![]() |
||||||
Rassegna stampaNovembre 2004 |
||||||
Indice degli articoli
|
||||||
Nessun parcheggioALESSANDRO SERRA Presidente Circoscrizione n. 1 Cagliari Ho letto la lettera del signor Ugo Raffaello e vorrei cogliere l'occasione per invitarlo presso la nostra sede in via 5. Domenico 17 a vedere il progetto di rifacimento della piazza Garibaldi. Nei documenti è previsto tutto ciò che riguarda il verde: quali e quante piante sostituiranno quelle attuali e dove verranno sistemate. Il parcheggio sotterraneo, che il sig. Raffaello cita, non è previsto: pertanto non si può dire che. l'alternativa sia tra gli alberi ed il parcheggio. Pur rispettando le opinioni di tutti, debbo ricordare che il rifacimento della piazza è atteso da decenni dai cagliaritani ed, im particolare, dai residenti della zona, che desiderano uno spazio più fruibile e sicuro. La piazza Garibaldi, oggi ridotta ad una landa desolata e tenebrosa, deve ritrovare il suo splendore; ed essere un luogo d'incontro. Se si fosse trattato di. sostituire colate di cemento al verde sarei stato il primo ad insorgere: Né si può imputare all'attuale amministrazione l'intento di voler diminuire il verde alla luce del fatto che anche altre aree del centro storico saranno interessate da interventi volti alla realizzazione di ampi spazi verdi. Ascoltare i suggerimenti dei cittadini ed enti associativi è giusto entro limiti e tempi che non compromettano un'azione efficace sul territorio. Ci si può aspettare che delle proposte ragionevoli e realizzabili siano prese in considerazione ed accolte ma non che, a dispetto della maggioranza silenziosa dei cittadini, una Amministrazione, da qualunque forza politica sia guidata, blocchi ogni progetto per dare retta ad una minoranza rumorosa, nei casi in cui essa esprima posizioni che poi non trovano largo consenso nella cittadinanza. (Lettera) [26 novembre 2004, Il Giornale di Sardegna] ___ Abbattute le palme attaccate da un parassitaLa prima è caduta a metà mattinata, le altre due, in piazza Marghinotti, all'ora di pranzo. Sono cominciati ieri i lavori di abbattimento delle sei “Phoénix Canariensis", le grandi palme sistemate tre in piazza Marghinotti e una in via Roma, piazza Mazzini e viale Regina Elena, che in questi giorni verranno prima tagliate e in seguito sostituite con altre di specie diversa. Un colpo d’occhio quantomeno strano quello che si è presentato nel pomeriggio ai frequentatori abituali della piazzetta antistante il Terrapieno. «Certo fa. un po' effetto - dice Lidia Serri, osservando le palme abbattute - ma se erano malate evidentemente andava fatto. Comunque ci sono le altre». Le palme nei mesi scorsi erano state aggredite da un misterioso parassita che ne aveva, decretato la fine facendole piegare su sé stesse e dopo una serie disopralluoghi e visite è 'stata presa la decisione di abbatterle «Le grandi Phoenix Canariensis erano ormai secche e pericolanti e si è trattato di un provvedimento indispensabile – Hanno spiegato dagli uffici comunali del Saevizio ecologia e verde pubblico - abbiamo tentato in tutti i modi di curarle ma non c'era proprio nulla da fare. Ne va anche della sicurezza della gente che ogni giorno sta sotto questi alberi. Una volta rilevata la pericolosità, non abbiamo avuto alternative anche per precisi vincoli di natura fitosanitaria». Una situazione questa, che non mi era mai verificata in città, che ha incuriosito molti passanti. Però strano - si interroga Andrea Lecis - le palme sono state colpite tutte nello stesso periodo e dallo stesso virus seppure in zone diverse». La difficile situazione delle palme, che andava avanti già da diverso tempo, nelle ultime settimane si era del tutto aggravata. In questi giorni verrà portato a termine 1'abbattimento anche nelle altre piazze e strade in cui sono presenti le palme secche e tra qualche settimana, tempo necessario alla bonifica del terreno infestato dai parassiti si procederà ad impiantare le nuove, sperando che questa volta il parassita se ne stia lontano. Suilla natura di questa malattia, intatno, il Comune ha avviato alcuni studi per prendere contromisure per il futuro. Gianluca Zorcolo [24 novembre 2004, L’Unione Sarda] ____ Un barbalbero nel parcheggioHo sempre pensato che ci fossero molte affinità fra gli hobbit (quelli del Signore degli Anelli) ed i sardi in genere ed i cagliaritani in particolare. Ad esempio gli uni e gli altri sono di piccola statura, piuttosto pelosi, amanti del cibo delle chiassate e della birra. In più gli hobbit vivono in case sotto le colline e i cagliaritani hanno smesso solo da poco. Ma quando mercoledì ho letto in un angolino del GDS cosa esattamente è in progetto per piazza Garibaldi ho avuto una vertigine; l'impressione di essere finito davvero nella Terra di Mezzo. Dove solo all'arrivo di cavalieri neri e spettrali si capisce che sta per capitare qualcosa di seccante. Sino al giorno prima anche il GDS riportava a pagina intera che lo scopo dei lavori era rendere la piazza più fruibile per i pedoni. E che gli alberi dovevano essere estirpati perché le radici rovinano la pavimentazione e le chiome fanno troppa ombra. Cioè secondo i progettisti mancava solo il sospetto che sotto le frasche trovassero rifugio gnomi, elfi e troll. Cosa personalmente penso di chi a Cagliari è infastidito dalla troppa ombra vegetale l'ho già scritto. E credo che ogni discussione in merito vada svolta sulla piastra di cottura che è diventata via Amat alle 14 di un qualsiasi ferragosto, con i denigratori dell'ombra degli alberi coerentemente al sole. Mercoledì invece da quell'angolino del giornale ho saputo che il motivo preciso della prevista estirpazione dei fícus è fare posto a un parcheggio sotterraneo, proprio come in via Amat. E quindi, vedendola da un punto di vista alla Tolkien, per fare posto ad una voragine sotterranea da riempire di macchinari metallici. Cioè, se avete presente la storia, esattamente quello che accade per volontà dello stregone Saruman e per mano degli orchetti ai boschi di Isengard, in una spianata sotto una grande torre. Una azione che gli hobbit non approvano per niente, e non si vede perché la dovremmo apprezzare noi. Non mi pare che in via Amat vada più qualcuno a fare cricca, da quando è disalberata. E neppure ci sia più un'anima che la sceglie come scorciatoia quando deve andare a piedi in estate, escludendo gli aspiranti suicidi e i masochisti. Piazza Garibaldi disboscata e trasformata in coperchio per parcheggio avrebbe più o meno 1a stessa sorte. Nel romanzo e nel film a questo punto intervengono Barbalbero e i giganteschi Ent, gli alberi animati che fermano l'opera di Saruman. Ecco, purtroppo ho paura che per piazza Garibaldi su di loro non potremo contare. Chicco Gallus [19 novembre 2004, Il Giornale di Sardegna] __ Non si tagliano (per ora) i ficus di piazza Garibaldi.«Gli alberi di piazza Garibaldi? Non è detto che saranno espiantati. Vedremo. Per ora, il progetto, è comunque sospeso». Cronaca di una crisi annunciata. Firmata da Raffaele Lorrai, L'assessore ai lavori pubblici di Cagliari. "Assessore, a che punto sono i lavori?" Donatella Percivale [17 novembre 2004, Il Giornale di Sardegna] ___ COSI’ TI STRAVOLGO PIAZZA GARIBALDITrentatré ficus pronti a essere espiantati per il nuovo progetto. Al loro posto prati e alberi da fiore, ma non solo.Una piazza in granito dai raffinati toni grigio perla, una balconata pavimentata con disegni rosso ogliastrino, due fontane in calcare bianco e porfido rosso, dieci panchine, due edicole, un chiosco, aiuole, ampi camminamenti, rastrelliere per biciclette e cabine telefoniche: Signori e signore, ecco a voi il nuovo make-up di piazza Garibaldi, snodo vitale del traffico urbano cittadino e oasi naturale di rara bellezza dove, da più di cinquanta anni, trovano tranquilla dimora trentatrè alberi "ficus retusa". Gli stessi di Piazza Giovanni XXIII, tanto per intenderci. Il progetto Approvato più di un anno fa, e visibile nella sede della circoscrizione di via San Domenico 17, il progetto prevede, oltre alle opere di arredo urbano, la cavatura (ovvero l'espianto e il reimpianto) dei 33 esemplari nonché la loro conseguente sostituzione con «specie arboree d'origine tropicale in grado di assicurare cromatismi di varie tonalità». È in particolare sulla questione della cavatura che gruppi di resi- denti e cittadini a favore del verde sono scesi sul piede di guerra. La protesta Associazioni quali Città ciclabile, Cagliari social forum, Comitato per la difesa di Piazza Giovanni XXIII hanno già mandato neri segnali di fumo: «Non ci stiamo. La filosofia di questa amministrazione è quella di fare tabula rasa delle strutture esistenti per costruire, ex novo, porzioni varie di città» commenta Andrea Olla, presidente di Città ciclabile. «Nel tentativo di ovviare all'incuria e alla mancata manutenzione di strade e piazze si demolisce l'esistente - replica Raffaello Ugo membro del Cagliari social forum - senza rispettare quelli che sono i luoghi simbolo che appartengono alla nostra memoria collettiva» Insomma, il messaggio è chiaro: porfido, fontane e balaustre non possono certo bastare alla riqualificazione autentica dell'area urbana e alla Fame endemica di verde che contraddistingue una città perennemente in crisi idrica come Cagliari. La circoscrizione Alessandro Serra, 29 anni e una esperienza triennale in qualità di presidente di circoscrizione, replica senza batter ciglio: «Sfido chiunque a poter utilizzare e godere nella zona di piazza Garibaldi. Le radici dei ficus hanno invaso tutta la superficie calpestabile dell'area rendendo completamente inagibile il passaggio a mamme, carrozzine, bambini e biciclette. Più che una piazza, quel luogo rassomiglia a un parcheggio, coi passanti costretti a innumerevoli zig zag tra le auto, aiuole sventrate; avvallamenti e ingobbamenti che ne accrescono degrado e pericolosità. Oltretutto le chiome sempreverdi di quei ficus creano tutto l'anno un ambiente cupo, umido e ombroso». Ma c'è un altro punto ancora che non convince Serra: «Questo progetto è stato discusso e approvato oltre un anno fa, dal consiglio circoscrizionale che annovera oltre 23 mila abitanti. Perché i cittadini che oggi non sono d'accordo e sono pronti a salire sulle barricate non hanno fatto sentire la loro voce in tempo utile? Vuole sapere quale sarà il risultato di questo ennesimo stop? Il rallentamento dell’iter già di per sè stesso articolato e farraginoso, con una coda infinita di polemiche e discussioni. Signore e signori, lo spettacolo è appena cominciato. Donatella Percivale [16 novembre 2004, Il Giornale di Sardegna] ___ Tutti gli ostacoli di piazza GaribaldiPiazza Garibaldi è tutta da rifare. Le radici degli alberi hanno preso il sopravvento sull'asfalto della pavimentazione. Dossi e montagnette sostituiscono il pianeggiante selciato. Il passante deve badare bene a dove mette i piedi se non vuole rischiare di inciampare ad ogni passo. Anche a mezzo giorno l'interno è buio, perché da due anni il Comune non esegue la potatura degli alberi. Le panchine sono sconnesse e dappertutto è pieno di crepe e buche. Delle aiuole non rimane che il ricordo. Saltate anche quelle. I tombini sono tappati, l'acqua piovana supera il marciapiede e allaga tutto. (r. m.) [12 novembre 2004, Il Giornale di Sardegna] __ Un test per chi non vuole gli alberiVengo a sapere dal giornale di ieri che ci sono proteste in corso contro l'abbattimento di alcuni pini a Marina Piccola. Mentre sapevo già che questa estate ci sono state proteste popolari, spero coronate da definitivo successo, contro l'abbattimento di parte degli alberi di piazza Giovanni. Ora, sempre dallo stesso articolo scopro che ci sono in progetto anche lavori (e proteste) a piazza Garibaldi. Memore dello splendido risultato della trasformazione di via Amat da zona ombrosa a fedele riproduzione di un barbecue a cielo aperto, vorrei introdurre una nuova verifica tecnica prima del l'approvazione di lavori che prevedano il taglio di alberi cittadini. La verifica dovrebbe svolgersi obbligatoriamente ogni giorno dal 25 di luglio al 15 di agosto. Prevederebbe che tutti coloro che devono mettere la firma per approvazione debbano percorrere a piedi, con partenza al le 13, un tragitto di tre chilometri che comprenda negli ultimi tratti le zone in cui gli alberi dovrebbero essere tagliati. Le specifiche della prova dovrebbero essere le seguenti: arrivare nella zona del test su auto non dotate di condizionatori d'aria; indossare calzoni lunghi, polo o camicia, scarpe chiuse e calzini; portare due buste in plastica con una spesa media (non più di 3kg ciascuna).Dovrebbe essere permesso bere acqua a temperatura ambiente, purché contenuta nelle buste. Proibiti invece condizionatori portatili, gilet imbottiti. di ghiaccio, secchiate dal pubblico, occhiali da sole e deodoranti. Ovviamente il percorso deve essere eseguito senza avvalersi dell'ombra degli alberi. Inoltre prima della firma si dovrebbero avvertire i responsabili che, a taglio alberi eseguito, avranno l'obbligo di risciropparsi la passeggiata ogni anno, alle stesse condizioni. Chi dopo il test desidera ancora firmare ordini di abbattimento probabilmente ha ottime e sentite ragioni. Altrimenti significa che da bambino è caduto da un pino, o si è perso all'Orto Botanico, è stato aggredito da un pino, morso da un leccio o magari ha subito altri eventi traumatici che una buona indagine sotto ipnosi potrebbe individuare. E che sarebbe meglio individuare rapidamente prima che a qualcuno venga in mente che sono di troppo anche gli alberi di piazza Matteotti, Terrapieno, Buoncammino, piazza della Darsena. Insomma di tutte le piccole oasi ombrose e verdi che, da maggio in poi, ci permettono di girare ancora a Cagliari senza trasformarci in pregevoli riproduzioni della mummia di Ramsete secondo. Chicco Gallus [8 novembre 2004, Il Giornale di Sardegna] __ Per fare i giardinetti nel corso Vittorio tagliati alberi secolariGli alberi di corso Vittorio Emanuele sono solo un ricordo. Il cantiere che da maggio rende la vita impossibile a commercianti e residenti, si è divorato anche quelli. Il prezzo da pagare per il rifacimento dei sottoservizi e la costruzione, a lavori ultimati, di spazi verdi è stato questo: perdere gli alberi secolari del corso. L'ultimo esemplare di robinia pseudoacacia è stato sradicato giovedì mattina dai tecnici del Comune. Anche lui, come gli altri due alberi secolari venuti giù quattro giorni fa, ha avuto la colpa di trovarsi da (appena) 180 anni proprio nel bel mezzo del cantiere limitando le possibilità di manovra di ruspe, camion e betoniere. «Non è stato fatto assolutamente nulla per salvaguardarli – lamenta la residente Clara Piga - gli operai per abitudine buttavano i secchi di calce sul busto dell'albero che è stato brutalmente scalzato ieri (giovedì; ndr) e guarda caso era il più malconcio di tutti. Le acacie crollate martedì - prosegue - erano rigogliose ma il Comune non ha pensato di farle ripiantare, anzi: sono venuti il giorno dopo con la motosega e li hanno trasformati in legna da ardere». Il paradosso sta anche in questo: che le acacie crollate "per il vento" erano in salute ma sono state tagliate a ciocchi; quella asportata dai tecnici del Comune giovedì, invece, era la più malconcia ma sarà ripiantata chissà dove a Macchiareddu: «È stato un atto di violenza verso queste piante che dall’800 si trovavano nel Corso - sbotta la signora Piga - un pezzo del patrimonio storico della città che è stato distrutto. Ma la cosa assurda è che questo è avvenuto per costruire dei giardinetti». Edoardo Pisano [6 novembre 2004, Il Giornale di Sardegna] ___ La piazza del tribunale allo sfascioI lavori sopra il parcheggio Apcoa sono finiti un anno fa ma il lastricato è già distrutto. Prime rughe in via Amat. La zona pedonale a ridosso del palazzo di giustizia, nonostante la giovane età, mostra i primi segni di cedimento. Lo stravolgimento della strada, dovuta alla costruzione del parcheggio interrato, ha comportato prima lo sradicamento degli alberi e la scomparsa di una corsia, poi, la costruzione di un passaggio pedonale circondato da aiuole e prati. Ma proprio la pavimentazione, per quanto recente, manifesta già evidenti segni d'usura. Troppo precoci. Molte mattonelle del lastricato sono spezzate o presentano delle crepe. I gestori del parcheggio Una causa - afferma Marcello Giarineschi, responsabile operativo dell'Apcoa, la società che gestisce il parcheggio - potrebbe essere il fatto che molti veicoli transitino sopra l'area, che non è stata concepita per sopportare pesi di tale entità. Anche mezzi pesanti, diretti all'interno del Tribunale salgono su quel pavimento». In corrispondenza dell'ingresso posteriore del Tribunale, sono più evidenti i danni provocati dal transito di veicoli. Ma le crepe non sono soltanto in quei punti. La società che gestisce il parcheggio, chiarisce Giarineschi non ha responsabilità sulla costruzione della struttura né sulla sua manutenzione. I costruttori del parcheggio I lavori di costruzione dei parcheggi interrati, in via Amat e in Via Regina Elena, sono stati curati dalla società Parcheggi urbani «Subito dopo la realizzazione dell'opera - sostiene Maurizio De Pascale, presidente della società - tutto è stato preso in consegna dall'amministrazione comunale. Forse la pavimentazione, essendo posata sul solaio de parcheggio, non dovrebbe essere sottoposta à grossi carichi. È un'area pedonale». La competenza delle aree sopra i parcheggi interrati è, quindi, del comune. L'assessore Lorrai L’assessore ai Lavori Pubblici, corre subito ai ripari. «Non sapevo delle condizioni di via Amat e lunedì, primo giorno lavorativo disponibile - afferma prontamente Raffele Lorrai - una squadra di tecnici andrà a fare un sopralluogo. In questi casi è meglio valutare subito la situazione. Comunque, sotto il profilo della responsabilità, credo che i lavori del parcheggio siano ancora sotto la garanzia dell'impresa esecutrice, la Parcheggi urbani» Marcello Zasso [6 novembre 2004, Il Giornale di Sardegna] |
||||||