Il Sardegna 17 Settembre 2007
di Alessandro Deleuchi
L'allarme sicurezza già si
respira, per il G8 del 2009. La valanga dei Black block che assedierà
La Maddalena è quasi alle porte, e pure Palau, cittadina di
frontiera, passaggio obbligato per l'isola dove si terrà il
vertice mondiale, è già in stato di emergenza e chiede
aiuto per affrontare l'invasione. Il paese sarà costretto a
fare da porta stagna per l'Arcipelago, da scudo protettivo, ma
all'incolumità dei cittadini chi ci sta pensando? I piani di
emergenza dove sono? Finora, poco o niente si è detto o deciso
sulla questione. Si sa soltanto che alla tranquilla cittadina è
stato affibbiato il compito di funzionare come una vera e propria
città fortezza, completa di fossato e di acqua da superare,
che con le sue fragili mura dovrà contenere le proteste del
blocco nero.
I black block potrebbero anche
infiltrarsi attraverso la Corsica, superare i limiti della terraferma
e piombare sullìisola via mare, da Santa Teresa e così
via. La Maddalena è vulnerabile, e raggiungibile, ma sa anche
che cosa voglia dire rimanere blindata e resistere. «Tuttavia
non dobbiamo essere lasciati soli, perché il pericolo, o
meglio la certezza - dichiara il sindaco di Palau Piero Cuccu - è
che la linea dura dell'opposizione venga a concentrarsi tutta
all'interno della nostra città e potrebbe essere un vero guaio
se non si decide una strategia contenitiva e al più presto.
Due anni trascorrono in fretta». La paura è tanta,
dunque. E se c'è «una preoccupazione è proprio
questa». I Black block per il sindaco che ha già parlato
con le forze di polizia locali, non sono da sottovalutare, e se Palau
dovrà fare la sua parte «è giusto che anche gli
altri diano il loro contributo». Va da sé che la città
dovrà trasformarsi in sede operativa e presidio delle forze
dell'Ordine. Parole, proposte, frasi accennate Ma i mesi sono
trascorsi «e a parte qualche incontro informale con le forze
dell'ordine, in cui si è parlato del problema senza
approfondirlo, non si è fatto nulla di concreto». La
denuncia di Piero Cuccu non è certo sibillina, il sindaco
attendeva risposte concrete al problema black block, una brutta gatta
da pelare soprattutto per la sua città, perché a parte
qualche out al porto e all aeroporto di Olbia, tutto il resto
spingerà per varcare il mare dell Arcipelago, e per arrivare
alla meta, La Maddalena o le acque di Santo Stefano, che potrebbero
essere la sede effettiva del vertice. A bordo di una mastodontica
nave militare ormeggiata nelle acque sgombre da quelle Usa che
avranno già lasciato l'isola. Ritardi su ritardi, dunque.
Perché degli anti G8 già se ne parlava anche quando
l'entusiasmo degli amministratori comunali era alle stelle. Quando la
notizia era appena rimbalzata da una parte all'altra del mondo e si
pensava soltanto con ottimismo. Ma già allora si auspicava un
piano di interventi urgente per prepararsi a fronteggiare l'invasione
di chi quel vertice lo denuncia come improprio. Due, tre, mesi sono
trascorsi. Il G8 rimane una realtà. E il gruppo dei suoi
detrattori si rafforza, mentre si assottigliano i tempi che separano
La Maddalena dall'evento.