particolarmente frequentata, oltre che in
prossimità di servizi
di base, operatori commerciali e strutture sanitarie frequentate
quotidianamente da tante persone, malati e bambini». Quasi
una relazione
tecnica, l'interrogazione ha allegata tabelle, valori di riferimento
espressi
dalla normativa in vigore sull'inquinamento elettromagnetico. Il
documento del
consigliere evidenzia inoltre che «studi epidemiologici
indicano, sempre più
spesso, una correlazione tra esposizione cronica a campi
elettromagnetici e
insorgenza di certi tipi di tumore, in particolare leucemie
infantili». Gli
oppositori vogliono continuare la mobilitazione. Magari fino allo stop
dei
lavori, che i residenti vorrebbero immediato.
Lo scempio è
ormai una prassi quotidiana
Giù
i vecchi magazzini di viale Sant’Avendrace: altro
cemento a ridosso della necropoli? Per ora non si conoscono gli
sviluppi
dell’area occupata fino a qualche tempo fa da basse
costruzioni in linea con la
struttura originale delle casupole tipiche del quartiere. Il perimetro
interessato è stato chiuso con teli e l’unica
nota, informa, sopra un cartello
bianco: “Pr o - prietà privata”. Sullo
sfondo dell’area le tombe romane. «Tre
livelli di habitat rupestre altomedioevale », precisa
l’archeologa Maria
Antonietta Mongiu, «Insediamenti di notevole valore
archeologico. Cosa ne
penso? Ormai assistiamo tutti i giorni al disprezzo del patrimonio
archeologico». Sulla parete che delimita lo spiazzo
interessato dalla
demolizione sono visibili le tombe, stanze sotterranee con degli
arcosoli alle
pareti: piccole cavità voltate ad arco scavate sulle pareti,
all’interno delle
quali venivano messi i cadaveri. Ementre fino a lunedì si
poteva vedere anche
una tomba a livello del terreno, martedì mattina
è stato innalzato un muro che
occulta il loculo sepolcrale. Questa la risposta ricevuta dallo
studiosoMarcello Polastri, dalla Soprintendenza, in merito alla
segnalazione
del loculo sepolcrale: «La cavità da lei segnalata
era nota alla Soprintendenza
che ne ha curato la pubblicazione nei quaderni di archeologia. Per
evitare
eventuali intrusioni e manomissioni la cavità da lei
segnalata verrà murata per
consentirne la conservazione ». La replica, non convince
Polastri che denuncia
«l’ennesimo scempio che va ad aggiungersi ad altre
recenti distruzioni. Come
successe nove mesi fa», racconta Polastri, «all'ex
cementeria furono fatte 3Le tombe venute
alla luce fuori della
antiche cisterne.C. I . Il Giornale di
sardegna 2 marzo 2006
Condotte
dell'acqua fatte passare in
mezzo alle tombe della necropoli
Una valanga di polemiche
travolge i tubi di
Tuvixeddu
Interrogazioni
in consiglio regionale e in circoscrizione: accuse per la
Soprintendenza
Cinzia
Isola
Saranno
pure necessari, ma i tubi per l’acqua a ridosso di una tomba,
sebbene azzurri,
mettono qualche ombra sui lavori in corso a Tuvixeddu. E
così, dopo la
pubblicazione delle immagini che denunciano un inquietante svolgimento
delle
opre di riqualificazione del colle, scattano le prime reazioni dalla
Regione.
«Destano preoccupazione le notizie in riferimento alla
necropoli feniciopunico
e romana», scrive in una nota il consigliere regionale dei
Ds, Silvio Cerchi.
«E allo stesso tempo non possono essere ritenute sufficienti
le dichiarazioni
tranquillizzanti della Soprintendenza. È indispensabile una
conoscenza diffusa
delle caratteristiche dell’intervento». Insomma, se
per rendere fruibile e
accessibile un patrimonio inestimabile, se ne debbano sacrificare
alcune parti,
è bene chiarire quali, ma soprattutto, perché:
«Chiediamo alla giunta regionale
agli assessori competenti, di farsi carico del problema»,
conclude Cerchi. E
interviene anche Gian Mario Selis, candidato sindaco del
centrosinistra: «I
lavori rischiano di incidere sulla conservazione delle tombe,
già colpite da
anni di saccheggi». L’ASSESSORE
all’Ambiente, Tonino Dessì, prende tempo:
«La Soprintendenza
è
organo dello Stato».Ma non si esclude una verifica sullo
stato dei lavori,
laddove ci sia un margine di intervento. L’impegno
è quello di vigilare su un
patrimonio che non può essere tutelato per esclusiva
competenza istituzionale.
Intanto, in attesa delle opportune verifiche, nel comunicato si chiede,
“l’aper
tura di un confronto con i rappresentanti delle istituzioni ed in
particolare
con la circoscrizione ». E non sono mancate, ieri sera, le
interrogazioni nel
parlamentino di Sant’Ave n dra ce : «Non si possono
sacrificare alcune parti
per renderne accessibili altre», ha ribadito Giulio Sanna,
«credo che il
consiglio debba esprimere un parere su quanto sta avvenendo».
Il Giornale di sardegna 2 marzo 2006
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