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Marzo 2006



  • 28 marzo 2006 Il parcheggio non sarà un "mostro d'acciaio" [...]

  • 26 marzo 2006 Contro gli alloggi Iacp pronti al ricorso al Tar [...]

  • 22 marzo 2006 Santoni risponde a Legambiente: Cemento su Tuvixeddu «Lavori monitorati» [...]

  • 21 marzo 2006 «Voglio cinquecento posti auto sotto la Rinascente»  [...]

  • 12 marzo 2006 La forza dell'Unione vincerà  [...]

  • 9 marzo 2006 Legambiente all'attacco  [...]

  • 7 marzo 2006 Le reazioni. Il rione resta in piazza  [...]

  • 7 marzo 2006 Stop al cantiere dell'antenna  [...]

  • 5 marzo 2006 Il comune ricorre contro il Tar per il fungo Tim di via Is Maglias  [...]

  • 6 marzo 2006 La tomba romana finisce in procura  [...]

  • 4 marzo 2006 Fungo Tim al parco. Via Is maglias contro l'antenna [...]

  • 2 marzo 2006 Lo scempio è ormai una prassi quotidiana [...] 

  • 2 marzo 2006 Condotte dell'acqua fatte passare in mezzo alle tombe della necropoli [...]




Il parcheggio non sarà un "mostro d'acciaio"

Via Manzoni. Modificato il progetto: la struttura sarà su 3 piani anziché su 4

Le ultime e defìnitive modifiche al progetto del multipiano di via Manzoni sono state oggetto di dibattito nell’ultimo consiglio della Circoscrizione 4. L'assemblea è stata convocata d'urgenza, su richiesta di 9 consiglieri, per illustrare le modifiche ai cittadini. Cittadini che però hanno dìsertato la seduta, preferendo riunirsi in contemporanea in un locale privato. L'assenza dei residenti non ha impedito ai consiglieri di dibatterre l'argomento ed esprimere parere positivo sulla variante (10 voti afavore e 2 astenuti). In base alla delibera n. 66  del 27 febbraio, i piani di parcheggio non saranno più 4 ma 3 (due interrati e uno in superficie) e la capienza del parking sarà di 250 posti auto, 150 in meno rispetto ai 400 previsti. Niente "mostro d'acciaio", dunque. In via Manzoni non sorgerà una struttura imponente e in grado di togliere luce e aria alle abitazioni, bensì un parcheggio a misura di quartiere, in gran parte nascosto nel sottosuolo e sormontato da un giardino pensile e da una piazza fruibile dai residenti.

 Le reazioni

Le modifiche concordate coi residenti alcuni mesi fa, dopo un mare dì polemiche e un anno di tensioni, sono state finalmente approvate. «Ancora una volta. Il sindaco si è comportato in maniera esemplare come era già accaduto nel caso degli alberi di piazza Giovanni XXIII», ha commentato Alessandro Sorgia, presidente del distretto di San Benedetto. Così facendo l'amministrazione comunale ha preso due piccioni con una fava: ha accontentato i residenti e ha risparmiato il 20 per cento della spesa prevista. E non importa se al posto del "mostro d'acciaio” su 4 livelli sorgerà una struttura meno capiente. L'importante è che il parcheggio si faccia e che i lavori si concludano presto.

 I tempi

Ora infatti, il problema non è più cosa costruire, ma in quanto tempo. «La mancanza di parcheggio nel quartiere si fa sentire ogni giorno di più». afferma Simone Spiga, presidente della commissione circoscrizionale Lavori Pubblici, «e a soffrirne non sono solo i commercianti ma anche e soprattutto i residenti. La ristrutturazione del mercato e ì concomitanti lavori sulla rete del gas hanno sottratto all'utenza decine di posteggi, mettendo letteralmente in ginocchio il quartiere. Il multipiano di via Sant'Alenixedda è sempre strapieno e da solo non ce la fa a smaltire la mole di auto in cerca di parcheggio. Siamo soddisfatti dell’impegno dell'amministrazione comunale ma ora ci attendiamo tempi rapidi per il completamento dei lavori. II multipiano di via Manzoni serve come il pane».

PAOLO LOCHE L’Unione  Sarda 28 marzo 2006

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Contro gli alloggi Iacp pronti al ricorso al Tar

Di mollare non se ne parla. Gli abitanti di Is Mirrionis sono pronti a far ricorso al Tar pur di impedire la costruzione dei diciotto alloggi Iacp nello spiazzo compreso tra via Baronia, via Cortoghiana e via Malfidano. «Secondo il Puc, l'area dovrebbe essere soggetta a programmi di qualificazione urbana - incalzano i residenti riuniti in un comitato spontaneo - Lo Iacp avrebbe dovuto cedere al Comune questi 400metri quadri e non barattarli per 50mila euro ». Da mesi in lotta contro quello che viene definito un ulteriore smacco per un quartiere già penalizzato dalla cementificazione, ieri mattina i cittadini hanno incontrato i candidati a sindaco Giandomenico Sabiu e Gian Mario Selis, Paolo Frau per il Comune, Giulio Sanna dei Ds, rappresentati di Legambiente. All'incontro non ha preso parte invece - non era stata invitata - la circoscrizione di Is Mirrionis - Mulinu Becciu, accusata di negligenza nei confronti dello spiazzo abbandonato fino alla svolta edilizia. L'incontro, riuscito solo ametà è comunque stato un «segnale positivo», per il rappresentante dei cittadini Andrea Muscas. «L ’importante è informare la gente e raccogliere fondi per affrontare le eventuali spese legali ». Sabiu è apparso d'accordo. «La città non può essere gestita bene da chi ha troppi interessi particolari», ha evidenziato il “pe n t it o ” politico più illustre della gestione Floris. «Bisogna intraprendere tutte le azioni possibili per rispettare le esigenze degli abitanti», ha sottolineato invece Selis.

CINZIA ISOLA  Il Giornale di Sardegna 26 marzo 2006

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Santoni risponde a Legambiente: Cemento su Tuvixeddu «Lavori monitorati»

Cinzia Isola cagliari@ epolis.sm

Quel cantiere ai piedi del colle di Tuvixeddu compreso tra i numeri civici 39 e 53 di viale Sant'Avendrace continua a dividere. E ora arrivano delle rassicurazioni, quelle della Soprintendenza. Prima le accuse del circolo cagliaritano di Legambiente che «ha ritenuto grave che non sia stato fatto rispettare il vincolo archeologico ». E, soprattutto, ha chiesto alla Regione di applicare i divieti previsti nel Piano Paesaggistico: nessuna costruzione per un diametro di 200 metri da tutte le aree archeologiche. Poi la paura che le colate di cemento possano ricoprire un'antica tomba venuta alla luce dopo l'abbattimento di alcuni edifici, fa scendere in campo il Soprintendente Vincenzo Santoni. L'archeologo precisa, in una relazione dettagliata, che i lavori di demolizione eseguiti dalla ditta Cocco siano stati seguiti dal personale della Soprintendenza. La chiusura, realizzata però solo alcuni giorni dopo la demolizione, con opera in muratura dell'accesso moderno alla tomba, è stato richiesta espressamente al fine di evitare danni alla struttura. Questo fino a quando non sarà possibile il completo recupero dell'intera zona. La nota precisa che nel caso in cui lo scavo dovesse mettere in luce altri contesti archeologici a carattere monumentale, questi potranno essere mantenuti a vista sulla base delle norme in materia archeologica contenute nel piano urbanistico comunale, che ha recepito le istanze in materia di tutela dei beni archeologici urbani. E la sinergia fra le istituzione sempre secondo Santoni ha consentito di valorizzare l'area urbana del capoluogo.

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«Voglio cinquecento posti auto sotto la Rinascente»

Sos parcheggi/1.

Il sindaco sfida la Regione:

Floris alla guerra dei multipiano «Subito i posteggi in via Roma» qIl progetto del Comune non piace al centrosinistra: «Meglio farlo in viale La Playa» Grande Cagliari 3I lavori per il multipiano interrato di via Manzoni: potrebbe non essere l'unico

Jacopo Norfo jacopo. norfo @ epolis.sm Il Giornale di Sardegna

 

Nei sogni del sindaco c'è una citta piena di multipiano, ma rigorosamente interrati. L'ultima idea è aprire il cuore di via Roma per realizzare un nuovo mega parcheggio da cinquecento posti auto. Dove? Sotto la Rinascente, in un progetto diverso ma parallelo al tunnel. Per il quale Emilio Floris non esita a sfidare la Regione: «Mi auguro che quest'opera venga sbloccata al più presto- dice il sindaco- perché per quanto mi riguarda voglio a tutti i costi approvarla prima delle elezioni comunali. Via Roma soffre della carenza di posteggi, il centro commerciale ha bisogno di essere rivitalizzato. E questo progetto non contrasta con l'ambiente, può nascere senza un pesante impatto sulla città». Sull'esempio di quanto è accaduto in via Manzoni, dove fu la protesta popolare a costringere il Comune alla marcia indietro. «Ora il nuovo progetto per il parcheggio di via Manzoni è stato approvato dalla giuntaconferma il sindaco- e avrà un giardino sopra i vari piani che sorgeranno sotto terra. Più o meno quello che accadrà in via Roma: manca solo il via libera della Regione, mi auguro che arrivi subito perché si tratta di un'opera strategica per la viabilità cittadina». E CHISSÀ CHE il multipiano di via Roma non possa far tornare alla luce la vecchia piazza al centro di via Roma, sacrificata ormai da anni proprio sull'altare delle auto che parcheggiano alla rinfusa. In realtà sui parcheggi cagliaritani si gioca una partita delicatissima: troppi sono i posteggi vuoti nei multipiano che già esistono. Ad esempio nei parcheggi di viale Regina Elena e di via Amat, spacciati anni fa dal centrodestra come il toccasana per risolvere l'emergenza. Semivuoti anche gli spazi nel nuovo parcheggio di via Sant'Alenixedda, a due passi dal tanto reclamizzato multipiano di via Manzoni. E i parcheggi finiranno anche al centro della campagna elettorale: «Non credo proprio che la Regione autorizzerà un intervento del genere che sventrerebbe la via Roma- attacca Gian Mario Selis, candidato sindaco dell'Unione- noi abbiamo dei piani alternativi: i parcheggi si possono fare ad esempio in viale La Playa, poche centinaia di metri più avanti, senza stravolgere la strada del porto. Meglio posti auto all'ingresso della città e collegamenti efficaci, in un capoluogo che accoglie ventimila studenti al giorno che non sanno dove parcheggiare». Ma il Comune non cede: sulla scia di via Manzoni verranno altri multipiano interrati, come in molte capitali europee. E saranno i cagliaritani a dover esprimere l'eventuale gradimento. In un mare di strisce blu gestite da cooperative diverse nel caos dei tagliandi.  

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«La forza dell'Unione vincerà»

I Comunisti Italiani accusano: «I partiti lo stanno lasciando solo nel confronto con Floris» Per Selis è una sfida a ostacoli.

Niente sala consiliare e neanche sedi politiche: prima uscita pubblica in mezzo ai disagi Jacopo Norfo jacopo. norfo @ epolis.sm

Il gruppo è unito, ma parte in salita: è tutta in una metafora ciclistica la partenza ufficiale della campagna elettorale del centrosinistra per le comunali. Il bilancio di fine mandato e gli attacchi a Floris vanno in scena in una saletta angusta: doveva essere una conferenza stampa, diventa un incontro pubblico in una sede inadeguata. Nessun partito ha concesso la sua sala a Selis, dopo che il Comune aveva negato l'aula consiliare. E Selis ha scelto la sede della sua associazione in via Regina Margherita. Il consigliere Ben Amara lancia l'allarme: «Il candidato è orfano dei partiti, lo stanno lasciando solo senza sostenerlo adeguatamente in una sfida elettorale difficilissima. Per Selis Margherita e Ds non hanno fatto neanche un manifesto per le strade della città: lui è bravo e onesto, merita di potersi giocare le sue chances al meglio. Per questo incontro bastava affittare una sala di albergo, oppure farla in un nostro gruppo consiliare senza dare l'immagine della disorganizzazione». Marco Espa della Margherita la pensa diversamente: «Quella sala è stata scelta anche per dare un segno di sofferenza, visto che non ci hanno fatto entrare in Municipio. Ma per la prima volta il centrosinistra è davvero compatto alle comunali. Per la prima volta avremo un unico sindaco, ed è un piccolo miarcolo ». Ma lu, GianMario Selis, con la grinta dei giorni migliori dribbla ogni polemica. Si concentra sui contenuti e fissa l'obiettivo: «Il vero confronto non è contro Floris ma con Anversa, Atene e le grandi capitali europee- assicura- una sfida nel segno dello sviluppo. Bisogna ridare identità ai quartieri, non ingabbiare il centro storico in percorsi meccanizzati che inciderebbero sulle mura e sulla storia della città. Diremo no a opere come il tunnel di Tuvixeddu o quello di via Roma, privi di studi geologici adeguati» Doveva essere la passerella finale dei consiglieri comunali, e in parte lo è stata. Alcuni hanno fatto anche autocritica. Come Gianni Loy che ha ammesso: «In questi cinque anni di opposizione non abbiamo fatto abbastanza. Ma altri cinque anni di governo Floris sarebbero la devastazione per la città». Ma per il governo di Cagliari ci sono anche questioni irrisolte, come quella del Poetto e del dopo- ripascimento: «Per la riqualificazione del litorale serviranno un forte impegno finanziario e competenze più precise», avverte Piero Comandini dello Sdi. E la “Cagliari migliora” di Floris definita da tutti un “libro dei sogni”: «Se questo è il miglioramento i cittadini devono sentirsi preoccupati- dice Selis- intanto il venti per cento della popolazione è disoccupato»  

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Legambiente all'attacco: «Il Comune ha fallito»

Giunta Floris bocciata da Legambiente per le politiche ambientali. L'associazione traccia un'analisi decisamente negativa dell'operato dell'amministrazione comunale: «Le sue sono soprattutto promesse mancate- attacca il portavoce Antonello Gregorini- a cominciare dalla piazza sul mare cje non si è mai vista. I quartieri storici non sono più abitati dai cagliaritani, manca completamente una politica sui trasporti. Non sono state rispettate le norme sulla qualità dell'aria, si parla solo di parcheggi e purtroppo di percorsi meccanizzati ». Impietosa è dunque la bocciatura che Legambiente presenta ai cagliaritani il giorno dopo il bilancio di fine mandato del sindaco: «Il Comune non ha fatto nulla per evitare il disastro del ripascimento- si legge nella nota degli ambientalisti- e basta vedere in che situazione si trovano l'anfiteatro, la casa di Tigellio, Tuvixeddu e gli altri beni culturali. Castello perde vitalità. Villanova frana forse per colpa dei lavori per i parcheggi. E poco si è fatto anche per la gestione dei rifiuti e per l'inquinamento».  Il Giornale di Sardegna 9 marzo 2006

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Le reazioni. Il rione resta in piazza

Cinzia Isola
Di veder spuntare un’antenna sotto casa, non ne vogliono proprio sapere. E così armati di pala gli abitanti di San Michele, hanno deciso di chiudere la voragine, pronta per la messa in posa del super fungo elettromagnetico, alto 37 metri. Di primo mattino, ieri, un gruppo di giovani del quartiere, si è trasformato in operai per un giorno: armati di pala, e di buona volontà, hanno deciso di seppellire con le proprie mani il progetto della Tim, di installare la mega antenna nel giardinetto, sorto meno di un anno fa, in piazza Is Maglias. Tra di loro, con la pala in mano, ieri c’e ra anche Michela, 25 anni, giovane mamma di due bimbi. Qualcuno la chiamerebbe, disobbedienza civile, ma Michela e gli altri giovani impegnati nel cantiere, sono solo preoccupati per la pericolosità dell’ins tallazione. Non importa chi sia il responsabile: «L’importante è che si fermino i lavori», è il coro unanime dei manifestanti. E prosegue anche la petizione per dire no alla Tim. Il Giornale di Sardegna 7 marzo 2006

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«Stop al cantiere dell'antenna» in via Is Maglias vince la gente 

Pericolo elettromagnetico. Ordinanza del sindaco: «A rischio l'incolumità pubblica nel rione»

Stop immediato ai lavori. Via Is Maglias come via Manzoni: la protesta di un intero quartiere costringe il Comune a intervenire prima che sia troppo tardi. E quel fungo elettromagnetico nel giardinetto di SanMichele, per adesso, non si farà. Ieri mattina infatti il sindaco Emilio Floris ha firmato un'ordinanza sospensiva dei lavori, con motivazioni che non lasciano spazio a dubbi. «Abbiamo riscontrato la necessità urgente di tutelare l'ordine pubblico in quella zona- dice il sindaco- e con quello l'incolumità delle persone. L'avvio di questo cantiere ha infatti provocato allarme e tensione nella popolazione. Tra l'altro c'era stato un ordine del giorno del consiglio comunale approvato il 12 ottobre scorso che sollecitava un riesame di tutte le concessioni rilasciate per installazione di stazioni radio base o il trasferimento in aree comunali non a densità abitativa». Insomma non c'erano altre soluzioni, e in via Is Maglias è arrivata quella più attesa per i residenti: il sindaco ha ordinato alla Tim Italia ed all’impresa edile Marco Pretti, incaricata della realizzazione dell’antenna, di sospendere immediatamente i lavori.  

UNO STOP SOLLECITATO anche dalla circoscrizione: «Siamo riusciti a fermare questo sfacelo- dice il presidente Edoardo Tocco- e a convincere il sindaco a firmare l'ordinanza subito, prima che la situazione precipitasse ». È la conferma che in via Is Maglias è accaduto qualcosa di molto simile alla protesta contro il multipiano di via Manzoni. Anche in quel caso il Comune fu costretto a ridiscutere con gli abitanti il progetto: E a due mesi dalle elezioni, nella Cagliari dei comitati c'è anche la rivolta di via Milano contro il cemento. Ma sul fungo elettromagnetico della Tim in via Is Maglias, il Comune incalzato dall'opposizione di centrosinistra è stato costretto a ricorrere al Consiglio di Stato: «Con i tecnici della Tim è mancato il dialogo - ha ricordato Floris- e sono saltati diversi incontri tecnici. Non ci resta che mettere in moto i nostri avvocati per il ricorso contro la decisione del Tar. Ma intanto abbiamo dovuto bloccare il cantiere». Al resto ci hanno pensato gli abitanti, coprendo la voragine. J. N. Il Giornale di Sardegna 7 marzo 2006

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La tomba romana finisce in Procura

Il segretario provinciale dei Verdi chiede la tutela dei reperti archeologici

Esposto in Procura per salvare una tomba romana. Pino Zarbo, presidente della federazione provinciale dei Verdi, sceglile vie legali per salvaguardare i ritrovamenti archeologici che stanno venendo alla luce in via Sant'Avendrace. «Durante i lavori eseguiti nell’area compresa fra il civico 33 e 55»,si legge nell'esposto presentatoalla Procura, «sono state rilevate delle testimonianza archeologiche di grande importanza». Tra queste c'è una tomba romana «il cui ingresso dopoqualche giorno dalla scoperta èstata velocemente chiuso con dei blocchetti murati con il cemento». Secondo Pino Zarbo nel cantiere non sono indicatele autorizzazioni e i responsabili e ha chiesto l'intervento della Procura perché c'è «il grave rischio di cancellare un’importante testimonianza dell’epoca romana».  6 marzo 2006 Il Giornale di Sardegna

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Il Comune ricorre contro il Tar per il fungo Tim di via Is Maglias

Antenne e polemiche. Floris ammette: «La protesta non va ignorata, andiamo al Consiglio di Stato»

Ma l'opposizione di centrosinistra porta il caso in consiglio comunale:«Sarà battaglia»Grande Cagliar

EPOLIS Il Comune ricorre al Consiglio di Stato contro l'antenna contestata. Ma i lavori a San Michele,almeno per adesso, non si fermeranno. Almeno sino a lunedì, quando potrebbe scattare un'ordinanza sospensiva contro il fungo elettromagnetico di via Is Maglias. E anche questa vicenda, come via Manzoni e via Milano, finisce sullo sfondo delle prossime elezioni comunali. Il sindaco Emilio Floris ieri ha preso posizione, dopo che per tutta la giornata erano continuatele proteste del quartiere:«Una protesta popolare come questa non va certo ignorata-afferma il sindaco- si tratta di un movimento di opinione del quale il Comune sta già tenendo conto. Per questo abbiamo deciso di ricorrere all'Avvocatura dello Stato contro la precedente decisione del Tar. Vogliamo cioè capire se ci si può opporre con gli strumenti legali a un'antenna contro la quale si stanno mobilitando centinaia di cittadini». Il Comune non ha però intenzione di dichiarare guerra alle antenne nel cuore della città: «Tutti vogliono usare i telefonini- ricorda il sindaco-e soprattutto si lamentano se il segnale non è perfetto durante i loro spostamenti. Quindiè chiaro che le antenne deiripetitori telefonici, da qualche parte vanno pur messe».

MA È STATA anche una serie di appuntamenti saltati a portare il Comune a un intervento legale sull'antenna di via Is Maglias:«I tecnici della Tim non si sono presentati diverse volte agli incontri chiarificatori che avevamo fissato- prosegue Floris- dunque un accordo non è stato possibile. Ci dispiace, ora vedremo cosa deciderà il Consigliodi Stato». E mentre il presidio di protesta prosegue, dopo le interrogazioni dei Ds in circoscrizione il caso sta per arrivare anche in consiglio comunale.«Faremo un'interrogazione nella prossima seduta- anticipa Gianni Loy del gruppo misto- perché mi risulta che il Comune si era impegnato a bloccare la nascita di nuovi impianti elettromagnetici sino alla realizzazione di un piano delle antenne, del quale non abbiamo ancora visto traccia». Ma le perplessità dell'opposizione di centro sinistra sono anche altre:«Si tratta di capire se davvero il Comune può firmare un'ordinanza di sospensiva. continua Loy- oppure se ha le mani legate. Tra oggi e lunedì lo scenario sarà sicuramente più chiaro». Per adesso c'è quel buco spaventoso su quello che prima era un giardinetto, e che il quartiere attorno a via Is Maglias non vorrebbe sacrificato sull'altare della tecnologia telefonica. E per tutta la giornata di ieri, nel rione si era sparsa la voce che il Comune stava per bloccare i lavori. Invece la partita è aperta su più fronti: quello politico, quello legale, quello popolare. In piena campagnaelettorale. J. N. Il Giornale di Sardegna 5 marzo 2006

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Fungo Tim al posto del parco. Via Is Maglias contro l'antenna

Pericolo elettromagnetico. Un ripetitore sostituirà il giardinetto nato in primavera

Residenti in piazza per lo stop ai lavori e un'interrogazione urgente in circoscrizione

Cinzia Isola Il Giornale di Sardegna 4 marzo 2006

Il piccolo giardinetto in piazza Is Maglias è durato meno di un anno. Al suo posto è pronto a spuntare un nuovo fungo elettromagnetico. Per l'esattezza un'antenna di trenta metri della Tim, che già si fa spazio tra le panchine della piccola area verde, trasformando il nuovo ma già consolidato ritrovo per gli anziani della zona, in una grossa voragine circondata da cumuli di terra. Ma l'improvvisa comparsa dei lavori stradali non è stata accolta nel silenzio. Spontanea e immediata, la reazione dei residenti non si è fatta aspettare, e così dopo via Ghibli e via Tiepolo, ora è il turno del quartiere di San Michele. Che al modesto giardinetto si era già affezionato. E così, come sempre avviene in questi casi, al ripetitore ha risposto radio tam-tam, e la gente inferocita dal passaparola ieri pomeriggio ha deciso di scendere in piazza. Per manifestare contro le onde elettromagnetiche e «l’ennesimo attacco alla salute pubblica». «A QUESTO PUNTO ci manca solo che mi mettano l’antenna sul tavolo di cucina», è la battuta amara di un’abitante del rione, «e cercano anche di prenderci in giro: inizialmente gli operai mi hanno detto che stavano solo sistemando la piazzetta». Sul posto gli agenti della polizia e quelli della municipale: routine - dicono - per garantire l’ordine pubblico. «Dicono che è colpa di Soru», punta il dito Francesco Milia, un residente al raduno «ma il vero responsabile è il sindaco Floris: questo è un terreno del comune. E la Tim ha pagato per avere quest’area».

AL RADUNO improvvisato è presente anche Edoardo Tocco, presidente del parlamentino di Sant’Avendrace. Anche lui si dice «assolutamente contrario». E assicura di impegnarsi «affinché tutto il Consiglio si esprima per risolvere il problema al più presto». La battaglia in circoscrizione del resto è già cominciata. In serata è stata presentata un’interrogazione urgente del consigliere Ds Marco Isola, secondo il quale «la stazione radiobase risulterebbe essere installata, a livello stradale, in un’area urbana particolarmente frequentata, oltre che in prossimità di servizi di base, operatori commerciali e strutture sanitarie frequentate quotidianamente da tante persone, malati e bambini». Quasi una relazione tecnica, l'interrogazione ha allegata tabelle, valori di riferimento espressi dalla normativa in vigore sull'inquinamento elettromagnetico. Il documento del consigliere evidenzia inoltre che «studi epidemiologici indicano, sempre più spesso, una correlazione tra esposizione cronica a campi elettromagnetici e insorgenza di certi tipi di tumore, in particolare leucemie infantili». Gli oppositori vogliono continuare la mobilitazione. Magari fino allo stop dei lavori, che i residenti vorrebbero immediato. 

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Lo scempio è ormai una prassi quotidiana

Giù i vecchi magazzini di viale Sant’Avendrace: altro cemento a ridosso della necropoli? Per ora non si conoscono gli sviluppi dell’area occupata fino a qualche tempo fa da basse costruzioni in linea con la struttura originale delle casupole tipiche del quartiere. Il perimetro interessato è stato chiuso con teli e l’unica nota, informa, sopra un cartello bianco: “Pr o - prietà privata”. Sullo sfondo dell’area le tombe romane. «Tre livelli di habitat rupestre altomedioevale », precisa l’archeologa Maria Antonietta Mongiu, «Insediamenti di notevole valore archeologico. Cosa ne penso? Ormai assistiamo tutti i giorni al disprezzo del patrimonio archeologico». Sulla parete che delimita lo spiazzo interessato dalla demolizione sono visibili le tombe, stanze sotterranee con degli arcosoli alle pareti: piccole cavità voltate ad arco scavate sulle pareti, all’interno delle quali venivano messi i cadaveri. Ementre fino a lunedì si poteva vedere anche una tomba a livello del terreno, martedì mattina è stato innalzato un muro che occulta il loculo sepolcrale. Questa la risposta ricevuta dallo studiosoMarcello Polastri, dalla Soprintendenza, in merito alla segnalazione del loculo sepolcrale: «La cavità da lei segnalata era nota alla Soprintendenza che ne ha curato la pubblicazione nei quaderni di archeologia. Per evitare eventuali intrusioni e manomissioni la cavità da lei segnalata verrà murata per consentirne la conservazione ». La replica, non convince Polastri che denuncia «l’ennesimo scempio che va ad aggiungersi ad altre recenti distruzioni. Come successe nove mesi fa», racconta Polastri, «all'ex cementeria furono fatte 3Le tombe venute alla luce fuori della antiche cisterne.C. I . Il Giornale di sardegna 2 marzo 2006

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Condotte dell'acqua fatte passare in mezzo alle tombe della necropoli

Una valanga di polemiche travolge i tubi di Tuvixeddu

Interrogazioni in consiglio regionale e in circoscrizione: accuse per la Soprintendenza

Cinzia Isola

Saranno pure necessari, ma i tubi per l’acqua a ridosso di una tomba, sebbene azzurri, mettono qualche ombra sui lavori in corso a Tuvixeddu. E così, dopo la pubblicazione delle immagini che denunciano un inquietante svolgimento delle opre di riqualificazione del colle, scattano le prime reazioni dalla Regione. «Destano preoccupazione le notizie in riferimento alla necropoli feniciopunico e romana», scrive in una nota il consigliere regionale dei Ds, Silvio Cerchi. «E allo stesso tempo non possono essere ritenute sufficienti le dichiarazioni tranquillizzanti della Soprintendenza. È indispensabile una conoscenza diffusa delle caratteristiche dell’intervento». Insomma, se per rendere fruibile e accessibile un patrimonio inestimabile, se ne debbano sacrificare alcune parti, è bene chiarire quali, ma soprattutto, perché: «Chiediamo alla giunta regionale agli assessori competenti, di farsi carico del problema», conclude Cerchi. E interviene anche Gian Mario Selis, candidato sindaco del centrosinistra: «I lavori rischiano di incidere sulla conservazione delle tombe, già colpite da anni di saccheggi». L’ASSESSORE all’Ambiente, Tonino Dessì, prende tempo: «La Soprintendenza è organo dello Stato».Ma non si esclude una verifica sullo stato dei lavori, laddove ci sia un margine di intervento. L’impegno è quello di vigilare su un patrimonio che non può essere tutelato per esclusiva competenza istituzionale. Intanto, in attesa delle opportune verifiche, nel comunicato si chiede, “l’aper tura di un confronto con i rappresentanti delle istituzioni ed in particolare con la circoscrizione ». E non sono mancate, ieri sera, le interrogazioni nel parlamentino di Sant’Ave n dra ce : «Non si possono sacrificare alcune parti per renderne accessibili altre», ha ribadito Giulio Sanna, «credo che il consiglio debba esprimere un parere su quanto sta avvenendo». Il Giornale di sardegna 2 marzo 2006

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