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Ottobre 2005


Indice degli articoli

  • 15 ottobre 2005  Sanna: Una protesta civile. Spiga: An senza orgoglio [...]
  • 15 ottobre 2005  "Ora rilanciare i mercati" - "Finalmente una piazza" [...]
  • 15 ottobre 2005  In via Manzoni nasce una piazza il comitato ha vinto la battaglia [...]
  • 15 ottobre 2005  Accordo tra il comune e il comitato, sospeso il ricorso al Tar [...]
  • 15 ottobre 2005  Impresa scettica, sotto c'è molta acqua [...]
  • 15 ottobre 2005  E' fondamentale valutare costi e benefici [...]
  • 15 ottobre 2005   I soldi del piano per il lavoro spesi per la colata di cemento [...]
  • 15 ottobre 2005  Multipiano, la politica non parla. Flori zittisce i suoi assessori [...]
  • 15 ottobre 2005   Multipiano. Si va verso un accordo [...]
  • 15 ottobre 2005  Progetto da migliorare ma nessuno stop [...]
  • 15 ottobre 2005  Vogliamo i parcheggi, ma non per forza sopraelevati [...]
  • 15 ottobre 2005  L'Unione con i resistenti [...]
  • 15 ottobre 2005  Veglia di lotta contro il multipiano [...]
  • 15 ottobre 2005  Multipiano ultima puntata. Oggi in azione le ruspe [...]

Articoli

 

 

Sanna: Una protesta civile. Spiga: An senza orgoglio

La Margherita esulta, Alleanza nazionale pure. Evento raro, forse unico, in circoscrizione: Che testimonia quanto la battaglia contro il multipiano sia stata soprattutto del quartiere. «Una vittoria ottenuta grazie al dialogo civile, giunta alla fine di una battaglia giusta e condivisa», commenta Valentina Sanna (Margherita) vice presidente della Margherita, vice presidente dela Margherita, uno dei consiglieri in prima linea contro il mostro di cemento. «Una protesta che ha unito la gente e i loro rappresentanti nelle istituzioni e che dimostra che i cittadini vanno ascoltati». Anche Simone Spiga (An) brinda: «Finalmente vittoria, un grande risultato del Comitato di Via Manzoni», afferma. Poi accusa il suo partito. «Quello che più mi dispiace e aver visto il mio partito totalmente defilato, senza un minimo di orgoglio e senza spina dorsale, ma oggi la vittoria è di tutti i cittadini e di chi come me ha sostenuto le loro rivendicazioni dal primo momento. Anche il Sindaco Floris» aggiunge Spiga, «si è dimostrato finalmente sensibile alle istanze dei cittadini e forse con un po' di ritardo ha riscontrato che non tutti quelli che scendono in piazza per contestare decisioni sono terroristi e provocatori».

L’Unione Sarda 15 ottobre 2005

 

“Ora rilanciare i mercati” - “Finalmente una piazza”

A risultato raggiunto, non si sprecano le reazioni nel centrosinistra; impegnato sino a pochi giorni fa nella battaglia per abbassare il multipiano. Solo due commenti dei Ds e uno di un rappresentante di Legambiente. «Se gli impegni si tradurranno in fatti questa. è una vittoria della ragione, del dialogo, della costanza dei cittadini, della loro tenacia nel rivendicare soluzioni migliori», scrivono in una nota le segreterie della sezione Berlinguer dei Ds e del circolo Laura Conti. «E una vittoria della socialità: da sabato scorso è nato un luogo d'incontro che è sempre esistito ed ora è diventato una piazza». Lo pensa anche Antonello Gregorini di Legambiente: «Avere una piazza in più è sicuramente un fatto positivo che va ascritto alla capacità dei cittadini di partecipare alle scelte».

Ignazio Angioni, segretario federale di Cagliari dei Ds, plaude al fatto che «i parcheggi si faranno», ma critica la giunta sulla mancanza di un progetto per il rilancio dei mercati, il cui futuro - sostiene in sintesi non può dipendere solo da un parcheggio. «Fino a quando la Giunta comunale non inizierà ad elaborare un serio programma, il problema dei mercati sarà tutt'altro che risolto».

L’Unione Sarda 15 ottobre 2005

  

In via Manzoni nasce una piazza. Il comitato ha vinto la battaglia.

Le automobili finiranno sottoterra e sul tetto nascera un giardino:

Una giornata storica

E festa sia, allora. Ora che il sindaco ha firmato, ora che Emilio Floris primo cittadino di questa forse un giorno capitale del Mediterraneo ha detto che sì, il progetto del multipiano di via Manzoni deve essere cambiato perché così vogliono i cittadini. Perché quattrocento e passa auto sotto le finestre di casa non piacerebbero forse nemmeno a lui, che pure ha chiamato la polizia per far aprire il cantiere, e la polizia ha picchiato. E i manifestanti sono rimasti comunque lì, a dire ancora una volta no al multipiano ad altezza balconi, no alla politica della forza contro le parole, degli atti amministrativi contro le volontà degli amminstrati. Ma questa è cronaca di giorni fa. Ora è un altro giorno : è il giorno della festa in via Manzoni, di un pezzo di asfalto che diventa piazza e di un rione che se la piglia. Dopo aver chiesto, perché così fa la gente perbene. Anche se protesta, anche se piglia colpi dagli uomini in divisa chiamati da via Roma.

LA FESTA, DUNQUE.

Che inizia alle 16 e qualche minuto, quando la delegazione del comitato spontaneo di via Manzoni esce dal palazzo comunale dopo quattro ore di incontro con i massimi dirigenti dell'amministrazione civica. «Abbiamo vinto », dice al telefono Antonello Mereu, che del comitato è stato eletto portavoce. «Abbiamo vinto, il sindaco ci ha ascoltato e ha hrmato un accordo che prevede il cambiamento del progetto». E la piazza Manzoni, quella che fino a qualche giorno fa era un parcheggio con le strisce blu con un quartiere in sua difesa e che si è trasformata in piazza, esulta. Sono applausi e sono lacrime, sono abbracci. Perché la battaglia è vinta, perché così doveva essere. Anche se c'è da aspettare ancora prima di sapere, perché da via Roma a via Manzoni c'è poca strada ma tanto traffico, e la delegazione non arriva. E non può spiegare quello che è stato deciso, come è stato deciso. Anche se una cosa è certa: finiranno le notti di angoscia al balcone e i~niranno i picchetti, finiranno i bivacchi fino alle 5 della mattina e finiranno le urla e gli slogan. E i pomeriggi con le gambe molli per la stanchezza. Finiranno, è certo.

E FINISCONO SUBITO,

in via Manzoni. Finiscono alle 16.24, quando da dietro l'angolo spuntano i negoziatori: Antonello Mereu, che per sette mesi ha mediato e parlato del progetto con chiunque potesse aiutare il comitato, Giovanna Spotorno, che insieme con Giuseppe Aru e Marco Cabras non è stata assente un attimo da quando è iniziata la protesta e Diego Podda, che a 65 anni è stato trascinato a forza dalla polizia che manco un black block. Arrivano loro, e la protesta finisce: e sono di nuovo abbracci, e sorrisi, e lacrime. «Ce l'abbiamo fatta. Il sindaco ci ha ascoltato - sono le prime parole di Mereu - In silenzio ha valutato le nostre proposte, le nostre obiezioni. E alla fine abbiamo firmato un accordo (che non sarà reso pubblico, se non a grandi linee, per volontà delle parti, Ndr) che impegna l'amministrazione a fare il parcheggio di tre piani di cui due sottoterra e uno solo, alto due metri, al livello del passaggio pedonale. Sopra invece sarà fatto un grande giardino». Quello che tutti chiedevano, in via Manzoni. Una via che ora si conta, che si guarda in faccia e si sorride. Perché la protesta è finita, passata. E ora è il tempo della festa.

Giacomo Bassi Il Giornale di Sardegna 15 ottobre 2005

 

Accordo tra Comune e comitato, sospeso il ricorso al Tar

Floris: «Abbiamo ragionato sull’interesse comune». Mereu: «E stato un dialogo sereno e costruttivo che ha consentito di raggiungere un risultato positivo per la città». Pizzata finale nel piazzale. 

Il parcheggio non avrà più tre piani fuori terra e non sarà alto 12 metri. Sarà interrato per due livelli e sporgerà per un'altezza che massima di tre metri e 50. Conterrà 250 auto e non più 440 e sul tetto non ci saranno macchine ma una piazza. Il sindaco ha accolto in toto le richieste del Comitato di piazzale Manzoni e all'ora di pranzo di ieri, dopo due ore di colloquio in Municipio, l'accordo è stato sancito con una stretta di mano. Si torna al progetto originario, quello citato nella delibera del 5 novembre del 2002 del consiglio comunale che nei due anni successivi era stato modificato suscitando reazioni massicce nel quartiere e una mobilitazione durata sette mesi.

La notizia è stata accolta con un applauso dal centinaio di persone che anche ieri presidiavano il piazzale. Abbracci, qualche lacrima, urletti di giubilo e pizzata finale. La quiete dopo la tempesta di martedì, che aveva lasciato sul campo detriti polemici. «È stato un dialogo sereno, costruttivo, e rispettoso del rispettivi ruoli che ha consentito di raggiungere un risultato positivo per noi e per la città», commenta soddisfatto Antonello Mereu,1'ingegnere con casa davanti al piazzale che ha guidato la delegazione del Comitato (composta da Giovanna Spotorno, Diego Podda, Giuseppe Aru e Marco Cabras) che ieri mattina ha consegnato a Emilio Floris la proposta poi accettata. Abbiamo ragionato sulla base dell'interesse comune per migliorare il progetto», spiega il sindaco. Alla domanda: perché tutto non e stato fatto prima che la situazione esplodesse, Floris risponde: «Le contestazioni, quelle civili e motivate, mi hanno indotto a ragionare e ad accelerare le modifiche nella direzione che io avevo indicato da tempo».

RINUNCIA AL TAR

L'accordo genera due risultati concreti: la fine del presidio sul piazzale dopo sette giorni e la rinuncia a proseguire la causa davanti ai giudici del Tar, che a in primavera avevano respinto la richiesta di sospensiva dei lavori ma dovevano ancora esprimersi nel merito.

LUNEDI’ VIA AI LAVORI

Lunedì mattina l'impresa potrà terminare la recinzione del cantiere e iniziare i lavori. Procederà subito con i rilievi geologici per verificare se la situazione del sottosuolo è ancora quella descritta dalle relazioni allegate al progetto secondo le quali ci sarebbe «sabbia umida» a sette metri. Per proteggere l’edificio attiguo ai piazzale, quello al quale il multipiano si sarebbe dovuto appoggiare, saranno effettuati interventi di qualificazione e messa in sicurezza: L'accordo prevede che due tecnici di fiducia del Comitato possano accedere al cantiere per seguire i lavori e partecipare a riunioni periodiche.

I COSTI IN PIÙ E L'IMPRESA.

Trattandosi di un appalto aggiudicato e di lavori già consegnati, non sarà possibile modificare il progetto (si pagherebbero penali) ma si dovrà procedere per varianti in corso d'opera, consentite dalla legge entro il limite di un quinto dell'ammontare dell'importo dell'appalto (due milioni di euro nel primo stralcio). Un confine entro il quale le amministrazioni possono muoversi senza che l'impresa possa opporsi. «Con la Conscoop c'è un'intesa di massima», assicura il sindaco. Ma i referenti della società  di Forlì manifestano ancora prudenza. «Sotto c'è un fiume d'acqua, ora iniziamo, poi vediamo». Un atteggiamento di tutela comprensibile, visto che una rivalsa nei confronti dell'amministrazione non è ancora de tutto esclusa.

FONDI IN AGGIUNTA E CENTRALINE

Se le modifiche dovessero rendere necessario lo stanziamento di ulteriori fondi «li troveremo risparmiando su altri capitoli», promette Floris. Che ha inserito nell'elenco delle concessioni anche una centralina fissa per il rilevamento dell inquinamento atmosferico.

MENO PARCHEGGI.

 La riduzione del numero di posti (190 in meno) non è un problema per nessuno. C'è il parcheggio di via Sant'Alenixedda e un altro da appaltare in piazza Nazzari. Tutto interrato.

FALCHI E COLOMBE.

L accordo interno al Comitato e stato in forse sino all’ultimo. Giovedì notte c’è stata una riunione molto tesaper definire il documento da consegnare al sindaco. Gran parte del Comitato era disposto a sottoscrivere il testo di base. Il Cagliari social forum era contrario. Has prevalso la maggioranza dialogante. Mereu chiosa con una nota a margine: “Prima di questa storia, tra vicini ci si salutava appena, oggi siamo amici”.

Fabio Manca L’Unione Sarda 15 ottobre 2005

 

 

Impresa scettica: Sotto c’è molta acqua

«Andare ulteriormente sotto terra nella zona di via Manzoni comporterebbe notevoli spese. Pensiamo che sotto San Benedetto scorra un fiume d'acqua e in quest'ottica operare con le idrovore significherebbe sconvolgere l'assetto idrogeologico della zona e mettere a repentaglio la stabilità dei palazzi. In tutti i casi lunedì mattina inizieremo a cantierare e poi si vedrà».

Se la soluzione di compromesso, un piano in quota e almeno un altro o forse due nel sottosuolo, soddisfa i residenti, da sempre contrari ad una megastruttura esterna, e i commercianti, la Conscoop, l'impresa che si è aggiudicata l'appalto, manifesta perplessità mista a disponibilità a capire sin dove si può arrivare.

«Col Comune di Cagliari abbiamo stipulato un contratto in base al quale dovevamo realizzare due piani esterni e uno nel sottosuolo», rende noto un responsabile dell'impresa esecutrice. «Lavori che sarebbero dovuti durare 20-21 mesi per un costo che si aggira sui 2 milioni di euro. Ora pero, pare che i piani in quota non saranno più 2, ma uno soltanto. Bisognerà valutare», aggiunge, «se tale modifica potrà effettuarsi con varianti in corso d'opera, altrimenti sarà necessario approvare un nuovo progetto e ripetere la gara d'appalto. In questo caso chiederemo i danni».

La Conscoop ha sede a Forlì ed è uno dei più grossi consorzi edilizi d'Italia sia per il volume del proprio fatturato che per il numero di cantieri aperti su tutto il territorio nazionale. «Siamo sul mercato da oltre 50 anni», spiega un funzionario dell'impresa che chiede di restare anonimo (per evitare possibili attriti con l'amministrazione comunale), se possiamo garantire grande esperienza e massima serietà».

«I nostri operai si sono recati nel piazzale diverse volte, lavorando a vuoto e subendo perfino dei furti: parte del materiale utilizzato per transennare e sparito e con esso sono scomparse anche alcune griglie metalliche. Almeno per questo, chiederemo sicuramente un rimborso».

PAOLO LOCHE L’Unione Sarda 15 ottobre 2005

«E fondamentale valutare costi e benefici»

Professor Italo Meloni, lei insegna Pianificazione dei trasporti all'università di Cagliari e dirige il Centro ricerche modelli di mobilità: può aiutarci a capire se Cagliari ha davvero bisogno di parcheggi multipiano?

«Innanzitutto va detto che un problema di trasporti non si risolve con soluzioni settoriali: serve sempre un insieme coordinato di interventi» .

Nel caso di via Manzoni? «Nella zona attorno al mercato di San Benedetto c'è una domanda di posti auto superiore all'offerta. Ma il multipiano è una risposta agli effetti, non alle cause: nessuno si domanda da cosa si origina il problema»:

E da cosa si origina?

«Dal fatto che a Cagliari si usa molto l'auto. Si potrebbero sperimentare alternative: per esempio, incentivare il trasporto pubblico. Il multipiano, naturalmente, è una soluzione meno impegnativa è politicamente più praticabile»:

Ma in via Manzoni potrebbe funzionare?

«Non ho visto il progetto, ma non mi risulta sia stata fatta un'analisi quantitativa degli effetti sul traffico».

Di che si tratta?

«Un intervento di quel tipo produce effetti negativi (la ridotta fruibilità di uno spazio pubblico) ed effetti positivi (nelle zone più congestionate della città il 40 per cento del traffico è causato dalla ricerca di parcheggio). Non solo questo tipo di analisi avrebbe permesso agli amministratori di valutare costi e benefici e di individuare interventi compensativi per i danneggiati, ma avrebbe anche dato più visibilità agli effetti positivi: ce ne sarebbero, ma non se ne parla mai perché, come dite voi giornalisti, le buone notizie non fanno notizia». (m. n.) , L’Unione Sarda 14 ottobre 2005

 

  

I soldi del Piano per il lavoro spesi per la colata di cemento.

Oltre un milione di euro destinati all'occupazione sono stati stanziati per il multipiano

Marco Mostallino Il Giornale di Sardegna 14 ottobre 2005

marco.mostallino@gds.sm

Se in via Manzoni la questura non avesse sfoderato i manganelli, la vicenda sarebbe comica. Sì, perché .l'ennesimo ecomostro della giunta di Emilio Floris è stato in parte finanziato dalla Regione con i quattrini del Piano per il lavoro o meglio, dell'ormai cosiddetto Piano per il lavoro, che dovrebbe creare occupazione, non cemento. Il 28 luglio del 2004 il consiglio comunale ha messo un milione e 18 mila euro nel calderone di denaro e accordi che permetterà alla impresa Conscoop non solo di costruire il contestato parcheggio multipiano, ma soprattutto - e l'affare è qui - di gestirlo per una trentina di anni. Un milione di soldi pubblici, che la Regione - esecutivo di centro destra - ha dato alla giunta comunale sorella, la quale li ha versati nell'affare del costruttore. Ma qui appare una stranezza, qualcosa che assomiglia a un refuso. Nel documento di aggiudicazione dell'appalto (pubblicato il 6 dicembre 2004), impresa vincitrice risulta la Consoop, con sede in via Galvani a Forlì. Ma a spulciare elenchi telefonici e registri immobiliari, l'azienda in realtà si chiama Conscoop (con la C dopo la S). La società comunque, che ha vinto con un ribasso del 15,891 per cento sulla base d'asta, non è nuova a lavori a Cagliari: ha già costruito un tratto dell'asse mediano per un affare da 12 milioni e mezzo di euro. Ora la Conscoop ha preso il multipiano, con il project financing. Funziona cosi: enti pubblici e privati si accordano per costruire un'opera,1'impresa, mette soldi suoi, il Comune investe denaro regionale. In cambio - diciamo così - del proprio impegno, l'azienda ottiene la gestione dell'impianto, che sia un'autostrada, un aeroporto, una discarica. O, in questo caso, un parcheggio che, secondo il Comitato di via Manzoni, non serve: Secondo i cittadini, uno studio del Ctm dimostra che in San Benedetto i posti auto sono sufficienti per i residenti e per chi vi si reca per lavoro o shopping. Situazione analoga a viale Regina Elena, dove è in funzione un parcheggio costruito con il project financing e dato in gestione a due aziende private. Prima, il posto auto si trovava tranquillamente nelle strisce bianche. Ma in concomitanza con la nascita del multipiano, la Giunta Floris ha vietato la sosta in tutto il viale. Rendendo il parcheggio necessario. È il project financing: prima il Comune crea il bisogno, poi incarica un privato di soddisfarlo. Amen.

 

 

Multipiano, la politica non parla. Floris zittisce i suoi assessori.

Dopo le polemiche Lorrai lascia la parola al primo cittadino. Oggi l'incontro col comitato

Enrico Fresu Il Giornale di Sardegna 14 ottobre 2005

Il sindaco Ernilio Floris ha deciso di essere l'unica voce (irraggiungibile) in risposta alla valanga di polemiche che si sono riversate sulla Giunta. Lorrai fa un passo indietro, si allinea alle "colombe" di Giunta guidate dall'assessore Farris. E tutti insieme rimandano al primo cittadino ogni dichiarazione su multipiano, antenne e manganelli sventolati in piazza. Il centrosinistra non chiede le dimissioni di Floris mentre ambientalisti e comitati non vogliono più saperne di lui, salvo che non «apra un forum di concertazione su tutte le vertenze con i cittadini».

VIA MANZONI, il giorno dopo. Sul piazzale che scomparirà (forse) per lasciare spazio a un multipiano è tornata la quiete. La tregua prima della giornata decisiva, oggi, data ultima di sospensione dei lavori decisa da via Roma. Che incontrerà il comitato contro il parcheggio. Una rappresentanza, senza politici al seguito, che avanzerà la sua richiesta a Floris : sì al parcheggio, ma sotterraneo, quanto più possibile. Una revisione dél progetto, per non avere marmitte davanti alle finestre, con l'aggiunta di uno spazio verde in superficie. E non una specie di terrazza a tre piani da terra. Questa la voce dei cittadini-elettori. Affiancata da quella dei movimenti, riuniti nel Forum ambientale, che accusano Floris di «carenza di correttezza burocratica e mancanza di un minimo di buon senso nella gestione del rapporto con i cittadini».

IL MONDO DELLA POLITICA, invece, a parte la condanna per le transenne sui vecchietti (biasimo feroce del Prc e della Margherita) attende. L'opposizione rimanda tutto alle elezioni. «Inutile chiedere le dimissioni a Floris», è la posizione di Piero Comandini (Sdi) e Giorgio Cugusi (Ds), «saranno gli elettori a mandare a casa questa Giunta che, in quattro anni e mezzo, non ha risolto un solo problema». E se il centrosinistra almeno parla, l'assessore ai Lavori pubblici Raffaele Lorrai rispondicchia appena: «Il sindaco ha preso in mano la questione multipiano, sarà lui a dover parlare». Lorrai non si dimette nonostante l'accusa serpeggiante di autoritarismo da cantiere. Liquida il dissidio col sindaco a colpi di «fesserie».

 

 

Multipiano, si va verso un accordo

«Il fatto che persone impegnate politicamente si siano unite a noi ci ha dato più visibilità ma non ci

ha minimamente condizionato. Noi abbiamo sempre avuto una posizione chiara».

«Strumentalizzati politicamente noi? Guardi ho un lavoro, una famiglia e molte cose da fare. In questa storia mi hanno tirato per i capelli. Non credo che sia così folle protestare civilmente contro un multipiano alto 12 metri, aperto sui lati e attaccato a un palazzo che porterebbe 1760 auto al giorno davanti a casa tua nel quartiere più inquinato della città».

Antonello Mereu, ingegnere, 58 anni, ieri non è andato al lavoro. Ha passato la giornata nel suo appartamento con vista su piazzale Manzoni, a vigilare sul cantiere, assieme a decine di persone, e a lavorare con gli altri del Comitato spontaneo a una proposta di accordo che consegnerà oggi a Emilio Floris. Una bozza della quale non vuole anticipare nulla «per correttezza nei confronti del sindaco», ma che, secondo indiscrezioni, prevederebbe 1'impegno a costruire un multipiano tutto interrato o con un solo piano fuori terra. Una soluzione sulla quale il sindaco si sarebbe mostrato disponibile, contrariamente all'assessore ai Lavori pubblici. L'accordo, dunque, è possibile. «Ma prima ci deve mettere nero su bianco che saranno fatti i rilievi geologici e che il pro etto sarà modificato. Solo allora toglieremo il presidio sulla piazza».

Perché avete iniziato a protestare solo nel 2005 contro un progetto in campo dal '97 e che ha avuto un iter consiliare e burocratico pubblico.

«Ci siamo mobilitati quando abbiamo appreso dalla stampa che il progetto non era quello citato nella delibera del 5 novembre 2002 del consiglio comunale che prevedeva un parcheggio su due livelli interrati e con un solo piano fuori terra».

A quel punto?

«Abbiamo scoperto che erano previsti quattro piani, di cui uno solo interrato, con 440 posti auto anche nel tetto. Un mostro simile a quello dell'aeroporto».

Auto che già gravitano in cerca di parcheggio.

«No, molte di più e davanti alle nostre finestre. Ci siamo preoccupati anche per la nostra salute».

A quel punto avete chiesto chiarezza al Comune?

«A marzo abbiamo chiesto un incontro con il sindaco».

Contestualmente avete presentato il ricorso al Tar.

«Non potevano aspettare».

Quell'atto non ha favorito il dialogo.

«C'è sempre stato un problema di fiducia».

Il sindaco che cosa vi disse?

«Ci chiese di ritirare il ricorso e si impegnò a rivedere il progetto».

Quindi tutto a posto?

«No, volevamo che lo mettessero per iscritto, poi l'avremmo ritirato».

Poi avete perso.

«No, il Tar ha solo respinto la richiesta di sospensiva. Nel merito si deve ancora pronunciare».

A luglio la giunta approva unprogetto stralcio con un piano in meno.

«Ma sono previste comunque 319 auto, tetto compreso».

I tecnici comunali sostengono che non si possa interrare perché c'è una falda acquifera a 5 metri e 60.

«Dai rilievi geologici allegati al progetto risulta che ci sia sabbia umida a sette metri, l'ideale per posizionare le fondamenta».

Martedì avete incontrato di nuovo Floris, che cosa vi siete detti?

«C’è stato un dialogo proficuo, ha fatto promesse precise dicendo che si scenderà quanto più possibile e che ai rilievi geologici può assistere un nostro tecnico. Ma volevamo qualcosa di scritto e siamo rimasti d'accordo di vederci venerdì».

E come mai il giorno dopo c'è stato il caos?

Perché nonostante avessimo chiesto di bloccare il cantiere in attesa dell'incontro con il sindaco, 1'impresa è arrivata con la Polizia».

Preferireste che non si facesse nessun parcheggio?

«Mai detto, non lo vogliamo di quelle dimensioni. E non siamo nemmeno contro gli operatori del mercato, vogliamo qualità».

Il centrosinistra ha strumentalizzato la vostra protesta?

«Il fatto che persone impegnate politicamente si siano unite a noi ci ha dato più visibilità ma non ci ha minimamente condizionato. Noi abbiamo sempre avuto una posizione chiara».

Come finirà?

«Spero bene. Ho avuto la chiara sensazione che il sindaco fosse sincero e dialogante e che la burocrazia percorresse strade parallele. Se il sindaco vuole si può migliorare».

FABIO MANCA L’Unione Sarda 14 ottobre 2005

 

Progetto da migliorare, ma nessuno stop.

Confesercenti scende in campo in difesa del multipiano, la Margherita accusa il sindaco di «analfabetismo in materia di democrazia partecipata». Azione Giovani parla di «indecoroso attacco alle forze dell'ordine» il cui comportamento viene invece contestato dall'associazione Asquer, il Forum ambientale chiede le dimissioni del sindaco.

A ventiquattr' ore dalla manifestazione di piazzale Manzoni si moltiplicano le reazioni.

CONFESERCENTl.Secondo il leader provinciale di Confesercenti Carlo Abis «la quasi totalità delle attività commerciali e del terziario in quell'area sono ampiamente favorevoli al progetto e ritengono che i multipiano siano fondamentali per rilanciare le attività nei centri storici»: Però, aggiunge, «vanno trovate soluzioni per limitare l'impatto senza bloccare tutto».

LA MARGHERITA. Per Roberto Murru,- coordinatore cittadino della. Margherita, «il sindaco dovrebbe andare a ripetizione di democrazia e partecipazione» perché «il problema è 1'assenza dell'amministrazione durante mesi e gli anni in cui si poteva costruire con i cittadini un percorso partecipato che avrebbe condotto a una .decisione condivisa».

AZIONE GIOVANI. Salvatore Deidda, commissario provinciale Azione Giovani, invita «chi ha voluto esasperare la situazione, aggrappandosi alla transenne o alle reti metalliche, nonostante l'invito delle forze dell'ordine di spostarsi da quel determinato luogo, a farsi l'esame di coscienza , chiedendosi inoltre dov' era quando quei progetti venivano discussi in circoscrizione, in Comune o negli stessi giornali».

FORUM AMBIENTALE. In una nota del Forum ambientale firmata da Legambiente, Italia nostra, Amici della Terra e Gruppo di intervento giuridico, Wwf, Comitato per la difesa di Castello, Amici di Sardegna e Progetto Cagliari si individua nella «mancanza di pianificazione condivisa, di correttezza burocratica, di trasparenza negli atti, nella mancanza di buon senso sulla gestione dei rapporti con i cittadini e nella volontà di perseguire uno sviluppo commerciale anche a discapito della salute pubblica le cause di fondo dell'accaduto». E chiede al sindaco di «aprire un forum di concertazione su tutte le vertenze aperta o, in alternativa, si dimetta».

Asquer. L'Associazione "Peppino Asquer Diritti e beni pubblici" esprime indignazione «per 1'inqualificabile atteggiamento delle forze dell' ordine e di chi le ha mandate, nei confronti di inermi cittadini che avevano tutto il diritto di manifestare pacificamente».

L’Unione Sarda 14 ottobre 2005

 

 

“Vogliamo i parcheggi, ma non per forza sopraelevati”

I posti auto scarseggiano ma la carica della polizia non è piaciuta: arriva la solidarietà

Cristiano Pintus Il Giornale di Sardegna 14 ottobre 2005

Vogliono i parcheggi, e su questo non discutono. Ma non per forza multipiano: non per forza come il Comune li ha ideati, sopraelevati e senza più piazzetta. La maggio parte dei commercianti di via Manzoni e dintorni pretende una soluzione per la mancanza di posti auto ma non è antagonista (eccezioni a parte) rispetto al comitato: il blitz di sabato notte e la carica della polizia di mercoledì non sono piaciuti nemmeno a molti negozianti.

«I parcheggi di via Manzoni li vedo pieni solo il sabato, la domenica e il periodo di Natale», dice Andrea Ghiso della gioielleria "L'Arca'”,«ci fosse la fila capirei ma certo non perdiamo clienti per colpa dei parcheggi mancanti. E comunque - conclude - potevano aspettare l'anno nuovo per iniziare i lavori: ora bloccheranno tutto e ci rovineranno gli affari di Natale». Per Teresa Pisu, titolare del tabacchino di via Pacinotti, «c'è bisogno di parcheggi, è innegabile, ma il Comune non deve creare disordine come ha fatto in questi giorni. Deve dialogare con la gente. Però, i posti auto servono a tutti noi». Toni molto simili al mercato di SanBenedetto, che pure ospita i più accaniti sostenitori dei nuovi parcheggi: «Intanto i lavori li avrei fatti cominciare dopo le feste di fine anno», spiega Mario Ferraro, da un banco dell'ortofrutta. «E poi, il parcheggio serve, ma bisogna anche venire incontro a chi protesta: sarebbe meglio fare solo un parcheggio interrato». Stesso coro tra i banchi del pesce: «Io lascerei le cose come stanno piuttosto che rovinare quel piazzale - dice Paolo Bistrussu . pensino piuttosto a risistemare il terreno in via Cocco Ortu, dove l'asfalto sprofonda, la gente cade e il Comune se ne frega. Ma la cosa più vergognosa è l'intervento della polizia: non si possono caricare gli anziani». «Io vorrei un parcheggio sotterraneo, con spazi verdi nella piazza, non sopraelevato», commenta Agostino Mulas, anche lui venditore al banco del pesce. Per Alessandro Pardelli «il parcheggio è da fare perché ci serve, non si discute. Ovviamente sarebbe meglio farlo sotto terra». Voci discordanti dietro il bancone del bar Leopardi: «Va bene anche multipiano e sopraelevato, basta che lo facciano», spiegano Sabrina e Diletta. «Quando arriviamo tardi la mattina, per esempio alle 9, trovare un posto per 1'auto è un'impresa». Così è anche per il macellaio, Onofrio Perra, «se ci fosse il multipiano arriverebbero molti più clienti. Sono d'accordissimo col Comune che vuole costruirlo». Per il titolare del negozio di abbigliamento "Woman" di via Manzoni, Carmine Orsi, «tutta questa protesta nasce solo dalla paura dei residenti: temono di perdere il parcheggio per la loro auto. Se davvero tengono alla salubrità dell'aria, perché non pensano che le auto rilasciano molto più smog a furia di girare il quartiere in cerca di posto, piuttosto che entrando in un istante dentro il multipiano? » . Intanto, nel piazzale di via Manzoni costantemente presidiato è il giorno dei commenti, all'indomani della carica della polizia. «Ho visto le immagini in tivù e sono venuta per so- lidarizzare con i manifestanti» , spiega una ragazza, Tiziana Leoni. «Se un sindaco agisce così è incapace di governare e non mi sento rappresentata da lui». Diego Podda, 65 anni, uno dei "reduci" della carica: «Meno male che gli agenti non avevano pistole. Però che tristezza sentirmi insultato da alcuni operatori del mercato».

 

 L'Unione con i resistenti

«Il multipiano di via Manzoni è un'opera inutile, soprattutto in un quartiere come San Benedetto dove non esistono spazi verdi». A dire ancora una volta no al parking sono i Democratici di Sinistra che ieri sera hanno tenuto una conferenza nel piazzale della discordia, di fronte a una cinquantina di residenti. Per Antonio Avinu, segretario della sezione Ds "Berlinguer", il multipiano non fa parte di una pianificazione organica del traffico: «L'amministrazione naviga a vista e a caso: ha trovato uno spazio non edificato e ci vuole piazzare un parcheggio. Ma a San Benedetto i posteggi ci sono già in via Sant Alenixedda e in piazza Repubblica e sono vuoti». A pensarla così è anche Paolo Frau, capogruppo dei Ds in Consiglio Comunale: «Gli amministratori hanno fatto un blitz notturno con un' ordinanza fasulla e altre irregolarità vergognose. Cercheremo di non far partire i lavori, agendo nel rispetto della legalità». Rincara la dose Cristiano Montis (Sinistra Ecologista): «È gravissimo l'atteggiamento paternalistico del sindaco che dice "lasciate fare e non vi preoccupate" . Noi invece ci preoccupiamo eccome, hanno già rovinato il Poetto e l'Anfiteatro Romano. Ora vogliono distruggere Castello, Tuvixeddu e San Benedetto». Solidarietà agli abitanti di via Manzoni anche dal gruppo consiliare della Margherita: «Così la gente si allontana dalle istitutuzioni». (p. l.) L’Unione Sarda 11 ottobre 2005

 

 

Veglia di lotta contro il multipiano

Gli anti-parcheggio presidiano notte e giorno via Manzoni

Non si ferma la protesta del comitato di quartiere contro il parcheggio multipiano che il Comune vorrebbe costruire in via Manzoni.

 

Di operai neanche l'ombra, di automobili ancora meno : nell' area che dovrebbe ospitare il parcheggio multipiano, in via Manzoni, ci sono solo alcuni "resistenti" del quartiere, un gruppo di cittadini in lotta contro il progetto del Comune.

Hanno passato la notte nello spiazzo facendo turni di guardia per evitare un blitz come quello di sabato scorso, quando la piazza è stata transennata con il favore delle tenebre: «Sono arrivati come ladri - dice Anna Maria Atzori del comitato spontaneo per piazzale Manzoni - hanno transennato tutto . Un atto che testimonia la scarsa disponibilità al dialogo da parte della Giunta, tanto più grave se si pensa che in gioco c'è la salute dei cittadini». La questione, infatti, non è solo di metodo, ma anche di sostanza: «In Comune non pensano spiega Franco Onnis del comitato - a tutte le famiglie che avranno le case invase dal gas di scarico delle auto. Non è concepibile costruire un parcheggio alto quanto un palazzo». Meglio un multipiano interrato: noi siamo favorevoli alla creazione di nuovi posti auto - dice Michele Fiorato - aiuterebbero i commercianti della zona: basterebbe modificare il progetto, due piani interrati e sopra una bella piazza. Un modo per tutelare il verde cittadino e consentire alla gente di non girare a vuoto alla ricerca di un parcheggio».

Poco distante, al mercato di San Benedetto, c'è chi farebbe le barricate di fronte a una modifica del progetto, non per fedeltà ai colori della Giunta, ma per motivi pratici : «Abbiamo raccolto quasi 5000 firme spiega Salvatore Saba a favore del multipiano. La gente del quartiere ha capito che con i nuovi posti la zona rinascerebbe, molti smetterebbero di andare a Città mercato e i piccoli esercizi rimarrebbero aperti. Mettere mano al progetto adesso significherebbe mandare tutto a monte. Non si possono privilegiare le esigenze di pochi cittadini e penalizzare migliaia di persone».

Un problema di tempi, dunque, non di principio, nel quartiere c'è poca voglia di contrapporsi a chi protesta: «Non siamo in lotta con nessuno - dice Antonio Strazzera, commerciante della zona - il progetto esiste, i finanziamenti pure, è troppo tardi per qualsiasi retromarcia. Capiamo le ragioni di chi protesta ma forse bisognava alzare la voce prima, adesso è troppo tardi».

FRANCESCO PALA L’Unione Sarda 11 ottobre 2005

Multipiano ultima puntata. Oggi in azione le ruspe.

Ds e Margherita attaccano la giunta Floris: avete agito di notte come clandestini           .                       .

Traffico fermo, fischietti e ancora, tante proteste. In via Manzoni i lavori non s' han da fare. I residenti di San Benedetto passano alle vie di fatto. E appunto bloccano il traffico delle 20, in una zona nevralgica della città che nel pomeriggio ha visto un'assemblea pubblica con residenti, associazioni ambientaliste e consigieri comunali. «Sono intervenuti con il buio, sembrava che dovessero stanare Bin Laden». La butta sull’ironico Paolo Frau, capogruppo dei Ds in consiglio comunale. E. la platea spontanea risponde con una risata amara. Perché le ruspe per il parcheggione si metteranno al lavoro questa mattina alle 10.30. E perché quel multipiano «non piace a nessuno. Né è utile», continua Frau, «mentre il primo a vergognarsene è proprio iI Comune che ha agito nella, notte». I margini di irregolarità si profilano: nel Piano urbanistico il progetto è trattato nel dettaglio. E non ci sono equivoci: c"e scritto si al parcheggio ma a, condizione che due piani siano interrati. Dunque per dirla, con Cristiano Montis, responsabile della Sinistra ecologista, il motto è «No tocchies ' nudda, con il Poetto avete fatto già abbastanza». Sulla stessa linea irrompe anche la delicata Margherita (consiglieri comunali e di circoscrizione che all'unanimità parla di «autogol per i lavori intrapresi clandestinamente. E forse questo il concetto di consultazione dei cittadini che ha in mente il sindaco? Lo stesso Floris che nel 2001 aveva utilizzato come argomento di propaganda la realizzazione del parcheggio a un solo piano. Si ha paura della luce del sole?». Il resto della denuncia è un commento: «Per l'ennesima volta è andata persa una proficua occasione di riavvicinamento dei cagliaritani e all'amministrazione del territorio della loro città. Massima solidarietà agli abitanti della zona e ai comitati dei cittadini». E ora, spazio alle ruspe: da oggi tutti alle finestre per vedere 1'effetto che fa il parcheggio. Un piano o due? Due, se arrivano i soldi.

S.P – F.M. Il Giornale di Sardegna 11 ottobre 2005